Quella Vacanza In Montagna Con Mia Cugina Samantha

Non ricordo nemmeno quanto tempo é passato da quella notte di sesso con mia cugina Samantha. Se poi di sesso si puó parlare, visto che avevamo trascorso la sera di Natale a masturbarci a vicenda sotto le coperte. Forse dieci anni, magari di piú. All’epoca frequentavamo ancora la scuole superiori ed ora ci trovavamo entrambi all’ultimo anno dell’Universitá. Non siamo mai andati particolarmente d’accordo, nonostante frequentassimo le stesse amicizie e fossimo obbligati ad incontrarci anche alle feste comandate con le rispettive famiglie.

Mi ricordo che Sam non perdeva occasione per provocarmi a livello sessuale. Sapeva di essere una gran fica: mora, alta e con una carnagione scura tipica delle ragazze con orgini del Sud. Chiunque avrebbe fatto carte false per scoparsela o anche solo per baciarla o toccargli quella terza misura abbondante! Io cercavo di stargli lontano, anche se appartenente al sesso femminile, era pur sempre mia cugina. Cercavo di stargli alla larga anche quando andavo a trovarla a casa sua e Lei faceva finta di non sapere che io fossi lí: apriva la porta del bagno, si mostrava nuda per un secondo e poi la richiudeva dicendomi che pensava non ci fosse nessuno.

Oppure quando andavamo tutti a cena dei suoi: non c’era stata una sola volta che si fosse messa le mutandine. Ogni occasione era buona per mostrarmi la sua fica, come quando si sedeva sul divano ed apriva le gambe per poi richiuderle appena passava la madre o qualcun altro della famiglia. Lo ammetto, me la sarei voluta scopare Samantha, mettergli dentro tutto il mio cazzo e riempirla di sborra fino alle orecchie. Credo che una volta mi fossi fatto anche una sega sotto la doccia pensando a Lei.

Ma non sono mai andato fino in fondo, non volevo dargliela vinta. Se voleva il mio pisello dentro di sé, doveva dirmelo apertamente, perché io non avrei ceduto. Almeno fino a quel giorno, dove le carte si ribaltarono e fui io a provocare Lei.
Era un fine settimana invernale. Avevamo prenotato, con degli amici dell’Universitá, delle camere in un albergo in montagna per tre giorni. L’idea era di regalarci un’ultima vacanza sulla neve, tutti insieme e prima che la stessa scomparisse lasciando posto alla primavera.

Ognuno aveva la propria stanza e quello che accadde tra me e Samantha, si verificó la mattina dopo il nostro arrivo. Mancavano almeno due ore all’appuntamento, avevo appena fatto colazione in camera e decisi che c’era ancora tempo per fare qualche fotografia. Era all’Universitá che inizió la passione per le foto, le foto di nudo, le foto di me nudo! Mi ero reso conto che il mio corpo piaceva, il mio uccello piaceva e quindi pensai di condividerlo con il Mondo.

shittavo foto in ogni occasione: al mare, nei boschi, durante le vacanze, ovunque. Poi le mettevo On-Line sui siti per adulti autorizzati. In fondo non avevo fatto altro che anticipare i moderni Social Network dove tutti si raccontano tutto & tutti mettono le foto di tutti! Solo che qui ci si mostrava al naturale senza inibizioni. Negli anni successivi poi feci anche la conoscenza di ragazze con la mia stessa passione, dove io fotografavo loro & loro fotografavano me.

Ma questa ve la racconto un’altra volta. Torniamo a quella mattina.
Presi tutto il necessario per vestirmi e lo misi nel bagno, poi presi la mia macchina fotografica digitale, una delle prime dell’epoca e la poggiai su una mensola. Mi tolsi il pigiama ed inizia a shittare foto. Ne feci molte a figura intera da diverse angolazioni, poi qualche primo piano sul mio pisello ed infine le ultime con il mio cazzo in erezione.

Ne feci anche qualcuna sotto la doccia mentre mi insaponavo, masturbavo con il bagno schiuma. Facevo scivolare la mia mano lentamente sul mio pisello che iniziava ad ingrossarsi, poi con delicatezza ed aiutato dal sapone toglievo la pelle da sopra la cappella mostrando un grande fungo rosso, ed altre foto in primo piano. Molte ragazze si sarebbero bagnate nel vedere quegli shitti. Dopo quasi un’ora di shitti e con l’uccello che reclamava riposo, decisi che c’era tempo per fare anche un breve filmato mentre sborravo.

