Le mie storie (41) (terza parte)

…. La mattina presto, verso le nove (non sono certa dell’orario ma facciamo finta che sia così) la mia amica mi svegliò dicendomi che Robert avrebbe voluto portarla un paio di giorni in giro per Cuba da soli. Io rimasi un po’ interdetta, ma allo stesso tempo la cosa non mi dispiacque anche perché finalmente avrei potuto fare ciò che volevo. Mentre lei si fece una veloce borsetta, allo stesso tempo mi mostrò una serie di capi intimi che avrei potuto eventualmente usare in sua assenza.

Al momento mi venne soltanto da ridere, poiché non erano cose che mettevo generalmente è che avrei mai pensato di mettere. Poi una volta salutatala, dopo averle fatta le dovute raccomandazioni, tornai a dormire.
Qualche ora dopo naturalmente dopo aver fatto colazione, mi incontrai con ogni mattina con il nostro autista. Gli dissi che non sarei andata al mare e che al contrario avrei voluto fare un bel giro per la città, vivere un po’ i quartieri cubani, insomma fare la turista ma da dentro.

Lui fu molto gentile, ed anche contento di questa mia scelta. Mi portò nei mercati che frequentava lui e la sua famiglia, andammo in un paio di musei sconosciuti ai più poi mi chiese se volevo andare a casa sua per conoscere sua moglie ed i suoi figli. Naturalmente accettai di buon grado. La casa era umile ma molto ben tenuta con tante foto soprattutto dei figli e dei suoi due nipotini. Insomma passai tutto il pomeriggio a casa loro e rimanere a cena fu una cosa quasi scontata.

Naturalmente però chiesi ed ottenni di tornare in albergo per cambiarmi, farmi una doccia e comprare qualcosa da portare alla moglie. Convinta che non sarebbe successo niente, quasi per scherzo dopo aver fatto la doccia, tirai fuori dalla valigia di Renata un suo body di pizzo. Sinceramente non ricordo se mi avessi mai indossato uno prima, sicuramente non risiedano nel mio cassetto, ma tutto sommato non mi andava male, di sedere era perfetto (siamo entrambe culona), il seno me lo schiacciava un po’ facendolo apparire se possibile ancor più grosso.

Ma dopo aver messo una camicetta ed una gonna di tela, i miei seni erano al sicuro. L’unico fastidio era la parte posteriore del body che finiva la sua corsa tra le mie chiappe. Puntuale scesi ed andammo a casa sua. Non mi ero resa conto però che era stata organizzata una cena importante tutto per la sottoscritta, dove oltre la moglie e i figli ed i nipoti, arrivarono anche un’altra decina di parenti (credo fossero cugini).

Tra questi c’era xavier, che avrà avuto trentacinque anni, e con il quale subito si è creato un feeling. Abbiamo parlato di politica e di altre cose che vi risparmio. Poi verso le undici questo mio nuovo amico si è offerto di accompagnarmi in albergo ma prima mi ha proposto di andare in un locale. Naturalmente non me lo sono fatta dire due volte e siamo andati in un posto (non ricordo come si chiamasse) dove ballavano tutti una vera e propria meraviglia.

La si è aggiunto anche un suo amico Alfredo ed insieme ci siamo seduti a bere l’ennesimo moito. Un po’ felice per la bella giornata passata, un poco eccitata per l’alcol ed il locale molto coinvolgente, quando mi hanno accompagnata in albergo, li ho invitati a salire in camera, con la scusa (io lo sapevo benissimo) che dovevano farmi vedere un posto dove andare al mare il giorno dopo sulla cartina.
Mi sono seduta sul letto mio, xavier si è messo mio fianco mentre il suo amico era in piedi in faccia a me.

Ho aperto la cartina e dopo avermi mostrato questa nuova spiaggia, mi appoggiato una mano sulla coscia. In quell’istante, davanti a quel gesto apparentemente innocuo, ho avuto la netta percezione di ciò che sarebbe successo di li a qualche minuto e per un attimo, dopo i soliti battiti del cuore accelerati, mi sono sentita femmina e Troia allo stesso tempo. L’ho guardato in faccia e ci siamo baciati, l’amico inizialmente ci guardava. Poi xaver ha cominciato a sbottonarmi la camicetta mettendomi schiena sul letto, io ho lasciato fare e mentre lui baciandomi mi spogliava, ad un certo punto ho sentito due mani che mi allargavano le gambe e poco dopo la faccia del suo amico Alfredo che si insinuava tra le mie cosce.

