SEI MIO FIGLIO! Non voglio, non permetterti!

Vi voglio raccontare quello che mi è successo, o meglio, che ho fatto succedere poco tempo fa.

Sono felicemente sposata e ho un figlio di 22 anni, vivo in una zona isolata di montagna. Il paese vicino è a due chilometri di distanza. Mio marito lavora tutto il giorno, io sono casalinga e mio figlio studia all’università. Essendo molto distanti dalla città non frequenta molto.

Ho 43 anni, forse non è bello dirlo di se stessi ma sono carina.

Non solo perché ho un seno molto pronunciato. Mi accorgo che quando sono fuori gli uomini mi squadrano. Sono alta 1 metro e 65, mi piace indossare gonne corte per uscire con mio marito. Vedo che non soltanto gli uomini maturi buttano l’occhio ma ai anche i ragazzi più giovani faccio un certo effetto.

Mio figlio, il problema che mi affligge da tempo; o meglio, non lui ma il suo modo di vivere.

Non ha amici, non esce la sera, non ha mai avuto una ragazza. E’ un bel ragazzo di 1 metro ottanta, va in palestra due volte la settimana. E, permettetemi, ha un pene da fare invidia ai migliori film porno.

Gli ripeto sempre di fare conoscenze in palestra, ‘non ci sono ragazze?’-gli dico, ‘mamma, non rompere con le solite cose!’ ricevo sempre la stessa risposta.

Alcune volte l’ho visto, attraverso il vetro, mentre faceva la doccia si masturbava.

Provavo un certo senso di fastidio di fronte a quella scena.

Altre volte attraverso alla porta socchiusa della sua camera da letto l’ho visto mentre faceva scivolare su e giù la mano sul pene, per poi riempirsi la pancia di sperma. Pensavo che se una ragazza lo avesse visto, avesse visto che razza di pene, sicuramente lo avrebbe portato a letto con lei.

Il suo problema era che non si rendeva conto di quanto potesse essere bello accarezzare una ragazza.

Nessuna mai gli aveva fatto notare quanto fosse attraente e che un pene come il suo non è cosa da tutti.

Ero arrivata alla conclusione che si sottovalutasse e avesse quasi paura di un rapporto con una ragazza perché non si rendeva conto delle sue potenzialità.

Ormai ero cera di avere capito il suo problema ma non sapevo come fare a ‘sbloccarlo’. Non potevo certo andare a prendere una ragazza per strada e portargliela.

Decisi di affrontarlo e parlargli! E di andare anche oltre.

Volevo fargli accarezzare il mio seno, volevo che si rendesse conto quanto poteva essere bello non toccarsi da soli ma avere un rapporto di complicità. Ovviamente tutto doveva finire lì, sono sua madre, non posso assolutamente spingermi oltre.

Una mattina, eravamo soli noi due in casa, mi sono messa una maglietta senza reggiseno, una gonnellina di quelle svolazzanti a pieghe, corta.

Guardandomi allo specchio sembravo proprio una troiona, forse avevo anche esagerato. La maglia attillata lasciava vedere perfettamente la forma del seno e i capezzoli.

Sono entrata in camera sua, era ancora a letto. Aveva le braccia sotto le coperte e sicuramente si stava toccando. Mi ha squadrato, o forse spogliato, con due occhi lucidi. Forse stava per venire in quel momento.

Mi sono seduta sul letto al suo fianco e passandogli una mano sulla fronte gli dico ‘Come va?’, tira fuori di shitto le braccia da sotto le coperte e risponde ‘Tutto bene, tu?’.

Avevo il seno proprio sopra il suo viso a 10 centimetri da suo naso, ho notato che lo puntava con lo sguardo. Come non poteva, avevo i capezzoli che spingevano nella maglietta di due taglie più piccola.

‘Senti’-gli dissi-‘ma a te non piacerebbe avere una ragazza, la potresti accarezzare…’ intanto gli presi la mano sinistra e l’appoggiai sul mio seno, la muovevo per farglielo sentire. Rimase un attimo immobile, non mi diede risposta.

Poi mi accorsi che non avevo più bisogno di muovere la sua mano sul mio seno. Si muoveva da sola. Abbassai la maglietta e il reggiseno in modo che avesse campo libero.

Da quel momento iniziò un massaggio tenero, sfregava tutte e due le mani sul mio seno, dolcemente a tratti mi pizzicava i capezzoli.

Non riuscivo a provare piacere, in fondo era mio figlio. Il massaggio andò avanti per un quarto d’ora a tratti si faceva più ruvido.

Cercavo fare trasparire un certo piacere dal mio viso, e comunque mi appagava molto questo massaggio.

D’un tratto, con tutte e due le mani appoggiate sul seno mi spinse violentemente sul letto e mi si sdraiò sopra. ‘No, max no, no lo fare’ esclamai.

Portò rapidamente una mano sul suo pene e lo usò per spostarmi le mutandine, la gonna era molto corta e non era certo un ostacolo, lo infilò.

Lo infilò tutto, fino in fondo. ‘No max, no basta, ma ti rendi conto??’

Sembrava non sentire, io ero pietrificata. Non mi muovevo non opponevo resistenza, non sapevo cosa fare.

