L’addestramento di una sissy slave – 5

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Un mese di femminilizzazione, servitù e addestramento presso Domina Melany (Dea dalla Pelle d’Ebano e stupenda Mistress Transex professionista), per la tenera sissy slave Monique. – Giorni 6-8.

Giorno 6

Giornata piena per la Padrona, oggi. Appuntamenti fissati per tutto il pomeriggio. Credevo che nel mese di agosto le ferie rallentassero l’attività, ma forse non avevo considerato i mariti con moglie e figli al mare, rimasti da soli in città.

Sono stata costretta a fare le pulizie della “sala ricevimento clienti” ben cinque volte, oggi, se contiamo quella fissa del mattino. La routine comincia ad annoiarmi.

Alle 23 anche l’ultimo cliente se ne è andato e io sto riponendo il carrello delle pulizie.

-Monique, devo fare la doccia, vieni in bagno ad aiutarmi!

Raggiungo la mia Padrona nel bagno principale. Aiutarla a fare la doccia è diventata una specie di tortura per me.

Inizialmente il poter percorrere con le mani quel corpo voluttuoso, quella pelle d’ebano così perfetta, il poter insaponare i suoi seni, le natiche sode e rotonde, quelle sue gambe slanciate e soprattutto il suo fantastico sesso, enorme e nero, rappresentava per me il momento più bello della giornata. Ora, dopo quasi una settimana, la frustrazione sessuale cui sono sottoposta sta prendendo il sopravvento sul piacere.

Come al solito sono completamente nuda anch’io.

Pur dovendo rimanere fuori dalla doccia, mi viene imposto di spogliarmi per non bagnare il completino da sissymaid che normalmente indosso.

-Entra con me…

Entro e continuo ad insaponarla… La sua vicinanza mi inebria, sento il mio sesso indurirsi dentro alla gabbietta di castità, riempirne ogni spazio libero…

-Devo avere un po’ di sollievo…sai qual è il tuo compito.

Mette le mani sulle mie spalle spingendomi giù. Smetto di insaponarla e mi inginocchio davanti a lei.

L’acqua scorre su di noi.

-Fammi vedere cosa sai fare con la bocca

Finalmente! Non me lo faccio ripetere due volte: premo la faccia contro il suo sesso, cerco di inalarne il profumo forte, muschiato.

-Fa sborrare la tua Padrona…ne ha bisogno…

Continuo a muovere il capo facendo sì che il suo sesso s’inturgidisca lentamente contro il mio viso, lo sento via via crescere di volume fino a divenire duro come pietra.

Lo guardo svettare sopra di me, imponente, in tutta la sua magnificenza.

Sto respirandoci sopra, delicatamente, facendo sì che tocchi il mio viso. Sento il flusso d’acqua rallentare fino a fermarsi del tutto.
Scendo fino a toccare con le labbra i grossi testicoli gonfi, tiro fuori la lingua, li lecco devotamente.

-Brava…così…

Con la punta della lingua risalgo lungo l’asta turgida, fino a raggiungere il punto dove inizia la grossa cappella scura.

-Mmmhh…brava…vai avanti…

Mi soffermo a titillare il frenulo con la lingua. La mia Padrona poggia le spalle contro la parete maiolicata, spingendo in avanti il suo sesso, offrendolo alla mia bocca avida.

-Vai avanti così…ti avevo sottovalutata, sei brava…mi stai facendo impazzire…

Poggio delicatamente le labbra in punta alla sua cappella, la bacio teneramente.

-Prendilo in bocca, dai…

Invece di prenderlo in bocca, scendo di nuovo giù con la lingua, lentamente, raggiungendo le grosse palle rigonfie di sperma.

Vi premo le labbra, le bacio…le risucchio dentro alla bocca, prima una, poi l’altra. Risalgo velocemente verso la punta del cazzo, nero e imperioso. Mi soffermo.

-Cosa stai aspettando!? Prendilo in bocca!

La sua voce è roca, tradisce il suo bisogno di sentire la mie labbra morbide stringersi attorno al suo glande. Indugio ancora…

-Apri quella bocca di cagna e prendilo tutto, svelta!

Obbedisco adesso, ma lentamente…porto le labbra in punta al suo glande e le dischiudo, lasciandomi penetrare la bocca.

ma gradualmente, rallentandone con la lingua l’invasione.
Sento le sue lunga dita scorrere dietro alla mia nuca, spingermi contro di sé. Sorrido, mentre sento che inizia ad ansimare…

-Prendilo tutto, Monique, maledetta…

Smetto di ostacolarla con la lingua e lascio che il suo cazzo mi penetri fin giù in gola, per la prima volta in vita mia riesco a controllare i miei riflessi involontari e ad accoglierne l’invasione.

