Rosita e Caterina in una gangbang

Certo che non ci facciamo mancare proprio niente quando gli incontri vengono organizzati da quella sgualdrina di mia moglie e da quel pervertito di suo fratello. Lei non ha ancora finito di farsi coprire la schiena dalla sborra della sua amica trans che già si getta a pulire il cazzo del negro appena uscito dal culo di mio cognato. E che cazzo, ragazzi! Quando s’è calato le brache a inizio serata mi sono spaventato alla vista di quell’affare.

-Scordatevi che entri nel mio culo! – ho annunciato. – Amo anche i piaceri del secondo canale, ma non ho intenzione di aver il buco in fiamme per una settimana! –
-Meglio così – è intervenuto il fratellone frocio, – me lo tengo tutto per me – così dicendo si è fiondato su quella tremenda minchia di cioccolato. Se l’è fatta sparire in bocca e ha cominciato a spompinarlo con foga. E da lì è partita la nostra serata.

Adesso guardo lui e sua sorella bere dalla fontana di panna che sprizza da Efe, una trans più dolce della più zuccherosa delle femmine, con l’attrezzo che piace a mio cognato.
Ne sono entusiasti. Potrei dire con sicurezza che mia moglie, Caterina, è una sommelier dello sperma. Ne ha assaggiato così tanto che potrebbe scrivere un elenco telefonico dei suoi preferiti. Non ne perde mai una goccia e non va mai a dormire se prima non me l’ha succhiato fuori tutto.

Caterina in alcune mattine me lo spreme sulle fette biscottate. Dice che non c’è nulla di più energetico.

Ho sposato davvero una troia di prim’ordine ! E suo fratello non è da meno.
È un appassionato culo; passerebbe la giornata a farsi fottere da maschioni palestrati pieni di tatuaggi oppure da forze dell’ordine in divisa, ma non disdegna anche le trans dalle misure extra-large. Una volta s’è fatto montare per quattro ore consecutive da cinque superdotati.

Ma il suo piacere è anche attivo. Scopa tutto quello che si muove, infila l’uccello dove capita e schizza come un coniglio. Non ho mai visto nessuno sborrare così lontano. Quando ti fotte a pancia in su e lo toglie sul più bello ti ritrovi col viso e i capelli impiastricciati.
Si è trovata anche una moglie, una donna dalle forme un po’ esagerate, una del tipo Milly Carlucci a cui prepara incontri extra, da vero cornutone.

La moglie si Chiama Rosa, Rosita per gli amici perchè ha fatto capire a tutti che è snob, milionaria ed adore prendere i cazzi tra le sue tettone. Insomma, un nome spagnoleggiante per una che avvicina tutti con le sue spagnole prima di iniziare maratone di sesso. Sono davvero due porci, della serie Dio li fa e il Diavolo li accoppia…ma si sa, i parenti non si possono scegliere.
Anche se questi due sono semplicemente vergognosi nei loro comportamenti sessuali, riescono a mascherare bene ogni cosa e tutta Milano li considera come una coppia perfetta, adorabile per quante coccole si fanno in pubblico.

Inutile contare i cazzi che consumano tra le quattro pareti di casa, ed anche in trasferta. Una volta ad Andrea e Rosita ho dovuto anche procurare uno stallone. Dopo le preghiere di Caterina e qualche regalino che mi aveva fatto (nulla di che, aveva semplicemente indossato delle calze che valorizzavano le sue gambe ed un perizoma sexy, promettendomi di farsi sottomettere come avrei voluto io in quella festicciola) andai a procurare lo stallone a Rosita.

Dopo aver contattato, tramite internet, Sergio, lo incontro. Andiamo insieme io ed Andrea a parlare con il bull di Rosita.
Il bull di fiducia dovrebbe essere il miglior amico del marito. Ci sono cose che un marito è bene che non chieda alla moglie. Anche se gli piacerebbe vederle vivere delle situazioni, magari anche estreme, è restio a proporglielo. Così marito e moglie devono convivere, e certi ricordi potrebbero inquinare il rapporto, e magari rovinarlo per sempre.

Se invece questo compito se lo assume il bull, moglie e marito hanno qualcuno su chi scaricare le responsabilità. Nel peggiore dei casi, non ci si vede più e chi s’è visto s’è visto. Andrea precisò, in quell’incontro, a Fernando che la coppia funzionava e Rosita amava molto scambiarsi.
“Beh, contenti voi – rispose Fernando – ma ti assicuro che tua moglie è già una gran troia però ha le potenzialità per migliorare ancora, per diventare una…supertroia.

