Le mie storie (40)

Le mie vacanze erano cominciate con l’ennesima delusione dal punto di vista umano. Non sono mai stata una di quelle donne che pretendono, né tantomeno una che voglia accasarsi soltanto perché il tempo passa inesorabile. Eppure quest’anno, nelle conoscenze maschili che ho avuto, ho trovato tanta ipocrisia mista ad immaturità. Per la verità un poco ne sono abituata, ma sotto sotto devo dire che nutro sempre la speranza di trovare una persona con la quale condividere qualcosa in più che una cena, a prescindere dall’attrazione fisica.

Così quando a fine luglio ho cominciato a fare la valigia per andare alla casa al mare, non avevo neanche la più pallidissima idea delle vacanze che avrei passato. Ma andiamo per ordine, e comincio con il raccontarvi i primi dieci giorni, in una località dove vado da sempre, prima con la famiglia adesso da sola o con amici, che si trova tra Napoli e Roma. Non so perché, quasi fosse stato un presentimento di ciò che mi sarebbe poi capitato, nel riempire il mio trolley grande, oltre a mettere i costumi, e quei pochi vestiti da sera estivi che mi ritrovo, ho buttato dentro anche i rari pezzi di biancheria intima un po’ più provocante che ho, eppure non avevo alcuna intenzione “bellicosa” almeno inizialmente.

Dopo un paio di giorni da sola, mi sono venuti a trovare due amici, fratello e sorella che conosco da un po’ di tempo. Con lei vado molto d’accordo, usciamo spesso ed abbiamo anche parecchi interessi in comune; con lui invece il rapporto, fino ad allora, era stato più superficiale, più basato sull’amicizia che ho con la sorella. Proprio con lei mi sono sfogata un poco a proposito della “storia” se così si poteva chiamare con Marco, intanto il fratello piuttosto silenzioso ascoltava e nostre chiacchiere e stava ore immerso a mare.

Si chiama Fabrizio, un po’ cicciottello, simpatico molto sicuro di sé, geloso della sorella che per prenderlo in giro faceva apprezzamenti su ogni ragazzo che passava lungo il bagnasciuga. Insomma per i primi giorni oltre qualche chiacchierata di cortesia, o di necessità (quando ci si ritrovava da soli) non siamo andati. Io al di là della sua simpatia, non mi ero spinta; certo vedevo che come ogni maschietto aveva l’occhio lungo, e non solo verso di me ma anche verso la sorella più piccola.

Non immaginate niente di morboso, sono miei coetanei o quasi, anzi la sorella sempre per farlo innervosire certe volte camminava per casa a seno nudo, mentre lui contemporaneamente chiudeva ogni finestra per la paura che qualcuno potesse guardarla. Giochini stupidi, che però mi facevano sorridere e facevano passare le giornate.
Chiaramente voi state aspettando “il dunque”, che è venuto, inaspettatamente una mattina verso ora di pranzo. Io ero salita sopra prima di loro dalla spiaggia, per preparare il pranzo.

La mia amica lisa l’avevo lasciata a prendere il sole, mentre Fabrizio tanto per cambiare era a mollo nel mare. Mi ero appena finita di fare la doccia che abbiamo fuori al giardino (chiaramente coperta da pagliette), mentre ho sentito la porta di casa chiudersi. Ho immaginato fosse lisa, invece era lui che dopo avermi fissata con insistenza mentre finivo di asciugarmi, mi chiedeva di poter usare la doccia. Io naturalmente mi sono spostata cedendo il posto e ho continuato a strofinarmi.

Naturalmente non avevo niente sotto e dandogli le spalle non mi sono resa conto che lui mentre scendeva l’acqua della doccia, invece di chiudere le tapparelle, era rimasto lì a godersi lo spettacolo. Quasi per caso mi sono girata e ho incrociato il suo sorriso malandrino, che tutto voleva significare tranne che giustificarsi per quelle occhiate. senza nessun problema continuava a farsi la doccia, come se nulla fosse, anzi sembrava volermi mostrare fiero l’enorme erezione che gli avevo provocato.

