La battaglia di Torino

Un battibecco per motivi di gelosia è plausibile tra coniugi o tra fidanzati, ma una lite per gli stessi motivi ha sicuramente un che di grottesco. Purtroppo era quello che era capitato a mia moglie “ Lucia” al ritorno dalle vacanze che avevamo trascorso in Corsica. Durante quel periodo oltre a divertirsi avevo esaudito il suo desiderio di farsi due tatuaggi una stupenda farfalla sul seno destro e un bellissimo scorpione sul pube.

Maurizio, l’amante, proprio a causa dei tatuaggi l’aveva apostrofata malamente per non parlare del fatto che era tornata soddisfattissima da quella vacanza. Non sopporta va di essere donna libera con ma schiava di colui che doveva occuparsi solo dei suoi insaziabili istinti sessuali. In più proprio quel giorno la macchina aveva deciso di guastarsi e aveva dovuto rientrare a casa con i mezzi. Dovevo escogitare qualcosa per distrarla non potevamo guastarci subito le meritate feri.

Feci mente locale presi il telefono e chiamai Luigi un amico di Vercelli possessore di una roulotte piazzata ormai fissa al campeggio naturista le betulle di Torino per accettare quella ospitata che da tempo mi sollecitava di accettare. Non avendo un mezzo proprio presi gli accordi e venerdì pomeriggio partimmo con il treno per Torino con appresso solo le cose indispensabili. Le carrozze a quel tempo erano fatte a scompartimenti di sei persone, io e Lucia lato finestrino mentre lato corridoio fronte Lucia era seduto un ragazzo.

Partito il treno Lucia comincio a snocciolare gli eventi del giorno prima non senza intercalarli con espressioni da portuale, io annuivo limitando al minimo i commenti e il nostro compagno di viaggio tentava ormai da mezzora di leggere la stessa pagina del libro, incrociando di quando in quando lo sguardo li lei e dandosi un contegno di persona navigata annuiva, sicuramente senza capire chi era l’amante chi il marito chi ero io.

Devo dire che la conoscevo bene ma mai l’avevo vista così alterata. Per stare più comoda visto che il divanetto dal suo lato era vuoto con tolse i sandaletti e si appoggio come una dea greca tenendo piegata la gamba interna, quel gesto fece sollevare la gonna mettendo in mostra le mutandine rosse, inutile dire che per l’ennesima volta distrasse dalla lettura il nostro viaggiatore che non potè fare a meno di fingere indifferenza arrossendo.

La pace durò poco si risedette e riprese le invettive con :
“E quello stronzo pretende che quando vado in giro con lui mi metta le mutande perché quando scendo e salgo dal camion gli altri mi vedono il culo”. Detto ciò, con lo stile di cui solo le donne soni capaci con un solo elegantissimo gesto si sfilò le mutandine , si alzò apri il finestrino e mostrandomele come un trofeo li gettò dal finestrino, Io ridevo un po’ imbarazzato lei quasi avesse fatto un gesto scaramantico si rimise nella posizione della dea greca e il ragazzo non poté non vedere il triangolino di peli, risedendosi e appoggiando un piede sul mio ginocchio alzò la corta gonna e indicando con una mano disse in tono molto più calmo :“ E questa è mia la faccio vedere a chi voglio io”.

Sinceramente ero io in imbarazzo, ma lei imperturbabile estrasse abbassò la spallina della canottiera fece comparire il seno tatuato, dichiarando :“e sulle mie tette ci scrivo quello che voglio”. Si rimise nella posizione di Giunone sul triclinio rimase li con il seno fuori e la gonna semi alzata gli occhi persi fuori dal finestrino, nemmeno l’arrivo del bigliettaio la scompose estrassi il biglietto ma sono convinto che neanche il bigliettaio avesse interesse al documento di viaggio bucò i biglietti tenendo lo sguardo fisso alla statua.

Quando arrivammo a Torino, Lei si ricompose salutammo il nostro compagno di viaggio che, inutile dirlo non aveva letto il libro ma era rimasto a inebetito guardare lo spettacolo.
Alla stazione eravamo attesi da Alberto con la sua nuova compagna, a causa degli impegni non potevano essere della compagnia quella sera, ci accompagnarono al campeggio e ci presentarono a Claudio il vicino di roulotte e fiduciario delle chiavi. Claudio era un uomo atletico parlantina sciolta e fluente, e cosa non da poco superdotato, Eravamo in ripresa lo scintillio negli occhi di mia moglie e i capezzoli che spingevano la canottiera furono il segnale del gradimento, Claudio ci mostrò i nostri appartamenti, l’ubicazione delle docce e dei servizi e si accomiatò elegantemente promettendo a Lucia che sarebbe tornato ad augurarci la buona notte.

