Andiamo in spiaggia?

Cloe stava davanti a me ed io la prendevo da dietro quando si sollevò appoggiando le mani al muro per sentirlo strofinare più forte contro la parete anteriore della sua fica, offrendomi contemporaneamente la possibilità di arrivare al clitoride con la mano. Fu allora che mi avvicinai con la bocca al suo viso, da dietro, e le sussurrai in un orecchio: “Vorrei che questa scena la guardassero 10 uomini intorno a noi, desiderosi di metterti le mani ovunque ma senza che nessuno di loro lo possa realmente fare…”.

Venne urlando talmente forte che per alcuni secondi il mio orecchio continuò a fischiare, mentre il mio cazzo veniva stritolato alla base dalle contrazioni del suo orgasmo.

Faceva un caldo boia, quel pomeriggio, e non riuscimmo a riposare come avremmo voluto, dopo esserci abbandonati esausti sul letto. Era la prima ondata di caldo dell’anno ed arrivava dritta da Sud Est. “E’ lo scirocco”, mi lamentai, “non riuscirò mai a dormire con questo ventilatore bollente puntato addosso”.

“Andiamo al mare”, suggerì lei. “Lì, sulla battigia, si sta meglio e poi l’acqua è fredda, sarà un sollievo potersi sciacquare il viso nei momenti più tosti”.
E così facemmo.
A pochi chilometri dalla casetta di campagna di proprietà della mia famiglia dove soggiornavamo c’era un’immensa spiaggia protetta da un canneto lungo 5 km. Arrivati al parcheggio lasciammo la macchina e ci avviammo a piedi lungo un sentiero, l’ultimo tratto per il tanto atteso refrigerio.

Una volta arrivati sulla spiaggia il panorama era mozzafiato: montagne bianche colavano a picco sul mare e la sabbia, fine e color oro, sembrava distesa equamente su tutta la superficie della spiaggia con un setaccio. Il vento l’aveva modellata e livellata con una tale cura da farla sembrare un enorme lenzuolo pronto ad accogliere i nostri corpi stanchi e stremati dal caldo.
Il mare si vedeva a perdita d’occhio, erano quasi 180° di visuale.

Un tratto particolarmente diritto della costa mediterranea della Sicilia Occidentale.

Camminammo per 20 minuti circa, raggiungendo così una parte della spiaggia più lontana dal punto d’accesso principale dove si accampava la maggior parte della gente. Era la parte riservata ai nudisti e ci fermammo a circa 20 metri da una coppia già stesa al sole. Un uomo ed una donna piuttosto allegri e disinibiti, dal momento che pochi minuti dopo che terminammo di spogliarci dei pochi tessuti che avevamo addosso e sistemarci sui teli, li vedemmo intenti a baciarsi appassionatamente mentre lei, con una mano, iniziò ad accarezzarlo tra palle e cazzo, facendolo drizzare in pochi secondi.

Ridevano, scherzavano, continuavano a baciarsi e le mani di lei andavano dal suo sesso alle sue gambe, per poi risalire sul petto e stringergli la faccia, attirandolo a sé per un bacio ancora più appassionato.

Noi, dai nostri teli, cercavamo di distogliere lo sguardo, un po’ imbarazzati ed un po’ incuriositi. Curiosità che portò in realtà entrambi a seguire con la coda dell’occhio tutti i loro movimenti.

Dopo alcuni minuti di effusioni i due si fermarono e si lanciarono, rincorrendosi come ragazzini, nell’acqua gelata, cercando refrigerio da quel sole rovente. Ci sedemmo entrambi e li seguimmo con lo sguardo, proteggendo i nostri occhi con una mano tesa poggiata sulla fronte, per ripararci da quel sole che iniziava finalmente a scendere verso il tramonto. Quando tornarono ai loro teli, i due vicini ricominciarono a scambiarsi carezze, ma stavolta lei arrivò ben presto, baciandogli rapidamente petto e pancia, a prenderglielo in bocca e leccarlo avidamente.

Vidi benissimo, in uno dei momenti in cui sfacciatamente mi girai a guardare, che lei ci stava guardando e spalancò gli occhi sollevando leggermente le spalle, come per dire: “che male c’è?!?”. Già, che male c’era in fondo? Nessuno sembrava curarsene, ed il caldo, la luce del sole che andava a scomparire in fondo al mare, e l’aria salmastra sembravano favorire un’atmosfera di relax carpita la quale era veramente difficile non rilassarsi del tutto…

Guardai Cloe, e la vidi a faccia in giù sul suo telo.