Dopo credo più di vent’anni avevo di nuovo due uomini sopra di me e la cosa non mi dispiaceva affatto anzi. Uno mi baciava le labbra, l’altro dopo avermi sganciato il bottoncino del body, ha cominciato a leccarmi la micia. Dopo un po’ xavier si è abbassato la tuta ed ha tirato fuori il suo uccello già in erezione. L’ho guardato un attimo e l’ho preso in bocca. Intanto ero rimasta completamente nuda mentre succhiavo e mentre lo facevo ansimavo sotto i colpi della lingua di Alfredo.

Poi sono venuta ed ho sentito la sua lingua bagnarsi più che mai. Dopodiché si è alzato ed è venuto a fianco al mio letto anche lui con il membro bello duro. Ho cominciato a fare un po’ per uno in bocca, ero completamente eccitata, mi sentivo una ragazzina non nello stesso tempo avevo bene in mente ciò che stavo facendo, e ciò che avrei voluto fare. Certe volte avere quarant’anni aiuta anche in questi momenti.

Con le mani facevo si che nessuno dei due smettesse di essere eccitato. State pensando bene, sembravo proprio una pornostar. Ogni tanto mi guardavo allo specchio che era di fronte al letto ed avevo un misto di sensazioni, un poco finalmente riuscivo a vedermi donna, dall’altra parte c’era quella parte di me che si chiedeva come stessi riuscendo a farlo. Poi ho perso di vista letteralmente i due, chi e cosa facessimo anche perché era quasi del tutto buio (era accesa solo una lampada).

Mentre continuavo il mio pompino, credo che Alfredo si sia spostato, l’ho sentito aprire il preservativo e poco dopo alzarmi le cosce e mettermelo dentro. Stavo scovando con due bellissimi ragazzi e mi sentivo dannatamente bene. Dopo aver avuto un altro orgasmo, sentii venirmi sulla parte alta del pube mentre quasi contemporaneamente l’altro mi venne sul seno. Ero davvero stremata mentre loro sparirono entrambi nel bagno. Mi guardai inevitabilmente allo specchio e non sapevo se vergognarmi o essere tanto fiera di me che a quarant’anni (di lì a qualche giorno ne avrei fatto quarantuno) ero ancora così attiva.

Dopo una decina di minuti uscirono entrambi avvolti dalle asciugamani, mentre io ero seduta in mezzo al letto ancora tutta nuda. Mentre Alfredo si vestiva, l’altro venne da me e mi sussurrò nell’orecchio qual cosa che io interpretai come una richiesta di soldi per la benzina. Chiaramente avevo capito la cosa, ma in quel momento non ebbi nessun senso di colpa né di imbarazzo. Gli diedi venti euro (se non ricordo male), loro mi salutarono dandomi appuntamento la mattina dopo.

Così fu, lo zio non si presentò e venne direttamente a prendermi xavier fuori all’albergo; intanto mi ero messaggiata con la mia amica Renata dicendo che era tutto a posto (non raccontandole niente però) così come per lei. Prima di andare al mare andammo in un mercatino dove comprai gli immancabili souvenir da riportare a Napoli. Poi incontrammo Alfredo e dopo una mezz’oretta di macchina, arrivammo in un posto completamente diverso da quello dove ero stata i giorni prima con la mia amica.

All’apparenza era una strada normale dalla quale si vedeva il mare piuttosto vicino, poi dopo aver parcheggiato vicino ad altre tre macchine (non di più) prendemmo un sentiero tra i cespugli e dopo qualche minuto di cammino ci ritrovammo letteralmente in paradiso. Mai visto niente del genere in vita mia, era una caletta non più lunga di una ventina di metri con una spiaggia più bianca di quella dove ero stata, degli scogli sui lati e non più di tre ombrelloni distanti abbastanza l’ uno dall’altro.

Seduta sotto uno di questi ombrelloni c’era una signora più vecchia di me sulla cinquantina che evidentemente era anche lei “accoppiata” e mi salutò con un gesto della mano ed un sorriso. Io avevo messo uno dei miei soliti costumi coprenti, ma non so perché con naturalezza mi tolsi subito il reggiseno insieme al vestito. In genere non prendo mai il sole in topless, una vergogna matta, ma in quel momento ebbi la sensazione di vivere in un altro mondo, non so come spiegarvelo.

