Marco e Luisa entrano nel mondo BDSM 2

Marco parte l’indomani per un viaggio di lavoro che lo terrà a new york per una quindicina di giorni, durante i quali non disponendo della chiave con la quale la sua padrona Luisa ha messo in gabbia il suo cazzo non potrà darsi piacere in alcun modo, nè concedersi una scapatella, spera inoltre di non dover andare qualche sera con i colleghi ad assistere spettacoli di lap dance o anche più semplicemente in discoteche con cubiste procaci che lo stimolino senza che lui possa avere possibilità di sfogo.

L’illusione però di non essere provocato dura poco. D’accordo con Luisa la sua segretaria si presenta fin dall’imbarco in aereoporto con minigonna inguinale e un vestito che lascia poco alla fantasia per quanto riguarda le sue belle mammelle. Marco pensa che la sua padrona per questi quindici giorni gli ha organizzato un inferno e che forse Jessica in realtà è una sua complice fin dall’inizio.
Il viaggio in aereo è tremendo infatti Jessica è seduta vicino a lui edopo qualche ora Marco è sempre più eccitato e sempre più frustrato anche se l’erezione gli è impedita dal fatto che la cintura di castità fa pendere il suo cazzo verso il basso impendendola di fatto quindi il viaggio praticamente diventa un inferno.

Una volta arrivati a new york Marco piomba in albergo e fa subito una doccia fredda cercando di raffredare i bollenti spiriti, infatti dopo si sentì decisamente meglio quasi come se non avesse quella cintura che tenesse il suo piacere bloccato.
Il lavoro con lo staff americano della sua azienda sarebbe iniziato il giorno successivo e quindi Marco decise di fare un po’ di shopping e riuscì in qualche modo di divincolarsi da Jessica almeno per quella giornata in modo di non impazzire.

Il giorno si cominciò a lavorare: il primo passo fu una riunione plenaria con tutti i colleghi anche americani in cui Jessica spiegò per sommi capi le carrateristiche principali dei prodotti che avrebbero presentato alla fiera, Marco poi avrebbe risposto ad eventuali domande che sarebbero sorte da parte dei colleghi. La presentazione di Jessica fu così tanto efficace che molti pensavano quasi che Jessica fosse il manager e Marco il segretario e per lui fu una cosa parecchia umiliante, ma provò un quasi irrazionale piacere che gli faceva chiedere che forse la gabbia che aveva sull’uccello oltre che incidere sul suo organo sessuale, forse cominciava a condizionare in generale la sua psiche.

Dopo la riunione o meglio il briefing come si direbbe con un terribile termine importato dalla lingua di Shakspeare ci fu un mini incontro tra Jessica e Marco. Jessica gli fece qualche domanda sul perchè si facesse umiliare davanti a tutti, se non avesse istinti masochistici o peggio se fosse gay dato che tutti i capi ci provano con la segretaria, mentre lui pur essendo lei svestita più spesso che volentieri non ci aveva mai provato.

Jessica lo provocò ben sapendo cosa avesse adosso perchè Luisa glielo aveva detto e che quindi non le poteva saltare adosso cosa che però Marco non sapeva e si sentì ancora più umiliato.
Il lavoro proseguì poi serenamente per circa una settimana. La sofferenza per Marco era sempre tanta, in quanto le sue palle erano sempre piene quasi blu e nonostante non avesse ricevuto più grosse provocazioni da parte di Jessica, la continua visione delle colleghe con minigonne inguinali, con Jessica sempre più provocante anche se apparantemente normalmente vestita lo faceva stare sempre di più come un straccio, ma pensò che forse dipendeva dalla durata dell’astinenza.

Luisa lo chiamava ogni sera, ma era una classica chiamata tra una moglie e un marito che sono distanti per motivi di lavoro di lui quindi nulla di che, ma quando mancorono circa tre giorni dal ritorno in Italia le cose cambiarono: lo provocava insistentemente con frasi tipo hai le palle blu ormai vero cagnolino? Ti immagini la mia lingua che scorre lungo tutto il tuo cazzo fino a farti esplodere? Lo sai che mi piacerebbe scorrere la lingua lungo tutta la tua cintura di castità per farti soffrire ancora di più? Marco non rispondeva mai all’inizio, ma poi Luisa lo redarguì dicendole che doveva ringraziarla per occuparsi dell’educazione di un verme come lui.

Ora che il viaggio di lavoro stava volgendo a termine e da un punto di vista professionale con un certo successo Marco temeva quello che poteva succedere, spesso infatti i colleghi uomini primi di congedarsi facevano una festa in un noto locale di lap dance della grande male e per non dare sospetti non avrebbe certo potuto dire di no.
Mentre le ragazze soprattutto dell’est e sudamericane facevano il loro solito tour tra i tavoli gli sculettavano davanti all’inguine, ma contrariamente a quanto faceva di solito cercava di allontarne e ciò apparì molto strano ai suoi colleghi che gli chiesero se c’era qualcosa non va, ma qualcuno fece la battutina: non è che sei diventato gay Marco? Ma che dite lui e allora come mai non vai a fare il privè come al solito? Perchè questa volta non ho voglia e loro risposero che la cosa era alquanto strano e decisero tutti insieme di offrirgliela pagando loro e ridachiando dissero adesso ti rifiuti? Purtroppo non poteva rifiutarsi e andò in privè: la ragazza una bellissima sudamericana capì benissimo cosa aveva tra le gambe e si mise a ridere, ma pensò che fosse tutta una cosa organizzata e che il suo compito fosse provocarlo.

Quindi le strusciò le tette in faccia, fino a scendere lentamente passando sulla pancia e poi sopra alal cintura di castità che chiudeva il suo uccello. La sua resistenza era messa a dura prova e uscì dal privè quasi barcollando. I colleghi capirano che c’erano qualcosa che non andava, ma lo riportarono in albergo senza indagare più di tanto.
Il giorno dopo si ritornava in Italia e Marco sperava che Luisa lo avrebbe finalmente liberato e gli avrebbe consentito di esplodere.

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