Con un mio ex compagno di Classe (Parte 1)

Che cose strane capitano nella vita, per anni siedi accanto ad un tuo compagno di classe passi assieme 5 anni della tua vita e mai immagineresti che un giorno ci farai del sesso.
Bè a me è capitato la scorsa estate ed è stata una cosa davvero sorprendente ed eccitante. Con Franco non ci vedevamo dai tempi delle secondarie; le avevamo fatte insieme dal secondo anno, in quanto lui è ripetente, un anno più di me.

Simpatico, un pò sbruffone, scansafatiche, ma grande atleta, giocava a calcio nella squadra del mio paese ed ogni tanto capitava anche di giocare assieme in qualche partitella che si faceva tra amici. Io già allora provavo strani sentimenti nei confronti del mio stesso sesso, ma non avevo ancora iniziato a travestirmi. Certo che l’uccello di Franco si faceva notare sotto la doccia, tutti lo portavano in giro per quella verga di circa 24 cm di cazzo, ed io fingendo come gli altri lo portavo in giro, ma a volte quando mi masturbavo nel bagno di casa indossando i collant di mia zia, immaginavo di avere il suo cazzone tra le mani.

Da allora sono passati quasi 27 anni, oggi alla bella età di 53 anni e con quasi 21 di travestimento alle spalle, e una grande quantittà di cazzi presi, la scorsa estate in occasione di una delle solite cene di classe ci siamo rivisti.
A dire il vero lui se le è sempre fatte tutte, le cene, io invece che sono allergica a questo tipo di iniziative non vi ho mai partecipato; ma la scorsa estate quando mi è arrivato l’ennesimo invito ero sola, la mia famiglia era in vacanza e perciò decisi di parteciparvi.

La cena era stata organizzata in un ristorante verso Fabriano. Vi andai, ovviamente normale, ma visto che ero sola e la serata era di quelle calde programmai per il dopo cena, una trasformazione per diventare Lucrezia e andare a cercarmi un bel cazzo che mi scopasse. Il pomeriggio come mio solito mi preparai con bagno, pulizia accurata del mio culetto e uso abbondante di creme. Prima di uscire preparai una borsa con tutto il necessario per il travestimento e partii alla volta del ristorante.

Arrivai verso le 20,30, e trovai quasi tutti, compreso Franco, ci salutammo calorosamente, 27 anni si vedevano lo trovai più invecchiato di quanto immaginassi, un pò di pancia, ma lo spirito era sempre quello. A cena sedemmo vicini e parlammo molto, mi raccontò la sua vita, un matrimonio alle spalle, 2 figli oramai grandi e sposati anche essi. La sua vita che si divideva tra il lavoro con un impresa edile e la campagna, dove viveva da solo in un posto tranquillo e isolato, perchè come diceva lui non voleva rotture di coglioni.

Mentre parlavamo mi ritornava alla mente sempre quel suo cazzone e mi immaginavo ora a 54 anni come potesse essere. Verso la fine della cena, eravamo tutti un pò alticci, e mentre alcuni iniziavano ad andare via, noi continuavamo a parlare delle nostre vite ed io provai a stuzzicarlo con l’argomento sesso, donne ecc..
Franco fu abbastanza schietto e mi disse che dopo il divorzio, non ne aveva voluto più sapere di legami, anzi mi confessò ad un certo punto che da qualche tempo aveva scoperto il mondo delle trans.

A quella parola rimasi di sasso sgranando gli occhi, lui ridendo e dandomi una pacca sulla coscia, mi dissi, – si hai capito bene, lo dico a te perchè ti ho sempre ritenuto una persona discreta, i trans sono molto più maiale delle donne, gli puoi fare di tutto e loro adorano farselo fare. –
Ero allibita e immaginate quanto la cosa potesse essere rivelatrice per me, di colpo sentii salire dentro di me un gran fremito di eccitazione.

-Franco tu mi stai dicendo che ti scopi dei trans?-, -si oramai sono circa quattro anni che scopo con loro e se capita anche qualche bel travestito, ce ne sono alcuni che sono mille volte meglio di una donna e sapessi che bello quando affondo il mio cazzo nel loro culo, le faccio urlare di piacere e qualcuna urla anche per il dolore-. -Immagino con quel cazzo che ti ritrovi, ma ancora ti diventa duro, mi ricordo che avevi una bestia, ti prendavamo anche in giro, ricordi?- Lui facendo una gran risata si mise una manno sul pacco muovendoselo e mi disse, – altro che caro mio funziona ancora perfettamente quando lo vedono strabuzzano gli occhi, ma quando lo prendono urlano di piacere-.

Ero tutta eccitata avrei voluto prendergli il cazzo tra le mani e succhiarlo, ma come fare. Era oramai quasi mezzanotte, ed eravamo rimasti solo noi, eravamo decisamente ubriachi e il problema era di tornare a casa. Franco mi propose di ospitarmi per la notte da lui, le camere non gli mancavano e la casa era a 5 km dal ristorante, colsi al volo l’invito, ero talmente infoiata e senza più nessun freno che ero pronta a provarci.

Arrivammo a casa sua, un casolare effettivamente isolato in cima ad una collina, era una notte di luna piena e si poteva ammirare il panorama fantastico che si vedeva da lì. Franco entrò a casa e mi fece vedere la mia camera e mi indicò il bagno, dopo di che mi disse che si andava a sdraiare sul prato per godersi le stelle: lì shitto la mia follia, mi dissi -adesso o mai più o la va o la spacca, mi travesto da troia mi trucco e vado da lui e vediamo che succede-.

Andai al bagno con la borsa, mi misi un bel perizoma di pizzo nero, mi unsi tutto il corpo d’olio profumato, mi infilai un minibito aderente e scollatissimo, calzai dei sandali con tacco a spillo 12cm, poi mi truccai sapientemente, ed infine indossai la mia parrucca mora riccia, mi specchiai ero una gran bella troiona. Con il cuore che batteva a duemila, uscii dal bagno e andai verso la porta d’ingresso, sbirciai fuori e lo vidi seduto su una sdraio, si era tolto la camicia ed era rimasto con le mutande, perfetto.

Da dentro casa lo chiamai, -Franco, quasi quasi vengo a prendere una boccata d’aria anche io- e mentre dicevo così uscii, lui si voltò e rimasse per un attimo bloccato. – Ma…. che cazzo….. ma Roberto, sei tu?-, – si Franco, a dire il vero ora sono Lucrezia-, ero ferma sulla porta, lui si mise a ridere, – ahahahaha, ma dai non mi dire, tu un travestito, non è possibile ed io che credevo….

– -che credevi? sono 27 anni che sogno di prendere in mano quel tuo cazzone-, dicendo così iniziai ad avvicinarmi a lui. Franco si alzò, e mi guradava mentre andavo verso di lui, -cazzo Rob, scusa Lucrezia ma lo sai che sei una gran vaccona e che bel culone che hai, non lo avrei mai immaginato-. Oramai ero davanti a lui, il suo pacco era diventato duro e la punta del suo glande oramai era fuori, ci guardammo negli occhi ed io gli afferrai il cazzo in mano, un fremito mi scosse il corpo a quel contatto, dopo 27 anni finalmente avevo tra le mie mani quel cazzo che mi aveva fatto sognare…

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