A casa del diavolo ( sottomissione di una trav )

Non viaggio moltissimo in treno ,anzi devo dire che lo uso molto raramente ma nelle condizioni in cui mi era stato ordinato dal mio Padrone Roberto proprio non credevo fosse mai stato possibile. Sotto i miei abiti maschili indossavo un paio di calze nere con la riga reggicalze nero e rosso smerlettato un reggiseno dello stesso colore e tipo e un babydoll trasparentissimo nero…. questi ultimi poi evidentissimi se solo mi fossi arrischiata di togliere la giacca visto che indossavo una camicia bianca.

Avevo il terrore che chiunque potesse scorgerli….
Nel mio scompartimento a parte una signora di mezza età e il marito c’erano solo dei ragazzi che tornavano da una gita a Venezia…. mezzi morti dalla stanchezza sembrava visto che se ne stavano tranquilli a dormicchiare nelle loro poltrone. Poco prima che il treno partisse prese posto vicino a me una signorina distinta molto elegante e curata dal profumo inebriante…se non fosse che le indicazioni e le volontà del mio Master concernenti il gentil sesso nei miei confronti avrei tentato di farci amicizia….

ma io lo sapevo che queste cose avrei dovute dimenticarle…il mio destino sarebbe stato occuparmi di Lui ed eventualmente solo degli uomini…il mio addestramento avrebbe portato a ciò.
“Fossi in lei andrei in bagno a sistemarle”
Non capivo a cosa si riferisse la mia compagna di viaggio e glielo chiesi stupita.
“ Mi riferisco alla calza, il suo reggicalze si vede bene che si è staccato attraverso i pantaloni”
Sentii il mondo crollarmi…se n’era accorta e come lei chiunque avrebbe potuto accorgersene!
“Non si preoccupi, non parlerò …ho altre direttive per LeI”
DIRETTIVE? QUALI DIRETTIVE??? chiesi
“Se non l’hai già capito è Roberto che mi ha mandata da te…..il viaggio non è lunghissimo ma quanto basta perché sia un piccolo inferno/paradiso per te troietta, io ho carta bianca su di te quindi ora vai in bagno ti sistemi la calza e ti metti dentro il tuo culo questo bel plug! “
Mi porse un pacchetto mi fece cenno di obbedire ed è quello che feci.

Una volta in bagno abbassai i pantaloni e sistemai la giarrettiera…poi venne il turno del plug…. avevo il buchino completamente asciutto e non sapevo come fare.. provai con la saliva ma nulla…. poi vidi del sapone liquido e mi aiutai con quello…. mi scivolò dentro fino alla fine…pensai che davvero ero diventata una troia come aveva detto lei. Approfittai del fatto che ero in bagno e feci la pipì’ ovviamente seduta come mi era stato insegnato, mi asciugai risistemandomi i pantaloni ed uscii…
“Ti sei sistemata le calze?” Mi urlò.

Tutti i passeggeri vicini a noi iniziarono una parata di risolini e di sgomitate…mi sentii sprofondare.
“E rispondi scema! “
Altre risate stavolta più forti ,finché uno dei ragazzi non urlò…. e dai rispondi no?
Mi sedetti e a bassa voce risposi che era tutto a posto.
“Mica ti hanno sentito sai? Parla forte…ti sei sistemata le calze????? Anzi facciamo una cosa abbassati i pantaloni e mostraci se le hai sistemate…ahahahahah! HO DETTO ALZATTI IN PIEDI VAI VICINO AI RAGAZZI E TIRATI GIU’ I PANTALONI! ”
Quasi in trance obbedii…mi avvicinai con le lacrime agli occhi, sfilai la cinta il bottone e poi la zip….

i pantaloni caddero alle caviglie..i ragazzi prima divertiti ora sembravano eccitati…chiesero se potessero toccare e la signora rispose affermativamente …..iniziarono ad accarezzarmi prima le calze poi le cosce poi il sedere nudo evidenziando la visione del mio plug con una “wow” mi fecero girare..osservarono il mio clito chiuso in una gabbia rosa e mi fecero cenno di rivestirmi.
“Signora ma questa specie di donna o cosa cazzo è lo piglia solo in culo o fa pure i pompini?” chiese il più grande dei ragazzi”
“Beh vedi gabriella è una schiava,la schiava di Master Roberto io non so esattamente cosa fa ma ve lo posso far dire da lei se volete! Gabriella sii gentile racconta a questi ragazzi cosa sei e cosa fai”
Al mio silenzio fece seguito il suo urlo: “ CAZZO! SEI DEFICIENTE O COSA? RISPONDI COSA CAZZO FAI E COSA SEI O TI FACCIO SPOGLIARE E ALLA PROSSIMA FERMATA TE NE ESCI IN BABYDOLL!”
“ Il mio nome è gabriele ma da oltre un mese io mi chiamo gabriella,sono schiava di Padrone Roberto il mio unico e meraviglioso Master,io non saprei cosa fare senza di lui e perciò mi sottometto completamente alla sua volontà.