Andava su e giù senza sosta, sembrava che facesse delle flessioni sopra a me, io tenevo gli occhi chiusi e sentivo il suo pene enorme che mi penetrava. Per qualche istante ho avuto paura che mi avesse rovinata dentro. Continuava senza sosta, su e giù.

Dentro e fuori.

Non fosse stato mio figlio mi sarei messa a urlare per il tanto godere. Non riuscivo o forse non volevo lasciarmi andare, non potevo godere con lui. Ero bagnata, molto bagnata, a tratti aprivo gli occhi e lo vedevo che saltava come un forsennato, sembra gli interessasse solamente metterlo dentro. Qualche volta si poggiava sul fianco e con una mano mi accarezzava il seno.

Stava per venire.

Il suo pene si era fatto durissimo, lo sentivo pulsare dentro. Guardavo in basso ma non riuscivo a vederlo, era coperto dalla mia gonnellina.

Strinsi leggermente le gambe, mi riempì con il suo seme. Mi sentii piena come non mi era mai successo. Continuava ad andare su e giù, sentivo lo sperma che avvolgeva il suo pene e colava fuori dalla vagina. Una sensazione unica. Non raggiunsi l’orgasmo ma rimasi in uno stato di estasi, avevo le mani lungo i fianchi come durante tutto il rapporto, non riuscivo a muovermi avevo una sensazione di pieno indescrivibile.

Si lasciò andare sopra di me per qualche istante poi fece uscire il pene dalla mia vagina, ‘Scusa, mamma, non so cosa mi è successo’ disse, ‘E’ colpa mia, volevo solo stimolarti’.

Passarono circa dieci giorni, non ne avevamo mai parlato, entrambi facevamo finta che non fosse successo nulla.

Una mattina entro nella sua camera, ‘sveglia! È tardi!’ esclamo, ‘Mamma… vieni qui da me’.

Feci finta di niente ‘Dai che il sole è già alto!’, ‘Mamma ho bisogno che vieni qui!’ esclama, come fosse un ordine.

‘Di, non ti mettere idee strane in testa, ho già fatto un errore una volta’, ‘Io non l’ho raccontato a nessuno’-mi risponde Max-‘ma visto che tutto questo è iniziato a causa tua ora voglio potermi sfogare quando ne ho voglia’.

Non sapevo come comportarmi, cercai di alleggerire la cosa, ‘Dai scopriti fammi vere cosa posso fare’, Max si scoprì, gli presi il pene in mano e comincia a masturbarlo. ‘Forse non ha capito’-disse-‘io con te voglio scopare, ora posso averti ogni giorno’, ‘No, non voglio!’ esclamai.

‘Mamma…, se io raccontassi che mi hai fatto toccare il seno, che hai cercato di fare sesso con me?’.

Mi sdraiai in silenzio sul suo letto pensando che volesse fare i suoi comodi dentro a me e invece mi sbottonò la camicetta e iniziò delicatamente a leccarmi e poi a succhiarmi i capezzoli. Poi scese con il capo fino all’ombelico e con la lingua tra pube e ombelico mi provocò delle sensazioni nuove, bellissime.

Non mi muovevo faceva tutto lui, Continuava a leccami e teneva le mani sul seno accarezzandolo. Mi sfilò poi la gonna e le mutandine, portò il capo tra le mie gambe, avevo le gambe appoggiate sulle sue spalle e le con le braccia me le avviluppava.

Con la lingua faceva movimenti circolari sul clitoride e a tratti cercava di infilarmela quanto più poteva nella vagina. ‘Mamma, con tutto quello che ti sta uscendo non puoi dire che non stai godendo’ disse.

Effettivamente stavo godendo in modo sublime, non osavo pensare che a provocarmi questo piacere fosse mio figlio. ‘No dire nulla’-ribattei-‘fai quello che vuoi fare’.

Andò avanti a leccare per molto tempo, a pensarci ora non riesco a rendermi conto se erano passati quindici minuto o un ora.

Mi rendevo conto che mi stava uscendo una quantità enorme di liquido dalla vagina e non era solamente la sua saliva. Stavo godendo, non capivo più niente, non mi importava più nulla che la testa che avevo in mezzo alle gambe fosse quella di mio figlio.

Gli misi entrambe le mani sul capo e lo spinsi contro la vagina, strinsi le gambe, iniziai a tremare all’inverosimile, mi venne un irrefrenabile stimolo a urinare. Sopraggiunse un orgasmo fortissimo iniziai spruzzare in faccia a Max. Tremavo, urinavo, avevo un orgasmo; stavo impazzendo. Lanciai degli urli ‘AAAAHHHHHH, DAIIIIIII, DAIIIIIII, DAIIII,’ e poi ‘ ahhh, pazzesco, pazzesco’.

‘Mamma, sembravi un fiume in piena’ esclamò Max.

Poi si sdraiò sopra a me, infilò il suo pene enorme nella mia figa e ci diede dentro, io continuavo ad ansimare stremata.

Poi, finalmente, mi sentii riempire come la prima volta.

Se il racconto ti è piaciuto scrivimi a: [email protected] it.

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