prima esperienza a tre

Ecco il racconto della nostra prima esperienza a tre. L’ho già postato su di un’altro forum, ma pi faceva piacere condividere anche con voi questa fantastica esperienza.
Fatemi sapere cosa ne pensate.

Premetto che una delle mie fantasie, o meglio dei miei desideri, è vedere mia moglie fare sesso con altri uomini. Ne abbiamo parlato spesso io e Anna, lei non è contraria in linea di principio, ha solo un po’ paura di sentire troppo male con una doppia penetrazione e poi vorrebbe che la cosa capitasse con naturalezza, niente locali per scambisti o annunci su internet insomma.

Quindi il mio desiderio è rimasto inappagato fino a quando…
Procediamo per ordine.
Qualche settimana fa, mentre facevamo l’amore, ho visto sul comodino una di quelle assurde matite souvenir, assolutamente inutile per scrivere, ma adattissima per altri scopi: lunga una quarantina di centimetri e con continui rigonfiamenti. Sembrava fatta apposta.
Ho chiesto a Anna di stendersi a pancia sotto e di allargare le gambe. Un po’ titubante Anna fece come le dicevo.

Divaricai un po’ la sua passerina e cominciai a infilarle il matitone che entrò quasi tutto senza alcuna difficoltà.
Il giochino piacque molto a Anna che cominciò a gemere e a godere da matti.
Mentre la penetravo, cercai in giro per la stanza qualche altro oggetto, ma non trovai nulla di adatto purtroppo e Anna si dovette accontentare della matita che, come mi disse dopo, era piccola. Per la sua fica in effetti occorreva qualcosa di più spesso.

Il giorno dopo cercai un sexy shop. Ne trovai uno non troppo distante dal mio ufficio e, dopo il lavoro, decisi di andare a vedere cosa “offriva il mercato”.
Un po’ imbarazzato entrai e chiesi alla commessa se avessero un fallo di gomma o qualcosa del genere. Lei con un sorriso “compassionevole” fece un ampio gesto col bracci ad indicare una intera parete del negozio. C’era di tutto: in silicone, vetro, acciaio, legno o plastica, fissi o vibranti, trasparenti, bianchi o neri, a forma di delfino o di braccio, da pochi centimetri al mezzo metro erano esposti centinai di cazzi adatti ad ogni scopo e necessità.

Un po’ mortificato per la mia imbranataggine, cominciai ad aggirarmi per quella selva di peni. Dopo una decina di minuti scelsi un dildo (come mi aveva detto che si chiamavano la caritatevole commessa) in silicone trasparente, ventidue di centimetri e piuttosto spesso. Nulla di esagerato, per iniziare.
Tornato a casa ero ansiosi di provare subito il nostro nuovo giochino ma, quando la sfiga vuole sa come rompere le palle, trovai Anna sul divano che sorseggiava una camomilla.

Vista la temperatura tropicale che c’era quel giorno ci volle poco a capire che le era venuto il ciclo. Riposi delusissimo il dildo in un cassetto senza dire nulla a Anna, volevo che fosse una sorpresa, in attesa di giorni migliori.
Passò qualche giorno e, finalmente, una sera si verificò la congiunzione astrale giusta per presentare a mia moglie il nuovo gioco.
Mentre ero a letto vidi Anna arrivare dal bagno con l’accappatoio e un’aria da troietta molto eccitante.

Mi venne vicino e lasciando cadere a terra l’accappatoio mi chiese di spalmarla la crema idratante.
Mi alzai, presi la crema e iniziai a spalmarle la schiena, il collo e le gambe. Stando in piedi dietro di lei cominciai a massaggiarle le tette accarezzandole e strizzandole i capezzoli. Lei intanto mi strusciava il culo sul pisello che cominciò a reagire.
Misi ancora un po’ di crema sulle mani e presi a massaggiarle l’interno delle cosce salendo lentamente fino al pube.

Le allargai la fica e cominciai a giocare con la clitoride.
Anna allargò le gambe per permettermi di accarezzarla più facilmente e portando un braccio dietro la schiena mi afferrò il cazzo e cominciò a mesturbarmi, con l’altra mano prese la mia e si infilò due dità nella fica.
Andammo avanti così per un po’, fino a quando l’eccitazione divenne insostenibile. Anna si chinò in avanti, allargò ancora di più le gambe, poggiò una mano sul letto e con l’altra guidò il mio cazzo dentro di lei.