Oltre al travestimento io devo assoggettarmi ad una sessualità prettamente femminile quindi si io pratico il fellatio e il sesso anale passivo. ”
“OSSIA LO PIGLI IN CULO E SPOMPINI? PARLA COME MANGI,AHAHAHHAHAH”
“Si”
“SI COSA CAGNA?”
“Lo prendo in culo e in bocca signore”
“E allora vieni con me al cesso”
“STAI CALMO BAMBINO…LEI NON VIENE DA NESSUNA PARTE…. VI SIETE GODUTI LO SPETTACOLO MA QUESTO E’ BEN ALTRO”
Mentre stavo quasi per ringraziarla venne il resto del discorso, quanto mi sbagliavo.

“QUELLO CHE VOGLIO DIRE E’ CHE GABRIELLA FARA’ QUELLO CHE VOLETE OSSIA VI SPOMPINERA’ TUTTI E SI FARA’ INCULARE DA TUTTI MA CII SONO DUE PREZZI DA PAGARE! DOVRETE PAGARE PRIMA DI TUTTO LA SUA “MARCHETTA” DI 30 EURO A TESTA E COSA PIU’ IMPORTANTE NON DOVRETE IN NESSUN CASO SPRECARE NESSUNA GOCCI DEL VOSTRO SPERMA…SCEGLIETE VOI IL BUCO …MA NON SPORCATELE GLI ABITI …. IN POCHE PAROLE SBORRATELE DENTRO!”
Mi stavo per alzare per scappare via quando la signora mi spinse verso terra mi prese per il capelli ed esortò i ragazzi a spogliarmi dei miei abiti maschili….

Quello che seguì fu un turbinio di seghe di pompini di leccate di culo di palle e dopo avermi tolta il plug vennero le inculate…. i ragazzi fecero un muro attorno a me sembrava si fossero svegliati tutto d’un pezzo e le loro prestazioni furono instancabili …quando ebbero finito erano circa le 2 di notte…non ebbi nemmeno la forza di rivestirmi la gola e il sedere mi bruciavano il gusto di sperma pervadeva le mie labbra la lingua la gola e il palato…..ricordo che fu lei a rimettermi il plug quasi temesse delle eventuali perdite spermatiche e a rivestirmi….

prendemmo sonno tutti fino al mattino quando arrivammo a destinazione…al momento di scendere i ragazzi mi salutarono e mi abbracciarono dicendosi felici della mia conoscenza..uno di loro addirittura mi diede un bacio in bocca…. scesi la scaletta in compagnia della signora ( non sapevo ancora il suo nome) e seguendola come una cagnetta mi ritrovai con lei seduta al bar della stazione…. mentre si faceva colazione suonò il suo cellulare, rispose con un sorriso e dopo poche parole riattaccò.

“ Era il tuo Padrone, arriva tra una decina di minuti con la sua macchina ,nel frattempo questi sono gli ordini: via la giacca la tieni in mano, togli i mocassini ed indossi il tacco 12 nere, e nel tempo che ci separa dal suo arrivo usi questi! “
Rossetto rimmel matita e trucchi vari e dulcis in fundo smalto per le unghie…..dovevo truccarmi davanti a tutti! O MIO DIO!
“Vado alla toilette troia vedi di non andartene via da sola !” rise
Andarmene da sola e dove? In una città che non conoscevo vestita per metà enfemme …
Passarono dieci minuti e di lei nemmeno l’ombra! Mentre iniziavo a preoccuparmi il cameriere venne verso di me con un pacchetto in mano.

“La signora che era con lei mi ha detto di consegnare questo biglietto e questa borsetta. ”
Mi vennero i sudori freddi …mi aveva lasciata sola in mezzo al bar della stazione in una città sconosciuta e senza ne biglietti ne soldi per tornare a casa…. Aprii il biglietto ed iniziai a leggerlo:
“schiava di merda immagino sia con le lacrime di ansia e paura..dai non preoccuparti…apri la borsetta ci troverai un cellulare con cui verrai contattata dal tuo Padrone i tuoi trucchi da troia,i documenti e un preservativo ..non chiedermi a cosa serve sono ordini del tuo Master….

Ah per quanto riguarda il conto l’ho pagato io mentre il tuo portafoglio con i 300 euro e il bancomat me li tengo io…accendi veloce il cellulare tra un po’ riceverai altri ordini…. ”
Una volta acceso lo smartphone ricevetti un messaggio vocale su whatsapp.
“Cara la mia servetta riconosci la mia voce? Sono il tuo Padrone ! Se già non sei uscita dalla stazione fallo subito ,troverai nel piazzale un tassista corporatura robusta capelli e barba lunghi veste in pantaloni chiari e camicia azzurra …esegui tutto ciò che ti ordinera’ come fossi io con te.

