Sesso con il capo, ovvero, una notte che non dimen

Lo ricordo come fosse ieri, anche se sono passati oramai più di dieci anni…. ma come spesso accade, le cose che lasciano un profondo segno, rimangono vivide…

Ai tempi lavoravo in un locale notturno per pagarmi gli studi universitari e mediamente terminavo il mio turno a chiusura del locale, intorno alle 3 del mattino… spesso si andava con gli altri ragazzi a fare colazione insieme altre volte si filava dritti spediti a casa, cercando di riprendersi dall’ordinario casino del locale.

Da qualche giorno col mio capo pareva ci fosse una bella intesa, sorrisi, qualche pausa sigaretta insieme, cena ad inizio turno insieme, chiacchiere fuori dalle ore lavorative, insomma una situazione ben piacevole… peccato che il mio capo fosse una donna e soprattutto una gran bella donna.
Vent’anni più grande di me, splendidi occhi neri, un fisico da ventenne e un sorriso da far sciogliere la neve in pieno inverno.
La sua età ben celata da un portamento straordinario e dall’abitudine di vestire elegantemente ed in maniera sensuale mi aveva non solo colpito ma addirittura stregato.

Al termine di una serata lavorativa ci fermiamo nel locale…siamo soli, lei mi offre da bere e piazza sul tavolino 4 bicchieri di rum, due per me e due per lei… al secondo sorso del primo bicchiere, complice anche la stanchezza, stiamo già divagando sui massimi sistemi del mondo ed entriamo in intimità…. lei non ha rapporti da almeno tre mesi e sta pensando seriamente di separarsi dal marito con il quale sta ormai da vent’anni… ha un figlio della mia età che all’epoca studiava all’estero e senza troppi peli sulla lingua mi ha confessato di averlo spiato più volte mentre faceva l’amore con la sua fidanzata mentre si trovavano a casa…

La cosa non mi scompone, ormai stavo perdendo il lume della ragione, e le chiedo senza troppo candore se si masturba; lei arrossisce e nascondendosi in parte il volto con un veloce gesto della mano mi risponde che lo fa spesso e volentieri, talvolta anche nel bagno del personale e fantasticando sui clienti e sui colleghi…

Quale occasione migliore per buttare là una domanda scomoda? Le chiedo così di dirmi se lo ha mai fatto pensando a me e lei con un sorriso imbarazzato mi fa cenno di sì con la testa… Smorzo i toni con qualche battuta e lasciamo cadere il discorso…
Alla fine ho bevuto tre bicchieri di rum mentre lei non ha finito nemmeno il primo.

Mi chiede se voglio un passaggio visto che ho bevuto a sufficienza per farmi ritirare la patente e così le dico di sì.

Salgo in macchina con lei e mi racconta cosa faceva prima di gestire il locale finché non svolta in una via secondaria dove c’è un parcheggio che a quell’ora era praticamente deserto, si ferma spegne l’auto, si gira verso di me e con decisione mi infila la lingua in bocca.

Sento già il cazzo esplodermi nelle mutande.

Si e mi slaccia la cintura di sicurezza, si alza e si mette a cavalcioni su di me, si solleva la gonna e mostra un paio di autoreggenti che fanno risaltare quelle cosce magre e tornite.

Si struscia su di me e si accorge immediatamente della mia erezione ma continua a giocare con me: si sbottona la camicetta, il reggiseno e mi porge le sue mammelle, tonde e sode con due capezzoli ben proporzionati e turgidi.

Mi appoggia le tette sulle labbra e mi chiede prima di baciargliele, poi di succhiargliele e infine di leccargliele.
Le sue mani mi passano tra i capelli e cominciano a tirarmeli mentre il suo respiro si fa affannoso e i gemiti cominciano a farsi sentire più forti.
Io sono bloccato da lei ed è lei a condurre il gioco in tutto e per tutto.
Mi slaccia i pantaloni e tira fuori il mio cazzo che nel frattempo ha cominciato a sgocciolare come un rubinetto che perde…
La mia asta si appoggia alla sua passera e posso chiaramente percepirne il calore e l’umidità.

Il tessuto dei suoi slip è bagnato ed in trasparenza si possono intravedere i suoi peletti neri e delineare perfettamente la forma delle grandi labbra, anche loro gonfie e vogliose.

Tutto accade in pochi istanti: si solleva sulle ginocchia e scosta le sue mutandine mentre con l’altra mano afferra il mio pene e lo mette nella giusta posizione per esplorare il suo piacere: entro dentro di lei, o meglio, lei mi spinge dentro di sé e lo fa con un sospiro di soddisfazione che mi mozza il fiato.

La sua figa si contrae ed è molto brava a controllare i suoi muscoli, tanto che la sensazione è simile a quella di un pompino…sento le mie palle fradice e non mi importa se i miei pantaloni sono letteralmente impregnati dei suoi umori.
La sento venire con prepotenza, ma evidentemente non le basta e allora mi afferra una mano e mi fa infilare un dito nel suo culo mentre la sua di mano va dritta al suo clitoride che comincia a stimolare freneticamente.

I suoi peletti corti, neri, strusciano sul mio inguine mentre mi cavalca ed i suoi sospiri e gemiti diventano sempre più gutturali e cavernosi.
Con un “si” profondo che sale direttamente dal diaframma mi viene addosso e si abbandona al piacere accasciandosi su di me e sul sedile…La sento soddisfatta, sudata ma con un profumo inebriante che mi fa pensare che non vorrei essere in nessun altro posto in quel momento, non mi importa nemmeno di sborrare e mentre penso a questo lei mi bacia il collo e mi infila la lingua nell’orecchio, ci soffia dentro e mi sussurra: “adesso è il tuo turno…
Mi bacia il collo , lo morde e lo succhia e senza muoversi minimamente.. La sua passera si contrare con regolarità fino a farmi schizzare nella profondità della sua figa: il mio respiro strozzato le fa intendere che la sto riempiendo di me e le sue contrazioni si fanno ancora più decise: si riavvicina al mio orecchio e mi sussurra: “ti sento venire dentro di me ed è una sensazione meravigliosa”.

Mi bacia di nuovo con la sua lingua che esplora la mia bocca e cerca di insinuarsi nella mia gola.. Io non perdo l’erezione ma lei si alza piano piano si passa una mano sulla figa per non sporcare i sedili e riposiziona i suoi slip che immediatamente cominciano a sgocciolare del mio sperma.
Lei mi sorride, mi dice che vuole rifarlo e che si porterà a casa il mio seme mentre si lecca la punta delle dita.

L’altra mano mi accarezza una guancia.

Si sistema, torna al volante e mi porta a casa. mi saluta con un bacio sulla guancia e mi invita a fare colazione qualche volta…

Quella notte, ovviamente, non ho dormito.

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