-OH CARALHO…(*oh, cazzo)

Sento il suo sesso irrigidirsi nell’orgasmo, sta ritraendolo per far sì di venirmi in bocca, invece di sborrarmi direttamente in gola, forse per permettermi di assaporarla appieno.

-Ssssiiiiiii!!!

Non percepisco gli schizzi, d’improvviso sento la bocca riempirmisi di caldo liquido cremoso, da un istante all’altro mi trovo ad essere costretta ad ingoiare per non soffocare, mentre il suo cazzo continua a pompare un incredibile numero di getti di sperma, uno dopo l’altro…uno dopo l’altro…

E’ ancora scossa da tremiti di piacere, mentre la ripulisco succhiando ogni residuo del suo miele, ancora inginocchiata nella doccia, davanti a lei.

-Sei stata brava, Monique…molto, molto brava…

Mi dice con voce roca prima di allentare la presa alla mia nuca, lasciandomi libera di andare.

***

Ho ancora il sapore del suo miele in bocca, mentre finisco di prepararla per la notte, in camera sua, sto allacciandole un trasparente baby-doll quando mi comunica, laconicamente:

-Dopodomani andremo al mare. Domani nel pomeriggio verrà l’estetista per sistemarti i capelli. Fa in modo di aver finito le tue cose per le 14,30.

Detto ciò, mi sorprende stampandomi un grosso bacio sulle labbra.

-D’accordo, Signora.

Replico io prima di ritirarmi dalla sua stanza.

***

Giorno 7.

Da ciò che ho potuto capire (la mia Padrona non è mai molto prodiga di spiegazioni…), domani trascorreremo la giornata al mare, in una spiaggia vicino Roma (che dovrebbe essere frequentata, tra l’altro, da molte trans della capitale), tra Castel Porziano e Torvaianica.

Verrò a prenderci un autista, dovremo farci trovare pronte per le 9. 00.
Ciò comporterà un problema: I miei capelli. Una intera giornata al mare con la parrucca è da escludere e i miei capelli naturali hanno un aspetto troppo mascolino.
Per ovviare a ciò è stata convocata Raffaella, la gentile estetista che si è già occupata di me un paio di giorni fa.

Alle 14 e 30 in punto, si presenta.

-Ciao Melany, buongiorno Monique, Procediamo come stabilito?

-Certo che si, hai portato tutto?

Risponde la mia Ineffabile Signora.

Raffaella mi guarda, cercando un segno di assenso da parte mia. Le avevo detto che avrei dovuto pensarci, in merito al trattamento dei miei capelli naturali, l’ultima volta che ci siamo viste.
Rimango impassibile, per cui risponde:

-Si, certo, dove possiamo metterci, allora?

-Se ti sa bene, nel bagno principale.

Mi raccomando…tutto come stabilito.

Raffaella mi guarda ancora, prima di rispondere:

-Certo! Non preoccuparti, Melany.

***

Un paio di ore dopo sto rimirando l’opera di Raffaella, nello specchio del bagno grande.

-Ti piace?

Fa lei.

-Non posso negarlo…

Sono stata decolorata e ricolorata, mi sono state applicate delle extensions in tinta col mio nuovo colore di capelli (biondo cenere, per la cronaca) che mi hanno allungato i capelli fino alle spalle…perfino il colore delle mie sopracciglia è stato schiarito.

Tutto molto bello, non c’è che dire…ma…che farò a settembre quando dovrò ripresentarmi al lavoro??

-Bene, sono contenta che ti piaccia, D’altronde la tua amica Melany ha l’occhio lungo…lei si che se ne intende!

-Ehmm…già.

-E col make-up come va? Sei riuscita a riprodurre quello che avevo creato per te l’altro giorno?

-Solo al sessanta per cento, credo, forse dovresti spiegarmi bene tutti i passaggi…

-No problem, già che sono qui…

La mezz’ora successiva la passiamo a fare ripetizione di trucco.

Mi spiega bene come ottenere gli effetti desiderati per occhi, labbra e zigomi. Spero di aver capito e memorizzato tutto. Alla fine mi consegna dei prodotti, dicendomi:

-Questi sono “water-proof”, se domani dovete andare al mare ti consiglio di usare questi, invece di quelli che usi tutti i giorni, vedrai che reggeranno anche dopo aver fatto il bagno…

La ringrazio e la accompagno alla porta. Mi dice di non preoccuparmi per il pagamento, tanto lei ha un conto aperto con Melany.

