UN INVITO A CENA

Sono appena tornato a casa , piuttosto brillo, dopo una serata decisamente molto strana. Un invito a cena dell’ultimo momento da parte di un mio dipendente, rumeno, appena tornato in Italia dopo una settimana di ferie in Romania.
Già di per se l’invito è risultato strano, perché io e lui, sebbene lavori per me da anni, non abbiamo mai avuto rapporti al di fuori dell’ambiente di lavoro.
Comunque accetto volentieri perché lui mi piace come persona, bravo lavoratore, simpatico e sempre disponibile.

Ha detto che voleva parlarmi, io e lui soli.
Non avendo idea di dove avesse prenotato, mi vesto sobrio, una camicia a maniche corte a righe blu e nero, pantaloncini stile blue navy, scarpe Adidas bianche e azzurre. Passa lui a prendermi. Alle otto puntuale la sua Golf è sotto casa mia. Entro in macchina e noto che il suo abbigliamento è molto sportivo. Pantaloni della tuta, canotta grigia. Infradito.
Subito gli chiedo dove avesse prenotato, e lui mi risponde che voleva una serata intima, in amicizia, e quindi andiamo a casa sua e cucina lui per me.

Ok, mi sta bene, ma perché mi sei venuto a prendere tu, so dove stai, sarei venuto io, penso e gli chiedo. La sua risposta mi lascia di stucco “Volevo essere galante!”mi dice. Però, mica male , penso.
Arriviamo a casa sua, nel suo appartamento, dove noto che ha già iniziato a preparare la cena. C’è un buon odorino!!!
” Mettiti comodo, fai come fossi a casa tua” mi dice. Lui è un bell’uomo di 54 anni, divorziato, brizzolato, pizzetto, fisico massiccio, peloso.

Mi sono sempre chiesto se ci fosse stato, non so, un sesto senso.
” Apro una bottiglia di vino rumeno, l’ho portato apposta per te!!”. Stappa un vino rosso e lo versa in due bicchieri. Brindiamo. ” A noi due!!” Dice. apprezzo.
Lui si rimette ai fornelli, io sul divano dopo il secondo bicchiere di vino sono già ubriaco.
” Di cosa volevi parlarmi?” Chiedo non sapendo che altro dire. Lui risponde” Dopo cena, ti spiego.

Ma mettiti pure più comodo, ti ho detto di fare come a casa tua. Non mi hai detto una volta che a casa tua stai sempre nudo?”. Io e la mia boccaccia da puttana!!! Ha ragione, una volta gli dissi proprio così.
” Vorresti che mi mettessi completamente nudo?” Chiedo io per essere sicuro. Lui risponde di sì, con naturalezza.
” ok, mi spoglio ma solo se lo fai anche tu” dico io
” ma certo!!” Risponde e si spoglia rimanendo nudo.

Lo seguo a ruota.
” Altro bicchiere di vino?” Chiede lui. Annuisco , e mentre lo versa nei bicchieri non posso non guardare il suo pacco. Un signor pacco!!! Forse arrossisco, ma credo sia colpa del vino. Brindiamo. Questa volta mi permetto di decidere io ” brindiamo al tuo bellissimo uccello!!!” Cazzo, sono ubriachissimo. Ma il brindisi ha successo.
” Tu pensi che il mio cazzo sia così bello da meritare un brindisi?” Chiede lui, e se lo tocca come per sistemarlo e metterlo in posa.

“Io credo che meriti più di un brindisi, hai un pene molto notevole. Ma questo lo sai anche tu. ” Rispondo scolandomi tutto il bicchiere di rosso.
” Allora a questo punto devo dirti il perché di questo invito a cena. Ma tu avrai fame! Vuoi prima mangiare?” Chiede.
Io incuriosito più che mai dal motivo della mia presenza a casa sua, tra l’altro entrambi nudi, gli rispondo che non ho fame, casomai più tardi.

Allora lui spegne i fornelli, viene a sedersi sul divano con me, si accende una sigaretta e mi spiega.
” vedi, caro Guerrino, sono andato una settimana nel mio paese in Romania, perché dovevo firmare le carte del divorzio definitivo. Solo che non pensavo fosse così difficile e doloroso. E quando dopo due anni che non vedevo mia moglie, la mia ex moglie ormai, la vidi entrare nell’aula del tribunale, era così bella che mi ha preso un colpo al cuore.

Mi sono accorto di amarla ancora. Prima di firmare le ho chiesto di poterle parlare in privato. Lei guardandomi con una freddezza spaventosa mi rispose di no. E quando la implorai di concedermi solo 5 minuti, lei rifiutò ancora. Anzi mi disse che potevo dirle la, davanti a tutti quello che desideravo dirle. Allora non avendo alternative le feci una sola domanda “. E si ferma per un attimo di parlare.
” Che cosa le hai chiesto” domando curioso.

” Le ho chiesto perché mi avesse lasciato”. E si ferma ancora. Lo vedo in netta difficoltà.
” Se non te la senti di dirmi cosa lei ti ha risposto non ti preoccupare, posso capire, sono cose molto private” gli dico sentendomi Pinocchio.
“Te lo devo dire , perché è la ragione per cui ti trovi qua. Lei seria e glaciale rispose che il mio cazzo e’ talmente piccolo da non essere riuscito mai a procurarle un solo , un unico, miserabile orgasmo!!!!!” Il silenzio cala nella stanza.

