Le fantasie di Veronica – 1

Da un po’ di tempo a questa parte avevo iniziato una relazione con una mia collega di lavoro che chiamerò Veronica; è una ragazza 11 anni più giovane di me (ha 24 anni), brunetta con gli occhi color ghiaccio e un po’ in carne anche se devo ammettere che questa sua particolarità fisica mi attraeva molto e non pregiudicava per niente la sua fresca e giovane bellezza.
Come al solito misi le cose subito in chiaro dicendole che non avrei mai creato un legame stabile con lei e che avrei fatto di tutto per renderla felice sotto l’aspetto sessuale cercando di tirare fuori le sue fantasie e mettendocela tutta per realizzarle.

Veronica è un’artista del pompino, quando prende il cazzo in bocca si trasforma, diventa letale, ha degli atteggiamenti naturali che la fanno sembrare una attrice porno navigata. Durante i nostri incontri, però, si dimostrava restia nel raccontarmi le sue fantasie e quando io provavo a stuzzicarla sembrava addirittura chiudersi in se stessa quasi offesa; una sera, inaspettatamente, dopo aver concluso un rapporto sessuale con il suo solito pompino e successiva scontata venuta nella sua bocca, mentre eravamo abbracciati sul letto e io giocavo con le sue tette abbondanti, si aprì di colpo dicendomi che in realtà qualche fantasia lei l’aveva ma le riteneva troppo spinte per una ragazza della sua età ma comunque me ne avrebbe raccontata una.

Avrebbe tanto desiderato spompinare degli sconosciuti all’aperto e bere tutta la loro sborra mentre il suo uomo la guardava fare la troia riprendendo tutto. Non aveva mai avuto il coraggio di metterla in pratica perché fino ad adesso non era stata con nessuno stabilmente e poi perché aveva paura che gli sconosciuti la violentassero.
Le dissi che la cosa era facilmente realizzabile, bastava recarsi in una piazzola di sosta dell’autostrada frequentata da camionisti di sera ed iniziare a provocarne qualcuno.

In poco tempo avrebbe avuto a disposizione tutti i cazzi che desiderava.
Le si accese una strana luce nei suoi occhi azzurri e riprendemmo a fare l’amore.
Qualche giorno dopo l’azienda per la quale lavoriamo entrambi ci designò per andare a frequentare un corso di aggiornamento di due giorni alla sede centrale; accettammo di gusto anche perché avremmo potuto passare due notti insieme in albergo e io ero convinto che sarei riuscito a realizzare anche la sua fantasia.

Decidemmo di partire la sera prima dell’inizio del corso con la mia macchina e con un sms le chiesi di vestirsi per il viaggio in modo sexy anche se era inverno inoltrato.
All’orario convenuto l’andai a prendere e rimasi male nel vederla con un lungo piumino bianco che le arrivava sotto il ginocchio, però notai felice che, almeno aveva indossato una gonna. Durante il viaggio cacciai il discorso e le chiesi se era sempre disposta a realizzare la sua fantasia; lei mi rispose con un sorriso e si aprì il piumino che inspiegabilmente per i primi Km di viaggio aveva tenuto addosso ben abbottonato.

Quello che vidi rischiò di farmi sbandare, aveva indossato solo dei collant neri abbastanza velati senza mutandine e sopra aveva una cannottierina che a stento riusciva a contenere i suoi grossi seni. Sorridendo mi disse che non solo era ancora disposta, ma, visto il viaggio in autostrada e conoscendo la mia porcaggine era sicura che l’avrebbe realizzata. A quel punto mi sentii in dovere, visto la sua giovane età, di metterla in guardia sui pericoli connessi a quello che stavamo per fare.

Innanzitutto avrebbe sofferto un pochino il freddo visto che la cosa doveva necessariamente avvenire all’aperto in modo da darci la possibilità di allontanarci velocemente qualora la situazione diventava pericolosa e poi non avremmo mai saputo dall’inizio quanti uomini ci sarebbero stati e cosa non da meno, di che età e nazionalità e non potevamo certamente fare una selezione prima; una volta che iniziava doveva far godere tutti. Veronica mi ascoltava e annuiva interessata e vedevo la sua mano cercare la sua fica già umida per carezzarla.

In quel momento capii che mi trovavo al cospetto di una vera porca e che sicuramente il numero e la dimensione dei cazzi che avremmo trovato non sarebbe stata un problema. Poi le chiesi come intendeva procedere e se davvero voleva farli venire tutti nella sua bocca e bere tutto.
Mi rispose che avrebbe bevuto tutto lo sperma perché questa era la sua voglia ma che se qualcuno le veniva sul viso o addosso la cosa non l’avrebbe disturbata.