Facemmo l’amore così, in piedi.
Arrivati entrambi all’orgasmo, ci buttammo sul letto stanchi. Giusto il tempo di riprendere fiato e cominciai a succhiarle i capezzoli.
Adoro i capezzoli di Anna, quando si eccita le enormi areole si rimpiccioliscono e diventano grinzose e i capezzoli si inturgidiscono, due fragole da mordere.
Lentamente cominciai a baciarle tutto il corpo, poi le feci allargare le gambe e cominciai a leccarle la fica che ancora grondava umori.

Ha un sapore particolare Anna, così buono che starei ore a leccarla e a succhiarle la clitoride.
Quando mi accorsi che la sua voglia di scopare era troppa per continuare a stuzzicarla le dissi “girati, voglio farti provare una cosa, Ma non guardare”!
Lei incuriosita sorrise maliziosamente e si voltò mettendosi un cuscino sotto la pancia in modo da porgermi entrambi i buchetti.
Mi alzai e in tutta fretta cercai nel cassetto il dildo, era arrivato il suo momento finalmente.

Mentre aprivo il pacco e lo tiravo fuori, quel coso mi sembrò enorme, mi venne il dubbio di aver esagerato, era troppo grande per Anna.
Decisi di provare comunque.
Mi misi dietro di lei e inumidii la punta di silicone di quella clava strusciandolo intorno alla fica di Anna.
Poi, delicatamente, cominciai a spingerlo dentro.
Scivolò giù con uno sforzo minimo e Anna emise solo qualche mugolio di piacere.

La scopai sempre più forte con quel cazzo di plastica e lei se lo godeva tutto.
Ad un certo punto, Anna passo un braccio sotto la pancia, afferrò il dildo e, cominciando a masturbarsi da sola, mi disse “scopami il culo”!
Il culetto di mia moglie mi fa impazzire, da anni me lo concede ma è sempre stretto.
Le aprii le natiche e le leccai per bene il buchetto, poi la penetrai piano stando attento a non farle male.

Lei sembrò impazzire di piacere, cominciò a contorcersi sotto le mie spinte che accompagnava spingendo a sua volta il dildo nella fica. Affondò la faccia nel cuscino per nascondere le grida e venne, due orgasmi nel giro di pochissimi minuti, poi si girò verso di me e mi fece un pompino da porno star.
Ci stendemmo sfiniti e mentre la coccolavo mi disse che le era piaciuto da morire, che avevo ragione e che anche lei voleva provare una esperienza a tre.

Il solo pensiero mi fece eccitare di nuovo, ma lei era a pezzi. Mi dovetti accontentare di un altro pompino.
Fatto, grazie a quella clava di gomma Anna era pronta a realizzare i miei sogni erotici.
Ma mancava l’altro. E dove lo trovavo un ragazzo che facesse al caso nostro e che piacesse a mia moglie che è a dir poco esigente?
Anche la fortuna, come la sfiga, quando vuole sa venirti incontro nei momenti di necessità.

Lunedì scorso ci chiama Giorgio, un nostro amico siciliano che viene spesso a trovarci per lavoro. Molte volte è stato ospite da noi, ma ultimamente gli pagano l’albergo, però ci accordiamo per una cena, appuntamento per sabato.
Giorgio è piuttosto carino e simpatico, Anna lo trova interessante e più volte l’ho beccato a sbirciare le tette di mia moglie. Forse ci siamo.
Arriva la sera della cena, io e Anna abbiamo preparato tutto e aspettiamo cercando di nasconderci reciprocamente l’eccitazione.

Come mi ha confessato in seguito, anche Anna aveva pensato a Giorgio per il nostro triangolo.
La troietta quella sera aveva indossato una gonna che si annoda di lato come una pareo e una camicetta bianca, non trasparente ma quasi, e, dietro mia insistenza, non portava il reggiseno.
Finalmente il citofono, è Giorgio. Aperitivi, quattro chiacchiere e ci sediamo a tavola. Vado a prendere l’arrosto e chieda a Anna di fare le porzioni.

Le siede di fronte Giorgio e quando si piega in avanti per tagliare la carne lui non può fare a meno di guardarle le tette che ballonzolano sotto la camicetta lasciata sbottonata quel tanto che basta perché si veda tutto senza essere volgare però.
Io me ne accorsi e la cosa mi eccitò. Poi l’aria condizionata stava facendo effetto sui capezzoli di Anna che, con la scusa, di servire i piatti, li strusciava sul braccio di Giorgio.