Gli guardo il cazzo, poi lo riguardo meglio, e inizio a riflettere, io di cazzi ne ho visti tanti, un numero non quantificabile, di grandi e di piccoli. Anche molto piccoli. Il suo, seppur non in erezione, aveva una misura medio alta, che se anche eccitandosi non fosse cresciuto di un millimetro, non si può considerare in nessun modo un pene piccolo.
” E tu cosa le hai risposto? Come hai difeso davanti a tutti la tua virilità? Perché non puoi avere accettato una simile menzogna!!!” Gli chiedo anche un po’ alterato.

” Mi vergogno a dirtelo, ma ti confesso che l’imbarazzo è stato talmente forte da ammutolirmi. Volevo solo uscire da quella grande stanza e nascondermi sotto terra. Dopo avere firmato, umiliato e ferito me ne sono tornato a casa dei miei e mi sono chiuso nella mia camera per due giorni!!” Dicendomi questo, non alza neanche lo sguardo, e con le mani si copre il sesso, chiudendo le gambe. È chiaro che seduto di fianco a me c’è un uomo ferito nel l’orgoglio, spogliato di ogni sicurezza e derubato della sua virilità.

Mi ha fatto una pena incredibile. Un uomo come lui, bello, alto, forzuto, maschio, ai miei occhi all’improvviso diventa piccolo e insicuro come un bambino. Devo fare qualcosa, è chiaro che se sono qua è perché ha bisogno di aiuto. Non so perché ha scelto me, non so che cosa voglia da me, ma decido di fare di testa mia. Beviamo un altro bicchiere di vino e a quel punto mi sento un supereroe.

“Tu hai un bellissimo cazzo, e ho intenzione di dimostrarti quanto può far godere una troia come me. Ci stai?” E alzando lo sguardo con un cenno di sorriso mi risponde di SÌ.
” Bene, tu ora lasciati andare e rilassati che in questa prima parte faccio tutto io. Allarga le gambe , accenditi una sigaretta e goditi la prossima ora!!”
Detto e fatto, a gambe larghe si accende una sigaretta, e mi posiziono a 4 zampe davanti a lui.

Inizio a leccargli i piedi. Prima uno, poi l’altro. Mentre lo faccio gli osservo il pacco. Ha davvero due palle grosse e un pene notevole. Passo la lingua sotto le piante dei piedi, succhio le dita, lecco tra una e l’altra, lentamente. Voglio che si senta un Re. Lui apprezza moltissimo, tanto che vedo il suo uccello crescere.
“Chi è il più maschio di tutti?” Chiedo a lui.
“Suppongo che dovrei risponderti IO!!”.

Non ci siamo ancora , devo fare di più. Salgo leccandogli le gambe pelose, fino ad arrivare ai coglioni. Grossi, pelosi, sudati. li divoro letteralmente!!! E lo sento gemere, e lui sente me gustarmi le sue gustose palle.
“Chi è il più maschio di tutti?” Richiedo.
“Inizio a sentirmi io!!!” Bene , continuò. Senza usare le mani, afferro al volo il suo cazzo con la bocca, duro, grosso, nodoso. Lo succhio lentamente.

Mentre lo faccio penso, le donne sono tutte cretine. Lo prendo tutto in bocca, e mentre gli faccio uno dei miei migliori pompini, cerco col culo uno dei piedi e mi infilo l’alluce su per il buco e me lo scopo. Godo io, gode come un pazzo lui. A bocca piena gli chiedo
“Chi è il più maschio di tutti?”
” io cazzo, io sono il più maschio!!!” Ci siamo quasi.
” Allora maschione infilami il cazzo nel culo, e scopami come una Troia!!” Detto e fatto.

Così semplice. Mi prende per i fianchi e mi posiziona a pecorina sul divano. Mi allarga le chiappe e mi sputa sul buco. Ci appoggia la cappella e con un colpo secco mi infila tutto il cazzo dentro. Fa male, ma fa godere da matti. Soprattutto quando inizia a pompare come un matto. Il vino fa la sua parte e io gemo sempre più forte. Mi sbatte in modo superbo. Poi mi gira a gambe all’aria e riprende a trombarmi.

Lo guardo in faccia, e la sua espressione è cambiata. Vedo un uomo, un vero uomo che sa come usare il suo cazzo per far godere una donna o un uomo che sia. Mi fissa con uno sguardo da porco e sento il suo piscio scaldarmi le viscere. Bravissimo.
“Chi è il più maschio di tutti?”chiedo ancora con la voce rotta dal piacere.
” Io sono il più maschio troia!!! Ed è esattamente quello che ho detto a mia moglie mentre piangendo mi supplicava di non lasciarla.

Ma io sai cosa le ho detto”
E continua a sbattermi mentre i miei occhi sgranati rispecchiano la confusione che all’improvviso mi riempie la testa.
“Le ho detto che un maschio come me ha bisogno di scopare delle troie focose, non una frigida e incapace come lei!!!!” E nel dire queste parole mi schizza dentro e lancia un urlo da a****le.
“Cazzo tu si che sai come far godere un uomo, grazie bella troia!!!”.

E mi lascia la, sul divano, confuso, fregato, sporco, fuori e dentro. Mi vesto e mi faccio riaccompagnare a casa. In macchina gli chiedo perché mi avesse raccontato tutta quella storia all’inizio, che ci sarei stato comunque.
“Chissà perché ma quando vedete un uomo in pena, ci mettete più intensità nel fare l’amore, in due parole diventate più troie. Chissà perché, è sempre così “.
Sono passate più di 5 ore e ancora mi sto chiedendo se non avesse ragione.

FINE.

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