Quel giorno sulla spiaggia

Lo scorso agosto ero in vacanza al mare con la mia famiglia ed i soliti amici di famiglia, son figlio unico e mi annoiavo non poco.
Avevo messo gli occhi su un ragazzo della spiaggia che mi piaceva molto: qualche anno più grande di me che ne ho 26; avrà avuto circa 29 o 30 anni, fisico tonico, molto peloso soprattutto sul petto e gambe ma anche la schiena era ricoperta di una lieve peluria in modo uniforme.

Un giorno mentre ero sotto la doccia dopo aver nuotato lui arriva nella doccia accanto, me lo mangiavo con gli occhi ed ho sentito il sangue gonfiarmi il cazzo soprattutto quando si è allargato il costume per far entrare l’acqua e sciacquarsi completamente mostrandomi il suo pube foltissimo.
Ho chiuso gli occhi sperando di distrarmi e non avere un’erezione che sarebbe stata imbarazzante e che non si accorgesse di nulla.
Poco dopo essermi steso di nuovo al sole sentii una mano sulla spalla che mi scuoteva leggermente per chiamarmi, mi volto ed era lui con il viso a due palmi dal mio “ti va di fare un giro con il pedalò?” “io… sul pedalò… sì certo… piacere sono Federico” “io Stefano, dai, andiamo” Siamo saliti e ci siamo diretti agli scogli poco lontani.

“Ecco siamo arrivati, qui il mare è più basso, possiamo scendere” così abbiamo fissato la cima ad una boa e siamo scesi ed effettivamente l’acqua mi arrivava solo al petto “ho visto come mi guardavi alle docce…dai girati ed appoggia le mani alla scaletta che nessuno ci vede” come un automa facevo quello che mi diceva.
Si è immerso e mi ha sfilato il costume fino alle ginocchia, poi è riemerso e la sua mano ha iniziato ad accarezzarmi il culo spingendosi verso il buco “che bel culetto hai… mmmm… senti che bel buchino morbido…” ed un suo dito è entrato senza fatica muovendosi avanti e indietro.

Ero immobile dal piacere e dall’imbarazzo quando un secondo dito è entrato un gemito mi è uscito spontaneo dalla bocca. “stai godendo eh… rilassati e godi che il tuo culo mi piace” ed ha iniziato a muoverle frugandomi dentro mentre i miei gemiti era un costante sottofondo alle sue “manovre”.
Ho allungato una mano ed ho afferrato il suo gran cazzone durissimo che intravedevo male attraverso l’acqua.
Dopo un po’ ha smesso di colpo “andiamo, dai che non vorrei che qualcuno si insospettisse” “sì andiamo…ma dove…?” “ti è piaciuto farti infilare le dita in culo eh?…ora andiamo a casa mia che continuiamo questo gioco in tranquillità” Siamo risaliti sul pedalò ed appena in spiaggia ho raccolto che mie cose e l’ho seguito senza più parlare.

Abbiamo salito le scale di casa sua a due scalini la volta per fare prima.
Appena entrati in casa mi ha schiacciato contro la parete infilandomi la lingua in bocca. Ho ricambiato con foga mentr elui mi succhiava la lingua con vigore “Spogliati, ti voglio, subito” Ho fatto come mi ha detto e mi son messo a pecora sul letto ancora disfatto. “mmmm che bel buchetto peloso hai, ora ci gioco un po’ ” ed ha iniziato a lavorarmelo con la lingua in modo fantastico.

Poi ha infilato un dito, poi un secondo e poi anche il terzo “come ti apri bene, adoro i buchetti larghi, ora ti fotto ma prima mi devi succhiare bene il cazzo” si è messo davanti ed ho potuto vedere bene quello che prima avevo solo intravisto: un cazzo maestoso sbucava da una foresta di pelo nero con sotto due belle palle pelosissime anche loro, la cappella completamente libera dalla pelle era rossa e turgida.

Non era la lunghezza la cosa fuori misura quanto la circonferenza. L’ho leccato e succhiato come la cosa più buona del mondo “bravo bravo succhialo bene che poi ti scopo” dopo alcuni minuti è tornato alle mie spalle, ha messo il condom ed ha appoggiato la cappella al buco, un filo di gel ed uno sputo hanno lubrificato la zona ed ha spinto con forza tutto dentro senza fermarsi.
Ho morsicato il cuscino per non urlare.

È rimasto fermo un po’ poi ha iniziato a cavalcarmi con forza, godevo e spingevo con il culo per aprirmi sempre di più, ogni tanto univa qualche sputo finché il mio culo ha iniziato a sbrodare e tutto è diventato più agevole. “che culo largo che hai… quanti cazzi hai preso eh…? ti monto tutto il giorno… hai un culo fantastico” io gemevo sempre di più, adoro essere scopato così e gli chiedevo di continuare…di continuare…di continuare!
Dopo un po’ è uscito di botto ed ha infilato di nuovo tre dita di colpo giocando con quelle ad aprirmi il culo.