Andammo in acqua tutti e tre naturalmente cominciammo a giocare, a parlare insomma tutto in maniera tranquilla. Poi i due si coalizzarono contro la sottoscritta e mi tolsero il pezzo di sotto cominciando a tirarselo l’un l’altro con la stupida che stava in mezzo. Per la verità in tutto quel caos non mi rendevo conto di essere completamente nuda dentro al mare, ma ormai mi sentivo un’altra. Ad un certo punto anche Alfredo si tolse il costume un po’ per solidarietà, un poco (lo avrei capito dopo qualche istante) per mostrare il ben di Dio di cui la natura lo aveva fornito.

Infatti la sera prima un poco il buio un poco l’eccitazione, non mi ero resa conto bene di quanto grosso fosse il suo uccello. Così una volta rimasto anche lui senza nulla, dopo poco tra un saltello ed un altro, vedi uscire dall’acqua questo serpente tutto nero. Lui si mise a ridere io avevo gli occhi spalancati, poi venne addosso mi abbracciò e me lo strofinò su tutto il corpo. Intanto xavier era salito sulla spiaggia ad asciugarsi, credo dopo aver ricevuto un segnale dall’amico.

Rimasti nell’acqua tutti e due, si avvicinò con fare molto minaccioso, ma io mi resi conto che nell’acqua erano entrate anche quella signora che mi aveva salutato insieme al suo amico. Indossai così il pezzo di sotto che intanto mi era stato restituito e continuai a giocare con il mio amico, fino a quando dopo avermi stuzzicata più di una volta, glielo presi in mano e cominciai a masturbarlo sott’acqua fino a farlo venire.

Poi saliti di nuovo in spiaggia cominciammo a mangiare ed offrimmo quello che avevamo portato anche ai nostri vicini che erano lui naturalmente cubano e lei tedesca. Mi raccontò che non era la prima volta a Cuba, ed il suo compagno era sempre lo stesso quando sbarcava sull’isola. Invece le raccontai che stavo con un’amica eccetera. Il pomeriggio lo passammo in spiaggia ed io mi feci fare un bel massaggio; dopo di che organizzammo la serata sempre in un locale di loro conoscenza.

Mi lasciarono in albergo per venirmi a prendere dopo un paio d’ore. Io allora decisi di attingere alla valigia di Renata tanto ormai avevo fatto trenta poteva fare anche trentuno. Misi un suo vestitino molto leggero e trasparente con sotto un suo completino intimo di pizzo bianco che essendo perizoma, come sempre mi spariva dietro il culo, mentre sopra avendo lei una taglia abbondante meno di me, mi faceva le tette ancora più grandi di quanto le avessi.

Effettivamente guardandomi allo specchio, sembravo proprio un “troione”, non preoccupatevi di pensarlo, certe cose le so vedere anche da me. Per fortuna che non mi truccai tanto anche perché non so farlo.
Vi risparmio la cena ed il dopo cena ballerino, tornati in albergo ricominciammo da dove avevamo finito la sera prima. In breve rimasi soltanto in perizoma mentre questa volta non eravamo proprio al buio, così vidi due ragazzi improvvisare piccolo spogliarello per la sottoscritta.

Prima uno, poi l’altro rimasero solo con il boxer mettendo per l’ennesima volta in mostra quel fisico che già avevo ammirato più e più volte la mattina. Cominciai a baciarli alternativamente, poi mentre loro esploravano il mio corpo minuziosamente, io misi le mie mani nei loro slip e cominciai a giocare con i loro uccelli. Anche l’altro non era messo male, ma Alfredo aveva un vero e proprio totem di ebano. Mi piegai su di lui per assaggiarlo con le labbra e la bocca e quasi contemporaneamente sentii le mani di xavier che mi sfilavano la mutanda per cui appoggiarmi le sue dita all’ingresso della micia e del buco del culo.

Stavo di nuovo scopando con due uomini contemporaneamente, la cosa mi sembrava più naturale che mai, avevo un uccello in bocca e l’altro che si strusciava tra le mie natiche grosse. Godevo tanto, come non mi succedeva da una vita e chiaramente mi sentivo bene troppo bene. Mentre succhiav1do quell’enorme uccello, ebbi un’improvvisa sensazione di freddo scivolarmi tra le chiappe… era la mia crema per il corpo che stava scorrendo verso il buchetto del sedere.

Fermai un attimo il movimento della mia bocca che si stava gustando quella pompa come non mai, il tempo di sentire le dita spalmare la crema dove non batte il sole, e lentamente me lo ritrovai nel sedere. Intanto mentre ero felicemente inculata, terminai la mia opera con le mani compiacendomi per l’esplosione del Vesuvio nero. Alfredo a modi pennello giocò un poco con la mia faccia e poi scomparve nel bagno. Intanto dopo qualche minuto, l’altro uccello lasciò il mio sedere per venirmi sulla schiena.