A quel punto le consigliai, pena grossi dolori addominali, di non ingoiare subito lo sperma, ma di giocarci prima un poco e poi ingoiarlo in modo da mischiarlo con la sua saliva e neutralizzare gli effetti dello sperma puro, inoltre le consigliai di essere lei in prima persona a dettare le regole del gioco con i partecipanti e di chiarire subito se non aveva intenzione di avere rapporti o se non voleva essere toccata.

Per lo sperma mi disse che avrebbe accettato il consiglio e mi disse anche che avrebbe messo subito in chiaro che non ci doveva essere nessun rapporto se non quello orale, ma mi disse che le avrebbe fatto piacere se qualche mano rude l’avesse toccata.
Ormai eravamo vicini all’area di sosta che mi avevano consigliato e vedevo l’eccitazione in Veronica aumentare sempre di più; le sue dita toccavano la sua fica bagnata e mi guardava con gli occhi del piacere, appena passato il cartello che indicava la distanza di 1500 m, Veronica mi prese la mano e la posò sul suo cuore per farmi sentire il battito accelerato e mi disse che in valigia aveva altri collant ma non aveva né altri piumini né altre scarpe quindi sarebbe scesa dall’auto senza cappotto e senza scarpe perché non poteva permettersi che si sporcassero o rovinassero irrimediabilmente e poi aggiunse che avrebbe voluto provocare da sola i camionisti ma io dovevo tenermi pronto a riprendere tutto non appena lei avesse iniziato a parlare con loro e se il video le fosse risultato all’altezza avrebbe continuato a raccontarmi altre fantasie e cose porche che avrebbe voluto realizzare.

Iniziai a rallentare in prossimità dell’uscita e Veronica si tolse le sue scarpe col tacco, si diede un’occhiata al trucco allo specchietto di cortesia dell’auto e mi disse che era eccitata come non le era mai capitato.
Appena nell’area di sosta diedi una rapida occhiata e contai che vi erano parcheggiati una decina di TIR e vidi dietro uno di questi un gruppetto di camionisti che parlavano tra loro, ad occhio e croce dovevano essere sei o sette.

Fermai l’auto fra due camion e spensi il motore lasciando la luce di cortesia accesa, segnale che preludeva ad una coppia in procinto di car sex.
Veronica mi baciò e aprì lo sportello, io la guardai negli occhi e le chiesi se era pronta, lei mi sorrise e scese scalza dall’auto con addosso solo i collant e la cannottierina che nel frattempo aveva un po’ alzato sui fianchi per mostrare qualche centimetro di pelle nuda.

Presi la videocamera e la seguii tenendomi a distanza di qualche passo.
Ormai si era in scena.
Gli uomini si erano accorti della nostra presenza e avevano smesso di parlare fra loro e ora guardavano l’avanzare di questa ragazza semi nuda che sorrideva loro.
Appena Veronica fu vicina a loro disse che non era una mercenaria ma solo una ragazza che aveva voglia di divertirsi con degli sconosciuti mentre il suo uomo la guardava fare la troia e riprendeva tutto.

I Camionisti si girarono tutti verso di lei e ridendo le chiesero se non aveva freddo e paura a girare così, lei da troia navigata rispose che presto il freddo sarebbe passato e avrebbe sentito caldo e che i cazzi non le avevano mai fatto paura, ma sarebbe stata lei a dettare le regole del gioco e tutti avrebbero dovuto accettarle; primo si sarebbe trattato di un rapporto solo orale e senza protezione; secondo avrebbe bevuto tutto il loro sperma e tutti potevano venire tutte le volte che volevano; terzo, loro potevano toccarla ma non dovevano essere troppo violenti pena la fine del gioco.

Poi aggiunse che voleva vedere immediatamente i loro attrezzi quindi chi voleva giocare doveva tirarsi fuori il cazzo e lei avrebbe pensato a tutto il resto.
Dei sette solo sei si tirarono fuori l’uccello mentre il settimo si allontanò e si diresse verso il suo camion, forse non gradiva queste cose.
Io nel frattempo ripresi il dialogo fra Veronica e gli sconosciuti, uno dei quali si tolse il giubbino catarifrngente e lo stese per terra per far inginocchiare la ragazza che quella sera avrebbe donato loro piacere.

