UNA GITA AL LAGO

Era una calda giornata di agosto, di quelle che ti tolgono il fiato,la casa era l’unico rifugio.
Io buttata su un divano mio marito sull’altro.
Presi l’iniziativa come al solito e gli proposi una passeggiata al lago.
La sua risposta era scontata “no ho troppo caldo…. ” allora tuonai minacciosa di andar da sola e corsi in bagno a prepararmi,lo sentivo borbottare non capivo cosa dicesse ma comunque io ero decisa.

Un velo di trucco e indossai un abitino molto leggero senza intimo un sandalo rigorosamente con il tacco e voilà pronta.
Esco dal bagno e vedo apparire lo YETI un pantaloncino fuori moda una maglietta beh lasciam perdere e il tocco di classe i sandali con il calzino bianco volevo piangere…..
Uscimmo di casa e salimmo in auto direzione lago sempre in un religioso silenzio.
Arrivati lite con il posteggiatore io in tanto mi allontanavo per i fatti miei.

Dopo poco lo sento che mi raggiunge,camminiamo come due perfetti estranei poi entriamo in bar ci sediamo ad un tavolo per ordinare un caffè,io accavallo le gambe il vestitino sale un po’ due giovani seduti poco distante strabuzzano gli occhi ma lui manco se ne accorge.
Decido di dare un senso alla giornata e mi diverto con movimenti non casuali a provocare quei due baldi giovani la loro eccitazione traspare dai loro sguardi e anch’io devo dire sento un certo non so che al basso ventre.

Quando il gioco comincia a prendermi lo Yeti decide che si era scocciato di star li paga e che fare saluto con un malizioso sorriso accingendoci ad uscire.
Intanto il cielo si era oscurato e come capita in agosto in questa zona non è difficile che arrivi un temporale.
Io non avevo proprio voglia di tornare e rivolgendomi a mio marito gli dico “dai siamo appena arrivati vorrai mica già tornare…”,lui borbotta un po’ e poi mi segue.

Ma il cielo non prometteva nulla di buono,cosi’ d’improvviso si mise a piovere in maniera copiosa corremmo per trovare riparo sotto una pensilina,si quelle delle fermate de dei bus,in tanto come noi altri avevano avuto la stessa idea e di lì a poco ci trovammo accalcati come sardine.
Il caldo la ressa e lui che mi ostiava contro avevo una sensazione di disagio che aumentava col passare del tempo,fino a quando ad un certo punto sentii una cosa che premeva contro il mio fianco,non riuscivo a capire cosa fosse e chi soprattutto ma nel giro di qualche attimo tutto mi fù chiaro.

Qualcuno dietro di me stava puntando il suo grosso attrezzo proprio lì in mezzo alle mie chiappe.
Per un attimo restai immobile quasi intontita …poi decisi di assecondare il gioco con dei movimenti del bacino sempre più incoraggianti. Era grosso lo sentivo premere con prepotenza con un gesto rapido cacciai la mano destra dietro la schiena e con piccoli tocchi all’inizio poi sempre più intensi toccavo quello che era diventato l’oggetto del desiderio.

Mi stavo bagnando sempre di più e al tatto di quel grosso cazzo , di colpo lo sento in carne ed ossa l’individuo aveva estratto era lì in carne ed ossa.
Mi dilettai a toccarlo con il pollice e l’indice praticamente lo stavo segando con due dita…. non contento per il servizio il signore di cui non avevo neanche intravisto la sagoma del viso vide bene di allungare una mano e di raggiungere l’interno coscia.

Ovviamente il mio innamoratissimo marito non si era reso conto di niente se non che il temporale era diventato una tempesta. Anch’io stavo subendo una tempesta ma di altro genere ,la sua mano non riusciva a raggiungere la mia fichetta ormai super bagnata sentivo gocciolare lungo l’interno coscia gli umori e stavo per avere un potente orgasmo.
Cercai di dare le spalle a mio marito favorendo il lavoro dell’uomo ,così per la prima volta lo vidi in faccia un uomo già attempato ma dall’aspetto molto elegante che appena feci per ruotare la mia posizione non perse tempo a infilarmi due dita nella fica e neppure fatica visto lo stato in cui si trovava.

Bastarono pochi movimenti ed eccolo un orgasmo potente intenso buttai gli occhi al cielo e godei come poche volte mi era capitato.
Era una calda giornata di agosto, di quelle che ti tolgono il fiato,la casa era l’unico rifugio. Io buttata su un divano mio marito sull’altro.
Presi l’iniziativa come al solito e gli proposi una passeggiata al lago.
La sua risposta era scontata “no ho troppo caldo…. ” allora tuonai minacciosa di andar da sola e corsi in bagno a prepararmi,lo sentivo borbottare non capivo cosa dicesse ma comunque io ero decisa.