Ormai ero fradicio e così eccitato che sentivo il buchetto pulsare. Si è coricato sul letto dicendomi di impalarmi sul suo cazzo che voleva guardarmi in faccia mentre godevo e mi sfondavo da solo.
Prima di farlo ho iniziato a leccargli una gamba dal piede fino al cazzo, gli ho succhiato le palle il petto e l’ascella arrivando fino a succhiare una per una le sue dita.
Mi sono accovacciato su di lui che teneva il cazzone dritto con la mano e lentamente mi sono fatto entrare il cazzo “guarda come mi entra bene… il mio culo lo prende tutto fino in fondo…..guarda” dicevo mentre con un movimento su-e-giù mi impalavo ogni volta fino ad appoggiare il buchetto sui peli pubici “Hai il culo rotto come quello di una puttana… mmmmm” “Io sono la tua puttana… voglio che mi usi tutte le volte che vuoi soddisfarti” “certo che lo farò e ti farò scopare dai miei amici e mi faccio pagare!” “No, non puoi farmi questo…!” dissi con poca convinzione ma con un misto di paura “Certo che posso, sei la mia puttana e mi devi obbedire” “divideremo i soldi?” “Se te lo meriti…tu prima di tutto pensa a farti rompere il culo, poi vedremo” il mio buco era appoggiato completamente sul suo pube ed io gli accarezzavo il petto peloso.

“Te lo apro in due sto culo da puttana che hai… ci staranno dentro due cazzi assieme, vedrai come ti apro” “hai un amico che voglia mettere anche il suo cazzo?” “sì certo! Anzi sai che faccio? Lo chiamo subito! Alzati che vado a telefonare” ho temuto di aver esagerato lasciandomi prendere dall’eccitazione ma la voglia di essere scopato era tanta e vedere Stefano così eccitato aumentava ancora di più il mio desiderio.

L’ho sentito parlare e ridere al telefono poi si è è avvicinato “metti in mostra il tuo culo che ti faccio una foto: il mio amico non ci crede che sei così rotto” ha shittato la foto del mio culo con tre dita dentro ed ha inviato il messaggio “Bene, puttanella, preparati che tra poco ti facciamo la festa” “il tuo amico com’è?” “non ti preoccupare Carlo è un vecchio amico, ti puoi fidare di lui….

tu non hai nulla da temere ma il tuo culo invece è bene che si prepari ad essere sfondato! Girati che ti tengo largo finché non arriva” e con le dita ha giocato con il mio buco facendomi godere molto ma anche iniziando ad irritarlo e la cosa mi preoccupava un po’.
Come sarei riuscito a resistere se già ora avevo il buco arrossato? Ma non volli pormi il problema, volevo godermi la scopata.

Quando il campanello suonò mi disse di restare fermo con la faccia sul materasso ed il culo in alto girato verso la porta. “ecco la puttanella!
Che bel buchetto peloso ed aperto mmmmmm sembra una fighetta!” disse la voce del nuovo arrivato “Spogliati subito che ci divertiamo” gli disse Stefano. Mi girai e vidi un bell’uomo di circa 35-40 anni, petto ampio e solo velato di peli castani. Mi mise subito il cazzo già mezzo duro in bocca ed iniziai a succhiare e più succhiavo più cresceva fino a diventare il cazzo più lungo che avessi mai visto.

Sarà stato almeno 24 centimetri, sottile e storto di lato come una banana. “La tua puttanella succhia bene, vediamo se è davvero sfondata in culo come dici” Stefano mi fece girare e tenendomi le natiche aperte con la mani invitò Carlo ad entrare completamente e lui non se lo fece ripetere: appoggiando la cappella al mio buco iniziò ha spingere.
Me lo son sentito in pancia, temevo non finisse mai, il dolore aumentava io mi lamentavo ma lui è stato inesorabile ed ha smesso solo quando era tutto dentro.

Tremavo dallo sforzo e sudavo molto ma quando finalmente era tutto dentro mi son sentito orgoglioso. “cazzo che troia! In pochi riescono a prenderlo tutto fino in fondo. Che bella puttanella ha trovato Stefano… saranno i cinquanta euro spesi meglio degli ultimi tempi!”
Stefano ha tolto le mani dal mio culo e Carlo mi ha afferrato per i fianchi iniziando un lento movimento che faceva uscire quasi completamente il suo lungo cazzo per poi infilarlo ancora fono in fondo.

Il mio culo si stava abituando ed ha ricominciato a sbrodolare mentre Stefano è tornato a farsi succhiare il cazzo.
Poi Carlo si è tolto “devo smettere o vengo subito invece sta troietta voglio incularla a lungo” e così dicendo mi ha infilato le dita riuscendo a farne entrare quattro e lasciando fuori il pollice. “cazzo che buco rotto… fantastico… guarda come si apre!” anche Stefano mi ha tolto il cazzo dalla bocca tra le mie proteste.

“ora ti rompiamo il culo puttanella…eccome se te lo rompiamo…!” così Stefano si è coricato ed io mi sono di nuovo impalato sul suo cazzone che ormai mi entrava con estrema facilità; mi ha tirato verso di sé abbracciandomi stretto ed infilandomi ancora la lingua in bocca.
Dietro sentivo le dita di Carlo attorno al mio buco. “rilassati ed apri il culo così senti meno male” un dito è entrato senza troppo dolore, il secondo ne ha causato di più e poi ho sentito qualcosa di più grosso forzarmi il buco ed ho capito che era la cappella di Carlo “piano… fate piano vi prego” “zitto e rilassati che sto entrando” il dolore era insopportabile mi sentivo avvampare il viso ma Carlo è stato bravo e lentamente è scivolato tutto dentro di me aggiungendo una buona dose di lubrificante.

“ecco ci siamo è tutto dentro” “brava la mia puttanella, spingi ed apriti da solo..così…così…”
Iniziai a muovermi avanti e indietro impalandomi su quei due cazzoni e sfregando il cazzo sulla pancia pelosa di Stefano. Mi stavo di nuovo eccitando da morire, il mio ritmo aumentava e questo fu il segnale per i miei amici di iniziare a muoversi a loro volta.
Non so quanto tempo durò questa cosa so solo che io sborrai sulla pancia di Stefano due volte prima che loro raggiungessero l’orgasmo e Carlo si accasciò su di me che rimasi stretto tra i loro corpi anche dopo che i cazzi ormai mosci fuoriuscirono da mio buco.

Carlo propose a Stefano di rivederci il giorno dopo perché, disse, il mio culo doveva essere assolutamente rotto completamente. Io ne fui felice e dopo una doccia corsi di nuovo in spiaggia per non far impensierire i miei genitori già sapendo che l’indomani avrei rivisto i miei nuovi amici. Appena arrivato in spiaggia mi tuffai in mare affinché l’acqua lavasse gli umori che colavano abbondanti dal mio buchetto ancora aperto, avevo goduto moltissimo ed ero stato tanto porcello….

ero molto soddisfatto di me! Vidi Stefano coricato su un lettino, gli feci cenno con la mano e mi raggiunse. “ti è piaciuto farti aprire, eh?? ho visto che hai goduto come un porco eheheheheh hai un bel culo, mi piacciono i culi pelosi ed i buchetti belli rotti ma domani ti rompiamo ancora di più, ti piacerà vedrai” “cosa mi farete?” “tu cosa pensi??” “già oggi mi avete infilato le dita ed i due cazzi, domani… mi fistate?” “bravo ragazzo, hai subito capito, domani ti infiliamo la mano e vediamo quanto ti apri, ti va l’idea?” “sì sì mi va eccome!!” “allora fatti trovare in spiaggia al piccolo chiosco alle 9,30 puntuale che ci divertiamo” Quella sera trovai una scusa e non cenai quasi per nulla, presi dall’armadietto dei fermaci due capsule di lassativo e mi coricai.

La notte dormii poco per l’eccitazione ed alle cinque e mezza grazie ai lassativi mi vuotai completamente. Entrai nella vasca e dopo aver svitato il telefono della doccia mi lavai molto profondamente infilandomi il tubo. Alle 9,30 puntuale come un orologio svizzero ero al chiosco a bere un caffè. Arrivò Stefano più bello che mai con un costume blu che faceva risaltare l’abbronzatura ed il pelo nero che così abbondantemente ricopriva il suo bel corpo.

“Andiamo” mi disse sottovoce e si allontanò ed io lo seguii di pochi passi fuori dallo stabilimento. Di corsa con la sua auto a casa sua. Chiusa la porta alle nostre spalle non riuscii a trattenermi e lo baciai leccandogli anche la faccia “adoro sentire la tua barba ispida sulla lingua…” “che puttana che sei! Ed io adoro il tuo bel culo sodo” “sei bellissimo mi eccita da morire il tuo pelo” gli dissi mentre ormai senza più vergogna gli massaggiavo il cazzo da sopra il costume.

Ci spostammo subito sul letto in un frenetico 69 che vedeva lui sotto e me sopra che mi ingozzavo con il suo cazzone durissimo eccitato anche dal poter accarezzare le sue gambe folte mente il mio buchetto si apriva facilmente stimolato dalla sua lingua e dalle sue dita. Ci interruppe il suono del campanello. “E’ Carlo, spostati che ora iniziamo a fare sul serio” Carlo mi trovò già con il buco bagnato ed un poco aperto e messo a pecorella eccitato e pronto a subire il mio destino.

Si sono avvicinati e mentre Carlo indossava un guanto di lattice Stefano spalmava abbondante gel sul mio buchetto e con due dita lo faceva entrare in profondità “ora ti lubrifico bene anche dentro così scivola più facilmente” “sei pronto?” mi chiese Carlo, sono certo che ti piacerà, io sono bravo a fistare, tu devi solo rilassarti” Sentii entrare il primo dito, o forse erano già due, poi il terzo, il quarto ed infine la spinta aumentò di vigore, respirai a fondo e cercai di rilassarmi il più possibile e mentre espiravo spingendo in fuori come se dovessi andare di corpo mi son sentito aprire a dismisura e la mano è entrata.

Una sensazione bellissima. “ecco puttanella, ti sei preso la mano intera, e senza urlare, complimenti! Ora vediamo quanto sei bravo. Quando non ce la fai più dimmelo” e poco dopo la sentii avanzare nella pancia lentamente, molto molto lentamente. Ero teso ed eccitato ma avvertivo poco dolore e soprattutto desideravo così tanto far bella figura che resistetti un po’ più delle mie forze. Carlo si fermò quando iniziai a lamentarmi ad alta voce. Arretrò di un poco e rimase fermo per farmi abituare poi iniziò ad uscire per poi entrare ancora sempre molto lentamente e come il giorno prima il mio culo ha iniziato a sbrodare lubrificando in modo naturale consentendogli di aumentare la velocità.

Godevo, godevo eccome! Il mio cazzo mezzo duro veniva masturbato da Stefano che con l’altra mano mi accarezzava la testa “bravo così… prendilo profondamente… lasciati aprire…” la velocità aumentò ancora un poco. Non so quanti centimetri oltre al polso riuscì a farmi entrare so solo che sborrai imbrattando la mano di Stefano che mi massaggiava anche le palle. “guarda che buco di culo gli è venuto” disse Carlo con tono soddisfatto togliendo completamente la mano “adesso sì che è davvero un bel culo rotto! Davvero sorprendente per un ragazzo così giovane” e la mise di nuovo dentro in profondità.

Ora entrava quasi con facilità ed io godevo e gemevo senza sosta. Il mio cazzo rimase mezzo duro anche dopo la sborrata per lo sfregamento contro la prostata che mi faceva impazzire. Poi avvenne l’irreparabile: il movimento cadenzato di Carlo aumentò il mio piacere a dismisura ed io iniziai a spingere il culo all’indietro per farmi infilzare ancora di più. “A questa troietta piace proprio farsi aprire, guarda come viene a cercare il mio braccio!” “Stefano, ti prego voglio la tua mano dentro ora… ti prego… fistami tu adesso… ti prego…” I due amici si scambiarono il posto e Stefano infilò la mano “io non arrivo in profondità, mi piace di più allargare il buco al massimo…vediamo quanto ti apri ancora” ed in effetti la sua mano restava nella prima parte del mio intestino ma a differenza di Carlo la infilava e toglieva completamente ogni volta.

“così…bravo…così…così fatti aprire dai……quanto mi piace il tuo culo…mmmmmhhh. ” Il mio sogno si stava avverando: quel bellissimo ragazzo al quale avevo dedicato decine di seghe fin dalla scorsa estate si stava divertendo scopandomi il culo ed era eccitato da me! Mi girai come potevo all’indietro cercando di guardarlo e gli chiesi di aumentare la velocità con cui infilava la mano “cazzo che troia che sei, ti adoro… ora ti rompo il culo come meriti” e dicendo questo percepii che quando toglieva la mano lasciava il pugno chiuso mentre prima le cinque dita restavano unite come un cuneo.

“guarda come si apre ancora e quanto gode a farsi sfondare questo piccolo porcello!” Carlo nel frattempo mi dava il suo cazzone da ciucciare come un biberon. “di più, Stefano, di più… spaccami il culo che mi piaceeee” non potevo credere di averlo detto ma era vero: stavo godendo come non mai. Riuscii a prendere il pugno anche in entrata alcune volte poi un orgasmo di proporzioni mai provate mi fece quasi svenire e non riuscii più a restare a pecorella ma mi accasciai di botto sul materasso.

Il gioco di mano finì lì per quel giorno ma nonostante fossi allo stremo delle forze sentii chiaramente prima un cazzo e poi l’altro trovare sfogo nel mio culo ormai definitamente rotto.

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