Manco a dirlo Veronica si inginocchiò e prese a toccare tutti i cazzi a sua disposizione che ancora non erano del tutto in tiro e si dimostravano di lunghezza e circonferenza diversa.
Veronica aveva iniziato il suo personalissimo show, era circondata da cazzi e mentre ne teneva uno in bocca ne smanettava altri due per tenerli pronti mentre gli altri le toccavano i seni e il più intraprendente di loro le aveva infilato una mano nei collant e stava giocando con la sua fica.

La troia sembrava apprezzare la cosa e notai che il primo che le era già venuto in bocca e lei aveva ingoiato tutto il suo sperma guardandolo dal basso fisso negli occhi, cosa che faceva sempre ogni qual volta spompinava anche me e che devo dire le dava quell’area da pornostar che mi faceva impazzire. Il primo era andato ma lei non aveva ascoltato il mio consiglio di non ingoiare tutto subito, sperai che con i prossimi si sarebbe ricordata.

Pulito per bene il primo cazzo passò subito al secondo che teneva alla sua destra sostituendolo nella mano con quello dell’uomo che le stava strizzando il seno e che era davvero bello grosso, non molto lungo ma davvero tanto doppio.
Devo dire che questi uomini della strada non dimostravano di avere quali loro doti la resistenza perché dopo poche leccate da parte di Veronica sembravano già essere al limite, ma a lei questo non importava perché adesso, dopo aver fatto venire il secondo che le aveva imbrattato il viso e i capelli con una quantità di sborra impressionante, adesso era alle prese con quel cazzo grosso e cercava di infilarselo tutto in bocca.. Che troia che era!!
Mentre continuava notai che il camionista che in un primo momento si era allontanato, stava venendo verso di me insieme ad altri quattro uomini di cui uno era un ragazzone di colore; si avvicinarono e solo uno parlò dicendomi che quelli che adesso erano con la mia donna erano dei dilettanti e che loro invece erano abituati a questo tipo di cose e che le avrebbero riempito lo stomaco con la loro sborra e poi il loro amico di colore che loro chiamavano Verdicchio per la misura del suo cazzo che ricordava, appunto, una bottiglia di vino si sarebbe fatto spompinare per ultimo e l’avrebbe riempita con il suo sperma non solo la bocca ma tutta la faccia e il seno perché della bottiglia ricordava anche il quantitativo di seme che aveva nei coglioni.

Io dissi con molta freddezza che per me non c’erano problemi ma era lei che doveva decidere se accettare tutto.
Veronica doveva aver capito quello che mi dicevano i nuovi arrivati perché si voltò verso di noi con la faccia e il seno che ormai era stato fatto uscire fuori dalla cannottiera pieno di sperma e disse con una vocia piena di piacere che per lei non c’erano problemi e che aveva ancora tanta sete, quindi tutti potevano unirsi al gruppo, poi rivolta a me mi disse che non dovevo perdere nemmeno una scena perché per adesso si era solo riscaldata ed era pronta a succhiare tutti con maggiore impegno.

L’unica cosa che mi preoccupava era che fino ad adesso tutti o quasi le erano venuti direttamente in bocca e lei, per non soffocare, aveva dovuto ingoiare tutto. Sperai in cuor mio di non finire la serata a tenerle la testa mentre vomitava tutto.
Gli ultimi arrivati avevano veramente dei cazzi grossi, ma il più impressionante era Verdicchio che a riposo aveva un bastone nodoso che gli pendeva fra le gambe.
Veronica continuava imperterrita nel far alternare nella sua bocca tutti i cazzi che aveva a disposizione, compreso quelli di chi era già venuto una volta e voleva il bis, anche se ormai il suo volto era sconvolto dalla fatica, ma si capiva che non aveva ancora intenzione di porre fine ai giochi, almeno fino a quando non avesse saggiato la vera consistenza del cazzo di Verdicchio.

Quando tutti erano venuti, per mia fortuna alcuni era riusciti a farseli venire sul seno e non in bocca, Veronica si alzò in piedi e disse a Verdicchio e a tutti gli altri di seguirla perché si era stancata di stare in ginocchio e aveva visto un tavolo da pic nic lì vicino che sembrava fatto apposta, lei si sarebbe distesa sul tavolo e avrebbe preso il cazzo del ragazzo di colore tutto in bocca mentre qualcuno di loro per tenerla eccitata l’avrebbe sditalinata per bene.