“L’ hai conosciuta da poco su internet, come fai a esserne così sicuro?” “Fidati, l’ ho vista. Quel che fa le piace. “
Si interruppe, come se temesse di dire troppo.

“Ma, dimmi, tua moglie cosa ti ha detto di quel che è successo?” “Tutto !”

“Tutto ? Bene…. allora……vedi, a tuo moglie piace il sesso, e fin qui tutto normale, ma le piace anche essere dominata, le piace che le si ordini di fare questo o quello, e le piace ubbidire.

Io ho una certa esperienza, e so distinguere fra chi subisce passivamente, magari per far piacere al marito da chi, come tua moglie, si eccita ad essere coinvolta in certe situazioni. Per esempio, quando mi ha pregato di fare smettere quello che la stava inculando……beh mi hai capito…..io l’ ho fatto, ma sono sicuro che se le avessi detto di no non si sarebbe ribellata. “
“E quindi -aggiunse mio cognato – secondo te mia moglie potrebbe migliorare? E come si svolgerebbe la cosa?”
“Tua moglie – si guarda in giro e abbassa la voce – quella gran troia di tua moglie, ha dei grossi margini di miglioramento, fidati.

E’ semplice, per cominciare la porti da me, a casa, dove inizio ad educarla, e intanto vedo come procedere. Poi, quando penso che sia pronta a procedere con la dominazione, le faccio vivere situazioni più hard, più estreme. Tutto qui. “
“Tutto qui ? – svuotò il bicchiere – gliene parlo e sento cosa dice. Però, voglio chiarire subito una cosa, perchè non ci siano malintesi. Non voglio sentir parlare di contratti, di schiave o altre cazzate del genere.

Altra cosa: l’ unico che può filmare o fare foto sono io e, in qualsiasi momento io lo decida, il..gioco si interrompe. D’accordo su questo?”
“D’accordissimo, figurati. Ciao, è stato un piacere conoscerti…e, quando pensi di portarla?”
“Questo sarà sempre e solo lei a deciderlo Ciao”
Arrivo a casa che sono quasi le nove. Caterina mi ha aspettato per cenare e, appena seduti a tavola.
“Allora, com’è andata? Cosa ti ha detto?” – sembra addirittura più impaziente di Fernando anche se quella di cui si parlava era la cognata, Rosita.

Quella serata, mia e della mia Caterina ci siamo divertiti e dopo un primo round di sesso, io ed Efe siamo ancora appiccicosi del nostro sperma. Mi ha donato il suo culo cavalcandomi sul divano, dandomi la schiena e permettendomi di stringere e massaggiare le sue meravigliose tette. È una delle mie posizioni preferite. Fotto e posso muovere le mani a mio piacimento. Posso toccare le cosce, le chiappe, le tette, infilare le dita in bocca della mia compagna, masturbarle il cazzo lungo e duro, farla sborrare insieme a me.

E così è proprio successo. Mentre mia moglie si faceva spanare il culo da un’altra amica di Efe, la Sissy, col suo uccello dal diametro formidabile, forse non lungo, ma davvero temibile, e mio cognato gemeva come una cagna sotto i poderosi colpi dell’ariete di ebano, il culo di Efe correva veloce sulla mia asta dritta come un fuso e dura come il marmo. L’aria era ebbra di sesso allo stato puro, i corpi si muovevano frenetici alla spasmodica ricerca del piacere totale, salivano ansiti e incitamenti a spingere più in fondo.

La mia mano segava velocemente quel bell’uccello trans e dalle mie palle venivano le avvisaglie di una prossima eruzione. Sborrammo insieme in una fontana di piacere assoluto. Mentre il suo uccello trans veniva nelle mie mani, Efe si toglieva il mio dal culo e si faceva schizzare sulle cosce e sulla pancia. Mia moglie che si stava leccando ancora le labbra dopo aver gustato quella calda salsa di sperma, si avvicina, lasciva, al nostro divano e si getta con voluttà sui nostri uccelli mezzi molli.