Così evito di disturbare la Padrona, che intanto è impegnata con un cliente.

***

Giorno 8.

L’indomani mattina, alle ore 9,00 in punto, ci troviamo giù in strada in attesa dell’autista che deve condurci alla spiaggia. Entrambe, la mia Signora ed io, indossiamo freschi vestitini estivi in cotone, dagli allegri motivi fantasia, direttamente sul bikini. Ai piedi sandali in legno da mare, in testa ampi cappelli di paglia a falde larghe.

Completano l’abbigliamento occhiali da sole e grandi borse, sempre in paglia, dentro le quali abbiamo riposto ampi teli da mare, accuratamente ripiegati. Fa molto anni ’50, ma non si può certo dire che non abbiamo stile…

L’auto che viene a prenderci è altrettanto stilosa: una decappottabile Alfa-Romeo degli anni ’60, rosso fuoco. Mentre percorriamo la Via del Mare, tutti gli occhi sono puntati su di noi. Sono inaspettatamente euforica. La mia banale vita di tutti i giorni è lontana da me mille anni luce.

***

L’autista (non so dove la mia Padrona ne trovi così tanti e così disponibili) ci lascia all’ingresso dello stabilimento balneare, accordandosi per tornarci a prendere alle 17,00. Melany paga per due lettini, niente ombrellone. Mi auguro che le poche sedute di solarium che ho finora sostenute siano sufficienti ad evitarmi gli effetti di una insolazione.

La mia Padrona sembra essere ben conosciuta perché la signora della biglietteria la saluta cordialmente.

Raggiungiamo una fila di cabine, di quelle usate di solito per togliere i vestiti e indossare il costume.

-Entra con me, è inutile fare una alla volta…

La seguo all’interno della cabina. E’ presto e l’aria, qui dentro, è ancora fresca.
La mia Signora e Padrona toglie il vestito e anche il bikini, poi li ripone nella borsa.
La guardo interrogativamente.

-Avanti, che aspetti? Non vorremo mica stare tutto il giorno qui…

-Ma…ehmm…perché ha tolto anche il costume, Signora?

-Come perché? Perché questa è una spiaggia per naturisti…ecco perche!

Non me ne ero accorta, cazzo! Pensavo fosse una normale spiaggia!

-Ma…devo togliere tutto…tutto? Non potrei lasciare almeno il pezzo di sotto?

-Oh senti…non ho intenzione di dar ascolto alle tue inibizioni, oggi…togli tutto e falla finita! Nessuno starà a guardare te, vedrai, e poi, se anche fosse…cosa ci sarebbe di male? Ti ho portata qui per farti prendere un po’ di sole, quindi, più ne prendi e meglio è, no?

Ormai so riconoscere il tono seccato della mia Padrona e so anche che mi conviene non contrariarla, per cui tolgo rapidamente tutto ad eccezione di zoccoli, occhiali da sole e cappello.

Usciamo dalla cabina.

La seguo sull’arenile, ipnotizzata da quel fantastico culo nero che ondeggia davanti ai miei occhi. Cerco di sculettare altrettanto bene. Sono un tantino imbarazzata, ma non per via del pisellino ingabbiato: per la mancanza di tette.

Ci sistemano due lettini a pochi metri dalla battigia, sui quali stendiamo i teli da mare, sistemiamo le nostre cose e ci stendiamo a prendere il sole. Passo dell’olio solare sulla sua pelle, lei sulla mia.

Siamo lucide e pronte ad una giornata di sole, ora.

La mia Signora attacca un paio di cuffiette al telefonino, chiude gli occhi e si rilassa ascoltando musica. Io non ho telefonino con me e non posso imitarla. Inizio a guardarmi attorno…
C’è gente di ogni tipo: maschi da soli in cerca di avventure, signore, prevalentemente in gruppo, qualche coppia pronta alla trasgressione. Nessuno sembra far particolarmente caso a noi, nonostante il contrasti tra il nostro aspetto decisamente femminile e i nostri sessi maschili esposti al sole.

Decido di smetterla di preoccuparmi tanto e di godermi la giornata…

Devo essermi assopita, perché d’un tratto vengo risvegliata da qualcuno che parla a voce alta vicino a noi:

-OOii…mulher!

