Venerdì sera, Sabato mattina.

……………………………………..ed accompagnato Caterina a casa, con la scusa di aver paura si stringe a me. …… ………. scooter bisogna partire, una ragazza in motorino è scivolata su una macchia di olio in una rotonda, il passeggero dell’auto che la segue ci ha chiamato………………

Lasciando Caterina sottocasa, alzando la sella per riporre il casco il mio cellulare si illumina, Daniela dalla Croce mi invia un messaggio, se sono disponibile alle dieci di andar insieme con Lei per riportare a casa la ragazza scivolata con il motorino.

Invece di risponde vado, mi accordo. Rientro in casa e mi metto a letto. Al mattino salendo per andare da Silvia per la terapia, il telefono squilla è Lei che chiama non rispondo ed il telefono smette quando apro la porta, osservato da occhi indiscreti, Alessia che saluta sulla porta di casa il fidanzato, e Maura l’altra nuova inquilina, che chiude la porta per andare al lavoro. Silvia, mi aspetta:”ti stavo chiamando, accendi la caffettiera.

Se mi aiuti: non riesco ad alzarmi mi fa troppo male il ginocchio e devo andare in bagno”, prontamente mi avvicino e buttandomi le braccia al collo si aiuta per mettersi senza pesare sulla gamba dolorante, l’accompagno in bagno e la lascio, e preparo il medicinale. Preparato, vado in bagno a prenderla, e la sorreggo fino alla cucina, Lei rimanendo appoggiata alla credenza, alza la maglietta disinfetto e faccio la prima sulla pancia, lascio il batuffolo per massaggiarsi e cambio siringa, abbasso le mutandine, disinfetto e buco sulla natica sinistra, mentre le precedenti le ha fatte prona, questa era fatta in piedi, io:”Ok abbiamo finito com’è andata?” “Bene, alzandosi le mutandine, anche in piedi non ho sentito nulla, sei molto bravo”.

La lascio raccomando di chiamarmi se avesse bisogno, e che lascio le sue chiavi alla mamma. Chiudo la porta, mamma si è alzata, giorno di riposo anche per Lei, facciamo colazione insieme finito scendo in garage è da molto tempo che non mi dedico al mio hobby che è lo stesso del mio babbo, il modellismo. Vedendo la luce nel garage; Paolo che prende l’auto per andare in montagna dalla moglie entra e si ferma a parlare, l’occasione avere notizie di sua moglie, lui”tutto bene, domani sera rientra perche lunedì pomeriggio deve fare l’ecografia”.

Io:”come passa il tempo” – Lui:”domani inizia il terzo mese”. Arriva Mamma, con due raccomandate, una dell’Ufficio Personale del Comune, ed una dell’ASL. Aprendo la prima mi comunicano che ho diritto ad un posto di lavoro. La seconda praticamente la stessa cosa. Resta a me scegliere, chiedo loro di non far parola con nessuno, e visto l’ora devo scappare.
Arrivando alle 9,45 in Croce, cambio la maglia con quella di servizio, sento parlare ”Libe” la milite al centralino, con una donna, che è stato detto: solo li può trovare aiuto.

Purtroppo dopo il decesso dell’infermiere (per altro anziano) non si effettua più nessun tipo di prestazione. Daniela, ascoltando la conversazione interviene “Libe,………. nello spogliatoio c’è Piero” ha tempo perché dobbiamo aspettare per il servizio: che dobbiamo portare a casa; “chiamalo e vedi se riesce ad aiutarla”. Libe si avvicina, presentandola, e mi porge la chiave dello studio medico, mi avviamo verso la stanza; mi segue e rivolgendosi al figlio chiede se voleva aspettarla sul divano o entrare, il bimbo di cinque/sei anni, non si alza, chiedo a Libe di dargli un occhio che non si allontani con la mamma entriamo,e chiudo.

Ci sediamo, mi spiega molte cose vorrebbe parlare, il poco tempo disponibile rimanda la chiacchierata alla prossima, chiede se le informazioni avute da Libe sono corrette, e vorrebbe dare una compagnia al figlio Matteo, dalle analisi risulta carente di vitamina C e D, l’ostetrico che la segue ha consigliato prima di provare, di fare la cura, dal borsone prende un sacchetto della farmacia. Sono diretti in piscina, e trovandosi davanti è entrata chiedendo.

