IL MIO PRIMO FILM PORNO- seconda parte

Lo scenario non era esattamente come me lo aspettavo, rimasi qualche un po’ fermo ad osservare in giro, l’idea che ebbi era che quello non fosse un garage, ma un piccolo e sporco monolocale arredato come un vero e proprio appartamento. Qualcuno ci viveva lì dentro. C’era un tavolo con due sedie, un cucinino a gas, persino un frigo. C’era una tavoletta del cesso proprio sotto una doccia. Chiunque ci vivesse cagava e si lavava in un modo molto bizzarro.

E poi un divano, vecchio e sporco, di fronte una TV non molto grande sopra un mobiletto che conteneva un riproduttore di videocassette VHS, alcune delle quale sparse più o meno ovunque sul mobile stesso. Non ricordo altro se non la puzza di umidità e muffa. La luce era abbastanza forte, forse un po’ troppo per l’ambiente, una luce più tiepida mi avrebbe impedito di notare lo sporco tutto intorno. ” come ti chiami ragazzino?”, sentii con voce roca e profonda.

Era lui, l’inquilino, il padrone di casa, l’addetto alla proiezione del film!!!! Mi dimenticai di lui distratto ad osservarmi attorno, ma cazzo era dietro di me, fu lui a chiudere il portone in ferro, solo allora sentii chiaramente il suo respiro profondo. Mi girai e lo vidi finalmente. A dire il vero non era esattamente come me lo ero immaginato. Perché ovviamente dei pensieri su di lui li feci durante la notte, durante il giorno, fino ad un minuto prima di entrare.

Era lui di tutta la faccenda la parte che più mi intrigava. Mi aspettavo chissà perché un uomo di bell’aspetto, sulla quarantina, un padre di famiglia, uno zio, insomma un po’ quelle che erano state fino ad allora le mie figure di uomo di riferimento. Tutt’altro!!! La prima cosa che vidi fu la sua grossa e tonda pancia pelosa, me la ritrovai a un centimetro dalla mia faccia!!! Il pelo era grigio chiaro, a tratti bianco.

Il che mi fece supporre che fosse un po’ più vecchio di quel che credevo. Alzai lo sguardo seguendo la folta riga di peli che dall’ombellico arrivavano fino al petto dove di aprivano come un delta di un fiume che sfocia in un mare in tempesta grigio e mosso. Aveva un torace molto villoso. Fu allora che mi resi conto che non indossava nulla sulla parte superiore. Subito mi venne spontaneo abbassare lo sguardo per vedere se anche sotto era nudo!!! Vidi un paio di mutande bianche, piuttosto ingiallite e sgualcite, il tempo di capire che erano mutandone da vecchio che mi richiamò all’attenzione ” allora , ti ho chiesto come ti chiami, rispondimi”.

Indietreggiai di un paio di passi e lo vidi in faccia mentre si stava accendendo una sigaretta. ” Guerrino, mi chiamo Guerrino signore” risposi guardandolo in faccia. Lui fece un tiro di sigaretta , alzò il viso e mi guardò accennando un sorriso. ” mio nonno si chiamava Guerrino, è un nome vecchio, strano da dare ad un ragazzino della tua età. Cosa avrai 12′ 13 anni?”. ” 13 signore, quasi 14. “.

Fui tentato di chiedere la sua età, ma non lo feci per il rispetto che mi incuteva, e perché chiaramente si intuiva che era un ultra sessantenne. Il viso era tondo, con la barba di qualche giorno, forse una settimana o due, la pelle abbronzata rovinata dal sole, rugosa, due occhi scuri e severi, in testa nessun capello, un po’ pelato un po’ rasato, lo guardai dalla testa ai piedi. Indossava solo le mutande e un paio di ciabatte vecchie.

Vecchie come lui ma ancora indossabili, esattamente come lui era ancora un uomo guardabile. E la cosa mi sembrò strana, perché era la prima volta che ero attratto da uno della sua età. ” perché signore è in mutande?” , ” non senti che caldo fa qua dentro ragazzino?”. Fu allora che mi accorsi di essere completamente sudato, ma non capivo se era la stanza o la vista di lui quasi nudo. ” si fa molto caldo signore” risposi.

” allora togliti pure i vestiti , siediti sul divano che accendo il televisore”. ” si signore”. Mi spogliai tutto, completamente nudo, e mentre lui accendeva la TV io mi sedetti sul divano, non toccavo il pavimento coi piedi, mi sentii piccolo e indifeso. Lui si girò verso di me e vedendomi così disse” sei sicuro di avere 14 anni? ” ,” si signore, quasi 14″. E voltandosi verso il mobile della TV si abbassò per prendere una videocassetta e dalle mutande uscirono da un lato le palle.

