Le mie storie (52)

Venerdì 24. Ho passato una settimana intera a lavorare, quasi tutto il giorno, per fortuna all’ora di pranzo poco prima di uscire dal ufficio un messaggio del mio giovane amante mi chiede se stasera sono libera. Per la verità avrei un’uscita con le amiche (tra cui credo anche sua madre). Non voglio tirarmi indietro, non voglio che sappiano che mi sto divertendo parecchio, quindi dico al gruppo che dovrò tornare presto mentre a lui do appuntamento verso le undici.

Sono emozionata ed anche eccitata, non vedo l’ora di indossare il body che mi ha regalato. Allo stesso tempo però mi rendo conto che dovrò averlo addosso anche durante la cena con le altre. Poco male, mi abituerò alla situazione. Saranno state le sette di pomeriggio, mentre mi sto preparando, suona il citofono ed io non aspetto nessuno. È Davide che mi è venuto a fare una visita nonostante abbiamo appuntamento a tarda sera.

Mi chiedo come mai sia venuto, lui mi risponde che aveva voglia di vedermi e non solo, mentre stiamo chiacchierando mi telefona un’amica dicendomi che sta dalle parti di casa mia e quindi vuole scendere insieme a me per andare alla cena. Sono presa assolutamente dal panico, lui è davanti a me e non sa che sotto la vestaglia indosso soltanto il suo body e le autoreggenti.
Nessuno deve sapere che ci frequentiamo, sarebbe una tragedia per me.

Mi mette una mano fra le cosce, io per un attimo chiuda gli occhi eccitata, poi però per fortuna riesco ad allontanarmi e soprattutto ad allontanare lui fino a farlo uscire fuori di casa. Lui ride e minacce che più tardi dovrà avere gli interessi sul pomeriggio. Io annuisco contenta, poi ci salutiamo.
Poco dopo, miracolosamente senza incrociarsi, squilla la mia amica che sale a casa. Mi vesto in fretta e furia con gonna, maglia e pullover, con una scarpa con tacco.

Dopo un bel caffè ci trucchiamo un poco (per la verità lei trucca me) ed usciamo. La serata è molto divertente, siamo solo ragazze, alcune di loro alzano il gomito e quindi si producono in gesti e parole che mi fanno tanto vergognare (infatti al tavolo volutamente mi sono messa nell’angolino in fondo tutto). C’è la mia amica Renata che tanto per cambiare è arrivata in minigonna microscopica e top neanche fossimo ad agosto inoltrato.

Poi la mamma di Davide, anche lei molto in tiro (con un leggins nero che lasciava poca immaginazione per quanto riguarda il lato b), mi chiama e mi porta fuori dal locale. Mentre si accende una sigaretta, mi ringrazia per le lezioni che sto dando al figlio. Vorrebbe farmi un regalo, ma a prescindere da ciò che sto già avendo (a sua insaputa), lo avrei fatto comunque con piacere. Mentre parla mi sento terribilmente in colpa, già in passato mi è capitato di frequentare il figlio di un’amica (il famoso ragazzino), ma erano vent’anni fa, ed io avevo tutta un’altra testa.

A quarant’anni il disagio è sicuramente superiore. Nonostante tutto però riesco a nasconderlo dietro alcuni sorrisi e battute. Per fortuna ci richiamano dentro a mangiare.
Intanto, verso le undici ricevo un paio di messaggi da lui che mi dice che è già dalle parti di casa mia. Così, mentre un gruppo di loro decide di andare ai “baretti” a rimorchiare, io con la classica scusa del mal di testa mi defilo. Dieci minuti a passo svelto e sono sotto casa mia; lo messaggio e dopo un paio di minuti vedo la luce della sua moto avvicinarsi al cancello.

Apro e mi avvio verso al portone di casa mentre lui parcheggia.
Entro e scappo in bagno causa pipì. In quel momento mi rendo conto della comodità del body che indosso; infatti, dopo aver sollevato la gonna, mi basta allargare leggermente la fessura all’altezza della patata per farla tranquillamente senza particolari svestizioni. Dopo essermi asciugata, la profumo anche un poco (in previsione di ciò che spero succederà di lì a poco), poi mi sciacquo la faccia e vado nel salone.

Lui è in cucina con la testa nel frigorifero per vedere di rimediare qualcosa da mangiare. Mi avvicino, gli mostro delle polpette che avevo fatto a pranzo, lui sorride mentre io la metto nel microonde. Cominciamo a parlare della serata che ho trascorso con le altre amiche, subito mi cita Renata, che è tra le sue preferite. Naturalmente non sono gelosa, anche perché so benissimo che lei fa presa molto su quelli più giovani.