Aprendolo ci sono tre confezioni di iniezioni due di Vitamina C Bayer da 5 ml. ed una di Di Base 300. 000 e e spiegazioni. Consiglia di farle a giorni alterni ed in mezzo fare la Di Base, dalla prima confezione prendo una fiala, Rosaria questo è il nome vedendola storce il naso, decisamente 5 ml è una bella puntura, chiedo se le ha mai fatte; quelle dice di no, ed è qualche anno che non ne fa, chiede dove, indicoil paravento c’è anche il lettino/sedia nel caso si volesse distendere, mentre si spoglia “da quando ho avuto il bimbo che non ne faccio”.

Rosaria: bella donna dalle forme aggraziate capelli neri a caschetto, 1,68 per 60 kg una terza abbondate sia di slip che seno, parla volentieri. Preparo,con siringa ed il batuffolo di cotone, mi giro verso di Lei è all’ultimo bottone del prendisole, lo appoggia sulla sedia ha un costume intero nero con disegni astratti, bello carino; mi complimento, invece di girarsi, abbassa il costume liberando un seno bello sodo con due aureole da succhiare all’infinito, arriva al monte di venere e si gira, le natiche sode bianchissime, mettono in risalto i segni del costume appoggiandosi al lettino, chiedo quale era la più sensibile,”iniziano con la destra”, un sedere che sembra seta, un peccato bucarlo, disinfetto bene con il cotone, con la sinistra a mo di pizzicotto tiro su, con un colpo leggero buco ed inietto, la gamba rilassata, collabora in un attimo finisce la medicina e massaggio delicatamente io:”si alzi il costume che abbiamo finito.

Si gira, mi fa vedere tutta la pussy con i ricci neri, ordinati non esagerati. Mi ringrazia e si riveste, ci accordiamo per Lunedì..
Daniela, nell’aspettare ha già fato accomodare sulla macchina la nonna della ragazza, e una volta salito prendiamo la via dell’ospedale, Valentina (il nome della ragazza) ci informa che è ancora in reparto ed aspetta, si arriva.

La Caposala consegna la cartella clinica per le cure, la ragazza la porge alla nonna, e ci avviamo all’ascensore; Daniela aiuta la nonna,io aiuto Valentina a salire sulla macchina. Strada facendo la nipote istruisce la nonna che appena può di andare in farmacia ad acquistare i farmaci. Arrivati sotto casa, le accompagno mi salutano e ringraziano. Nel tragitto per ritornare in sede, Daniela mi informa che ha lasciato i nostri numeri alla nonna, dalla sede chiedono di quantificare il tempo di rientro perché non avendo autisti disponibili c’è un altro servizio.

Io, devo fermarmi in sede ed al mio posto salgono altri due militi. Libe, mi dice ci sono dei Signori che ti aspettano in saletta, una coppia di coniugi con una bimbetta, due Signore già anta, ed un bel giovane sui trent’anni. Faccio accomodare; entrano i coniugi, il marito si siede con la bimba in braccio, la Signora ha il sacchetto della farmacia con shitola di siringhe da 2,5 ml. le confezioni di Fosforilasi, metto tutto sul tavolino delle medicazioni, mi lavo le mani, prendo cotone e disinfettante ”Preparo l’iniezione, aspirai il liquido nella siringa fino a riempirla quasi per intero due millilitri, osservava i miei movimenti gli occhi si sono inumiditi.

“Andiamo: vuol farla così; o si stende?” “mi appoggio al lettino” E’ vestita con una camicetta bianca, un reggiseno color rosa, gonna lunga uno spacco dalle ginocchia si alza la gonna fino all’ombelico, indossava una brasiliana nera, sinceramente forse sapendo della presenza del marito seduto dall’altra parte coperto dal paravento inizio ad eccitarmi, ma dovevo contenermi. Massaggio la natica destra, faccio penetrare l’ago per tutta la sua lunghezza, sento la culata rilassata, aspiro e procedo spingendo lentamente sullo stantuffo.

