.Orchidea elvetica – ottava parte.

La voglia di soffermarmi sul suo seno era forte, ma decisi di rimandare: la mia priorità era mettere le mani sul suo superbo culo sferico che durante la breve fellatio ricevuta, l’ avevo contemplato arcuarsi per la posizione a carponi che ella aveva assunto nel darmi piacere.
La mia prima passione per il corpo delle donne fu inizialmente contraddistinta dall’adorazione per il seno: da ragazzino rimasi sedotto dalle procaci mammelle di Sabrina Salerno nel video “Boys Boys Boys”, le cui soffici prosperosità rischiavano di sbalzare fuori dal bikini ad ogni respiro.

L’eccitata curiosità che provavo nell’intravede i capezzoli sotto il tessuto bianco del pezzo superiore del costume, mi rese letteralmente ossessionato dal seno, fino a quando Jules Jordan con i suoi magnifici capolavori a luci rosse di cui alcuni incentrati sull’anal, mutarono decisamente la mia preferenza.
Da allora divenni un vero e proprio culomane e ne adoravo le tipologie più svariate e non contavano le dimensioni, ma la forma, la qualità della pelle e la delicatezza dell’ano.

Ciò che fece da potente legante sessuale tra me e Stefania, fu che quest’ultima era una delle poche donne cui il sesso anale piaceva davvero; il suo concedermelo solo ogni tanto appare un ossimoro considerando che amava praticarlo, ma si trattava di pura strategia erotica: il suo intento era quello di lasciarmi sessualmente voglioso in modo tale che una volta concessomi il suo lato B, io la prendessi con tutta la voracità sessuale possibile.

Amava farlo adagiata su un fianco oppure a pecora, talvolta vestita come quando andava in palestra, indossando un top, dei leggings e delle scarpe da running. Era proprio in palestra dove ci eravamo conosciuti, scambiandoci sorrisi e occhiate lascive; adoravo guardare il suo splendido culetto muoversi mentre correva sul tapis roulant.
Compreso questo, quando ella durante i piovosi pomeriggi domenicali d’autunno usciva dalla nostra camera vestita in quel modo, mi faceva capire che voleva togliersi lo sfizio di farsi montare per una buona oretta infuocata di sesso anale.

Il suo era un non verbale “QUI E ADESSO!” ed io non mi facevo pregare; Stefania era una donna dispotica e sapendo che non tolleravo la sua autoritarietà, l’avrei inculata in un misto di dolcezza e ferocia.
Attraversato da quelle magnifiche memorie, iniziai a incunearmi con la punta della lingua nell’ano della ragazza facendolo schiudere come un fiore in primavera.
Ella prese la sua borsa e ne estrasse del lubrificante a base d’acqua ed io dopo essermene cosparso le ultime falangi del medio e dell’indice della mano destra, iniziai a penetrarla profondamente con le dita.

Una volta unta a sufficienza, poggiai un piede sul divano e reggendomi la base del pene, iniziai a premere con la punta del glande per aprirmi una breccia che, senza alcuna resistenza, mi fece scorrere dentro di lei per quasi tutta la lunghezza del mio fallo.
Iniziai a martellarla con forza e lei voltando lo sguardo sorrise compiaciuta mordendosi un labbro; di reazione accrebbi ulteriormente il ritmo delle mie spinte e lei socchiuse gli occhi iniziando a gemere sempre più forte.

Dopo qualche minuto dovetti fermarmi, perché rischiavo di avere un orgasmo e ne approfittai per farle cambiare posizione; restai dietro di lei, ci distendemmo su un fianco ed io contemplai brevemente il suo bellissimo ano lievemente dilatato per qualche secondo prima di riprendere a penetrarla.
Ripresi a spingere a pieno ritmo e le strinsi il grosso seno abbronzato tra le mani. Lei nel frattempo, fece scorrere una mano verso la vagina, frizionandosi il clitoride con due dita.

Quando notai le dita dei suoi piedi contrarsi e i decibel dei suoi gemiti accrescere, capii che l’orgasmo stava bussando al suo centro del piacere; io mossi il bacino ancor più velocemente e anche per me ormai trattenermi era impossibile.
Venimmo quasi simultaneamente, con ella che diede ad entrambi l’input orgasmico quando si penetrò con le dita la vagina: lo sfregare del pene contro le sue dita separate da me da un sottile ed elastico lembo di carne, fu una sensazione talmente piacevole da farmi perdere il fiato.