Apro gli occhi e mi trovo davanti due splendide creature, transex, ovviamente. Hanno entrambe seni enormi, ma una è mulatta e normodotata, l’altra ha pelle chiarissima e un sesso notevole. Entrambe sembrano conoscere bene Melany, che fa le presentazioni.

-Lei è Monique…Kate…Adriana.

Dice indicando, nell’ordine, prima l’una, poi l’altra.

Segue una fitta conversazione in portoghese, di cui capisco poco o nulla. Alla fine si baciano, si salutano e infine si allontanano.

-Semmai ti capiterà di incontrare di nuovo una di quelle due, non fidarti, mi raccomando…non sono persone affidabili…

Le chiedo il perché ma ribadisce che è così e basta. Non indago oltre.

***

Deve essere passato il mezzogiorno.

La spiaggia si è affollata, qua e là gruppetti di maschi ci additano, cercando di non farsi notare, parlottano tra di loro. Sono nudi, come tutti sulla spiaggia, del resto. Un paio di loro hanno il cazzo barzotto.
Li ignoro, seguendo l’esempio di Melany, fino a che uno, evidentemente più intraprendente degli altri, ci si avvicina.

-Ehmm…signorine…io e i miei amici, lì, ci stavamo chiedendo se per caso non vi andrebbe di farci un pompino

Io cerco di far finta di non aver sentito, la Padrona si limita a sollevare gli occhiali da sole e fulminarlo con lo sguardo, senza dire nulla.

Il tizio perde la sua baldanza e si allontana, mentre i suoi amici, da lontano, sottolineano l’evento con risatine soffocate.

-Non farci caso…i soliti stronzi…

-No no…nessun problema…

-…o forse ti andava?

-Ma no…mi sembrava gente piuttosto…rozza, ecco.

-Guarda che qui è normale ricevere proposte del genere…basta appartarsi un poco, tra le dune laggiù, e puoi fare quello che vuoi. Nessuno ci troverebbe niente da ridire…

Arrossisco in volto, lei nota il mio imbarazzo e decide di divertirsi.

Si alza dal lettino e si dirige verso il gruppetto.

-Aspettate un momento…

Li ha raggiunti e sta confabulando con loro. Non riesco a sentire cosa si stanno dicendo per via della distanza e del vento, ma vedo che guardano lei, poi verso di me, annuiscono. Sembrano aver raggiunto un accordo. La cosa non depone bene.

-Ti aspettano laggiù tra le dune tra cinque minuti.

Fa lei laconica mentre si stende nuovamente sul lettino.

-C…come “mi aspettano”?

-Ti aspettano. Vai lì con loro e falli divertire.

-Ma come…mi pareva di aver capito che non apprezzasse le loro avances, Signora!

-Beh, ci ho ripensato…potrò pure ripensarci, no?

-Ma…ma nemmeno li conosciamo!

-Sono maschi giovani e hanno voglia di sborrare, cos’altro c’è da sapere? Tu sei una puttanella e li accontenterai, perché così voglio io…c’è bisogno d’altro?

Legge lo sconforto sul mio viso e aggiunge:

-Avanti…non farla tanto lunga ora…non dirmi che prendere qualche cazzo giovane non ti fa piacere… Le uniche raccomandazioni che ti faccio sono: non te lo far mettere dentro senza preservativo e non ingoiare…non si sa mai con chi si ha a che fare…

-Ma…io…non so se me la sento!

-Ovviamente non sei obbligata…ricorda però che mi hai giurato obbedienza.

La scelta è tua, ma se decidi di non fare quello che ti dico mi costringerai a ritenere sciolto il nostro accordo. Vorrà dire che da questo momento in poi niente ci legherà più. Anzi…comincia a pensare a un modo per tornare a Roma, perché, ovviamente, non ti vorrò con me sulla mia auto…

Maledetta!!! Sa sempre come costringermi a fare quello che vuole! Rimango ancora due minuti sul lettino, poi, senza dire una parola, mi alzo e mi dirigo verso le dune.

***

Sono solo in tre, ad aspettarmi. Mi erano sembrati di più. Evidentemente solo i tre più audaci hanno deciso di approfittare dell’occasione offerta loro dalla mia Padrona. Mi inginocchio davanti a quello che sembra il più spavaldo e gli prendo il cazzo in bocca. Gli altri due cominciano a menarselo lentamente…
-Aaahhh…brava…così…ti piace, vero? Ti piace prendere in bocca un bel cazzone…

Veramente i miei standard per definire un “cazzone” sono ben altri… In realtà sono tutt’e tre ben entro la media, tra i 14 e i 16 cm al max, a occhio.