La serata tiepida la passeggiata serale e la calda accoglienza ci avevano infuso una serenità difficile da supporre all’ inizio di quella mattinata, per non parlare della luce che emanava dagli occhi la mia dolce metà.
Ormai si avvicinava la mezzanotte e visto che il nostro anfitrione tardava, andammo a letto, lei si accoccolò dolcissima fra le mie braccia quando all’ improvviso una voce flautata entrò dal finestrino vicino al letto, era Claudio, educato ed ammiccante disse: “ Posso entrare ad augurarvi la buonanotte?” , come rifiutare una richiesta tanto suadente, acconsentimmo e senza alzarci dal letto cominciai ad accarezzare i seni della mia donna, nel buio quasi totale intravidi la siluette del uomo, un profumo di pulito lo accompagnava, per non disturbare gli altri abitanti lei gemeva sottovoce e come un sonar lo guidava nel buio poi quando i mugolii cessarono sostituiti da più soffocati rumori di un pompino capii che l’aggancio con base luna era avvenuto e che un finesettimana di divertimento si stava approssimando.

Lucia prese il comando delle operazioni ci guidava il nostro ospite aveva già capito come comportarsi, Lucia chiuse le tendine accese la piccola lampada di cortesia per farsi ammirare e per farci vedere come il suo corpo minuto si muoveva sinuoso dopo baci e carezze si mise a cavalcioni su di me e con la dolcezza di cui era capace con un sorriso ammaliante sussurro: “ adesso Claudio inculami”.

La richiesta sorti in entrambi una euforia maggiore, dopo averla lubrificata con la lingua Lui le appoggiò la cappella sul buchino lei faceva ruotare il bacino e spingeva , poi ancora una rotazione e un altro pezzo di quei 24 cm, lui faceva piccoli movimenti avanti e indietro lasciando a lei l’iniziativa, era l’amante perfetto. Quando tutto ciò che Claudio possedeva fu in Lucia lei diede il via alla cavalcata, ci scambiammo varie volte e in varie posizioni i ruoli.

fu un piacere immenso fino all’ esplosione finale terminammo ricoprendo Lucia di baci.
Era orai la una andammo verso le docce e li si fece insaponare da tutti e due, poi improvvisamente ci spinse via ci guardò negli occhi seria e lanciò la sua minaccia “ Non penserete che finisce qui” rivolta a Claudio con fare serio disse “ donami mattina mi dici quanti uomini senza impegni fissi ci sono in questo campeggio”.

Con quella dichiarazione di guerra andammo a dormire.
Il mattino seguente ci accorgemmo che nella fretta di partire avevamo scordato quel qualcosa che un buon italiano non scorda mai, “Il caffè”. Unica speranza era quella di andare dal nostro vicino a chiedere assistenza, bussammo al finestrino della casa viaggiante, ormai senza ruote, lui cortesemente rispose il classico “avanti per gli amici”, ma ad aprirci la porta del gazebo esterno si presentò una bella donna, sulla quarantina giusta nelle rotondità seni grandi al cui centro si raccoglievano varie catenine e collane, capelli raccolti in una coda.

“Ciao sono Francesca la moglie di Claudio” “ Tu devi essere Lucia” disse abbracciandola “ e tu sei Franco” detto ciò mi schioccò un sonoro bacio sulle labbra. Entrando mi sentivo colpevole mi pareva di aver rubato qualcosa, non sapevo come fossero i loro rapporti, fingendomi sereno parlai del problema del caffè , senza batter ciglio si accinse ai fornelli, nel frattempo si era alzato anche Claudio, Lucia tentava di essere formale ma fu lui a fare il primo passo, la cinse ai finchi portandola a se e cominciò a baciarla sulla bocca con passione, lei si rilassò a quel punto la fece inclinare e incominciarono a pomiciare, capii che probabilmente anche la loro coppia era di tipo “diverso”, Tornò Francesca battè sulla spalla del marito ottenutane l'attenzione sentenziò, “agli ospiti si offre prima il caffè”.

La battuta fece il suo effetto e mise fine al mio imbarazzo. Naturalmente dopo il caffè iniziammo una allegra conversazione, Francesca si presentò “nella vita pubblica era una integerrima dirigente , capo del personale della Olivetti, che per mantenere il dominio in quel ambiente maschile falso pieno di regole e di cattiveria, nella vita privata viveva nuda si scaricava rifugiandosi li in quel campeggio dove diceva lei tolta la giacca e la cravatta tutti esprimevano ciò che realmente erano.