Batteva i piedi ed ancheggiava nervosamente. Conoscevo quei movimenti. “Cloe”, le dissi con tono di sfida, “cosa c’è”? “Niente”, si affrettò a rispondere lei sollevando solo con un cenno il capo da terra. “Niente non esiste…. hai visto cosa combinano quei due?” Un sorriso malizioso fece capolino sul suo volto, adesso rivolto verso di me. Non disse nulla. e tornò a battere i piedi nervosamente ed a muovere le anche a destra ed a sinistra.

“Forse non dovremmo lasciarli soli”, la sfidai. Lei smise di muoversi, si girò, mi puntò gli occhi addosso e mi ordinò con decisione: “Baciami!” In un attimo scivolai con il mio petto sul suo, le presi la testa con una mano e la attirai a me per baciarla con passione. Succedeva sempre, mentre ci baciavamo in quel modo, che ad un certo punto Cloe si fermasse di colpo emettendo un piccolo e soffocato gemito e stringendo leggermente la mia lingua tra i suoi denti.

Lo fece anche quella volta. Aprii gli occhi e la guardai. Era bellissima in quella piccola smorfia di piacere, la prima di una serie che avrebbe visto crescere la tensione della pelle e l’apertura delle labbra in un crescendo vertiginoso. Quando quella piccola smorfia si affacciava sul suo viso, ero certo di cosa avrei trovato in mezzo alle sue gambe…

Con l’altra mano scesi, soffermandomi dapprima sui morbidi seni, fino a sentire con un dito la parte di pelle più delicata che ricopriva il suo Monte di Venere appena depilato.

Rallentai, e seguendo l’inclinazione della sua testa con la mia via via che mi avvicinavo ai suoi punti erogeni più critici, arrivai a sfiorarle delicatamente il clitoride. Sussultò e represse un gemito, uno dei suoi, di quelli che facevano tremare i muri tanto erano acuti. Ma non c’erano muri, lì, e per quanto Cloe si sforzò di soffocare il fremito che l’attraversò, i nostri vicini non mancarono di accorgersene. Con grande soddisfazione si sedettero entrambi sui loro teli, uno a fianco all’altra.

Lei con una mano continuava ad accarezzarlo in mezzo alle gambe, ma entrambi non distoglievano lo sguardo da noi. Resomi conto della loro attenzione, spinsi simultaneamente la mia bocca contro l’orecchio di Cloe e la mia mano all’ingresso della vagina. “Qualcuno intorno a noi sembrerebbe gradire molto quel che stiamo facendo…”.

Cloe non mi rispondeva già più. Le mie dita presero a penetrarla più forte, e quando sentivo che i suoi liquidi fuoriuscivano copiosi a bagnare completamente le sue labbra, un altro dito entrava dentro di lei.

Quando 4 dita della mia mano erano dentro di lei, Cloe era totalmente persa, le labbra spalancate emettevano gemiti uno dietro l’altro e sempre più forti, la schiena era inclinata a ponte ed i muscoli vaginali si stringevano sempre di più intorno alla mia mano. Con il pollice, unico dito rimasto libero, presi ad accarezzarle in clitoride, premendolo di tanto in tanto e sempre più forte man mano che la sentivo avvicinarsi all’orgasmo.

Un giovane uomo che arrivava dalla parte più estrema della spiaggia, intanto, si era fermato proprio di fronte a noi.

Stava proprio di fronte alle cosce di Cloe, spalancate, e vedeva la mia mano entrare ed uscire dalla sua fica. Tirai su la testa per controllare la situazione intorno. Non ci era mai capitata una situazione simile, e tutte le persone che si interessavano a noi in quel momento non sapevo cosa potessero fare o aspettarsi da noi. Lui non mi sembrava turbato, e vedevo che, accosciato per avere una prospettiva più diretta su quel porno in natura cui stava assistendo, si accarezzava il costume con una mano, mentre con l’altra si aiutava per non perdere l’equilibrio.

Cloe stava esplodendo. Feci scivolare la mano con cui le reggevo la testa lungo la sua schiena e giù fino a stringerle un gluteo mentre scesi veloce con la bocca sul suo clitoride. Lo presi in bocca e lo riempii di tutta la saliva calda che l’acquolina data da quella situazione così intrigante mi stava provocando.

Quando Cloe venne la spiaggia ne fu scossa. Le sue urla ridestarono anche le altre coppie nudiste dal loro torpore.

In un attimo tutti capirono cosa stesse succedendo intorno a loro e si fermarono ad osservare. La coppia vicino a noi riprese ad accarezzarsi con più decisione e distogliendo solamente per pochi secondi lo sguardo da noi. Le altre coppie rimasero come in attesa di vedere cosa sarebbe successo, ancora. Ed il ragazzo di fronte a noi aveva fatto scivolare il suo cazzo fuori dal costume, lateralmente. Lo accarezzava lungo tutta l’asta e ruotava la mano intorno al glande, che sembrava luccicare come fosse unto.

