Le mie storie (27)

Ho appena finito di vedere la finale di masterchef, sono a letto e sono stanca. Faccio un po’ in giro dei canali, poi mi soffermo su un documentario etnico sul Senegal. Mentre guardo piano piano i ricordi cominciano ad affiorare uno ad uno; chiudo gli occhi ed istintivamente la mia mano comincia a scendere prima a sfiorarmi un seno, poi ad accarezzarmi la pancia fino ad arrivare all’elastico della mutanda. Non ricordo neanche più da quanto tempo non mi tocchi, non so perché ma la visione di quelle immagini, mischiate ai ricordi che stanno per popolare la mia mente mi portano a superare l’ultimo confine prima di arrivare alla mia micia.

Il dito medio accarezza i peli e poi continua a scendere… piano piano entra ed incomincia a muoversi….
…. Eravamo tanto per cambiare il solito gruppo di amiche, quello granitico dell’Università; quella sera eravamo finite in un centro sociale dove suonavano dei ragazzi del Senegal tutti rigorosamente universitari. La serata piacevole, d’altra parte lo era sempre quando uscivo con quelle pazze sextenate. Poi verso la fine un paio di loro vollero conoscere i musicisti ed io come sempre succedeva mi accodai.

Erano cinque, molto simpatici, parlavano un ottimo italiano misto ad un francese con quella “erre” arrotata inconfondibile. Tra loro c’erano due cugini, uno dei due era veramente una statua d’ebano, ma io tanto per cambiare mi fermai a parlare con l’ altro quello più piccolino con gli occhialetti da secchione. Stringemmo subito una bella amicizia, d’altra parte io ho sempre amato viaggiare e sono sempre stata incuriosita dalle altre culture. Ci invitavamo reciprocamente a pranzo, uscivamo insieme, ma il tutto in maniera sempre molto casta, anche perché non era shittato nulla di fisico tra noi.

Ricordo che una sera venne a casa mia con la sorella, di una bellezza inimmaginabile. Non sto qui a descrivervela perché non riuscirei a rendere la perfezione del suo fisico e la bellezza del suo sorriso. Mio fratello se ne innamorò seduta stante, ma per quanto le sia andato appresso, lei non ha mai ceduto alle sue lusinghe. Il cugino (quello bello) partecipava ogni tanto ai nostri incontri, lui era immerso nella musica ed anche nello studio.

Erano davvero ragazzi d’ oro, che oltre a tutta questa serie di cose, trovavano anche il tempo di lavorare per potersi mantenere. Sia chiaro, facevano parte di una famiglia benestante del Senegal; il padre li aveva mandati a studiare fuori prima in Francia e poi in Italia a Napoli. Il cugino era con loro da quando era piccolo, da quando aveva perso entrambi i genitori a distanza di poco l’uno dall’altro. A casa loro sembrava di stare in Africa.

I colori e profumi sembravano trasportarti in quel continente magico. Una sera ad una delle tante feste che organizzavano, il mio amico all’improvviso mi baciò. In quel momento mi arrabbiai, non so perché, forse per il gesto inaspettato, forse perché per me era solo un amico, così andai via. Dopo una settimana circa di silenzio, lui mi venne a parlare chiedendomi scusa, ma nello stesso tempo confessandomi che gli ero sempre piaciuta. Io non sapevo che dire, passare il tempo con lui era gradevole, ma fisicamente fino ad allora non era scoccata la scintilla.

Riprendemmo a frequentarci, ma io adesso, sapendo cosa pensava di me, lo guardavo sotto un altro aspetto. Così una sera, fuori ad un locale mi avvicinai e ci baciammo. Questa volta il bacio durò e pure tanto. Non andammo oltre i baci per qualche giorno, poi un pomeriggio a casa sua complice una serie di libri e di appunti che dovevo portargli, finimmo a letto insieme. Non ero mai stata con un ragazzo di colore, e naturalmente la prima curiosità che avevo era quella che, senza ipocrisie, hanno tutti ma soprattutto tutte, sulle dimensioni del loro uccello.

