Notte sul lago

Viaggiamo piano, l’auto sembra quasi scivolare fra le ombre di una notte senza stelle.
La stretta strada segue le insenature del lago e la luna si riflette appena, mascherata da nuvole nere.
Parliamo di tutto, ridiamo e ci raccontiamo: è questo il modo in cui Alice ed io abbiamo impostato la nostra relazione, con leggerezza e con rispetto reciproco.
L’atmosfera nell’auto è satura del suo profumo, lei si appoggia con la schiena alla portiera e raccoglie una gamba sul sedile; così facendo la gonna le scivola lungo le gambe lisce ed abbronzate mentre la voce si abbassa di parecchi toni.

La mia mano si sposta lentamente percorrendo la pelle che sembra scottare; sento distintamente i muscoli guizzanti che fremono al contatto con le dita.
Mi fermo in uno spiazzo al lato della strada. La vista sul lago, ora che la luna si è scrollata di dosso le nubi, è incantevole, ma adesso i nostri sensi sono saturati da ben altre emozioni.
Mi avvicino di poco, solo per continuare a spostare la mano verso l’attaccatura della sue cosce.

Alice ha gli occhi semichiusi e il suo respiro si fa sempre più affannoso, sempre più veloce mentre allarga le gambe invitandomi a toccarla con più forza, invitandomi a farle sentire la mia passione e il mio desiderio.
Sfioro la pelle morbida al bordo delle inconsistenti mutandine, le scosto con le dita che tremano per l’eccitazione e sento immediatamente il calore umido del suo piacere.
Col dito le tocco il clitoride, è rigido e desideroso di carezze; lo stringo fra le dita, con forza e con un pizzico di cattiveria.

È come se fosse stata percorsa da una scarica elettrica, adesso geme in continuazione; apre gli occhi solo per un attimo e guardandomi nel riflesso lunare mi dice:
«infilami le dita… aprimi tutta».
Solleva un po’ il sedere e si alza la gonna sopra i fianchi: la vista delle cosce spalancate e della mia mano che la sta accarezzando aumenta ancor di più la mia erezione, dolorosamente costretta dalla posizione e dai jeans ancor chiusi.

Adesso non è il mio momento, ora voglio dedicarmi solo a soddisfare il suo desiderio, voglio sentirla urlare di passione. Le dita percorrono le sue labbra gonfie e morbide, la sento fremere quando comincio ad infilarmi dentro di le. Il bacino segue e asseconda i movimenti della mia mano mentre le dita la frugano e la possiedono, la aprono e la riempiono.
Mi sento avvolto dalla carne bagnata e scivolosa; tolgo per un istante le dita portandomele alla bocca: mi piace il sapore di Alice, lo sento dolce e denso sulle mie labbra.

È solo per un momento perché i suoi fianchi mi cercano, la sua voce mi incita a continuare
«riempimi con tutta la mano, fammi godere mentre mi sfondi»
Adesso sono quattro le dita che la possiedono; mi sento risucchiare anche mentre infilo il pollice tendendo la sua pelle e strappandole un urlo di dolore, subito seguito da un gemito di pura libidine
«mi fai male… non smettere, infilami dentro tutto il pugno!».
La mano è tutta dentro di lei, sento i suoi spasmi e sento che mi stringe il polso quando entro ancora un po’… rimango immobile ad ascoltare le ondate di piacere che si susseguono, rimango quasi fermo mentre arrivano i primi fremiti di un desiderio inarrestabile
«Toglila adesso…» urla, senza più coscienza di sé.

Sfilo la mano e il piacere la squassa con fiotti di liquido bollente che schizzano fuori bagnandomi il viso mentre mi avvicino al suo sesso spalancato da un orgasmo esplosivo….

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