Ci sorrise. Il mio cazzo stava esplodendo per quel che avevamo appena vissuto. “Prendimelo in bocca”, dissi a Cloe guardandola negli occhi. Con un ulteriore gemito e senza farselo ripetere scese velocemente con la testa tra le mie gambe mentre io ruotando il bacino lo avvicinai alle sue labbra per raggiungerle prima. Le entrai in bocca spingendo mentre lei veniva verso di me e lei lo ingoiò tutto fino alla base, emettendo un gemito da soffocamento con cui mi chiedeva di aiutarla a respirare.

Lo allontanai leggermente, e lasciai che fosse lei a prendersi cura di me, mentre notavo il modo insistente in cui il ragazzo mi guardava, quasi reprimesse una richiesta verbale che cercava invece di comunicarmi con gli occhi, ammiccando e facendo gli occhi dolci.

Guardai Cloe. Era bellissima quando le sue labbra erano strette intorno al mio cazzo e la sua lingua, da dentro, lo avvolgeva in tutta la sua circonferenza, ruotando intorno ad esso lentamente e con crescente pressione.

Non volevo distrarla mentre lei, di gusto e gemendo, continuava quel fantastico pompino che i vicini, tutti, erano intenti ad osservare. Mi sforzai e le sussurrai: “Che dici, gliela facciamo accarezzare?” Lei non rispose nulla, solo gemette facendo vibrare le sue labbra sul mio cazzo, cosa che mi scosse con un brivido che arrivò giù fino alle palle ed ancora più giù. Mi girai verso il nostro giovane amico biondino, gli feci un impercettibile cenno di assenso che lui non mancò di interpretare e subito si avvicinò, anche se lentamente e senza tradire la foga che in realtà lo pervadeva, a Cloe.

Quando si ritrovò in ginocchio in mezzo alle sue gambe spalancò gli occhi nel vedere quella fica, appena slabbrata dalle mie mani e sbrodolante, così aperta ed invitante di fronte a lui. Sembrava non ne avesse mai vista una. Mi guardò e feci giusto in tempo a sussurrargli “Solo con le mani” che un istante dopo il palmo della sua mano era poggiato sul pube di Cloe ed il suo pollice stava scivolando sul clitoride ancora fradicio.

Cloe prese a gemere sul mio cazzo, iniziò a mordicchiarlo. Il nostro amico iniziò lo stesso percorso intrapreso da me pochi minuti prima, e lentamente si ritrovò con quattro dita nella fica di Cloe. Tecnicamente non aveva fatto nulla di diverso da quel che gli avevo consentito di fare, non aveva oltrepassato i limiti. E poi Cloe sembrava persa nel suo piacere ed i suoi gemiti stavano rendendo quel pompino indimenticabile.

Potevo avvertire il suo enorme piacere attraverso le sue labbra, i suoi denti, la sua lingua. La salivazione aumentava e Cloe ogni tanto si fermava, per godersi meglio ora questo ora quell’affondo. Il nostro amico ci prese parecchio gusto ed in pochi minuti portò Cloe all’ennesimo e devastante orgasmo mentre lui, con l’altra mano, portava anche se stesso al piacere, schizzando sulla sabbia in mezzo alle gambe di lei.

Venni in quello stesso istante.

La bocca e la gola di Cloe vennero inondate dal mio sperma, che colava dagli angoli della sua bocca tutte le volte che la spalancava di più per prendere fiato da me e dal suo orgasmo.

Venimmo per un tempo che ci parse lunghissimo.
Quasi eterno.

Quando ci abbandonammo sui teli il nostro amico si era già ricomposto e ci salutò frettolosamente. Riprese la spiaggia da dove era venuto e non si voltò indietro nemmeno una volta.

Quando riuscimmo a sollevare lo sguardo, un po’ imbarazzato, verso i nostri vicini, li vedemmo tutti intenti a scopare tra di loro. Chi a pecora, chi di fianco, chi si muoveva di continuo.

Restammo ad osservarli per qualche minuto, poi ci rivestimmo lentamente e, passeggiando mano nella mano, ci avviammo verso la macchina.

Ne riparlammo la sera, e scopammo come dei matti, sul nostro letto della casa di campagna.

E quella appena terminata, fu solo la prima di una lunga serie di esperienze di esibizionismo in cui Cloe ed io ci ritrovammo coinvolti….

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