mamma Anna

Come ogni sera prima di addormentarsi Anna faceva il riassunto della giornata, le serviva per riappropriarsi di se stessa, sempre più spesso il suo lavoro la portava ad essere una persona dura e senza remore, sempre più spesso faticava a riconoscersi, quel rito era necessario per poter guardare in faccia suo marito Domenico e Nicolò, il figlio.
Quella sera non riusciva a concentrarsi, al mattino l’avevano chiamata da scuola, Nicolò era stato picchiato, lui si rifiutava di dire chi l’avesse aggredito e la cosa la sconvolgeva oltre ogni limite.

“Aveva paura? Quali motivazioni potevano aver spinto i bulli a malmenarlo? Perché rimaneva in silenzio? “
Un turbine di pensieri e domande si erano impadroniti della sua testa.

Nello stesso quartiere a qualche isolato di distanza due ragazzi stavano consegnando l’orologio ed il telefono di Nicolò a Matt.
– Allora, il vostro compagno di classe che cosa aveva? –
– Quel che vedi, ha opposto un po’ di resistenza e abbiamo dovuto usare le maniere forti, ha detto che starà zitto a patto che gli ridiamo il cellulare.

Quanto pensi che ricaveremo stavolta?-
– L’orologio vale un bel gruzzoletto e forse potremo anche restituire il telefonino, vi farò sapere tra qualche giorno-
Matt era entrato in quel giro suo malgrado, lui prima era un bravo ragazzo, un piccolo genio dell’informatica e quando i due bulli lo avevano preso di mira, pur di togliersi dalle peste si era offerto di rivendere il frutto dei loro furtarelli su internet, creando un sistema di shitole cinesi e blindando la provenienza del venduto.

I guadagni della piccola impresa criminale moltiplicarono e Matt era diventato basilare, non solo permetteva maggiori introiti ma sapeva anche riconoscere gli oggetti di valore, gli riusciva di conquistare la fiducia delle vittime ed era ben considerato da tutti, grazie a lui avevano addirittura messo a segno due facili colpi nelle abitazioni di alcuni alunni.
In quel periodo il suo carisma sui due delinquentelli era aumentato a dismisura e ne era diventato pressoché il capo, inoltre aveva sviluppato un amore viscerale per la cattiva strada ma la sua intelligenza lo preservava dall’esporsi come i suoi “colleghi”.

Anna, laureata in psicologia del lavoro era diventata una manager di successo, gestiva le risorse umane in una multinazionale, a causa della crisi negli ultimi tempi era stata costretta ad applicare la politica dei tagli, diventando impopolare. Il non sentirsi amata aveva indurito il suo carattere ed era con questo che combatteva ogni notte. Suo marito Domenico era un insegnante universitario, amava più i libri che lei ma era un uomo profondo e intenso e quando usciva dal suo mondo di leggi matematiche diventava una persona piacevole e allegra, il problema era che ultimamente quel mondo sembrava averlo risucchiato definitivamente.

Così suo figlio Nicolò era tutto ciò che le restava e riversava tutto il suo amore su di lui.

Una volta che Frankie e Marino se ne furono andati, Matt andò in un capannone abbandonato dove nascondeva la refurtiva e dove si era creato un suo spazio , diciamo un ufficio.
Era riuscito a violare una linea adsl Wireless , un generatore di corrente fornito dalla premiata ditta di cui sopra dava l’energia necessaria.

Quello era il suo antro segreto, accese il telefonino di Nicolò.
Vediamo cosa ha da nascondere. –
Disse, pensando ad alta voce.
C’ erano alcune password per accedere ai sottoservizi che lui decriptò in pochi minuti, dentro solo alcune foto dei suoi amici e compagni di classe, “ che noioso” pensò ,ma facendole scorrere vide che alcune di esse ritraevano la madre, una signora niente male, elegante e tremendamente sensuale.
Matt aveva sempre avuto un debole per le donne più grandi di lui ed era da tempo che meditava di sedurne una.

Ad un certo punto comparvero alcuni shitti che inquadravano le gambe della signora, shitti fatti clandestinamente da sotto il tavolo, “ un così bravo ragazzo con un segreto imbarazzante, interessante…..” quello era il suo pensiero mentre sul cellulare passavano una serie lunghissima di immagini con la bella signora in intimo, mentre lavava i piatti, mentre dormiva.
Fece una piccola modifica al telefono del ragazzo in modo da poter scaricare giornalmente telefonate e immagini , all’indomani l’avrebbe riconsegnato ai bulletti, che a loro volta l’avrebbero ridato a Nicolò.

A Nicolò che in quel momento stava vivendo momenti di terrore, non gliene fregava nulla dell’orologio o del telefonino in se stesso, ma molto del materiale compromettente che vi era memorizzato. Si vergognava della morbosità che provava verso la madre ma non poteva farci nulla, ogni volta che lei si avvicinava si innescavano degli inspiegabili meccanismi chimici che annientavano la sua capacità di resistenza.
Iniziò tutto in una notte di capodanno dovevano andare da amici a far festa e lei si stava vestendo in camera da letto, solitamente la porta era chiusa ma quella volta inavvertitamente
aveva lasciato uno spiraglio, lui passandoci davanti la vide riflessa allo specchio, aveva un reggicalze ed un corpetto di seta neri, non aveva ancora messo le mutandine, una curatissima striscia di pelo ornava la sua vagina.

Gli si bloccò la salivazione, non l’aveva mai vista come donna e quel completo sui suoi ormoni da teenager ebbe l’effetto di una deflagrante rilevazione e da allora lei divenne la sua icona e ossessione erotica.

Matt di due anni più vecchio di Nicolò, stava escogitando un metodo per farsi amico il ragazzo ed entrare nelle grazie della signora, doveva innanzitutto studiare le abitudini di entrambi, un passo falso nella fase di avvicinamento avrebbe compromesso ogni cosa.

All’indomani con grande meraviglia di Nicolò i due bulli pluriripetenti gli riconsegnarono il cellulare, si affrettò a controllare se fossero riusciti a violare le password, sembrava tutto a posto ed il prezioso contenuto era ancora lì. La giornata era cominciata nel migliore dei modi e poteva finire anche meglio perché quel pomeriggio aveva in programma uno shopping con sua mamma.

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