Le mie storie (60) (prima parte)

Il pranzo di Pasqua come al solito è sempre più pesante di quello di Natale. Almeno a casa mia, non ci si alza se prima non si è letteralmente spazzolati tutto il ben di Dio che ognuno porta per gli altri. Oltre alla classica lasagna, all’agnello (che io però non mangio) e a vari tipi di torte rustiche e casatielli vari, i dolci danno in genere il colpo letale. Io però da una settimana avevo organizzato il mio primo weekend fuori con Davide, e non volevo sfigurare in tutti i sensi, così ho cercato di mangiare di meno alzandomi quando mi è stato possibile per fare il cambio dei piatti.

Alle quattro avevo appuntamento in piazza, ma naturalmente nessuno dei miei, né delle mie amiche sapeva che avrei passato le prossime quarantott’ore con lui. Ai miei avevo detto che andavo fuori con le amiche, alle amiche invece che ero a Roma dai parenti; insomma ho intrecciato una serie di bugie (tutti rigorosamente al telefono quelle alle amiche) che soprattutto davanti alla mia famiglia, ho faticato non poco a mantenere in vita. Per fortuna che la mattina mi ero già preparata la valigia con dentro un po’ di tutto visto che il tempo è stato piuttosto ballerino.

Avevo messo dal costume alle autoreggenti, un vestito lungo ed uno più corto, un pullover ed una maglietta a maniche corte. Insomma dovevo essere pronta. Dopo avere salutato tutti verso le 3:30, sono tornata a casa velocemente per prendere il mio trolley e per mettere una gonna comoda per il viaggio… destinazione Umbria in una specie di resort benessere (una di quelle shitole viaggio che si vendono in libreria). Per fortuna nel tragitto da casa all’appuntamento non ho incontrato nessuno che potesse chiedermi dove stessi andando.

Da lontano l’ ho visto appoggiato alla macchina (la sua non quella della madre), ho velocizzato il passo per quanto possibile ed in un paio di minuti eravamo vicini l’uno all’altro. Come al solito mezzo metro di lingua mi ha dato il benvenuto accompagnata da cinque dita ben assestate sulla chiappa destra e poco dopo una frase nell’orecchio che per quanto piacevole mi preoccupava un pochino… “ci divertiremo come non mai”. Nel momento stesso in cui ho sentito quella frase, inevitabilmente sono tornata indietro ai miei vent’anni, a quell’esuberanza che anche io ho avuto, a quelle nottate dove dormire era una chimera.

Mi sono chiesta se era ancora in grado di tenere un ritmo così, perché è inutile girarci intorno, nel momento in cui ho accettato questo weekend sapevo benissimo che lui avrebbe voluto fare solo ed unicamente sesso. Badate bene, dopo la famosa e ripetuta estate cubana, ho cambiato il modo di vedere la vita ed ho ritrovato anche la spensieratezza di un tempo, quindi il sesso non mi spaventava in quanto tale visto che mi è sempre dannatamente piaciuto, ma non sapevo se era in grado in grado di mantenere le aspettative del mio “ragazzo”, che per quanto ancora un po’ acerbo, è comunque una macchina da sesso dal punto di vista fisico.

Il viaggio di tre ore è stato molto piacevole; lui inizialmente ha cercato di fare il maiale anche sull’autostrada, ma su queste cose non mi è mai piaciuto scherzare, così al di là di carezze sulla coscia non l’ho fatto andare. Invece ne abbiamo approfittato per parlare, cosa che a pensarci bene non c’era mai capitato prima di allora visto che, dopo le ripetizioni di diritto, i nostri incontri sono sempre stati solo ed unicamente di natura fisica.

Mi ha raccontato delle sue storie, così come ho fatto io, anche se gli ho parlato solo di quella più importante e su sua richiesta sono dovuta tornare sull’estate scorsa con Renata. Nonostante abbia volutamente omesso tanti ma tanti particolari, lui di tanto in tanto mi ribadisce il suo desiderio di farlo in tre, cosa alla quale penso anche io (insieme ad un’altra donna ed un uomo non ho mai fatto), ma dopo avere vagliato mentalmente tutte le mie amiche ed averle scartate per i motivi più disparati, l’unica rimasta sarebbe (il condizionale è d’obbligo ma di tanto) la donna che viene a fare i mestieri a casa mia.