La cena prosegì tranquillamente e, tra le continue sbirciate di Giorgio, arrivammo al caffè.
Ci alzammo e portammo tutto in cucina, poi io e Giorgio ci sedemmo sul divano mentre Anna decise di caricare la lavastoviglie.
Era il momento cruciale, eravamo tutti e tre un po’ su di giri per il vino. Io e Anna eravamo eccitati, entrambi volevamo arrivare al dunque, lo leggevo nei suoi occhi, nel modo in cui arcuava la schiena per mostrare le tette e nel modo in cui guardava il nostro ospite.

Anche Giorgio doveva essere eccitato, il seno di Anna doveva avergli fatto venire in mente qualcosa di molto porco, ma toccava a me fare la prima mossa.
Dovevo trovare qualcosa di abbastanza esplicito da dire per sondare le intenzioni di Giorgio, ma dalla bocca mi uscì soltanto “è tutta la sera che sbirci Anna, ti va di scopartela”?
Giorgio mi guardò un po’ interdetto, per alcuni secondi non sapeva come comportarsi, ero stato troppo diretto (sorvolando sullo stile), ma poi si fece coraggio, il testosterone ebbe il sopravvento e mi rispose un “si” un po’ incerto ma carico di “finalmente, sono anni che mi scoperei tua moglie”.

In quel momento entrò Anna con i bicchieri e il whisky.
Io mi spostai facendole posto tra me e Giorgio, lei versò il whisky e ci porse i bicchieri.
Un po’ imbarazzato mi avvicinai a lei e cominciai a baciarle il collo, lei si scostò e mi guardò sorridendo, sempre con quella sua aria da troietta che mi fa impazzire. Aveva capito tutto, mi diede un bacio profondo e lungo e mi sussurrò “ti amo”, poi con estrema naturalezza si voltò verso Giorgio, che per fortuna aveva capito tutto e si era deciso ad avvicinarsi a lei, e senza dire nulla lo baciò.

Era un’emozione strana e intensa, vedere mia moglie baciare e strusciarsi ad un altro.
Mi avvicinai a Anna e visto che Giorgio stava già occupandosi della camicetta, cominciai a scogliere il nodo che teneva su la gonna.
Baciavo il colla e la nuca di Anna e la vedevo succhiare le lebbra del nostro ospite mentre lui le palpava quei sene che aveva ammirato tutta la sera. Le strizzava e le tirava i capezzoli turgidi e mi guardava cercando la mia approvazione.

Io sfilai la camicetta ormai sbottonata di Anna, lei si raddrizzo e arcuò nuovamente la schiena porgendo ad entrambi il suo meraviglioso seno.
Ci chinammo su di lei e cominciammo a leccarle e succhiarle le tette, lasciadoci fare, Anna si abbassò il tanga fino alle ginocchia e lo fece cadere a terra.
Ormai era completamente nuda tra di noi. Era eccitatissima e contorcendosi riuscì ad afferrare i nostri cazzi che stavano soffrendo nei pantaloni.

Con Giorgio la cosa si rivelò più semplice perché indossava dei pantaloni di lino molto larghi, gli bastò alarsi un po’ perché Anna riuscisse a sfilarglieli. Quando lei gli abbasso anche i boxer lui si alzo definitivamente mettendosi dritto e nudo davanti a lei con il cazzo dritto ad altezza della sua bocca, ed era un cazzo di ragguardevoli dimensioni, più piccolo del dildo, ovviamente, ma decisamente grosso.
Metre gli prendeva il cazzo in mano cominciando a masturbarlo, ancora una volta Anna si girò a guardarmi, voleva sapere se ero sicuro di ciò che stavamo facendo, se volevo che continuasse quel gioco.

Io ero al massimo dell’eccitazione possibile, ero l’uomo più contento della terra. La baciai sulle labbra e le spinsi la testa verso il cazzo del nostro amico.
La vidi socchiudere la bocca, baciò il glande di Giorgio poi, guardandolo negli occhi, tirò fuori la lingua e cominciò a leccarlo.
Gli leccò la cappella, poi tutto il pene, poi i testicoli e, in fine, lo prese in bocca e cominciò a fargli uno di quei pompini da maestra che ti lasciano senza fiato.