Avrei unito l’utile al dilettevole: fare il Video e svuotare le palle dopo che si erano gonfiate durante il servizio fotografico. Impostai la macchina fotografica su REC e mi misi di fronte ad essa. Peccato che a quei tempi non ci fosse ancora l’audio per le riprese, perché sono sicuro che qualcuna si sarebbe eccitata da morire nel sentire il rumore di tutte le schizzate di sborra che avrei diretto sul vetro del box doccia.

Stavo per iniziare a farmi una sega, quando qualcuno suona alla porta. Presi l’asciugamano, me lo misi intorno alla vita ed andai ad aprire. Era mia cugina! Potevo dire “ciao” al mio video.
“Cosa vuoi Sam?”
“Buongiorno anche a te Chase. Voglio farmi una doccia prima di sera. Sabrina é in bagno da piú di un’ora!” Rispose Lei.
“Bhé… tante volte non te ne fossi accorta, stavo per fare anch’io la stessa cosa! E poi ti avevo detto di fare come tutti e prenderti una camera singola” Dissi mentre Lei entrava nella mia stanza.

“Volevo risparmiare, ed allora? Prestami un asciugamano ed in cinque minuti sono fuori” Continuó Sam. Era tanto una gran fica quanto insopportabile e quel leggero pigiama che modellava il suo corpo, iniziava a farmelo diventare duro. Ma dovevo controllarmi, non volevo dargli la soddisfazione di fargli vedere il mio uccello drizzarsi ogni volta che la spogliavo con gli occhi.
“Non ho altri asciugamani a parte questo che ho intorno alla vita” Gli dissi.

“E quindi? Non sarai mica timido? Levatelo e dallo a me!” Disse Samantha con tono spavaldo. Stava servendo la mia vendetta su un piatto d’argento, avevo deciso che prima poi sarei stato io a provocare Lei e quella fu l’occasione giusta. Senza esitazione e con naturalezza, mi tolsi l’asciugamano rimanendo nudo davanti a mia cugina. Non credo si aspettasse una mossa simile, perché diventó completamente rossa! Diversi secondi di silenzio, qualche sguardo piú lungo del solito di Lei rivolto al mio pisello ed infine io che mi prendevo la mia rivincita vedendola imbarazzata.

“Ti sei incantata Sam? Non dirmi che é il primo che vedi? Ecco il tuo asciugamano comunque!” Dissi mentre glielo passavo. Non commentó ulteriormente Sam. Prese l’asciugamano e si chiuse in bagno. Vittoria! Successivamente mi sdraiai sul letto in attesa che finisse di farsi la doccia. Non feci in tempo a rilassarmi un paio di minuti che un pensiero si fissó nella mia mente: la macchina fotografica era rimasta in modalitá REC! Non sapevo se preoccuparmi o essere contento.

Contento perché con la ripresa di Lei nuda avrei potuto fare di tutto, preoccupato perché mi avrebbe fatto qualche domanda sul motivo per cui quella macchina fotografica era in bagno. Ma dopo qualche secondo di meditazione, sorrisi con me stesso. Avevo giá un’idea. Per essere una donna non ci mise comunque molto, poco piú di venti minuti per una doccia. La vidi uscire, stranamente piú sudata di prima, ma in ogni caso pronta a riprendere il controllo di sé dopo l’imbarazzo di avermi visto nudo.

“Il tuo asciugamano é nel bagno, io ho finito” Disse Sam.  
“Ce ne hai messo di tempo! Non é che ti stavi facendo un ditalino pensando al mio cazzo?” Le risposi alzando la posta del dialogo. Non avevo nessuna intenzione di smettere di provocarla. Una volta tanto doveva essere Lei a sentirsi a disagio. E mentre ci scambiavamo battute e frecciatine varie, mi diressi verso il bagno, non intenzionato comunque a coprirmi e presi la macchina fotografica.

Controllai subito quello che aveva ripreso e… e quello che vidi andava oltre ogni mia aspettativa, oltre ogni mia immaginazione. Nel video non c’era mia cugina nuda, o meglio, lo era….. ma… ma oltre che nuda, si stava facendo un ditalino sotto la doccia. Si vedeva distintamente Lei a gambe divaricate con la mano in mezzo alla sua fica, per poi toglierla e lasciare alla pressione dell’acqua del soffione della doccia masturbare le sue grandi labbra.

