Le mie storie (7)

Come avrete potuto notare sino adesso ho preceduto tutti i miei ricordi dal racconto di quella che era la mia quotidianità dell’epoca. Questa volta non lo farò perché vi parlerò della situazione più “intrigante”, “erotica”, “inaspettata” nella quale mi sia mai trovata. Ogni volta che ci ripenso mi chiedo come sia riuscita ad affrontarla, poi mi rendo conto che sono sempre stata una ragazza che ha vissuto l’attimo. In quel momento feci la scelta giusta ed infatti non me ne sono mai pentita perché fu davvero molto eccitante.

Sempre durante l’università capitò che fui invitata ad una festa di laurea di un ragazzo che faceva parte della nostra comitiva. Naturalmente sapevo che abitava a Posillipo, ma non avevo idea della casa che si ritrovasse. Come ogni volta, l’appuntamento con le amiche era a casa mia. Come ogni volta dovetti contrattare il modo in cui decisero di vestirmi (perché erano loro a scegliere cosa dovessi mettere). Dopo vari compromessi ottenni di poter mettere le scarpe con poco tacco, in compenso mi fecero indossare un vestito stretto elasticizzato con delle balze nere (dopo vent’anni lo tengo ancora in armadio e qualche volta lo metto ancora), che lasciava le spalle scoperte completamente ed arrivava poco sopra il ginocchio.

Considerando che credo fosse novembre o dicembre, mi portai uno scialle per coprirmi. Nonostante vestita così non mi sentissi a mio agio, devo ammettere che non stavo poi così male, tranne che per un po’ di pancetta che naturalmente si intravedeva e per il sederone che a suo modo bilanciava il mio grosso seno. Ricordo ancora che provai a mettere le autoreggenti perché sotto la gonna era come se mi dessero l’impressione di stare nuda (chiaramente era soltanto una delle mie tante paranoie).

Arrivate alla festa ci renderemo conto che non aveva una casa, ma un castello. È tutt’oggi il posto più bello di Napoli nel quale sono stata, panorama mozzafiato, piscina, giardini, terrazze e stanze tante stanze.
È inutile descrivere cosa ci fosse da mangiare, anche se farei prima a dire che cosa non c’era. Ci saranno state un centinaio di persone e dopo poco inevitabilmente il gruppetto di amiche si divise, ognuna spersa in tanta bellezza.

Così incontrai un altro amico del gruppo, che mi aveva sempre fatto il filo, con il quale scherzavo, ma non c’era stato assolutamente niente. Mi fece girare un po’ per la villa, mangiammo, ballammo. Poi ricordo che mi chiese di accompagnarlo a prendere la macchina fotografica che aveva dimenticato nella stanza dove aveva poggiato la giacca. Entrammo in questa sorta di camera da letto enorme con una vetrata che dava sul mare, la stanza era poco illuminata, insomma in modo del tutto naturale s**ttò un bacio.

Da quel momento cominciammo a sentirci a vicenda, lui toccava a me, io toccavo lui. Era s**ttata un’attrazione fisica che non credevo poter avere verso di lui. Mi abbassò la parte superiore del vestito e rimasi col seno di fuori. Più passava il tempo più i nostri corpi si scoprivano a vicenda. Ad un certo punto si aprì la porta della stanza ed entrò un ragazzo (che poi era un suo amico, che conoscevo).

Capì subito la situazione, chiese scusa ed uscì. Dopo qualche minuto rientrò, dicendo tipo che doveva prendere qualcosa dalla giacca. Io sinceramente, dopo un momento di normale imbarazzo, non ci feci quasi caso, continuando a giocare con il mio amico. Lo porta si richiuse, passò qualche istante ed all’improvviso sentii un’altra mano toccarmi la schiena. Mi fermai di botto, girai la testa e vidi dietro di me che il ragazzo non era andato via ma era rimasto.

Ricordo il suo sorriso, ebbi un momento di smarrimento poi sentii il cuore cominciare a battere fortissimo, ma rimasi in silenzio. Mi girai nuovamente verso il mio amico e feci finta di niente. Così l’altro ragazzo continuò ad accarezzarmi la schiena, fino a scendere giù sul sedere. Mi sollevò la parte bassa del vestito e cominciò a toccarmi il culo. In quell’istante ebbe una sensazione che non avevo mai provato in vita mia. Mi sentii gratificata.

Il pensiero che due ragazzi potessero avere dell’attenzione per me, mi fece eccitare tantissimo. Intanto le mie mutande erano finite giù, il mio amico era seduto sul letto, si sdraiò ed io mi misi sopra di lui dandogli le spalle. Il mio vestito era tutto attorcigliato alla pancia (cosa buona), io comincai a muovermi sul suo uccello. Ricordo di fronte a me le luci del Golfo. Intanto l’altro ragazzo si mise davanti e cominciò a baciarmi.

Io mi sentivo bene, sentivo che la situazione era nelle mie mani (in tutti i sensi). Aprii il suo pantalone e glielo presi in bocca. Non ho idea di quanto sia durata tutta quella situazione, magari saranno stati quindici, venti minuti. Per me sembrò un’eternità. Il mio corpo sentiva le loro mani ovunque, incredibilmente non mi sentivo imbranata come al solito. Poi ricordo che il suo amico mi venne sulle tette, si rivestì ed andò via.

Noi finimmo di scopare. Poi mi rivestii (dopo aver cercato le mie mutande per almeno cinque minuti) ed uscimmo. Dopo poco , fuori al bagno dove ero andata a ricompormi,incontrai una delle mie amiche che mi vide tutta rossa. Mi chiese dove fossi stata ed io le risposi soltanto che mi ero baciata con il nostro amico comune. Non ebbi il coraggio di raccontarle cosa era successo davvero. I giorni successivi, lui mi chiamò per uscire ancora, io andai a cena ma soltanto quello.

Gli dissi che quello che era successo doveva rimanere una cosa unica. Non lo so, ma era come se fossi tornata a vederlo come prima della festa, cioè senza nessuna attrazione fisica.
Questa situazione mi è capitata altre due volte in vita mia, molti anni dopo, ma in momenti, con persone ed in maniera totalmente diversa. Quella festa, quella sera, quell’atmosfera non si è mai più ricreata. Forse lo dico anche con un po’ di malinconia, ma credo che sia stata una delle rarissime volte in cui mi sono sentita davvero sensuale.

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