Ho pensato a lei semplicemente perché non conosce nessuna delle persone che frequento, abbiamo una confidenza superficiale che ci ha portato a parlare a me di questo “amico/fidanzato” più giovane, a lei dei suoi problemi con il marito. Ma più di questo non c’è mai stato, e per l’esperienza che ho io, queste cose possono succedere soltanto avendo totale estraneità oppure fortissima intimità.
Tornando al weekend pasquale, siamo arrivati in questo posto leggermente fuori mano ma molto molto bello ed esclusivo.

All’accoglienza ci hanno chiesto se con una differenza avessimo voluto una stanza migliore di quella prevista, e devo dire che lui subito ha accettato. Quando siamo entrati sono rimasta davvero sbalordita dalla bellezza della camera che oltre ad essere grande, aveva un bagno con idromassaggio e da un’altra parte una doccia enorme.
Mi sono letteralmente buttata sul letto, stanca per il viaggio ed anche per il pranzo pasquale. Lui ha appoggiato le valigie a terra, si è tolto la giacca, mi ha vista distesa con le gambe leggermente allargate in parte piegate per terra e mentre io avevo gli occhi chiusi per rilassarmi, mi ha appoggiato le mani sulle mie ginocchia e piano piano le ha allargate fino a potersi infilare con la faccia mentre pian piano la gonna era risalita sopra.

Istintivamente mi sono spostata la mutandina di lato e gli ho permesso di cominciare a giocare con la lingua. Ero al settimo cielo, poi mi ha tolto lo slip ed io mi sono fatta scivolare giù la gonna rimanendo solo con le autoreggenti. Avevo ancora gli occhi chiusi, mentre lui dopo aver sollevato entrambe le gambe, me lo ha messo dentro cominciando a scoparmi. L’ho lasciato fare per un po’, poi quando ero bella bagnata ed eccitata, gli ho detto se volevamo provare la doccia.

Non se l’è fatto ripetere due volte, nel giro di un paio di minuti eravamo entrambi sotto l’acqua calda tutti nudi appiccicati l’uno all’altro con le mani che si muovevano dappertutto. Mi ha appoggiata sulla parete ed ha ricominciato dove aveva interrotto. Il suo uccello scivolava veloce nella mia micia bagnata non solo di acqua. Poi mentre ci baciavamo, con le mani mi ha spinto in basso fino a mettermi in ginocchio per poterglielo succhiare; sono riuscita ad andare un paio di volte in fondo e poi è letteralmente scoppiato in faccia.

Ero mista di bagnoschiuma e sperma, ridevamo poi lui con le mani mi ha toccato fino a farmi godere. Usciti ci siamo avvolti in due accappatoi morbidissimi ed io sono rimasta dentro ad asciugare i capelli.
Tornata nella stanza gli ho proposto di andare a vedere un po’ l’albergo, le cose che avremmo potuto utilizzare il giorno dopo. Lui per la verità aveva altri programmi, infatti dalla sua valigia ha tirato fuori alcuni giochini erotici nuovi nuovi che tanto per cambiare mi avevano confermato le sue idee “bellicose”.

Ma si sa, la curiosità delle donne alla fine ha sempre la meglio sugli uomini, così dopo avergli promesso che avremmo avuto tutta la notte per giocare come voleva lui, ci siamo vestiti e siamo usciti. Una volta arrivati nella hall (immensa), gli ho fatto notare che era la prima volta che potevamo tenerci per mano tranquillamente senza la paura di essere visti. Lui mi ha sorriso e mi ha abbracciata sul fianco. Dopo aver preso una brochure dell’albergo abbiamo cominciato il nostro giro.

Ci siamo addentrati nel centro benessere e c’erano delle grotte con piscine naturali meravigliose, per non parlare delle salette massaggi. Poi siamo andati al ristorante ed abbiamo cenato (1 cosa leggera) per poi tornare in camera. Mentre facevamo la strada del rientro, lui con le mani mi spingeva il sedere per farmi andare più veloce. In ascensore si è accorto che (assolutamente in modo casuale) avevo indossato le mutandine che mi aveva regalato lui con le aperture in mezzo e con la mano ha cominciato a tastare il terreno.

Neanche il tempo di mettere la chiave elettronica dentro che avevo già la gonna tutta sollevata. Gli ho detto che finalmente potevamo fare le cose con calma, con tranquillità, senza fretta, ma lui sembrava non sentirci e mentre parlavo mi sono ritrovata il suo uccello nella fica. L’ho lasciato fare, ero stesa sul letto mentre lui faceva di me ciò che voleva. Io cercavo lentamente di spogliarlo, lui con la solita irruenza mi penetrava a ripetizione.