Non ci potevo credere. Ora si che mi sarei divertito. Tagliai subito la parte iniziale dove c’ero io, cancellai tutte le foto del mio uccello e mi preparai a sferrare l’ultimo colpo a Samantha.
“Mi stai ascoltando Chase? E poi cosa hai da ridere?” Disse Lei.
“Si, certo che ti ascolto Sam, ma vedi… fai tanto la fica, quella che se la tira, quella che sá che tutti se la vogliono scopare e poi… e poi alla vista del pisello di tuo cugino corri in bagni a masturbarti” Colpita.

Divenne di nuovo rossa, ma cercó di difendersi come meglio poteva.  
“Ti piacerebbe cugino mio. Ma mi stavo semplicemente facendo una doccia, al tuo uccello non ci pensavo aminimamente. Anche perché di quelli ne posso avere quanti ne voglio e quando li voglio!” Mi rispose cercando di attaccarmi. Era arrivato il momento di affondarla.
“Questo é quello che racconti a te stessa? Io non ci credo. Lo sai….. stamattina volevo fare qualche ripresa al paesaggio qui fuori, dal bagno si vede uno splendido panorama.

Cosí ho preso la macchina digitale ed ho iniziato a fare un Video, fino a quando tu non hai bussato alla porta… allora per la fretta di aprirti, l’ho poggiata su quella mensola ancora in modalitá REC e dopo…” Non c’era bisogno che continuassi, ancora rossa in volto, si avvicinó e mi strappó dalle mani la macchina fotografica. Aveva immediatamente capito tutto. Lasció passare qualche secondo, il tempo di sincerarsi che i suoi sospetti fossero fondati.

Non appena visionó il video con Lei che si faceva un ditalino, aggiunse:
“Sei un maiale, cosa vorresti farci con questo?”
“Cosa voglio farci? Assolutamente niente! Appena sarai uscita da questa stanza cancelleró tutto quello che c’é sulla scheda, ogni singolo dato! Ma tu sai che io so e questo mi basta” risposi sicuro di me.
“Chase tu… tu sei…. tu sei un…..” balbettó Samantha. Non la feci finire di parlare e mi avvicinai sempre piú a Lei.

Sentivo il sangue fluire al mio cazzo. Senza dire una parola gli presi la macchina digitale e la buttai su una poltrona. Contemporaneamente avvicinai il mio viso al suo, mentre posai la mano destra sulla sua fica. Non oppose resistenza. Iniziai a baciarla ed intanto strofinavo i pantaloncini tra le sue grandi labbra. Rimanemmo cosí per qualche minuto, tra baci e toccate varie. Fino a quando non ebbi la sensazione che il suo pigiama iniziava ad inumidirsi.

Si stava bagnando tutta ed io sentivo il mio pisello che iniziava a drizzarsi. Mi staccai da Lei, misi entrambe le mani su i suoi fianchi e lentamente gli abbassai il pantaloncino. Fece un passo indietro, alzó una gamba, poi l’altra e glielo sfilai del tutto. Con la mia faccia di fronte alla sua fica dannatamente pelosa, misi il mio naso in mezzo al suo spacco, volevo sentire il profumo della sua intimitá. Poi mi alzai, di nuovo con le mani suoi suoi fianchi, ma stavolta per toglierli la magliettina.

Ora era completamente nuda anche mia cugina. Inizia nuovamente a baciarla, con entrambe le mani che poggiavano sui suoi enormi seni. Poco dopo anche Lei inizió a darsi da fare, prendendo con una mano il mio pisello ormai dritto, gonfio e pulsante. Lo toccava dolcemente, facendo piccoli movimenti su e giú. Poi si fece piú audace: mi mise spalle al letto e con un delicato colpo mi diede una spinta facendomi cadere morbidamente su di esso.

