puttana maltese

Capita che per settimane mia zia non sia disponibile a fare sesso. Una volta è l’organizzazione, gli impegni familiari, qualche altra volta la paura di essere scoperti; forse si inventa scuse (l’ultima è quella di un poco di emorroidi) a chavarmela in santa pace in un letto è un esercizio non molto frequente, se sono fortunato una volta al mese. L’autunno scorso sono dovuto andare per lavoro a Malta con due colleghi ingegneri. Abbiamo preso camere in un hotel della zona turistica e in quattro giorni avevamo appuntamenti con varie ditte del posto.

In serata eravamo abbastanza liberi e i miei colleghi mi hanno portato al casinò. Trattandosi di tre giovanotti in salute e con un poco di soldi, sembra che non fosse troppo difficile acchiappare. Già la prima sera i miei amici pareva avessero fatto colpo, ma con delle signorine profumiere che si sono fatte offrire un aperitivo e poi si sono svincolate. Io ero un poco per i cazzi miei, anche se l’idea di farmi una scopata mi attraversava la testa.

Il secondo giorno, nel pomeriggio, di ritorno dal lavoro, con un taxi abbiamo attraversato alcuni quartieri paesani. A un certo punto su una strada il tassista ci ha detto confidenzialmente che lì vicino c’erano prostitute, i colleghi ridendo hanno chiesto di fare il giro in auto, ma forse era troppo presto e a parte una ragazzina magra e biondastra sembra non ci fosse quasi nessuno. Stavamo per svoltare in una strada più larga quando da una porta a piano terra è apparsa una vecchiazza con ridicola salopette e un corpo bestiale: grande culone, bella panzona e tettone come angurie.

La donna ci ha sorriso, ma i ragazzi si sono messi subito a ridere e scompisciarsi, quel tipo di femmina, sessantenne e sovrappeso, gli faceva schifo e si davano di gomito per scherzare tra di noi e prenderla in giro. La vecchia ci ha guardato, dignitosamente si è girata su se stessa ed è rientrata in casa. Anche io ridevo, ma disperatamente pensavo a quel culo e cercavo di memorizzare il posto. Tornammo verso l’hotel e mentre pagavo chiesi il numero di cellulare del tassista.

I miei colleghi erano già scesi e avevano fretta di farsi una doccia per poi uscire per cena. Il tassista mi diede la ricevuta e io gli dissi, se dopo dieci minuti fosse stato disponibile a riportarmi dalle prostitute. L’uomo ha annuito. Sono andato in camera a farmi una pisciata, ho mandato un sms ai colleghi, dicendo che facevo un giro e che non dovevano aspettarmi per cena e poi sono ridisceso in strada.

Ero eccitato. Ho ripreso il taxi di prima e dopo 15 minuti eravamo nella stessa strada di prima. Il conducente si guardava in giro e mi disse dispiaciuto che forse la ragazzina era già andata via o era impegnata. Gli risposi che mi interessava la vecchia dalle spropositate tette. Non disse nulla. Mi indicò la porta e scesi. Mi disse pure che due strade più in basso c’era la linea dei bus e passavano i taxi.

Bussai al campanello e mi venne ad aprire un ragazzo. Mi squadrò, mi chiese se ero lì per Terry, feci un gesto per mimare l’ingombro dei seni e lui mi lasciò entrare. C’era puzza di cibo fritto, ma quando la vecchia in salopette uscì dalla cucina, dimenticai ogni cosa. Notevole, veramente notevole. Alta circa un metro e sessanta aveva una circonferenza di natiche e di seno che dovevano più o meno arrivare alla stessa lunghezza.

Parlava un poco di italiano e asciugandosì le mani bagnate sulla maglietta, mi disse che mi aveva visto in auto un’ora prima e che dalla faccia che avevo fatto, aveva pensato che sarei ritornato a trovarla; mi indicò una porta. Prima però, chiarimmo costo e prestazioni. Purtroppo nonostante insistessi che non ne facevo un problema di prezzo, il buco del culo era escluso, mi disse che ficcando (usò proprio questa parola) nell’ano il preservativo poteva rompersi, ma che mi avrebbe soddisfatto lo stesso.

Comunque ci infilammo nella camera. Il letto era alto, all’antica. Già in piedi, iniziai a carezzarle il corpo sulla stoffa, le grandi chiappe, le tette, il basso ventre mentre lei faceva lo stesso con me e mi massaggiava il volto e la patta. Lo aveva fatto mille volte, ma sembrava sinceramente contenta della mia eccitazione, quando mi calò le mutande e vide il cazzo in erezione. Poi si è tolta la maglietta e il reggiseno e non sono rimasto scontento, anzi: tettone bestiali e un poco asimmetriche.

Massiccia carne bianca con grandi aureole scure. Le ho baciato e ciucciato i capezzoli sino a farli diventare duri, lei intanto mi masturbava senza fretta. A mutande calate la vecchia aveva poi qualcosa di ancestrale, di antico, una dea neolitica, con una grande monte di venere peloso e molto pronunciato. Si è messa sopra di me e mi ha cominciato a lavorare il glande con la bocca e la lingua. Poi ci ha ripensato, ha preso da una borsa un preservativo e me lo ha infilato, riprendendo il caldo pompino.

Poi mi ha cavalcato e si introdotta il pistone nella vulva. La scopavo carezzandole le mongolfiere, è durato abbastanza ed era immensamente gradevole, poi si è girata e mentre la fottevo le potevo vedere e carezzare le natiche cellulitiche e il buco del culo, una visione magnifica, sino a che sono venuto. Che scopata, viva le vecchie vacche! Ai miei colleghi non ho raccontato nulla, ma non credo possano capire.

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