Finalmente era tutto nudo, al contrario io avevo la gonna sullo stomaco, la camicetta aperta ed il reggiseno quasi sul collo. Poco male, l’eccitazione continuava ad aumentare, l’orgasmo che ho avuto di li a poco è stato 1 logica conseguenza. Poco dopo ha cominciato ad urlare “sto per venire, per venire”, io ancora presa dall’affanno l’ho fatto esplodere dentro di me, sembrava non volerla smettere di godere, la mia micia continuava a bagnarsi di sperma a ripetizione.

Poi mi si è tolto di sopra per stendersi sul letto; ero libera, stremata, felice e tutta bagnata. Ho finito di spogliarmi e sono andata in bagno a fare pipì ed a pulirmi. Quando sono uscita, completamente nuda, lui mi guardava e sorridente mi ha detto che era soltanto l’inizio della nottata. Io nuovamente gli ho detto di non essere frettoloso, che eravamo appena arrivati, che tutto sommato potevamo tranquillamente rilassarci senza ansie. Così ho accesso un po’ la televisione anche perché il suo cellulare squillava (era la madre che gli chiedeva se fosse arrivato).

Il tempo di chiudere la conversazione che si era spostato verso la valigia dalla quale ha cominciato tirare fuori nell’ordine: 1 fallo di plastica con 1 più piccolino di lato, le palline attaccate con la corda (che erano 1 cosa che aveva sempre stuzzicato i miei pensieri ed infine un uccello di silicone enorme alla cui vista mi sono letteralmente spaventata pensando a dove dovesse finire. Quindi si è rimesso sotto le coperte e con 1 mano ha ricominciato ad accarezzarmi in basso.

Ho provato blandamente a respingerlo, ma dopo qualche secondo le sue dita erano già di nuovo bagnate di me. Mi ha scoperto, poi con la testa è sceso giù in mezzo alle mie cosce ed ha cominciato a leccarmi come piace tanto fare a lui. Di nuovo ero completamente preda dei sensi, libera e nello stesso tempo prigioniera dei suoi movimenti. Non lo vedevo, ma lo sentivo, eccome. Mi ha allargata le cosce il più possibile ed ha preso 1 dei suoi giochini, quello con i 2 falli (quello grosso e quello più piccolo).

Ha incominciato a metterlo dentro, lo sentivo entrare sempre più in fondo fin quando ho avvertito che l’altro era proprio poggiato sul buco del sedere. Ansimavo e godevo e proprio io l’ ho invitato a spingerlo tutto, anche dietro. Non si è fatto pregare, dopo qualche secondo avevo tutti e 2 i buchi pieni, che mi facevano godere sotto la sua sapiente regia. Poi mi ha lasciato l’attrezzo in 1 mano chiedendomi di continuare perché voleva guardarmi da lontano, 1 sguardo di intesa ed ero lì a masturbarmi come non mi era mai successo, davanti a lui che tutto nudo mi guardava in piedi e si toccava.

Mentre gli facevo lo spettacolo, chiedevo se gli piacesse, lui mi incitava continuare fino a quando con l’ uccello duro si è buttato sopra di me, ha tolto via il coso di plastica e lo ha sostituito con quello suo, di carne, molto più duro, molto più eccitante. Mi ha girata ed approfittando che il mio culo era ancora un po’ aperto, lo ha infilato dietro con enorme facilità. “Mi piace il tuo culo Francesca! Mi piace incularti” ripeteva a loop, mentre io gli urlavo di farmi godere.

In questo, lui mi accontenta sempre ed in breve la mia micia era nuovamente preda del suo membro. Dopo avermi sentito godere per la terza volta, mi è venuto addosso, sul ventre e sulle tettone. Girato lo sguardo, ho guardato l’orologio ed era soltanto l’1 di notte. Sono andata in bagno a ripulirmi, mentre lui girava freneticamente i canali del televisore; sarà stato il viaggio, saranno state le scopate ma ero un po’ stanca così gli ho detto che mi sarei rilassata 1 pochino.

Lui naturalmente non ha detto niente lasciandomi stare, così mi sono girata sul mio fianco preferito (quello sinistro) ed ho chiuso gli occhi. Evidentemente la stanchezza doveva essere tanta visto che mi sono addormentata subito, poi però, senz’essermi resa conto assolutamente di quanto tempo fosse passato, ho cominciato a sentire qualcosa che accarezzava le mie natiche. Così mi sono accorta che mentre davanti ero coperta completamente dal piumone, dietro lui mi stava guardando e con le mani mi accarezzava delicatamente il culo.