Eravamo sotto le coperte mentre lui spogliava me, io facevo altrettanto con cui. Con la mano arrivai finalmente allo slip e tirai fuori il suo uccello che era già bello duro. Io in quel periodo mi vedevo con il ragazzino che per quanto riguardava le dimensioni era stato benedetto letteralmente da madre natura. Mi venne quasi normale al tatto fare una specie di comparazione. La cosa che mi colpì subito quando lo presi in mano, fu che era liscio, stretto ,lungo e senza peli.

Quel pomeriggio facemmo sesso ma non glielo vidi nonostante la curiosità.
Ero stata bene, dopo tutto non era la prima volta che un’amicizia si trasformava in qualcos’altro anzi spesso mi era successo e spesso mi sarebbe successo dopo.
Quello che assolutamente non avevo preventivato, né mi sarei mai immaginata che succedesse, avvenne un po’ di tempo dopo. Dopo quel pomeriggio non era successo più quasi niente tra noi, un poco lo studio, un po’ gli incroci mancati per così dire, ma non c’era stato modo di vedersi.

Una mattina all’Università per caso ci incrociammo e lui mi invitò a pranzo a casa sua, anche perché la sorella ed il cugino sarebbero dovuti rimanere all’Università. Accettai il suo invito e dopo aver mangiato, da parte di entrambi ci fu la voglia di stare insieme. Non ricordo perché ma casa loro era molto buia, ed io accesi volutamente una lampada che era nella sua camera da letto. Ero nuda sopra di lui quando gli tolse il boxer.

Il mio tatto non mi aveva ingannata, il suo uccello era lungo e stretto ma soprattutto era nero nero. Scesi con la faccia fino a guardarlo da vicino, poi piano piano con la lingua né sentii il sapore. Cominciai a fargli un pompino, e devo dire che riusciva davvero bene. Non mi accorsi però che la porta di casa sua si era aperta ed era arrivato anche il cugino. Mentre giocavo con il suo uccello, all’improvviso sussurrò delle parole in francese, neanche il tempo di guardarlo per capire cosa volesse, che sentii due mani toccare il mio sedere.

Mi voltai e vidi suo cugino. Il mio amico mi sorrise come a volere un cenno di approvazione, io ebbi un momento di smarrimento poi mi avvicinai e lo baciai. Dopo poco le mani di suo cugino cominciarono ad esplorare il mio corpo; io ero in estasi completa, mi muovevo sopra il mio amico, con il suo uccello dentro mentre l’altro giocava con i miei seni. Poi mentre stavo scopando vidi il cugino nudo in ginocchio sul letto a fianco a me.

Con una mano mi abbassò la testa fino a raggiungere il suo uccello. Lo presi in bocca e mentre succhiavo me stavo rendendo pian piano conto che per la seconda volta in vita mia stavo facendo sesso con due uomini contemporaneamente. Non ero ancora venuta quando il cugino grande dopo aver detto allaltro di spostarsi si mise dietro di me ed incominciò a scoparmi a pecorina. Come se avessero voluto fare un cambio, adesso mi ritrovavo in bocca di nuovo l’uccello del mio amico.

Ero completamente bagnata, poi sentii l’ uccello uscire dalla mia micia e subito dopo entrare al suo posto due dita dentro. Stavo venendo, e mentre le dita di uno di loro mi stavano facendo raggiungere l’orgasmo, mi ritrovai il loro due membri a pochi centimetri dalle labbra. Non mi era mai successo, ma l’eccitazione era tropp così aiutandomi con una mano oltre che con la bocca giocai con tutti e due fino a quando non mi vennero in faccia….

…. Quanti ricordi, sono bagnata, sto venendo, e mentre succede non so se i miei pensieri siano stati reali oppure frutto di immaginazione…
questa volta non ve lo dirò… alla prossima.

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