Restammo abbracciati sul divano per qualche minuto, dopodiché ella chiese di poter andare in bagno.
Mentre la dea muovendo le sue magnifiche gambe si allontananò dalla stanza, notai che aveva abbandonato il cellulare con la tastiera sbloccata sul tavolino vicino al divano e senza esitazione, ricordai le lezioni di hacking che la mia cara amica Marika mi aveva insegnato qualche anno fa.
Marika é un’amica d’infanzia con il pallino della tecnologia: c’è chi ha il pollice verde e chi come lei il pollice l’ha perennemente pigiato sulla barra spaziatrice nello scrivere strisce di codice.

Lei fu la prima persona che conobbi a possedere un Commodore 64, ad avere la capacità di telefonare a sbafo dalle cabine telefoniche SIP e soprattutto ad utilizzare internet. Il suo percorso di studi si indirizzò verso informatica a dispetto di una madre che l’avrebbe voluta parrucchiera e divenne un’ottima programmatrice ,tant’è che fondò una propria software house.
Pensai che la squillo potesse avere dati interessanti all’interno del proprio cellulare e che spiarne i contenuti potesse tornarmi utile per vendicarmi del suo capo.

Il mio portatile era acceso e poco distante dal telefono: collegai lo smartphone della ragazza ad esso e ne scaricai ogni singolo dato, foto, rubrica e sms compresi. La fortuna di avere un pc sapientemente potenziato dalla mia amica, fece in modo di effettuare l’operazione in un battibaleno e quando la prostituta tornò dal bagno, non si accorse di nulla.
Salutai la bella e****t accompagnandola alla porta e lei mi lasciò il suo biglietto da visita per ricontattarla.

“Sharon Divine – e****t 24H – Call Me 00×9-3×9-71xxx99”
Pensai: “Non preoccuparti, dammi tempo che organizzo una bella uscita a tre che il tuo capo non potrà dimenticare” e contattai immediatamente Marika sbavando vendetta.
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“Politici, avvocati, sportivi,vip e vertici delle forze dell’ordine. Non ci credo, questa è grossa!!”
“Sì, proprio così. Quel telefono bolle più del mio modem. Ho dato un occhio al contenuto del download: quella prostituta ha dei contatti che potrebbero dar vita ad una colossale frana di merda fumante.

Comunque, con la casa come stai messo?”
“Ti ricordi di Giulia? Mi sono trasferito momentaneamente da lei,anche perché è piuttosto scossa per quella faccenda dell’ex-marito. ”
“Ho presente chi è quel troglodita, ha un’armeria in centro, vicino alle poste. Anni fa minacciò con la pistola un senegalese che vendeva libri. Corri un bel rischio con quel tizio!”
“Certo, oltre a Malocchio c’é pure quello stronzo a complicare ulteriormente le cose…”
“Franco Bisc*gli* ne ha fatta di brutta strada.

Eravamo in classe insieme, abbiamo fatto elementari e medie. In otto anni l’avrò sentito parlare otto volte, se ne stava sempre per i cazzi suoi. Mi ha sempre dato i brividi, non mi stupisce che sia diventato un criminale. ”
“Sai cosa penso però? Potremmo farli scornare tra loro quei due cornuti ,almeno un po’ di feccia si elimina da sola. ”
“Oh, esatto! Sai cosa facciamo?! Con un programma che ho creato, dirottiamo gli sms dell’ex di Giulia su quelli della squillo…”
“…e poi?”
“Poi lei, che credo sia la prediletta di Malocchio, ricevendo minacce riferirà al capo e a quel punto prevedo che detoneranno più forte dell’ Enola Gay.

Nel frattempo monitoriamo gli sms che si scambiano e se la faccenda dovesse degenerare come auspichiamo, gli mandiamo la Polizia pronta ad incularsi a secco uno dei due”
“Woooow Mary, sei un fottuto genio!”
“Ehehehe, modestamente ne uccide più la tastiera della spada!”.

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