Dopo essermi girata un attimo ho capito che oltre a guardarmi stava facendo anche dell’altro (con l’altra mano), inizialmente ho fatto finta di niente, poi mentre lui cercava di ansimare a bassa voce trattenendo i gemiti, mi sono girata dalla sua parte, fingendo di dormire ad 1 ventina di centimetri dal suo membro che veniva stimolato. Incredibilmente lui continuava ad essere discreto, rispettoso (ed è proprio per questo che mi piace e riesco a lasciarmi andare) senza per niente cercare di svegliarmi.

Poi nella penombra, senza che lui lo capisse subito, ho sollevato la testa, e con la bocca gli ho preso l’uccello. Lui mi ha lasciata fare, accarezzandomi i capelli, mentre io mi rendevo conto di aver dormito soltanto un’oretta dando uno sguardo all’orologio che avevo di fronte proprio mentre succhiavo. Per farla breve dopo qualche minuto ero di nuovo sopra di lui, pronta a godere ancora 1 volta, anche se a lui è bastato che mi muovessi dentro e fuori il suo uccello per qualche secondo per farlo godere di nuovo.

Ma a quel punto dovevo venire anch’io così gli ho detto di continuare a spingere, così ha fatto, fino a quando non ha pensato di prendere il fallo gigantesco che si era portato appresso. Per quanto fosse morbido, sarà stato più di 30 cm e soprattutto era dannatamente doppio. Inizialmente lo ha puntato all’ingresso della fica che era ancora bagnata e sporca di lui, poi piano piano è entrato. Vi dirò la verità, per quanto elastica potesse essere la mia micia, non è stata mai tanto grande, così mentre lui cercava in varie maniere di spingerlo dentro, a me faceva un po’ male, ma non volevo dirglielo, quasi mi dispiacesse non poterlo accontentare.

Poi ho sollevato 1 attimo la testa per vedere cosa stava succedendo tra le mie cosce, e mi sono resa conto che quel bestione era entrato nella mia povera amica per almeno 1 decina di centimetri, tanto che quando gli ho dato l’altro, invitando a farmi godere con quello, mi è entrato tutto fino in fondo senza nessun difficoltà. Finalmente anche io avevo avuto il mio orgasmo ed ero soddisfatta, ma soprattutto ero completamente sveglia di nuovo.

Gli ho fatto presente che era già la quarta in poche ore, lui non si è scomposto per niente dicendo che avrebbe voluto ancora divertirsi. Quando me lo ha detto (con parole un po’ più esplicite) vi dirò che la cosa non è dispiaciuta affatto, perché quel poco di sonno che mi ero fatta, mi aveva letteralmente ricaricato le batterie, anche se la mia fica cominciava a dare qualche segno di cedimento. Così sono andata in bagno a riempire la vasca idromassaggio, trascurando assolutamente che fosse notte inoltrata.

Una decina di minuti dopo ero immersa nella schiuma in un’acqua calda che tanto per cambiare mi stava facendo per rilassare. Lui è venuto alle mie spalle ed ha cominciato a massaggiarmi il collo per poi immergersi insieme a me. Le nostre mani si accarezzavano dappertutto, le nostre labbra erano appiccicate come non mai, poi mi sono alzata, ho indossato l’ accappatoio che nel frattempo si era asciugata appoggiato al calorifero e mi sono avviata in camera; lui dopo qualche minuto era vicino a me che cercava lo spacco per infilarmi la mano fra le cosce.

Non so perché ma ho preso l’enorme uccello di plastica che giaceva sul letto ed ha cominciato a simulare un pompino; cercavo di metterne in bocca il più possibile, lui mi guardava e mentre rideva si toccava. Voleva di nuovo fare sesso, anche io naturalmente, ma facevo finta finta di sfuggirgli per movimentare un po’ la situazione. Poi mi ha bloccata da dietro, mi ha abbracciata intorno alla vita, e dopo aver sollevato l’ accappatoio, ha cominciato a strusciarsi dietro di me con l’uccello duro che si insinuava tra le mie natiche.

Ero a pecorina e lui di nuovo dentro di me a bagnarmi la micia. Lo invitavo a spingere più forte per farmi godere, lui mi cavalcava neanche fossimo alla prima scopata. Alla fine ha appoggiato l’uccello sulla mia schiena ed ho sentito uscire il suo sperma che nonostante fosse al quinto orgasmo continuava ad essere copioso. Ero stesa a pelle di leone sopra al letto, gli ho ricordato che avevo superato i quaranta già da un anno, e che avremmo dovuto passare un’altra notte in quell’albergo.

Per fortuna alla tv è cominciata una partita di basket americano, così mi sono voltata su un fianco e con la sua mano appoggiata sul culo mi sono addormentata…. (Continua).

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