Pomeriggio di Luglio

Era un caldo pomeriggio di Luglio, come al solito Andrea era sdraiato sul letto ed indossava soltanto un paio di pantaloncini; dalla finestra entrava un soffio di vento che gli accarezzava appena le gambe ed il petto, ma ogni muscolo del suo fisico atletico ne godeva.
La mano corse a sfiorare le palle ed il cazzo in erezione, la mente volò alla sua ex ragazza: s’erano lasciati da sei mesi. Allontanò il pensiero di telefonarle e decise di muoversi; doveva andare al supermercato per comprare il dentifricio e i biscotti.

Ci sarebbe andato a piedi. Indossò una maglietta, si chiuse la porta alle spalle, fece in fretta le scale e fu subito in strada.
Si accorse che l’erezione non era passata del tutto e che la maglia era troppo corta per coprirla.
Svoltò l’angolo e vide uscire dal bar un ragazzo con una tuta corta che copriva un fisico mozzafiato. Alto,castano, con gli occhi verdi; alzando lo sguardo, che aveva posato sul “pacco”, s’accorse anche lui stesse osservando la sua parziale erezione.

Andrea non è gay, eppure, da un po’ di tempo gli capita che lo sguardo si soffermi sul “pacco” degli altri ragazzi. La prima volta era accaduto negli spogliatoi della palestra che frequentava e fu sorpreso nello scoprire d’eccitarsi alla vista di un ragazzo; proseguendo per la sua strada, s’accorse il ragazzo lo seguisse con lo sguardo: cercò di far finta di nulla e attraversò la strada per entrare nel supermercato.
Passando davanti al bancone frigo, si accorse che il tizio visto davanti al bar era all’interno.

Si sentì completamente confuso: perché quel ragazzo lo aveva seguito? Perché continuava a guardarlo insistentemente? Con questi pensieri si diresse verso la cassa, ma mentre faceva la fila, si accorse che il tizio gli si era piazzato dietro.
– Mi puoi far passare? Ho lasciato la macchina in doppia fila.
– Certo!, risponde Andrea.
Lo sguardo gli cade di nuovo sul pantaloncino della tuta e si accorge che il “pacco” è aumentato di dimensione.

Paga il conto, esce dal supermercato e vede che il ragazzo è lì fermo in auto e gli fa cenno di avvicinarsi… facendolo, nota dal pantaloncino s’intraveda il cazzo.

– Ti va un passaggio? Mentre con la mano si accarezza l’erezione.
Andrea non sa che rispondere: è come vivere un sogno… ma dopotutto, vuole soddisfare una curiosità che ormai lo perseguita: che cosa si prova a farlo con un uomo?
– Perché no!, risponde nel pallone più totale.

– Sono Guido. Ho visto come mi stavi guardando mentre uscivo dal bar e ho capito che la “merce” ti interessa, gli dice il ragazzo mentre gli indica il bozzo.
– Abiti qui vicino? Perché a me scappa di scopare!
Andrea non sa che fare: dirgli di fermarsi? Mandarlo al diavolo? Ma poi decide di andare oltre per vedere fino a che punto può arrivare.
– Sì, a pochi isolati da qui, risponde.

La circostanza nuova e imprevista gli provoca un’erezione che cerca di nascondere.
Salgono e vanno direttamente in camera. Andrea si toglie la maglietta e Guido si spoglia del tutto: a vederlo nudo, con i pettorali ben disegnati, le spalle larghe, le gambe muscolose, i glutei sodi, le palle grosse e il cazzo in tiro, Andrea raggiunge l’apice dell’erezione.
Guido si avvicina al letto, si china verso Andrea, lo bacia e gli guida la testa verso il suo cazzo in tiro: un diciotto centimetri da favola.