Dicendo questo si avviò verso il tavolo strappandosi i collant all’altezza della fica e togliendosi del tutto la canotta che ormai le era stata fatta scivolare sulla pancia. Era davvero una gran troia da monta e mentre camminava non potei non notare il suo ancheggiare provocante.
Veronica si stese sul tavolaccio tenendo la testa leggermente penzoloni e allargò le gambe in modo da farsi iniziare a toccare la fica, prese in mano l’enorme cazzo del ragazzo e quasi per far capire a me le dimensioni se lo strusciava sul viso e devo dire che era davvero enorme, mentre lei gli leccava le palle teneva il cazzo sul viso che le copriva per lunghezza il viso e arrivava quasi a metà collo, ma la cosa più impressionante era la circonferenza, pensai fra me che quello per lei sarebbe stato il battesimo del fuoco, dopo aver provato un cazzo del genere sarebbe sicuramente cambiata e avrebbe deciso di realizzare tutte le sue fantasie più perverse; nel frattempo uno dei camionisti le ravanava la fessa inserendole due dita e leccandogli il clitoride.

Verdicchio sembrava impaziente di far assaggiare tutto il suo bastone a Veronica, la quale, dopo averlo insalivato tutto per bene, aprì la bocca per cercare di farne entrare il più possibile, ma l’impresa era davvero ardua e lei si rese conto che se non escogitava qualcosa quel ragazzone non avrebbe mai raggiunto l’orgasmo, così decise di cambiare posizione. Verdicchio si stese sul tavolo e lei gli salì a cavallo in un 69 e mentre gli leccava il cazzo chiese a lui di leccargli la fica infilandogli le dita dentro.

Lo spettacolo che Veronica stava dando era davvero eccitante tanto che i presenti ripresero a menarsi il cazzo e vennero ancora una volta sul suo viso e sulla sua schiena. Lei nel frattempo continuava a spompinare il cazzo di Verdicchio passandoselo anche fra le tette mentre il ragazzo le aveva infilato quattro dita nella fica e le provocò un orgasmo che la sconquassò tutta.
Ormai anche Verdicchio sembrava al limite e Veronica decise di cambiare di nuovo posizione per farlo godere nella sua bocca.

Si sedette sulla panca appoggiando le spalle al tavolo e chiese a Verdicchio di salire con i piedi sulla panca e di scoparle la bocca come fosse una fica, mentre qualcuno poteva dedicarsi alla sua fica che ormai dopo il trattamento ricevuto dalla mano era diventata come una caverna. Verdicchio le scopò la bocca senza pietà e ogni tanto lei dovette fermarlo per evitare di vomitare ma era decisa a farselo venire in bocca in modo da finire lo spettacolo in bellezza.

Verdicchio era pronto a godere e Veronica allontanò chi si stava dedicando alla sua fica e cercò di prendere nella sua bocca più sperma possibile, una parte cospicua le finì comunque fra i seni che lei con le mani teneva uniti e le colò sul ventre fino ad arrivare all’elastico dei collant. Giocò un po’ con lo sperma di Verdicchio fino a quando non lo ingoiò tutto fra gli applausi di tutti e non parca raccolse con le mani quello che le era colato sul ventre e se lo portò alla bocca.

Era fatta, adesso Veronica sarebbe diventata molto più spigliata e sempre più troia. Dopo essersi ripulita alla meglio con l’aiuto dei nostri nuovi amici salimmo in macchina e ci avviammo verso la nostra destinazione che ormai era molto vicina. In macchina mi disse che appena in Hotel sarei dovuto andare nella sua camera perché ero stato bravo e meritavo la mia parte di piacere anche perché ora dopo tanto sperma in bocca ne voleva anche nella fica.

Le dissi di si, ma non persi l’occasione di chiederle come le era sembrata l’avventura e cosa le sarebbe rimasto impresso maggiormente nella memoria. Mi rispose con gli occhi semi chiusi quasi a voler rivedere la scena mentalmente che si sentiva una vera troia per quello che aveva fatto, ma non provava vergogna perché per la prima volta era stata lei a volere qualcosa e non ad essere obbligata a farlo quindi si sentiva più padrona del suo corpo, poi aggiunse che il cazzo di Verdicchio non l’avrebbe mai dimenticato e che mentre pensava a come farlo venire le era anche balenata l’idea di farsi scopare ma temeva che un cazzo del genere non sarebbe mai riuscito ad entrare nella sua fica, però le era rimasto il rimpianto di non aver almeno provato.

Le sorrisi e le dissi che avevo capito questa sua voglia e che per questo mi ero fatto dare da Verdicchio il suo numero di cellulare e che qualora lei avesse voluto potevamo chiamarlo anche perché da lì a qualche giorno il ragazzo sarebbe venuto a lavorare dalle nostre parti.

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