Un velo di trucco e indossai un abitino molto leggero senza intimo un sandalo rigorosamente con il tacco e voilà pronta.
Esco dal bagno e vedo apparire lo YETI un pantaloncino fuori moda una maglietta beh lasciam perdere e il tocco di classe i sandali con il calzino bianco volevo piangere…..
Uscimmo di casa e salimmo in auto direzione lago sempre in un religioso silenzio.
Arrivati lite con il posteggiatore io in tanto mi allontanavo per i fatti miei.

Dopo poco lo sento che mi raggiunge,camminiamo come due perfetti estranei poi entriamo in bar ci sediamo ad un tavolo per ordinare un caffè,io accavallo le gambe il vestitino sale un po’ due giovani seduti poco distante strabuzzano gli occhi ma lui manco se ne accorge.
Decido di dare un senso alla giornata e mi diverto con movimenti non casuali a provocare quei due baldi giovani la loro eccitazione traspare dai loro sguardi e anch’io devo dire sento un certo non so che al basso ventre.

Quando il gioco comincia a prendermi lo Yeti decide che si era scocciato di star li paga e che fare saluto con un malizioso sorriso accingendoci ad uscire.
Intanto il cielo si era oscurato e come capita in agosto in questa zona non è difficile che arrivi un temporale.
Io non avevo proprio voglia di tornare e rivolgendomi a mio marito gli dico “dai siamo appena arrivati vorrai mica già tornare…”,lui borbotta un po’ e poi mi segue.

Ma il cielo non prometteva nulla di buono,cosi’ d’improvviso si mise a piovere in maniera copiosa corremmo per trovare riparo sotto una pensilina,si quelle delle fermate de dei bus,in tanto come noi altri avevano avuto la stessa idea e di lì a poco ci trovammo accalcati come sardine.
Il caldo la ressa e lui che mi ostiava contro avevo una sensazione di disagio che aumentava col passare del tempo,fino a quando ad un certo punto sentii una cosa che premeva contro il mio fianco,non riuscivo a capire cosa fosse e chi soprattutto ma nel giro di qualche attimo tutto mi fù chiaro.

Qualcuno dietro di me stava puntando il suo grosso attrezzo proprio lì in mezzo alle mie chiappe.
Per un attimo restai immobile quasi intontita …poi decisi di assecondare il gioco con dei movimenti del bacino sempre più incoraggianti. Era grosso lo sentivo premere con prepotenza con un gesto rapido cacciai la mano destra dietro la schiena e con piccoli tocchi all’inizio poi sempre più intensi toccavo quello che era diventato l’oggetto del desiderio.

Mi stavo bagnando sempre di più e al tatto di quel grosso cazzo , di colpo lo sento in carne ed ossa l’individuo aveva estratto era lì in carne ed ossa.
Mi dilettai a toccarlo con il pollice e l’indice praticamente lo stavo segando con due dita…. non contento per il servizio il signore di cui non avevo neanche intravisto la sagoma del viso vide bene di allungare una mano e di raggiungere l’interno coscia.

Ovviamente il mio innamoratissimo marito non si era reso conto di niente se non che il temporale era diventato una tempesta. Anch’io stavo subendo una tempesta ma di altro genere ,la sua mano non riusciva a raggiungere la mia fichetta ormai super bagnata sentivo gocciolare lungo l’interno coscia gli umori e stavo per avere un potente orgasmo.
Cercai di dare le spalle a mio marito favorendo il lavoro dell’uomo ,così per la prima volta lo vidi in faccia un uomo già attempato ma dall’aspetto molto elegante che appena feci per ruotare la mia posizione non perse tempo a infilarmi due dita nella fica e neppure fatica visto lo stato in cui si trovava.

Bastarono pochi movimenti ed eccolo un orgasmo potente intenso buttai gli occhi al cielo e godei come poche volte mi era capitato. Abbassai lo sguardo sul viso dell’anziano signore e suoi occhi mi dissero “e io??”Ripresi il mio lavoro manuale che di li a poco terminò o almeno penso perché senti la mano dell’uomo togliendomi il giocattolo. Cercai di ricomporre lo sguardo sentivo un calore sul viso inimmaginabile e improvvisamente mi senti toccare una spalla un bisbigliare ad un orecchio “e io …a me niente…”arrossi credevo e volevo sprofondare avevo fatto uno show per pochi intimi …
Presi mio marito per mano gli implorai di andare perché li sotto c’era troppa gente mi stava mancando l’aria.

Lui stranamente obbedì uscimmo correndo verso la macchina e tornammo a casa sotto una pioggia incessante, lui brontolava perché io avevo voluto rimanere e io non lo sentivo nemmeno….
Ero imbarazzata ma molto soddisfatta ed eccitata dal giochino della pensilina….
STORIA REALE……….

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