Io, da beata ingenua che sono tuttora, inizialmente non avevo visto che era nudo. Poi lo sguardo è caduto sotto la sua pancia, ed ho notato il suo uccello bello lungo e diritto. Appena si è accorto che lo stavo guardando proprio li, con un gesto un po’ sfrontato ma anche naturale, mi si è leggermente avvicinato, come a proporsi. Io sono rimasta un po’ stupita, non mi aspettavo questa avance diretta. Prima istintivamente gli ho detto “che fai?”, Poi dopo essermi allacciata l’asciugamano sulla parte superiore dei seni, glielo ho preso in mano ed ho cominciato a masturbarlo.

Lui subito mi ha aperto l’asciugamano facendola cadere a terra ed ha cominciato a toccarmi le tettone. Eravamo lì davanti alla doccia che scendeva senza bagnare alcunché, come due ragazzini. Poi l’ho sentito ansimare più forte ed ho capito che stava per venire. Il tempo di far uscire lo sperma che il campanello ha squillato. Io mi sono fatta prendere dal panico, lo intimato di pulire per terra il suo seme, lui rideva e dopo essersi girato ha finito di godere sotto la doccia.

Io intanto mi sono ricomposta con il mio telo mare e sono andata ad aprirle. A pranzo ho dovuto tenere a bada le sue mani sotto al tavolo, ma diciamo ordinaria amministrazione; quel pomeriggio siamo tornati tutti e tre a mare , mentre lei dormiva beatamente sul lettino, noi due abbiamo preso il materassino per farci il bagno. Eravamo aggrappati entrambi, quando mi sono sentita una sua mano che da dietro al sedere ha spostato il costume di sotto è entrata nella fica.

Ha cominciato a muovere il suo dito dentro di me, mentre io aggrappata al materassino cominciavo a godere sempre di più. Per fortuna che eravamo piuttosto lontani e non c’era molta gente in acqua, così l’ ho lasciato fare fino a quando non sono venuta. Poi dopo averlo ringraziato con un sorriso me ne sono salita sopra mentre lui è rimasto a bagno. Naturalmente sapevo che la cosa non era finita lì. Da una parte vivevo il solito senso di colpa per non aver detto niente alla sorella, dall’altro però, quel piacere anche se rubato mi portava un senso di appagamento.

Così il giorno dopo, sono scesa a fare la spesa come sempre; tornando a casa ho incrociato lisa che scendeva a mare da sola, che mi pregava di non svegliare il fratello che stava beatamente dormendo. Appena aperta la porta di casa, sono andata in cucina a mettere a posto la spesa facendo quanto meno rumore possibile. Il tempo di ordinare tutto e mentre andava in camera mia, lui è apparso sull’uscio della porta.

Mi ha dato il buongiorno e poi ha guardato verso il basso. Io ho seguito il suo sguardo ed ho visto che sotto il pigiama era eccitato. È bastato uno sguardo e siamo finiti sul suo letto ancora disfatto. Mi ha allargata le cosce, ha messo il preservativo e mi è entrato dentro. Mamma mia con che forza me lo sbatteva dentro e fuori. La sua pancia si appoggiava al mio ventre, ma più scopava più mi eccitava.

Dopo cinque minuti siamo venuti quasi contemporaneamente. Ci siamo vestiti e siamo andati al mare per non destare sospetti.
La sera stessa dopo essere tornati dall’uscita insieme alla sorella, lui ha aspettato che lei si addormentasse ed è piombato di nuovo nel mio letto dove mi ha scopato di lato.
Il giorno dopo sono dovuti andare via, io ero felice, ma di lì a poco avrei ricevuto una telefonata che avrebbe cambiato radicalmente le mie vacanze…
… alla prossima.

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