“Ahia, brucia!” mi dice, io:“Coraggio, manca poco” Arriva la figlia;”vedi cosa devo fare par farti un fratellino”, un paio di contrazioni, ferma, terminato estraggo l’ago e massaggio a lungo, sotto gli occhioni attenti della bimbetta, che ha preso la mano della mamma per consolarla. “Pizzica, ahia” “E’ tutto finito” cercai di tranquillizzarla. Con un gesto veloce cerco di tirarle su le mutandine, il marito mi ringrazia ci mettiamo d’accordo come fare domani che è anche Domenica.

Dò il mio indirizzo di casa spiegando loro che non è molto distante, e saluto. Uscendo loro entra il bel giovane che ha bisogno di fare l’antitetanica, mi porge la shitola lo invio a prepararsi e chiedo dove vuole farla, preferisce sdraiarsi, disinfetto e buco, senza una smorfia, finisco estraggo l’ago massaggio e mi porge un foglio da scrivere la data dell’inoculazione. Mi lascia sulla scrivania l’offerta e mi saluta chiedendomi il mio numero di telefono, per la seconda di richiamo.

Accompagnandolo sulla porta mi squilla il cellulare, la nonna di Valentina la ragazza che abbiamo riaccompagnato a casa è rientrata dalla farmacia con i medicinali se avesse bisogno di fare l’antidolorifico in caso di bisogno ero disponibile, “Basta che mi chiami”. Entrano le due Signore, dall’aspetto: due gemelle, parlando e scopro se sono sorelle, una di settant’anni Anita, con un pantalone nero attillato, e Lucia sessanta, con gonna appena sotto le ginocchia si accomodano alte 1,65, stessa corporatura, in camicetta mezze maniche lascavano intravvedere il seno cui i miei occhi non disdegnano di guardarli.

Anita, è vedova senza prole. Lucia, single che per problemi femminili non si è mai voluta sposare sebbene avesse avuto relazioni in gioventù. Chi aveva bisogno del mio operato era proprio Lucia, il medico di famiglia per un’infezione ha prescritto l’urino cultura, mi porge le istruzioni: bisogna mettere il catetere, raccoglierle delle ventiquattro ore consegnarne due campioni ed un cotton fioc per fare il tampone delle feci. Mi alzo vado dietro il paravento, chiedo se prima di iniziare ha bisogno di andare in bagno, Lei mi dice di no, mi lavo le mani ed infilo i guanti, le chiedo di prepararsi e di mettersi sulla sedia, Lucia si toglie la gonna la piega con cura, prendo il sacchetto per le urine lo adagio sulla bacinella sotto la seduta, apro il catetere si toglie l’intimo “Nero con merletti” un bel paio di gambe bianco latte pelle secca, togliendole ed abbassandosi per raccogliere, mi lascia vedere la rosellina, le labbra grandi che escono dal pelo.

Viene verso di me, sale l’aiuto per mettere le gambe sugli appoggi porta le mani davanti per nasconderla la guardo, capisce che purtroppo non può fare a meno di toglierle, parlando per stemperare il clima”quando è stata dal ginecologo” Anita, che parla al telefono chiude la telefonata e si avvicina: “provi a dirglielo che sarebbe meglio che andasse una buona volta a fare una visita” istintivamente Lucia mentre cerco di infilare il catetere nel meato uretrale porta le mani davanti per coprirsi.

La guardo mi capisce le toglie al primo tentativo entra ed inizio a farlo entrare fino alla minzione, dopo di che con la siringa riempio il palloncino per evitare che possa uscire,facendo qualche brusca manovra ormai finita l’operazione, faccio vedere come deve fare per evitare di stare tutto il giorno con il sacchetto in mano. Mi ringrazia scende dalla sedia e si riveste, per domani, e spiego il programma lasciando loro anche il numero del mio cellulare.

Finito con loro, salgo in Direzione dove mi comunicano che tramite il Comune hanno avuto la possibilità di avere due persone a tempo indeterminato, tra le quale la scelta era caduta su di me, perché sono categoria protetta. Il Presidente, (non è altro che il Dottor Renzo C. Ginecologo),con il segretario ed un consigliere (Daniela) mi hanno fatto sapere quali sarebbero le competenze e gli esami che devo sostenere, ho chiesto tre giorni per decidere.

Il presidente stesso finito il colloquio si è reso disponibile ad aiutarmi, tra le altre quella di prendere il diploma di Infermiere ed ho nove mesi di tempo per dare l’esame.
Il sabato pomeriggio, si continua………….

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *