Prima esperienza (parte 1^)

Allora……. iniziamo a raccontare della mia doppia vita, di bravo ragazzo, prima e di integerrimo padre di famiglia poi.
Utilizzerò dei nomi fittizi, tanto per identificare i componenti.

Avevo grossomodo 16 anni, quando una sera in un cinema della delegazione dove vivo è iniziata per me la scoperta della trasgressione.
Sino ad allora le esperienze erano state grossomodo nulle, grandi panciate di belino duro e solo alcuni cosucce con due sorelle porcone bsx, che bazzicavavano nella compagnia, nulla di più.

Torniamo a quella fatidica serata di un sabato, forse primaverile (non ricordo la data esatta), visto il proseguo.
Ero andato con un mio amico Bruno, di due anni più giovane ( quindi ancor più pivello) al cinema, visto che nel pomeriggio mi era saltata la visione in compagnia della mia attuale consorte.
Eravamo andati in galleria, forse più per abitudine, visto che era meta di noi giovinastri che volevamo ruscare in santa pace con la ragazzina del momento, che per una vera ragione.

Ci eravamo comodamente seduti da pochi minuti, quando notai dalla parte del mio amico un certo movimento di mani.
Malgrado la mia giovane età non ero certo un cretinetto, avevo subito capito che la Signora che era seduta al fianco dell’amico, cercava di sfiorarle la mano e cosa ancor più significativa, durante una scena luminosa, notai un certo sguardo significativo.
Mi fu d’aiuto un impellente bisogno fisiologico del Bruno, quando s’alzò per andare in bagno, colsi l’occasione e mi spostai al suo posto, ero curioso di vedere se la cosa si fosse ripetuta, o era stata solo una fantasia.

Passarono pochissimi minuti e mi sentii sfiorare la mano, rimasi inizialmente immobile, poi accennai un leggero movimento d’avvicinamento, che si concluse con un chiaro strofinio dei suoi polpastrelli sul mio dorso.
Fu sufficiente uno sguardo ed ecco che la sua mano scese sulla patta dei mie calzoni.
Utilizzando il pullover che mia madre mi obbligava a portarmi appresso, coprii la zona, che li a breve inizio a muoversi.
Mi stava, in modo delicato, massaggiando il cazzo, che raggiunse la sua dimensione eretta, con sua somma soddisfazione.

Io non restai certo con le mani in mano, visto che la posizione che tenevamo era abbastanza fuori da occhi indiscreti, fatto salvo da quelli del mio amico, che era rimasto esterrefatto, iniziai ad esplorare ora i seni, sotto al maglioncino, ora la patatina che mi veniva offerta con chiari movimenti del bacino.
Fini il primo tempo che eravamo tutti e tre intenti in un toccamento senza limiti, visto che nel frattempo il marito si era spostato, lasciando il posto al mio amico, schermandoci ancor più dai pochi altri spettatori.

Potei cosi inquadrare in modo chiaro la sua fisionomia, era una Signora che poi seppi aveva 35 anni sposata col tipo che l’accompagnava e l’assecondava nella sua passione, essendo un Guardone incallito, era castano chiara, occhi celesti, un bel viso curato, delle mani vellutate che sapeva usare egregiamente, un seno che avevo giustamente valutato sodo e circa della 3^ coppa “C” rose grandi e capezzolo sporgente, non troppo magra, con delle gambe magnifiche e una carnagione vellutata.

Quando si spensero le luci iniziammo subito da dove eravamo rimasti ed andammo oltre, si chinò e prese prima in bocca il mio cazzo e poi offrendomi il culo da palpare si dedico all’amicone.
Chiaramente ero riuscito a non venire, cosa che fu impossibile per il mio amico, che quando si senti l’uccello nella bocca della tipa inizio a sborrare, lei raccolse il poco seme in bocca e lo riversò in un fazzoletto che le porse il marito, per poi restituirglielo.

Tra palpamenti ed altro trascorse quasi tutto il secondo tempo, quando finalmente ella si decise a dirci di seguirla fuori del cinema, con la massima discrezione la seguimmo sino a dove ci aveva comunicato di recarci.
Eravamo vicino alla spiaggia, dove in estate venivano erette le cabine dei bagni, al momento esistevano solo le strutture, ed uno di questi era posizionato lungo la scogliera che dal centro della delegazione saliva verso il Castelluccio, era chiaramente meta delle nostre scappatelle con le ragazzine, ma notai, anche ben conosciuto dalla coppia.

Eravamo nascosti, quindi potevamo a quel punto dare sfogo alle fantasie che ci aveva pervaso durante la permanenza nel cinema.
Il marito in disparte si posizionò in modo da poterci vedere ma nello stesso tempo poterci proteggere da eventuali occasionali frequentatori di quel luogo, che avessero l’intenzione d’appartarsi.
Ci denudammo quasi completamente, lei rimase in reggiseno, che abbasso per permettere la fuoriuscita dei seni, reggicalze e calze, le mutandine da tempo del cinema erano state riposte nella borsetta, iniziarono i giochini di bocca, ora io le leccavo la patata mentre lei succhiava il cazzino del mio amico, ora ci cambiavamo i ruoli, che però non soddisfala la Signora, vista l’inesperienza dall’amico.

(avevo avuto una maestra, una delle sorelle bsx)
Era giunto il momento della chiavata e dopo la raccomandazione a non riempirla di sperma, inizio il mio amico che termino penso alla terza penetrazione, poi tocco a me con sommo piacere della tipa che assaporo il mio cazzo che aveva già le dimensioni d’adulto.
Premetto che durante le pompe eseguite nel cinema anche io le avevo riempito la bocca di sperma che però non riversò nel fazzoletto, ma gusto con piacere rigirandoselo in bocca per alcuni secondi per poi ingoiarlo a piccoli sorsi, quindi avevo già avuto una eiaculazione che mi permise d’avere una durata diciamo accettabile, che permise alla Signora di raggiungere un ottimo e visibile orgasmo.

Quando si accorse che stavo a mia volta raggiungendo l’orgasmo mi trattenne tenendomi per le chiappe e mi sussurrò di riversare tutto dentro di lei, cosa che io feci istantaneamente.
Non eravamo certamente sazzi e continuammo ancora in effusioni che si conclusero solo per me in una chiavata alla pecorina, compresa ulteriore sborrata interna.
Eravamo a quel punto sfiniti, ci ricomponemmo e dandoci appuntamento per il sabato successivo, separatamente ci allontanammo.

Quando fummo lontani il mio amico incomincio a saltare di gioia, l’avrei fatto volentieri anche io, ma essendo più grande mi trattenni, avevamo avuto un’esperienza che ritenevamo unica e inripetibile.

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