In oltre in quel rapposto meraviglioso lei era in gara con il marito su chi avrebbe avuto più fidanzati / fidanzate……….. Chiaramente ci ammonì che occorreva esercitare le proprie passioni con decoro e senza inutili clamori, nel campeggio c'erano anche minori e coppie “normali. Come si conoscessero da una vita o come due sorelòle i le donne cominciarono a farsi le loro confidenze senza badare ai termini da usare. La severa dirigente padrona di quattro lingue parlatee scritte capace di citare testi di legislatura si era trasformata in un portuale.

Quel che imparammo in quel mentre io e Claudio e che quando due donne parlano di sesso è meglio tapparsi le orecchie, le due si stavano scambiando confidensze di una intimità imbarazzante, menttendo a nudo pregi e difettio di ogni individuo conosciuto , mariti compresi. La cosa positiva fu scoprire che non eravamo alieni piovuti sulla terra.
Claudio poi come promesso aveva fatto una piantina del campeggio segnando le abitazioni di uomini disponibilii senza compromessi.

Lucia la visonò pensando di cavarsela con un grazie ma qui intervenne Francesca che, preso il foglio e brandendolo a mo di bandiera sentenzio “ ascolta amica mia io sono una professionista del settore vendite ” disse con fare dirigenziale e compunto “il caffè lo offro io ma le informazioni costano”, Lucia cogliendo l'ironia della richiesta rispose sicura “Posso pagare solo in natura” bene riprese Francesca “allora abbiamo tre forme di abbonamento Silver 2 indirizzi che ti costa un pompino, poi abbiamo l'abbonamento gold fino a dieci indicazioni e costa una scopata di mezz'ora almeno e la platinum accesso libero a tutte le informazioni e qui devi dare il completo……).

Fingendosi pensierosa e facendo finta di valutare il mio sguardo rispose :” Non bado a spese abbonameto Platinum”. La cosa ci divertiva francesca prese un foglio di carta e vergò il contratto non risparmiando particolari su tempi modi posizioni , poi firma controfirma, firma dei due testimoni, consegnò il foglio con la mappa a Lucia, e ci avviammo verso l'uscita. Iil teatrino fu veramente gustoso vedere due donne che commerciavano in sesso pareva irreale.

Quello che non sapevamo era che Francesca aveva preso seriamente il contratto. Alt fece lei: “ Lucy cara qui la merce si paga in contanti non a posteriori!” e preso uno strapuntino dal divanetto lo posò sul tavolo, batte ripetutamente su quello in modo molto esplicito e sempre rivolta alla debitrice con fare da giudice severo ma giusto : “Sia dato corso al saldo di quanto pattuito, forza ragazza all'opera”.

La cosa si faceva eccitantissima adesso ero curioso anche io vediamo come va a finire. Lucia fingendosi vergognosa non se lo fece ripetere una seconda volta si sdraiò sul cuscino allargo le gambe le consegnò a Claudio che sotto lo sguardo vigile della consorte cominciò il suo lavoro di lingua, mi avvicinai a Francesca e l'abbracciai per assistere con lei allo spettacolo, da buona regista dirigeva la scena, “allora completo vuol dire completo” Claudio si mise sul fianco del tavolo e le inserì il suo enorme uccello nella bocca” era bellissimo, io e Francesca ci masturbavamo a vicenda, Claudio infilo il suo attrezzo nella passera di Lucia e la stantuffava con ardore, ma il giudice non si fece impietosire e quando la cosa si dilungò oltre il tempo contrattualmente valido, rivolta al marito lo ammonì “Vedi che manca ancora qualcosa non accetto pagamenti rateali” Lucia si preparo e voltata a pancia all'aria cominciò ad ammorbidire il buchino poi a farselo entrare sempre più profondamento nel culo, una volta che la via fu aperta la cordata prese il via la voltò verso di noi, le sollevo una gamba e le allargò le labbra per dimostrare che non barava, inizio la lavorazione con una energia notevole, entrando e uscendo con i suoi 24 centimetri a ritmo sempre più incalzante, la mia piccola godeva ansimando cercando di non alzare la voce.

Ci volle una bella mezz'ora e alla fine lui le esplose dentro, mentre io esplodevo nelle e mani di Francesca. Finita l'esibizione le due donne si dichiararono soddisfatte ridendo e commentando quasi lo spettacolo fosse stato fatto da altre finalmente sul contratto comparve la scritta pagato
Ci accomiatammo con un abbraccio pieni di buon umore, più tardi avremmo studiato il piano di battaglia.

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