Se vi state chiedendo come mai tanta dovizia di particolari, vi rispondo che oltre ad aver vissuto quella serata più volte anche una volta tornata in Italia (solo con il pensiero), questo pezzo che state leggendo lo sto scrivendo da alcuni giorni.
Ma la serata non era finita… ero stanca ma, sarà stata l’aria di Cuba, sarà stato il fatto che mi sentivo particolarmente libera, insomma ero eccitata da morire. I 2 ragazzi uscirono a distanza di qualche minuto l’1 dall’altro con gli asciugamani intorno alla vita.

Io invece ero comodamente stessa sul letto tutta nuda a leggere 1 rivista. Cominciammo a parlare 1 poco, soprattutto del fatto che il giorno dopo Renata sarebbe tornata, ed io non sapevo cosa fare, se farglieli conoscere oppure no, anche perché non sapevo come sarebbe tornata con Robert. Dopo 1 decina di minuti di chiacchiere, Alfredo si sedette a fianco a me e cominciò con 1 sacco di complimenti, dicendo che ero stata sicuramente la donna occidentale più interessante che avesse conosciuto.

Intanto con la mano mi accarezzò il ginocchio che io avevo piegato. Ridendo gli risposi che probabilmente diceva tutte le donne la stessa cosa, invece lui anche incalzato dall’amico sostenne che la cosa fosse vera. Quasi quasi cominciavo a crederci soprattutto quando la sua mano cominciò a scendere lungo l’interno coscia fino ad arrivare sulla micia che, detto tra noi, era ancora bagnata. Mise 1 dito dentro ed incominciò a massaggiarla, io lasciai la rivista, chiusi gli occhi e cominciai ad eccitarmi sotto i suoi movimenti.

Poco dopo sentii le mani di Xavier prendermi i seni e subito dopo la sua lingua salirmi sul collo fino a baciarmi. In breve eravamo di nuovo tutti e 3 sul mio letto. Sentivo i loro uccelli sul mio corpo che piano piano diventavano più duri. Li sentivo accarezzarmi sui fianchi, sulle cosce, non distinguevo chi di loro stesse facendo cosa, ero letteralmente in paradiso, con gli occhi chiusi ad ansimare sempre di più.

Mi fecero venire di nuovo, sentii dalle dita di Alfredo quanto avevo goduto, poi mentre assaporavo il frutto della mia micia, le mie cosce si allargarono per l’ennesima volta. Il mio bacino si sollevava sotto i colpi di quel membro nuovamente duro, intanto con la mano cominciai a masturbare l’ altro. Io ero loro, ma loro erano miei, e per la sottoscritta quel triangolo era dannatamente perfetto. Il sesso d’altra parte mi è sempre piaciuto tanto sin da piccola.

Ci muovevamo contemporaneamente, mi misi a pecorina sentendo oltre l’uccello nella fica anche 2 mani che massaggiavano forti il mio grosso sedere. Poi successe quello che non mi era mai successo, neanche in passato, neanche le altre volte che da ragazza (ventenne) mi era capitato di farlo in 3.
Li stavo prendendo in bocca quasi contemporaneamente tutti e 2, le loro cappelle giocavano con il mio viso e le mie labbra. io in maniera assolutamente comunista, ne prendevo in bocca prima 1 dopo alcuni secondi l’altro.

Alfredo si spostò, si stese sul letto con il suo uccello enorme diritto come 1 asta, io mi alzai sulle ginocchia fino ad appoggiare la mia micia sulla sua cappella e poco dopo lasciarla entrare fino in fondo. Su e giù, mi muovevo in maniera ritmica per sentirmi sempre più bagnata da quella lunga penetrazione. Poi in maniera del tutto inaspettata, Xavier con 1 mano dietro la schiena mi piegò in avanti fino a farmi penzolare i capezzoli sul petto dell’amico.

Sentii prima il suo dito bagnato giocare con il buco del mio sedere per qualche secondo, poi dopo avermi bene stretta sui fianchi con 1 colpo deciso me lo mise dietro. Solo dopo qualche secondo realizzai che mi stavano penetrando contemporaneamente tutti e 2. All’inizio non sapevo come muovermi per assecondarli, tanto che mi scappò anche 1 risata. Poi piano piano i movimenti diventarono sempre più coordinati fino ad essere perfetti, a farmi urlare di piacere.