Disteso e con il cazzo dritto tipo periscopio da sottomarino, aspettai la mossa successiva di mia cugina che non tardó ad arrivare. Salí anche Lei sul letto, si avvicinó lentamente a me muovendosi sulle ginocchia, si fermó all’altezza del mio pisello e con una mano afferró le mie palle gonfie. Le strinse con vigore, ma non troppo, quel tanto che fu necessario per tirarle e mettere in tensione tutta l’asta del mio uccello. Quello stiramento di coglioni fece scivolare la pelle giú dalla cappella, mostrando un’enorme testa rossa pronta ad esplodere! Sempre con quella presa saldamente ancorata alle mie palle, avvicinó la sua lingua al mio pisello, inizió a leccarlo dall’attaccatura dello scroto fino alla punta della cappella.

Lo fece piú di una volta, tanto che sentivo ad ogni leccata un carico di sborra che si incanalava lungo l’asta. Dopo diversi secondi lasció respirare il mio uccello per un pó, ma non la mia bocca. Avvicinó le sue grosse tette alle mie labbra e stringendole con forza mi spruzzó in faccia qualcosa che sembrava latte. Poi continuó di nuovo con l’inquilino di sotto. Tutto quel sesso represso per anni pensando a me, lo stava tirando fuori.

Con una mano prese il mio cazzo e lo spinse con forza sul mio addome. Ricordo che gli dissi di fare piano, perché era talmente gonfio e dritto come un palo di legno, che rischiava di spezzarmelo! Alla fine riusci a “poggiarmelo” sullo stomaco e mentre toglieva la sua mano, si mise seduta con la sua fica su di esso. Non se lo mise dentro, semplicemente lo spacco della sua fica era a cavallo del mio pisello.

Inizio a strusciarmela lungo l’asta. Sentivo chiaramente il suono dei suoi peli strofinarsi sul mio uccello ed ero talmente pieno di sborra che bastó quel rumore a far partire dal mio cazzo una prima schizzata che arrivó fino al mio petto. Lei se ne accorse e smise subito di farmi una sega con le sue grandi labbra. Immediatamente, per evitare che svuotassi le mie palle prima di essermela scopata veramente, si tolse da sopra di me e con due dita della mano spinse con molta forza il frenulo sotto la cappella, fermando di conseguenza eventuali successive sborrate.

Sentivo il mio cazzo pulsare, ma non vidi nessuna fuoriuscita di sperma. Quella sborra bloccata nelle mie palle iniziava a farmi male, decisi di giocare ancora un pó con Lei, prima di riempire di crema la sua fica. Questa volta ero io sopra mia cugina, misi il mio uccello su quel soffice ammasso di pelo senza penetrarla, ed inizia a toccare le sue tette, le sue enormi tette. Sentivo i suoi capezzoli rigidi, segno di un’eccitazione anche da parte sua ai massimi livelli.

Le toccavo. le massaggiavo, anche se le mie mani ogni tanto avevano difficoltá a contenere tutta quella roba. Poi la feci girare di spalle e mettere in ginocchio come una pecora. Volevo entrare prima nel suo culo e poi nella sua fica. Da dietro continuai a stringere le sue tette e delicatamente cercavo di infilare il mio uccello nel suo buco di dietro. Sentivo una leggera resistenza del suo ano, nonostante ormai fosse bagnata ovunque ed entrare dentro di Lei non doveva creare difficoltá.

Ma poi capii tutto dalle sue parole: “piano Chase, dietro non me lo ha mai messo nessuno!”. Hai capito la cugina, dentro quella fica avrá fatto svuotare le palle a chissá quanti ragazzi, ma il culo non glielo aveva mai letteralmente rotto nessuno! Questo non fece che eccitarmi di piú, sentivo il sangue confluire e gonfiare sempre piú il mio cazzo. Provai di nuovo ad entrare nel suo culo, con una mano afferrai il mio uccello con forza e stringendolo come una spugna feci scivolare la pelle su verso la cappella.

Lo spermo incanalato lungo l’asta schizzó sulla sua schiena, lo toccai con le mani e lo passai intorno al mio uccello ed alla mia cappella. Poi sempre con la sborra sulle mie dita, gli misi un dito dentro per farmi strada. Era pronta. Con entrambe le mani sui suoi fianchi avvicinai il mio cazzo dritto al suo culo ed iniziai a spingere. Lentamente vidi scomparire il mio pisello dentro di Lei e la sentii gridare.