Andrea vorrebbe evitarlo, ma l’odore di sesso che emana quel cazzo in tiro gli fa desiderare di assaggiarlo. Comincia a lavorare di bocca mentre l’altro gli toglie i pantaloncini, quasi sul punto di esplodere a causa della mostruosa erezione e con una mano inizia lentamente a masturbarlo.
Andrea, intanto, continua il lavoro di bocca, ma non riesce ad ingoiare tutto il cazzo.
Guido, allora, gli accarezza la nuca e comincia con il bacino ad assecondarne il ritmo, fino a quando, con un colpo secco, Andrea si ritrova coi peli su per il naso; gli sembra strano come la sua gola si allarghi in quegli affondi da brivido, ma si esalta a sentire che Guido mugola di piacere, mentre quest’ultimo, rendendosi conto l’altro stia per venire, smette di masturbarlo, lo mette a pancia in giù, con le mani comincia a massaggiargli i glutei sodi, gli lecca la nuca e, continuando a leccare, comincia a scendere lungo la schiena, avvertendo ogni muscolo d’Andrea ne goda.

Giunto in basso, con le mani apre i glutei e comincia a leccare il buco del culo, che sente pian piano allargarsi, ci ficca due dita. Sente Andrea che mugugna di piacere e che gli sussurra:
– E’ bellissimo!!! mentre alza il bacino per mettere più in evidenza il buco.

– Hai un buco maledettamente stretto. Non sarai mica vergine?
– Sì!, risponde Andrea.
A quel punto, Guido comincia a lavorare con le dita più velocemente.

– Questo ti fa male, ma è necessario: te lo devo prima allargare per bene, gli dice.
Ad Andrea cominciano a tremare le gambe. Che significa quel prima? Prima di che? Non penserà mica… non sono mica gay!!!
Dopo un po’, Guido smette, gli lecca di nuovo il buco e con una spinta di reni fa entrare più della metà del cazzo.
Andrea comincia ad urlare: No… porca puttana! No, smettila, mi fa troppo male.

Tiralo fuori!!
Per tutta risposta, l’altro, con un ulteriore colpo di reni, gli fa entrare il cazzo un altro po’.
Andrea si dispera e quasi piangendo dice: Fa male! Fa troppo male! Smettila!!

– Non ti preoccupare, fra poco mi dirai di continuare e con un altro colpo di reni entra fino alle palle e inizia la cavalcata!
Andrea è disperato; si sente violentato, cerca di svicolarsi, ma il suo agitarsi non fa altro che far godere maggiormente Guido.

Istintivamente stringe l’ano, ma anche questo non fa altro che aumentarne il godimento: alla fine, disperato si arrende.
Guido continua a penetralo dolcemente ma con fermezza, i muscoli dell’ano si rilassano e la pelle si tende a tal punto che qualche goccia di sangue ne macchia i bordi.
Andrea sente il cazzo di Guido che gli trapana dentro, vorrebbe piangere, ma si accorge che gli sta succedendo qualcosa: dal suo cazzo comincia a gocciolare dello sperma: sta avendo un’eiaculazione senza nemmeno toccarsi!!! Anche se non vuole ammetterlo, sta godendo di un piacere che finora non aveva mai provato… e comincia a desiderare che la cosa non finisca mai, il dolore iniziale ora è solo piacere.

Sente i suoi peli mescolarsi a quelli di Guido e le palle strofinarsi gentilmente alle sue natiche. Allunga una mano a stringergliele: belle, grosse e piene di sperma; con un dito controlla se è tutto dentro.

– Fammi godere di più!! Mettimi dentro pure le palle!!, ansima Andrea.
Per tutta risposta, viene messo a pancia all’aria e riprende la scopata: – Così godrai di più!!
Andrea comincia a masturbarsi e da lì a poco ha una sborrata da brivido, che Guido raccoglie in una mano, dissetandosene; poi gliela porge ancora gocciolante ed egli la pulisce per bene con la lingua.

Si baciano con le lingue che ancora sanno di sperma: nello stesso istante, anche il secondo raggiunge l’orgasmo e riempie il culo di Andrea di calda sborra. Rimangono così abbracciati per un po’, poi Guido si alza e comincia a rivestirsi.

– La prossima volta tocca a te! Anch’io sono vergine!
Andrea è completamente esausto, lo sente andare via e rimane lì sul letto completamente nudo col buco dolorante, gocciolante di sborra, la forma del cazzo di Guido ancora dentro e con una gran voglia di rifarlo.

Nota: autore sconosciuto; come mia abitudine, ho solo migliorato un po’ la sintassi per offrire anche a questo racconto la possibilità di tornare ad essere letto e, spero, apprezzato.

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