È stato l’orgasmo più incredibile della mia vita, non vi nascondo che spesso di notte ci penso e ci ripenso. I loro uccelli dopo avermi penetrata per alcuni minuti uscirono da dentro per venirmi sul corpo per poi farmi leccare la loro cappelle bagnate. Ero sfinita, appagata ma sfinita. Guardai l’orologio che segnava le tre zero sette di notte. Mi alzai per andare in bagno a farmi una doccia e fare pipì. Mentre l’acqua mi scivolava addosso calda e rilassante, vidi aprirsi la porta ed entrare xavier.

Avevo la micia letteralmente in fiamme, cercavo di portarle ben essere bagnandola con l’acqua, non volevo darla a vedere al mio amico che intanto gentilmente cominciò a strofinarmi la schiena con la spugna. Le sue mani naturalmente scorrevano sul mio corpo indugiando soprattutto sui miei seni, strizzandoli e giocando con i capezzoli. Quando cercava di mettere la mano tra le cosce, gentilmente gliela toglievo portandola di nuovo sopra sulle tettone. Il problema si pose quando le mie chiappe sentirono lentamente il suo uccello che si induriva per l’ennesima volta.

Più si strusciava, più sentivo alzarsi dietro di me il suo arnese. Allora mi inginocchiai con l’acqua che continuava a scendere e gli feci un’altra pompa. Era insaziabile, anche dopo essere venuto mi disse che aveva ancora voglia di me. Intanto indossai l’ accappatoio e tornai in stanza. Alfredo dormiva beatamente tutto nudo con l’uccello al vento sul letto di Renata. Io mi stesi sul mio letto ed a bassa voce dissi all’altro che di li a poco sarebbero dovuti andare via per non farsi trovare il mattino dopo.

Lui sorrise e prese posto sulla poltrona di fronte a me. Mi chiese se mi era piaciuta la serata, gli risposi che ero stata benissimo, ma che era un poco stanca. Mi disse che le donne italiane non si stancano mai, io non so a chi si riferisse ma non era il mio caso. Eppure dopo tutto quel sesso, una parte di me che evidentemente non voleva arrendersi all’età, ne voleva ancora forse consapevole che non si sarebbe ripetuto più tornata a Napoli.

Dissi che avevo bisogno di riposo, che la mia “amica” era in fiamme; lui ridendo rispose che avrebbe potuto spegnermele con il suo “estintore”. Mi venne vicino dicendo di stare tranquilla che non avrebbe fatto niente, ed in effetti mi cominciò a massaggiare le spalle con le sue mani forti. Mi girai sul fianco, dopo aver spostato i capelli lo lasciai fare e mentre sapientemente mi portava un altro tipo di benessere, mi confessò che oltre alla laurea in biologia era anche fisioter****ta.

Stavo quasi prendendo sonno dal relax quando Alfredo si svegliò ed accese il televisore. Niente da fare, tra un’imprecazione scherzosa ed un sorriso, ero di nuovo sveglia ed anche loro lo erano. Cominciammo a vedere un film che erano circa le quattro di notte; Xavier era accanto a me steso e mentre guardavamo mi faceva i cosiddetti grattini sulla parte alta della coscia fino ad arrivare a giocare con il ciuffo di peli che sovrastava la mia fica.

Non ricordo che il film fosse, ma si sparava ed uccideva come non mai. Ai titoli di coda gli chiesi se non fosse il momento di salutarci, ma entrambi mi dissero di no. Uno di loro mi disse dopo essersi messo di fronte a me completamente nudo “dicci di andare via e noi lo facciamo, ma lo vedo in faccia che hai ancora voglia”. Ero molto stanca, non sto scherzando, purtroppo però se c’è una cosa che non so fare è mentire.

Ancora non so da dove venisse la voglia, ma ero nuovamente eccitata. Cercai di contrastare con la ragione quell’ennesima tentazione, ma fu inutile. Alfredo si infilò anch’egli sotto il lenzuolo del mio letto e la sua mano cominciò a scivolare sul mio corpo. Entrambe si trovarono con le mani sulla mia micia, poi uno cominciò ad accarezzarla da fuori giocandoci un poco, mentre l’altro si infilò con la testa sotto il lenzuolo per baciarmi i seni.

Nonostante mi facesse un po’ male, lo presi dentro di nuovo fino a godere ancora. Poi uno dopo l’altro li feci venire con la bocca e con le mani. Dopo di che gli dissi anzi li pregai di andare via perché non volevo problemi con l’albergo…
di lì a poco sarebbe venuta Renata. (Continua…).

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