Un po’ di me

Questa è la storia di chi (io), rimirando l’alba di un radioso giorno d’estate del 2008 (era il giorno del mio 40° compleanno), decise una volta per tutte di dare una svolta alla sua vita, anzi di cominciare finalmente a viverla la propria vita.
Certo, la svolta non è stata così repentina, è stata il frutto di un processo più lungo, ma tutto sommato rapido rispetto all’immobilismo durato oltre 25 anni.
Mi sono detto: sono gay, mi piacciono gli uomini e mi piace da impazzire scoparmeli, e lo devo fare senza più nessuna remora o vergogna, prima che sia troppo tardi.

Fino ad allora, infatti, negavo strenuamente al mondo, ma sopratutto a me stesso, quella verità e mi negavo la vita.
Ma quella verità, che doveva essere soffocata, in realtà viveva nel segreto della mia camera o nella penombra del solito cinema porno, dove però i miei freni “negazionisti” avevano sempre la meglio: ero lì seduto, rigido come un ciocco di legno a guardare – con invidia – gli altri che, nel fondo del locale, giustamente si davano da fare (se non altro per giustificare il costo del biglietto).

E poi, non mi è ancora chiaro per quale condizionamento psicologico, anche quando – rare volte – riuscivo a forzare la paralisi, negavo la mia mascolinità e mi riducevo a sparare pompini al primo che capitava.
Ebbene, l’ultimo di questi pompini mi fece davvero schifo, non perché l’uccello prescelto puzzasse o non funzionasse, anzi mi ero scelto un bel signore, di una certa età, ma con un vigoroso cazzo giovanile come il suo padrone, ma evidentemente perché la mia vera natura, all’alba del quarantennio, aveva deciso finalmente di venir fuori.

Il giorno dopo ritornai nel cinema e, dopo le ultime due ore di lotta con i miei assurdi freni, mi decisi, mi alzai, andai nel fondo del locale, mi appoggiai al muro e mi tirai giù la lampo, me lo tirai fuori delle mutante e cominciai a smanettarmelo, in attesa che qualcuno si avvicinasse.
Fui fortunato, venne da me un bel ragazzo, alto e magro che, timidissimo come e più di me, dopo qualche esitazione mi si inginocchiò davanti e cominciò a leccarmi la cappella.

Io davvero non so descrivere a parole cosa ho provato in quel momento, era la svolta, la liberazione da anni di paralisi e di negazioni e forse fu più per questa intima soddisfazione che per la maestria del mio partner (poverino, alla luce delle esperienze successive, devo proprio dire che il ragazzotto i pompini proprio non li sapeva fare), che gli sborrai sulle labbra dopo appena un decina di pompate.
Lo so, voi lettori mi direte: ma questo qua proprio su xhamster ci doveva raccontare del suo percorso psicoanalitico verso la liberazione? Avete ragione, ma ho sentito l’esigenza di farlo un po’ per me, un po’ per descrivere una condizione in cui altri possono trovarsi o essersi trovati.

La prossima volta, lo prometto, mi narrerò di qualche porcata arrapante che mi è capitata (ovviamente dopo il 40° compleanno!).

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