Alla fine del viaggio ci sarò io ad attenderti…a dopo “Roberto
Notai subito appena uscita il tassista e lui notò me …mi fece accomodare sui sedili posteriori entrò e mise in moto senza una parola almeno fino a quel momento …. Notai che stavamo deviando verso la campagna è devo essere onesta avevo un po di timore…questa gente io non la conoscevo …. e se fossero stati dei criminali? Dei maniaci?
Fermò l’auto e mi disse di spogliarmi e rimanere con il mio intimo e di uscire poi dalla macchina…in seguito mi fece piegare verso il cofano sollevare il babydoll e mi avviso’ che mi avrebbe colpita con la cinghia…30 colpi per natica, non avrei potuto urlare ma sopportare….

la durata della punizione sembrava eterna,non urlai ma piansi come una bambina…quando vidi che si fermò stavo per rialzarmi ma lui mi spinse nuovamente contro l’autovettura ,frugo’ nella mia borsetta e senza nemmeno curarsi di ungermi mi scopo’…. mi dava dei colpi terribili sembrava volesse rompermi tutta,per spingere ancora più forte affermava le mie carni martoriandole…il mio buchino mi sembrava fosse stato dato alle fiamme…non provavo piacere ma solo dolore…. Ad un certo punto mi sollevò e mi scaravento’ per terra con il suo cazzotti saldamente dentro di me,persi una scarpa il mio piedino sinistro rimase coperto unicamente dalla mia calza velatissima ,pensai a cosa avrebbe pensato qualche eventuale passante a quella visione quando sentii il bastone di carne uscire da me e il mio aguzzino prendermi per i capelli e trascinarmi verso l’albero più vicino…persi anche la seconda scarpa….

Mi fece sedere con il culo nudo a contatto con la terra e i sassi mi schiaffeggio’ e mi costrinse dopo essersi tolto il preservativo a spompinarlo…dentro e fuori dalla gola e poi venne il turno di farsi leccare il buco del culo…poi di nuovo il cazzo… poi le scarpe e poi il culo …schiaffi sputi e poi di nuovo in gola…finché con un grunito non mi venne in bocca…. ingoiai tutto fino all’ultima goccia e crollai a terra.

“Pensi di fare la siesta puttana? “ disse aprendo il portabagagli. “Entra qui dentro,non vorrai mica sporcarmi i sedili vero?”
Ero in uno stato terribile calze rotte non avevo più le scarpe il babydoll mezzo strappato e il corpo sporco di terra …. salii come potevo dentro il bagagliaio e mi distesi…piansi come non avevo pianto mai…il portello si richiuse.
Trascorse un bel po’ di tempo ..il percorso fu piuttosto impervio, buche strade scoscese e curva a non finire finchè l’auto non si fermò e io fui fatta scendere dal portabagagli non senza fatica.

“Siamo arrivati piccola troia vedi quella villa in fondo al viale ? Ci vai a piedi non sono più di dieci minuti, mi raccomando i piedini eh? Ci sono tanti sassolini…ahahahahahah!”
“ Può darmi le mie cose per favore?” chiesi quasi supplicante.
“Se intendi il resto dei tuoi abiti le scarpe documenti e soldi scordateli…. ,suona al campanello di villa Sofia e aspetta ,a proposito hai un culetto che è un burro….

ahahahhahahah” e partì.
Rimasi in mezzo alla strada lacera e sporca e mezza nuda con la sensazione di mille occhi che potessere vedermi…deridermi…. violentarmi. I piedi mi dolevano le calze erano quasi sparite e le unghie smaltate cozzavano con lo sporco…. mi sarei presentata al mio Master in questo stato…cosa avrebbe detto di me?
Arrivai davanti al cancello della villa…maestoso come lo era la costruzione d’epoca sicuramente settecentesca…..suonai e dopo un periodo breve ma solo di tempo la cancellata si aprì.

Camminai lungo il viale quando una voce femminile dall’alto di una terrazza mi esortò a fermarmi e a camminare a 4 zampe fino ad arrivare alla meta…come una brava cagna mi disse ! Non era ancora il mio Padrone ma non potevo far altro che obbedire…. feci la cagna…..
Quando arrivai al portone lo trovai aperto…..entrai camminando eretta normalmente …..mi guardai attorno
e scorsi arrivare due bellissime donne vestite come cavallerizze con tanto di stivali e frustino.

Mah, credevo che Roberto avesse gusti migliori! Sei cicciona ,puzzi e sei lercia …. hai bisogno di una strigliata.

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