Continuai a spingere con forza, fino a quando non ho sentito le mie palle doloranti sbattere contro il suo culo. Non smetteva di ansimare Samantha, un misto di dolore da prima volta e orgasmo. Ho continuato a sbattermela in quel modo ancora per un pó. Il rumore delle palle che sbattevano su di Lei era un suono che me lo faceva gonfiare ad ogni spinta. Quando inizia a sentire che ormai ero troppo carico e che da un momento all’altro potevo sborrare, lo sfilai dal suo culo.

Presi di nuovo la posizione io sotto Lei sopra. Era il momento di riempirla di tutto lo sperma che avevo accumulato in tutti questi anni. Ora era a cavallo su di me, sopra il mio pisello pronto ad accogliere la sua fica. Abbassó piano i suoi fianchi e fece scivolare la mia asta dentro di Lei. Mi stavo scopando mia cugina. Adesso ero completamente dentro la sua fica, sentivo le sue labbra abbracciare il mio cazzo.

Inizió a muoversi su e giú, a spingerlo sempre piú dentro ad ogni spinta pelvica. Sentivo la sborra salire, sentivo le mie palle cercare una via d’uscita per tutto lo sperma che ormai non trovava piú spazio all’interno di esse. Misi le mie mani sul suo culo, aiutandola a spingere il mio cazzo sempre piú in profonditá. Il battito delle sue piccole labbra, il loro pulsare, mi fecero rendere conto che stava avendo l’ennesimo orgasmo.

Anche io ero arrivato, stringendo con forza il suo culo, le diedi un’ultima spinta dentro, sentii la sborra salire lungo l’asta e poi schizzare. Non potevo non trattenere anch’io un gemito, ero veramente carico. Sentivo il mio cazzo schizzare dentro di lei, sentivo lo sperma colare ed avvolgere il mio uccello, continuavo a sborrare senza fermarmi. Per un secondo ho pensato “adesso gli esce anche dal naso”! Samantha gridava “ancora… ANCORA!” ed io continuavo a schizzare, a sborrare come una fontana, ad eruttare come un vulcano che da troppo tempo tratteneva la lava al suo interno.

Fu una delle mie piú grandi sborrate di tutti i tempi e quando Lei si sfiló dal mio cazzo, ne ebbi la conferma. Vidi la cappella del mio cazzo rossa come non mai e notai che dalla sua fica grondavano gocce di sperma. Le avevo fatto il pieno di sborra. Poi si distese di fianco a me, rimanemmo qualche minuto in silenzio con lo sguardo rivolto verso il soffitto e giocando con le mie palle ormai sgonfie e doloranti, disse quella frase che usó anche quel Natale: Finalmente ce l’hai fatta a scoparmi palle mosce! Ancora qualche minuto di silenzio, tolse la mano dal mio uccello, si giró verso di me e mi diede un bacio… un bacio sulla guancia! La guardai e con gli occhi lucidi aggiunse: Ti voglio bene Chase! 
Quel giorno, quelle sue parole, quei suoi occhi, quel semplice bacio sulla guancia, cambiarono per sempre il nostro rapporto.

In meglio! Non só cosa accadde di preciso, forse avevamo ripreso i nostri ruoli di cugini dopo esserci levati uno sfizio che portavamo avanti da anni o forse eravamo cresciuti. In ogni caso quella mattina, quella scopata, ci legó per sempre. Non andammo piú a letto insieme, niente piú sesso o giochi strani tra di noi. Eravamo diventati due ottimi amici prima ancora che cugini. Continuammo a frequentarci: ogni tanto Samantha mi dava una mano con le ragazze ed io l’aiutavo con i ragazzi, controllando sempre che fossero “a posto” per Lei.

Ci siamo trovati spesso negli anni successivi a fare altre vacanze insieme, sulla neve, al mare, nelle grandi cittá Europee. Qualche volta é capitato di trovarci nuovamente sotto la doccia insieme, qualche volta nudi, ma senza fare sesso. Altre volte ci cambiavamo nelle stessa stanza, non avevamo piú problemi a mostrarci senza vestiti, ormai non sentivamo piú attrazione l’uno per l’altra, come é giusto che sia! Nessuno capí mai veramente cosa cambió tra di noi, come mai ci eravamo legati cosí tanto.

Qualcuno ogni tanto fece delle battute, diceva che se non fossimo stati cugini, saremmo stati una bellissima coppia! Noi ogni volta che sentivamo dirci quella frase, ridevamo.
Se solo avessero saputo il nostro piccolo grande segreto!.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *