UN MONDO NUOVO 3

Mi chiamò dopo un paio di settimane. Mi disse Se ci capivo qualcosa di computer, queste furono le sue parole, perché aveva dei problemi. Sapevo che era una scusa, nonostante ciò abboccai, forse perché volevo rivederla. Quando arrivai, accesi il PC e mi sedetti sulla sedia da ufficio. Dopo un po’ , da dietro, cominciò a baciarmi il collo e a bisbigliarmi nell’orecchio. Avevo già il cazzo in tiro. Cominciai a pensare che avevo scopato con lei due volte e non sapevo ancora come si chiamava, così le dissi che mi chiamavo Mauro, lei rispose che il suo nome era Emilia.

Intanto io ero indaffarato al computer e lei sempre da dietro a baciarmi il collo, “Scusa ma come mi hai registrato sulla tua rubrica” risposi “Troia”. A questa mia parola scoppiò in una risata fragorosa dicendomi che anche lei mi aveva registrato con lo stesso nome: Troia. Quella frase mi ferì nell’orgoglio di maschio, anche se in fondo è vero che l’avevo scopata alla grande riempiendo di sperma il suo bel culetto e la sua bocca, ma era altrettanto vero che anche lei aveva fatto lo stesso con me.

Ad ogni modo decisi di scoparla con forza, volevo spaccarla e che non avrei assunto ruoli passivi. L’orgoglio è una brutta bestia che ti proibisce di fare cose che invece vorresti. Lei non aveva visto l’espressione di indignazione che avevo fatto perché ero girato. Fa ruotare la sedia, si china e lo prende in bocca. Con la bocca è veramente abile sarebbe in grado di farlo rizzare anche ai morti, poi si ferma e mi dice:” Essere a pecorina, ed essere penetrata è una cosa che mi manda in estasi, sentire il cazzo dentro di me, sentire le tue gambe calde, mi fa sentire la tua troia mi piace da morire, quando spingi io godo mmmm, e quando stai per venire e mi fotti forte mmm e poi sento tutto il tuo sperma nel mio culo sono felice di essere la tua puttana e tengo ancora il tuo cazzo in culo perché mi piace ed è meraviglioso, adoro averlo nel culo”.

Il messaggio era inequivocabile, la prendo e la porto nella sala degli specchi, si china a pecorina e la sodomizzo. Era bello vedere l’immagine riflessa negli specchi mentre la strombazzavo. Lei diceva di essere la mia troia e le sue parole mi facevano infoiare d più. IL mio cazzo scivolava dentro i suoi glutei che mi sbattevano contro, esplosi, “Che goduria”. Poi si distese sul letto, la mia carica di libidine non si era ancora esaurita le saltai sopra.

Cominciai a baciarla e a leccare i suoi seni sodi. I due cazzi si toccavano sembravano due sciabole in battaglia, sentivo il suo pisello duro premere sul mio corpo, le allargai le gambe e ricominciai a stantuffarla. Io ero in piedi e lei a gambe divaricate sul letto, aveva il cazzo enorme e teso. Ad un tratto pensai di essere io sotto, pensai ad Emilia che mi scopava mentre Valeria me lo ciucciava, fu una bella immagine che mi eccitò di più.

Comincia a sbatterla con forza, lei cominciò a segarsi e a mugolare era gridare come un’ossessa. Esplose il suo ventre era lucido di sperma, poco dopo la seguì. Si sdraio sul letto a pancia in giù, mettendo in mostra quella che forse è la parte più bella di lei: il culo. Sul comodino vidi che c’era una pillola blu con un bicchiere d’acqua: la troia aveva pianificato tutto, la presi e mi misi sopra di lei.

Avevo il cazzo flaccido tra i suoi glutei. Ad un tratto mi disse se facevo coppia fissa con lei perché con me ci stava proprio bene. Cominciai a pensare a lei e quanti uomini aveva avuto, perché aveva le sembianze di donna, ma aveva anche l’istinto di un uomo. Se io fossi stato al suo posto avrei scopato ad ogni ora. Così le chiesi quanti uomini aveva avuto. Mi rispose che l’aveva fatto con poche persone, così le diedi un morso sulla spalla “Questo perché hai detto una bugia”
“E va bene una trentina”
“E quante volte l’hai fatto con tre uomini contemporaneamente?”
“Mai”.

Le diedi un altro morso, questa volta più forte.
“ Ma sei scemo! Ti ho detto mai”
“E con due uomini?”
“Mai”
Questa volta la colpii sul sedere, la cosa mi sembrò che fosse apprezzata. Mi spiego che con due uomini l’aveva fatto solo due volte e che era stato deprimente. La prima volta era stata adeshita in un bar, c’erano due vicino a lei, erano amici o forse parenti, uno le si era avvicinato e insomma lei avrebbe accettato solo se lo facevano in tre, fu una delusione.

La seconda volta idem con patate. Mi disse che per farlo in tre occorrono due uomini disinibiti e che non si conoscono e non è facile organizzare l’incontro, ma quello era un suo grande desiderio. IL mio cazzo era di nuovo teso, glielo ficcai nel culo, poi pensai al suo desiderio di farlo con due uomini contemporaneamente, aprii il cassetto del comodino e presi un fallo a ventosa( l’ultima volta quando abbiamo fatto il 69 avevo aperto il cassetto per cercare qualcosa con cui asciugarmi ed avevo visto tanti falli di gomma), lo piazzai in uno specchio e se lo introdusse dentro.

L’afferrai per i capelli e le scopai la bocca, adesso aveva due cazzi contemporaneamente. Le venni in bocca cominciai a strusciare il cazzo tra le sue labbra mentre lei con la lingua puliva tutto. Lei non aveva ancora il vibro dentro e il cazzo duro, volevo succhiarglielo per farle provare lo stesso piacere, ma decisi di segarla. Subito mi esplose addosso. Poi mi disse di provare io , mi introdussi il fallo, lei con il telecomando lo azionò, mmmmm era bello, poi si chinò a 90 gradi davanti e cominciai a spaccarle il culo per l’ennesima volta.

Era una bellissima sensazione, ma non riuscivo a dare il ritmo giusto, ci pensò lei, mi disse di rilassarmi e non fare niente, cominciò a fare avanti e indietro. Esplosi violentemente, fu un orgasmo misto a dolore, il cazzo era indolenzito. Prima di andar via mi consegnò un regalo. Ero in macchina e pensavo a tutto questo. Emilia mi aveva aperto la porta a un mondo nuovo, mi aveva fatto capire che nel sesso oltre ad essere generoso bisogna anche esigere e che ogni parte del nostro corpo ci può dare piacere.

Da quando l’avevo conosciuta il mio rapporto con Valeria era migliorato, prima, ad esempio, Valeria faceva i pompini in modo forzato, ora invece è lei a prendere l’iniziativa, magari io sono sul divano e lei apre la patta e lo prende in bocca e poi ama anche farlo anale. Mi fermai e le scrissi un messaggio, le scrissi che la ringraziavo per tutto quello che mi aveva dato e che le nostre strade si dividevano per sempre, quindi la pregai di cancellare il mio nome dalla sua rubrica così come avrei fatto io.

Lei ha forse salvato la mia relazione con Valeria. Adesso quando ho strane voglie uso il regalo di Emilia: 22 cm di lunghezza per 3. 5 cm di diametro.

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