Ho sempre detto che Anna è nata per fare pompini, quando ha un cazzo in bocca ha una espressione angelica, felice. E ora potevo vederla all’opera con il cazzo di un altro. Uno spettacolo meraviglioso.
Metre Anna si godeva il pisello di Giorgio, io mi affrettai a spogliarmi e a prendere la shitola di preservativi in camera da letto.
Quando tornai feci stendere Anna sul divano in modo da poterle leccare la figa ma senza impedirle di continuare a succhiare il nostro amico.

Era madida, bagnata all’inverosimile. Doveva aver già avuto un primo orgasmo.
Passai allora al culetto, lo allargai prima con la lingua, poi con le dita. Quando fu pronto, mi stesi e, abbracciando Anna alla vita, la tirai verso di me.
Lei capì tutto al volo, si lasciò guidare verso il mio cazzo, mise un po’ di saliva sulla mano e afferrandomi il cazzo lo inumidì a dovere poi ci si sedette sopra facendolo entrare piano nel suo culetto.

Io intanto presi un preservativo dalla shitola e lo passai a Giorgio, un attimo dopo era sopra mia moglie e se la stava scopando.
Anna cominciò a dimenarsi come la sera del dildo, si teneva alzata con le braccia puntate sul divano e assecondava le nostre spinte.
Si voltò verso di me con uno sguardo stravolto, stava godendo come mai prima. Mi allungai verso di lei e la baciai, aveva in bocca il sapore del cazzo di Giorgio, questo mi fece eccitare ancora di più.

Cominciai a spingere più forte e Giorgio fece altrettanto, per un attimo ebbi paura che Anna potesse rompersi. Ma lei era piena di risorse.
Venne e questa volta non c’erano cuscini per attutire le grida, ma i vicini erano l’ultima nostra preoccupazione. Ansimando si alzo, ci prese letteralmente per i piselli e ci portò a letto.
Mi fece stendere e mi salì sopra mettendosi il cazzo nella figa. Poi portò le braccia indietro e si allargò le natiche per far posto a Giorgio.

Così potevo guardarla negli occhi mentre l’altro la inculava, era ancora più eccitante.
Continuammo a scopare Anna ancora a lungo, era quasi impossibile resistere ancora senza venire.
Il mio desiderio si stava avverando e sentivo il cazzo che mi scoppiava. Anche Giorgio non ne poteva più, il culetto di Anna è veramente meraviglioso.
Si alzò di shitto, stava per venire, Anna si girò rapidamente e gli sfilò il preservativo riprendendo a succhiargli il cazzo fino a farlo godere.

Mi alzai anch’io e mi misi accanto a Giorgio, Anna mi prese il cazzo con una mano e mi masturbava senza staccarsi da Giorgio, dovere di ospitalità.
Si fece venire in bocca, senza ingoiare dalle labbra fece uscire un fiume di sperma che le colò sul collo e sul seno. Continuò ancora un po’ a spompinare Giorgio per assicurarsi di che nei suoi testicoli non ci fosse più neanche una goccia di sperma poi si voltò o cominciò a succhiare il mio.

Ci volle poco perché esplodessi, Anna mando giù tutto con soddisfazione (anche mia, ovviamente), poi distrutta si accasciò sul letto.
Io e Giorgio ci stendemmo accanto a lei, la baciai incurante dello sperma dell’altro, poi si voltò e bacio Giorgio.
Anche io e lui eravamo stanchi, mentre Anna ci teneva teneramente i piselli in mano, ci addormentammo tutti e tre stravolti.
Ci svegliammo un paio di ore dopo e andammo a fare la doccia.

Ormai non c’era più nessuna inibizione o imbarazzo tra noi. Vedendo Anna e Giorgio che si insaponavano a vicenda mi eccitai ancora.
Abbracciai Anna da dietro, le fece aprire le gambe e la feci chinare in avanti. Giorgio si spostò in modo che la bocca di mia moglie trovasse ancora il suo cazzo mentre io infilai il mio nella fighetta ormai larghissima di Anna e cominciai a scoparla.
Purtroppo per Giorgio, a lui toccò solo, si fa per dire, un pompino, mentre io mi godetti ancora una volta la figa di mia moglie.

Quando Giorgio andò via, eravamo a pezzi ma felicissimi. Sentivo che io e Anna ci amavamo più di prima.
Una esperienza meravigliosa che spero di ripetere al più presto, anche perché Anna mi ha detto che tra qualche settimana verrà a stare da noi per il week and Federica, una sua amica di Milano, una gran figa che piace molto sia a me che a Anna.

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