Le scale…

Holly è sempre stata un grosso punto interrogativo per me, ho sempre amato il suo fascino da stronza che capisce come funziona il mondo, e ora che la vedevo… Li seduta su quello sgabello del bar ero stregata dal suo fascino…
Ho sempre amato le ragazze dal fisico magro, in contrasto con il mio, atletico e davvero alto per una ragazza di soli ventanni… Ma lei, lei era l’immagine dell’essere decisa e senza Se ne Ma, una donna che poteva mettersi un’abito lungo da sera e dare il suo tocco con uno stivaletto biker, e dio se mi faceva impazzire quella cosa.

Mi perdevo a fissarla, e lei continuava a dirmi di muovermi e di non fare nonna in quell’angolo. La serata, per me fu tranquilla, pochi drink e un paio di balli con gli amici di lei, ma sentivo la mia anima penetrata dai suoi occhi, sentivo di essere bagnata, lei mi entrava dentro col suo sguardo, col suo stile, la sua presenza ecco cosa…

Il suo essere mi eccitava, mi sarebbe bastato solo quello per venire, uno sguardo che mi spogliava di ogni vestito, di ogni emozione, di ogni pudore..
Cristo, ero già stata con delle ragazze, ma lei era la femminilità passionale fatta a persona…
Diciamo che l’idea che la sera, sarei stata in sua compagnia mi allettava, casa mia era vicina, ed i miei erano pure partiti perciò tanto meglio.

Durante la sera ci trovammo a parlare seduti ad un tavolo, lei si mise accanto a me.. Sentivo il suo profumo, mi inebriava, e la sua voce…Dio la sua voce, così ferma e autoritaria, invidiavo quella voce, quel suono, quel dominare la situazione…
Desideravo che dominasse me….
Che mi rendesse sua, stronzamente sua…

La sera andò avanti tranquilla, un pelo festosa, ma nulla di eccezzionale…
Salutammo gli amici e ci dirigemmo alla macchina, dio quel posto era deserto…
Durante il viaggio io e lei eravamo sedute dietro con una sua amica, chiaccheravano e io ascoltavo, e per comodità mi appogiai a lei…..
Nel buoio del viaggio, piano piano lei prese la mia mano, la portò sempre più sù, e sentì per la prima volta la parte proibita di lei….

Le mutande erano calde, leggermente umide, e i movimenti dell’auto portavano la mia mano a muoversi su di lei, che reagiva in maniera prepotente, premendola sempre più su di lei…..
E dal nulla la tolse, come nulla fosse….
In quel gioco, io ero la pedina, e lei il master dei giochi…

Scese dall’auto ci avviammo verso il portone, lei scorreva i messaggi sul cell e parlottava con me, io ascoltavo ed annuivo…
Entrammo, posammo le borse e la accompagniai al bagno, fortuna che avevo un bagno per piano..Le salutai e andai a lavarmi…Eravamo sudate, e l’odore di fumo era pungente sulla nostra pelle….

Durante la doccia fantasticai sul suo corpo, resistetti alla tentazione di toccarmi, ma pensai alla sua siluet, a quel fisico tonico e tatuato, dio come amavo i tatuaggi sulle ragazze, lei era per me una sola cosa..
Erotismo, puro e carnale, di quello che ti prende e ti colpisce allo stomaco togliendoti la forza nelle gambe

Uscita dalla doccia mi asciugai e la sentìì che mi chiamava da giù dalle scale, misi le mutandine e coprì il seno e la vita con un asciugamano spesso….

I capelli usavo avvolgerli dentro un asciugamano caldo, o avrei gocciolato ovunque…

Quando arrivai sulle scale mi si raggelò il corpo, le luci erano accese solo in bagno, nel corridoio no, e lei era li ai piedi della scalinata di legno….
Con un completino intimo verde acqua, risaltava il taglio dei capelli e del fisico, incorniciando il suo splendido seno….
Il tutto unito ad un tacco, che slanciava la sua esile, ma robusta figura….

Non parlò, mi fece segno di scendere, io annuì e le andai in contrò, le protesi una mano per portarla in camera, ma la sua forza era eccezzionale…. mi tirò a se, e mi baciò con passione….
Bastò quello a farmi sentire le gambe deboli e un fuoco tra esse….
Era passionale, era una donna, sapeva cosa desideravamo, mi mise un dito sullo sterno e mi spinse all’indietro facendomi sedere….

Io provai a indicarle il piano di sopra, ma nulla, mi tappò la bocca con tutto il palmo e fissandomi mi aprì l’asciugamano scoprendo il mio turgido seno nudo…
Cominciò a baciarlo, mordicchiando gli estremi dei capezzoli, facendo fremere tutto il mio corpo, e mentre lo faceva, troneggiando su di me, prese la mia mano e mi costrinse a massaggiarle la sua intimità….
Era calda, e potevo toccarla liberamete, sentirla innarcarsi e aumentare i morsi e il risucchio man mano che la masturbavo….

Ero in estasi di piacere, mi guardò e disse…
” è ora di gemere…”
mi spinse indietro e mi sfilò le mutandine, io ero rossa come un peperone quando mi accorsi che i miei umori mi erano colati sulle cosce…

Lei rise, dicendo:
”A quanto pare sei un po eccitata, voglio sedermi sotto qui e guardarti mentre ti tocchi”

così dicendo, si sedette e mi portò le mani sopra il clitoride, e da li mi guidò a toccarmi…
Era splendido, e venni grazie alla forza e passione che sentivo nel guidarmi,
Fu allora che si protese in avanti e cominciò a leccarmi, forte, sempre più forte…

Innarcavo la schiena sempre più per godere della sua lingua, della sua spudorata voglia di scoparmi e farmi sua..
Io ero la sua bambola e stava facendo di me la sua schiava del sesso…

Adoravo la sua lingua, ma nel più bello, si staccò…

Fece due scalini e mi salì sopra, propio sopra lo stomaco, e tronegiandò su di mè si spogliò…

Aveva una splendida passerina rasata, turgida nelle labbra e dilatata dal godere…

Si portò avanti e disse:

”leccamela mentre ti madturbi, e fallo forte, fammi godere bambolina mia…”

La leccai come meglio, potevo, lei mi troneggiava, e si muoveva sulla mia bocca, cavalcava i miei movimenti di lingua, gemendo come non avevo mai sentito in vita mia….

Venne, e colò i suoi umori dentro la mia bocca, costringendomi a gustarli tutti, e li persì inibizione di me, prendendo a masturbarla con le dita…. Alterata dal suo sbeffeggiarmi e dirmi:
”Credevo che non lo avresti mai fatto, ma non qui, voglio sul tavolo”…

Mi prese e andammo in cucina….
Ma questa è un’altra storia, e la mia signorina cola a questo ricordo, e io ora devo toccarmi…

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