Afferra il mio con la mano e si mette a succhiare quello di Efe, poi cambia, come la più navigata delle pornostar. E mentre ci succhia ci guarda negli occhi, vuole leggere il nostro piacere ed eccitarci ancora di più. Si sbatte i cazzi sulla lingua, li lecca a partire dalla base dell’asta, si piega a succhiare le palle.
In breve ci rimette in forze. Io e la trans ci troviamo di nuovo dritti ed eccitati, ci baciamo e ci tocchiamo lasciando che quella troia di mia moglie si prenda cura dei nostri cazzi.

Gli altri si sono seduti in poltrona, sfiniti dalla cavalcata. La nera nerchia di Sissy giace esanime tra le gambe del suo padrone, mio cognato si massaggia il culo che sicuramente gli brucia dopo essere stato ripassato a dovere. Mia moglie continua il doppio bocchino. È talmente ingorda che cerca di infilarsi entrambi i nostri uccelli in bocca insieme ma non ci riesce. Forse nella figa sarebbe più facile.
Glielo propongo e lei accetta.

Che io sappia non ha mai provato, ma con lei nulla si può dire.
Chiamo il finocchio perché lui sa come architettare certe cose. In quei giorni stavano facendo dei lavori di manutenzione all’impianto elettrico e di sorveglianza dell’hotel alcuni operai di una ditta.
Gli sguardi degli operai furono subito catturati dal corpo e come al solito dal culo di mia moglie che anche vestita sportiva non passava inosservata ogni volta che entravamo nell’hotel.

Passai all’azione: parlai con uno degli operai che mi fece parlare con il loro capo Giorgio, un bel ragazzo sulla quarantina, moro, abbronzato e dal fisico muscoloso, aveva un espressione sprezzante e strafottente. Ascoltò la mia richiesta di conivolgere lui e i suoi operai in una gangbang con mia moglie con un ghigno compiaciuto mentre masticava una cingomma. L’idea era di suo gradimento, avrebbe pensato lui a chiamare un pò di amici e a decidere un posto appartato dove organizzare l’ammucchiata, dovevo passare dal suo magazzino la sera seguente e mi avrebbe detto dove saremmo andati.

Avevo già detto tutto a Caterina togliendole questa volta il fattore sorpresa, anzi volevo eccitarla portandola con me a conoscere uno dei “protagonisti”, ovvero Giorgio.
Suonai al magazzino di Giorgio, il quale mi aveva dato il giorno prima l’indirizzo, verso sera all’orario di chiusura quando ci sarebbe stato solo lui in magazzino.
Giorgio mi aprì ed entrai con Caterina che Giorgio guardò un pò stupito. “Giorgio questa è Caterina…”
Giorgio le guardava le tette e il culo nemmeno la degnò di uno sguardo in viso, “Ah bene, il nostro giochino lo facciamo dopodomani alle 6 di sera in un capannone abbandonato subito fuori del paese qui su questo foglio ti ho scritto l’indirizzo”
Caterina aveva un paio di leggins aderenti che le esaltavano le forme del culo e le tette seppur di dimensione contenuta spuntavano dalla t-shirt scollata in maniera provocante.

Giorgio era quasi ansimante dall’eccitazione e colsi la palla al balzo. “Katy perchè non ti presenti a Giorgio con un bel pompino…”
Katy, senza esitare, si inginocchiò davanti a Giorgio, il quale incredulo tirò fuori il cazzo dalla zip dei pantaloni, ed iniziò a succhaire il pene di Giorgio che era già bello duro e di dimensioni non esagerate ma ampiamente sufficiente perchè mia moglie ci si potesse divertire per bene. Si accompagnava ogni tanto con la mano e si fermava ogni tanto per sbavarci in cima, per poi leccarlo tutto comprese le palle.

Lo tirai fuori anche io e Katy iniziò a alternare il suo spompinare tra il mio cazzo e quello di Giorgio mentre con le mani smanettava il cazzo che non aveva in bocca. Giorgio le schizzò una mega sborrata in viso e io alla vista dei Caterina che ripuliva il suo cazzo, leccando lo sperma rimasto, mi accorsi che stavo per venire.
La spinsi verso di me e le venni tutto in bocca.

Ci richiudemmo i pantaloni, Katy si alzò e salutai Giorgio che mi rispose “Vedrai che la facciamo divertire la puttana di tua moglie, hai fatto bene a presentarmela oggi, ora ho capito di cosa ha bisogno e di come le va dato. ” e le diede una bella tastata al culo.

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