Spiaggia di Capocotta 3 – A casa

Paola si rimette in piedi e Lorena si massaggia la mano indolenzita dai 10 schiaffi assestati sul culo della sua datrice di lavoro.
La signora si slaccia il grembiulino che restituisce alla cameriera, restando di nuovo nuda.
Orlando abbraccia la moglie e le cancella con una carezza le lacrime che le sono scivolate dagli occhi. Lorena viene congedata e rimaniamo noi tre soli nel salone.
Ci sediamo tutti sul divano e Paola si mette tra me ed il marito.

Comincia a scherzare dicendo che non si aspettava di essere sculacciata dalla cameriera. Noi uomini siamo ancora vestiti, Paola è completamente nuda, con la sola catenina/perizoma sui fianchi. Con fare serio le dico che la penitenza non è ancora finita. Lei sgrana gli occhi incredula.
La faccio inginocchiare davanti al marito. Lei dietro mio ordine glie lo tira fuori e comincia a leccarlo lentamente. Io mi inginocchio dietro di lei e, tirato fuori l’uccello, comincio a passarlo tra le labbra delle figa, separate dalle perline del perizoma, che le scivolano nel mezzo.

Lei muove i fianchi ed il culo. La sento bagnatissima e la mia cappella diventa lucida e dura.
Lentamente la penetro restando fermo dentro di lei. Sento i suoi muscoli vaginali stringersi ritmicamente intorno alla base del cazzo. E’ brava da non credere! E’ come de una mano stringesse il mio cazzo e poi mollasse la presa. Rimaniamo così almeno 10 interminabili minuti. Faccio uno sforzo immenso per non muovermi. Le tocco l’interno delle cosce e sento che il liquido vaginale le è colato fino alle ginocchia.

Sempre rimanendo fermo nella sua figa, le infilo due dita dentro e le faccio scivolare lentamente dentro e fuori mentre resto col cazzo dentro di lei. La sua figa è molto elastica perciò infilo un terzo dito, mentre con il pollice dell’altra mano le titillo il clitoride. Comincia ad urlare dal piacere.
Si riaffaccia la cameriera Lorena per vedere cosa stesse succedendo. La invitiamo ad unirsi a noi e Paola si stacca da me e mi confida di volersi vendicare per le sculacciate ricevute in precedenza.

Paola si alza in piedi e ordina a Lorena di togliere il grembiule bianco ed il camice nero. La cameriera esegue docile, restando in slip e reggiseno. Paola la fa inginocchiare davanti a lei, apre le gambe e con un gesto della mano le indica la sua figa. Lorena avvicina la sua lingua e comincia a leccare gli umori della padrona dal basso delle cosce fino alla figa. La padrona si gira verso di noi e dice: “Questo si che è un bel bidè!”
Poi mi chiede sottovoce di inculare senza pietà la cameriera.

Chiede a Lorena se è d’accordo a farsi penetrare dietro e lei con un segno del capo annuisce. Domando se c’è della crema. Paola fa cenno di no. Vuole che la inculi a secco.
Mi sistemo dietro di lei, le apro un po le natiche e spingo con dolcezza. Lorena, che non deve essere nuova a certi giochini, rilassa lo sfintere dell’ano e lascia entrare la cappella. Paola mi mette le mani sulle natiche e spinge forte incitandomi ad essere più deciso.

Spingo forte ed entro con un solo colpo di reni. Lorena lancia un urlo di dolore e Paola se la ride con il marito, prendendo in giro la cameriera, alla quale dà da bere un sorso di spumante mentre io la inculo a ritmo forsennato. Lo spumante cade in terra e Paola sgrida Lorena dicendole che non è capace neppure a bere un po di vino! Vengo nel culo della cameriera. Paola, dietro ordine di Orlando viene a leccarmi il cazzo, poi lecca anche il culo della cameriera.

(SEGUE).

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