Fu una visione che da sola valeva i soldi che avevo rubato a mia madre. Erano grosse, molto grosse e pelose, molto pelose. Penzolavano a mezz’aria , non seppi mai se lui lo fece apposta o no. Se si rendeva conto oppure no. Fatto sta che rimasero in bella vista finché dopo avermi chiesto quale film preferivo , inserì la cassetta e si rialzò. ,tornando come per magia al loro posto. Mi elencò qualche titolo di film molto espliciti, e non so perché scelsi un film dal titolo ” alle signore piace il cazzo nero” o qualcosa di simile.

Inconsciamente forse mi venne spontaneo visto che cazzi bianchi ne avevo visti e usati, ma mai avevo visto il cazzo di un uomo di colore. Insomma per farla breve, abbassò le luci, si sedette su una sedia e il film iniziò. Le attrici erano fighe, giovani donne, forse pornostar visto il fisico perfetto. La figa depilata totalmente, meglio , non ne avevo mai vista una, almeno capii come era fatta. Il vecchio si accese una sigaretta e mi disse” puoi segarti se vuoi, non vergognarti”.

MA ahimè il mio pisello non dava segni di vita , come potevo segarmi. ” sono un po’ timido signore” , risposi. Timido io? Che bugiardo!!! Ma non sapevo come giustificare il fatto che una che si s d’Italia la figa non mi faceva alcun effetto. Finché eccolo, compare il primo attore, un uomo giovane con la pelle quasi nera. Nudo, all’improvviso in primo piano iun cazzo color ebano, enorme, lungo, non umano. Di colpo il cazzo diventa il protagonista del film, la figa sparisce, è lui l’attore principale.

Come da copione il cazzo mi venne duro come il marmo. Come da copione il vecchio se ne accorse subito. Iniziai a segarmi. Lui mi osservo’ per qualche minuto poi mi disse” ragazzino, tu se recchione vero? Dimmi la verità!!!”. A quel punto fu inutile trovare qualche scusa, e risposi solo ” si signore!”. Lui rimase un attimo a riflettere. Poi senza dire una parola si alzò, andò verso il televisore e lo spense.

Mi prese il panico!!! Pensai, ora mi caccia !!! Si girò verso di me , si avvicinò, si calo’ le mutande e disse ” potevi dirmi subito che questo è il film che preferisci!!!” E sì tocco i coglioni grossi e pelosi. Erano veramente grossi, così grossi da mangiarsi parte del cazzo moscio, che non mi sembrò così interessante al contrario delle palle che mi invitavano ossessivamente ad assaggiarle. E cosi feci, lui in piedi a gambe allargate, io avanzai sul bordo del divano e iniziai ad annusare le palle.

Tutte, le fiutai come un cane da tartufo. ” ti piace l’odore dei miei coglioni eh?” Disse con un tono di compiacimento. ” si signore”, risposi continuando ad annusare. Ormai non sapevo dire altro , solo si signore. All’improvviso senza avvisare, con avidità iniziai a leccarle!!!! Prima solo con la lingua, poi con le labbra, poi con tutta la bocca. Le succhiai tutte, famelico!!!! Lui tirò un paio di bestemmie e si lascio mangiare quei pelosi e puzzolenti coglioni.

Io non smisi neanche un secondo, nemmeno quando si spostò verso il tavolo per prendersi una sigaretta, gli camminai sotto le gambe continuando a leccare quello spettacolo della natura. Lui si sedette su una sedia, a gambe larghe , si accese la sigaretta e continuò a guardare quasi con ammirazione la mia abilità di succhiapalle. ” nessuno mi ha mai succhiato le palle così, mi fai impazzire”. Quante volte me lo ero sentito dire, chiedendomi mentalmente per l’ennesima volta perché le palle venissero così trascurate durante il sesso , soprattutto dalle mogli, dalle donne in generale.

Per me leccare i coglioni è la base , le fondamenta di un pompino. Fin dal primo bocchino mi fu naturale iniziare dalle palle. Tutt’ ora lo faccio!!!! Comunque gliele succhiai fino a farlo godere. Proprio mentre mi disse che stava venendo lasciai le palle e gli presi il cazzo in bocca, e ingoiai tutto. Ingordo che non ero altro. Continuai a succhiargli l’uccello anche dopo che aveva sborrato, finché non ne rimase una goccia, una minima traccia di sperma.

Fu allora che qualcuno bussò al portone. ” sono Lorenzo “. Era passata un ora di già? Quando una cosa è bella passa sempre in fretta. Il vecchio mi fece cenno di vestirmi, così fece anche lui. Apri la porta e con una pacca nel culo mi spinse fuori. Saltai sul motorino di Lorenzo e partimmo. Durante il tragitto mi chiese ” allora ti è piaciuto il film?” Io risposi ” si signore!!!!!!!!!!!!!” E mi riportò a casa.

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