Gli dico che abbiamo fatto le vacanze insieme a Cuba, e ci siamo divertite parecchio; lui vorrebbe saperne di più ma io mi trattengo anche perché dopotutto non credo sia il caso di pubblicizzare ai quattro venti determinate cose. Intanto si avventa sulle polpette, io mi siedo affianco e gli dico che la mamma mi ha ringraziato per le lezioni. Mi ribadisce che lei vorrebbe farmi un regalo, ed io gli confermo che è inutile.

Poi mentre parliamo, non so neanche da dove, ma mi sento una mano sulla coscia; eppure sta mangiando, da dove esca quella mano lo sa soltanto lui. Io sorrido e mi avvicino con la sedia, lui dopo aver addentato l’ultimo boccone, mi guarda come per dirmi che è pronto per me. Mi sento accarezzare sulla calza in dove comincia la coscia, poi si ferma e torna giù. Mi siedo su di lui e cominciamo a baciarci, lui infila la mano fino in fondo, tocca i bordi del body, allarga un poco la fessura e mette il dito dentro; poi mi sussurra “lo hai messo il body che ti ho regalato” io gli sorrido mi tolgo il pullover e gli mostro come mi sta.

Lui si stacca dalle mie labbra e apre una delle due fessure avanti ad un seno, tirando fuori uno dei due capezzoli. Comincia a succhiare e leccare, poi mi solleva prendendomi in braccio (come una piuma, anche se proprio piuma non sono) e mi porta in camera da letto. Mi poggia sul materasso, si sbottona il pantalone e dopo averlo tirato fuori la infila nel comodissimo buco del body. “È perfetto!” Mi dice ridendo, poi comincia a muoverlo dentro di me, avanti e indietro, ed io accompagno col bacino le sue spinte.

Poi mi abbassa le bretelle e mi libera letteralmente le tettone, che seppur comode, erano strette in tutto quel pizzo. Io godo, e mentre affanno dal piacere lo sento venire sui miei seni pulendosi la cappella sui miei capezzoli. Poi si sdraia accanto a me tanto per cambiare mi riempie di complimenti sulla nostra intesa sessuale. Io ascolto soddisfatta poi mi tolgo il body e vado in bagno a pulirmi rimanendo solo in autoreggenti (come piace a lui).

Come al solito al mio ritorno lo trovo tutto svaccato con addosso solo una magliettina bianca che guarda lo sport alla televisione. Io che sono freddolosa m’infilo sotto il piumino (che ho ancora nonostante la temperatura si sia alzata notevolmente) e resto fuori solo con la faccia e le braccia. Lui sparisce in cucina ed io ne approfitto per prendergli il telecomando e cambiare. Ritorna con un cornetto pieno di Nutella, ed il suo uccello ciondolante mi fa sorridere.

Poi si siede con la schiena alla parete del letto e continua a mangiare. Appena finito con una mano comincia a farmi i grattini ai capelli, sapendo che è una cosa che mi manda fuori di testa; io allungo una mano e gli prendo l’uccello cominciando ad accarezzarlo per bene e in maniera delicata. Appena sento che comincia a muoversi sotto le dita, riemergo dal piumone con le tette di fuori e con la testa mi abbasso fino a leccare con la lingua la sua cappella.

Poi lo prendo in bocca e vado fino in fondo, mentre risalgo lo sento ingrossarsi fra le labbra, così ritorno giù e poi di nuovo su, ed in breve è tutto duro e rigido come piace a me. Guardo Davide dal basso, solo per un attimo, poi ritorno al mio bel pompino. Comincio a sentire caldo, esco completamente dalla coperta e mi metto a cagnolino giusto in faccia al suo totem. Mi piace molto fare rapporti orali, soprattutto quando il profumo è piacevole.

Davide si mette in ginocchio, mi solleva il viso e comincia a baciarmi in bocca. Il sapore della sua cappella umida si mischia alla sua saliva, poi mi dice di girarmi ed io mi metto a pecorina. Due secondi ed il suo uccello turgido si accomoda nella mia fica bagnata. Comincia a spingere dentro sempre di più, mentre con le mani in tasta il culo prima a destra poi a sinistra. Poi mi prende per il bacino e mi muove sempre più velocemente, io godo, lui viene insieme a me.

Poi mi lascia stesa e soddisfatta sul letto mentre va a farsi la doccia.

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