Pensieri Salati

Ass: lui
Lattuccia: lei

Dalla finestra del nostro hotel si vede il mare. Ne puoi sentire il rumore, mentre sei chinata in avanti sul davanzale, e la brezza fresca e salmastra ti sfiora il viso.
Il tuo vestito è sollevato fino alla vita, le tue mani afferrano il marmo del davanzale, il mio cazzo spinge dentro di te, prepotente. Dev’essere una senzazione fantastica. il tuo culo, al coperto, nella stanza. La tua figa violata.

Il tuo viso fuori, nel mondo, nella normalità, ad osservare la gente che passa.
Solo una persona ti nota, un ragazzino, 20, 22 anni al massimo. I tuoi capelli che oscillano ad un ritmo regolare, devono averlo insospettito. Ti guarda ma distoglie subito lo sguardo, continuando a camminare. Dopo qualche passo, ti guarda nuovamente, e di nuovo sfugge. I tuoi occhi non lo lasciano un secondo. Lo vorrebbero davanti a te, nudo, duro.

Lo so. Lo sento.
Il ragazzo inverte la marcia e torna indietro, sedendosi su una panchina, di fronte a te.
Gli sguardi, prima furtivi, cominciano a diventare più frequenti, e il tuo viso che sobbalza ad ogni mio colpo di minchia, non può dargli che conferme.
Mentre affondo dentro di te ti percepisco presa dalla situazione. “Lattuccia, qualcuno ti guarda?”
“Ssssi Ass” e sorridi maliziosamente.
“Troia!” La parola arriva violenta e profonda come il mio cazzo.

Duro adesso, durissimo. A sentire ogni piega del tuo corpo, pulsa.
“E chi è il porco che ti sta guardando?”
“Mah…un ragazzino…”
“E ha capito che ti stanno fottendo?”
“Non so..credo di si Ass…”
“Credo? Vediamo di farglielo capire allora…”
Ti afferro il vestito sotto le spalle e lo abbasso, liberandoti le tette al vento. “Ma…dai…mi vedono!!”
“Taci puttana!” E continuo a fotterti prendendoti per i capelli.
Fortunatamente per te, non osi rispondere.

Il ragazzino, non avendo più dubbi sulla situazione, comincia a toccarsi il cazzo, attraverso i pantaloni di flanella bianchi. E’ duro, lo puoi vedere. Lo puoi sentire. Quasi ne senti il sapore.
I colpi si fanno più insistenti, più profondi. I miei gemiti aumentano…i tuoi pure, mentre spalanchi la bocca sotto il tiro dei miei capelli. Per quanto ti è permesso, non togli gli occhi dal ragazzino…e lui fa ovviamente altrettanto.
La tua figa si sta bagnando, i tuoi umori mi bagnano le palle, lo sento.

Accelero, ti spacco, fino a sentire che stai per venire. “Ass…..Aaaassssss……. ” mi lascio andare ed esplodo dentro di te, afferrandoti forte per tenere il tuo corpo che sussulta, sotto lo sguardo del ragazzino. Ti accasci sul davanzale, stremata…e quando rialzi la testa, lo guardi, è ancora lì, e ti sorride. Ha accartocciato i pantaloni e si sta afferrando il cazzo vigorosamente. Lo guardi, intensamente, ti porti una mano alla bocca e gli soffi un bacio, rientrando.

“Vai a lavarti che stai sbrodolando tutto il pavimento, cagna. “

“E se lo reincontriamo questa notte in spiaggia, che succede Lattuccia…. ??” Mi guardi, inarchi il sopracciglio e socchiudi la bocca, in un mezzo sorrisetto. “Ingorda del cazzo…” Ti abbraccio, forte, e scoppiamo a ridere.
Risate Sì, ma a cazzo duro.

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