-Succhialo tutto dai…ho voglia di sborrare…

Dillo a me…

-E’ proprio un troia…guarda come lo succhia bene…

Fa un altro alle mie spalle.

-La sua amica negra aveva belle tette, ma anche un cazzone che non prometteva niente di buono… questa qui invece ce l’ha addirittura ingabbiato!

Sorvolo sul “negra”, anche se mi fa incazzare non poco, e continuo a ciucciare…

-Io questa me la voglio scopare…

Dice quello dietro di me.

Mollo per un attimo il cazzo che sto succhiando e chiedo:

-I preservativi li avete?

-Ce li ho io! Non ti preoccupare, mica vogliamo rischiare di prenderci qualcosa, scopando una come te senza!

Risponde uno dei tre frugando nel suo zainetto.

Mi sento umiliata e anche un po’ incazzata. Di primo impulso vorrei rispondere loro a tono, ma poi lascio perdere. In fondo cosa mi dovrei aspettare da rozzoni del genere?

Sento le mani di qualcuno sui fianchi, mi tirano su, continuo a spompinare quello che ho davanti.

Prima li faccio venire e prima potrò tornarmene a prendere il sole accanto alla Padrona.

Sono messa praticamente a 90°, con un uccello in bocca e uno che si strofina nella spaccatura tra le mie chiappe. Con le braccia afferro la vita del tipo che sto spompinando, per evitare di cadere in avanti. Quello dietro di me sta sputando sul mio buchino, per lubrificarlo, sento la punta del suo cazzo puntarcisi contro, premere fino a che non si è infilato dentro tutto.

Mi sta scopando in piedi da qualche minuto, sono costretta a starmene lì piegata a 90°, sulla punta dei piedi nudi per essere alla giusta altezza. Osservo le mie gambe così femminili, dalla pelle liscia e oliata, dai muscoli tesi, battere ritmicamente contro le sue, così maschili e pelose. Continua a sostenermi per i fianchi mentre mi sbatte freneticamente, lo sento accelerare il ritmo. Mi sento una vera troia.

Sborrano quasi all’unisono, prima quello che ho dietro, poi l’altro.

Caldi getti di sperma mi invadono la bocca. Dischiudo le labbra e lascio che la candida sborra cada sulla sabbia sotto di me. Il tizio che mi stava scopando in culo si stacca, toglie il preservativo e lo getta in terra. Si allontana come se niente fosse successo. Quello che ho fatto venire di bocca ha quantomeno la decenza di ringraziarmi.

Rimane solo il terzo, che per tutto il tempo ha continuato a menarselo guardandoci.

Mi rovescia di schiena sulla sabbia, mi alza in aria le gambe prendendomi per le caviglie con le mani e mi penetra in un sol colpo. A dispetto delle dimensioni modeste, il suo cazzo è duro come pietra, al punto che fa quasi male sentirselo dentro, forse anche per via dell’angolazione non corretta. Mi scopa con trasporto, con fluidità di movimenti, il campanellino d’argento che normalmente porto al collare, che oggi non indosso, e che per l’occasione è stato spostato alla sottile cavigliera che porto alla gamba destra, tintinna ad ogni suo colpo.

Ci mette più degli altri a venire, il sudore, dal suo volto, gocciola sul mio corpo. E’ rosso in viso. Quando mi viene dentro, rantola come un a****le ferito.

Si è sfilato e se ne andato via anche lui. Rimango sdraiata per qualche minuto a riprendere fiato. Accanto a me, sulla sabbia, solo i due preservativi usati e la chiazza di sperma che ho sputato prima e che, lentamente liquefacendosi, viene assorbita dalla sabbia.

Mi sento umiliata, usata e abusata. Dentro però, in qualche recondito angolo del mio essere, la parte femminile di me è rimasta inaspettatamente lusingata dalla frenesia erotica che ho saputo suscitare in quei tre giovani maschi.

Faccio un tuffo in mare, prima di riprendere posto accanto alla Padrona, lavando via, assieme alla sabbia, ogni residuo senso di colpa.

***

Il resto della giornata trascorre pigramente. Faccio la conoscenza di un’altra mezza dozzina di trans, amiche di Melany, mi abituo agli sguardi vogliosi dei maschi che non smettono di ronzarci attorno e mi guadagno una tintarella da fare invidia ad un pellerossa.

Unico commento della Padrona su quanto accaduto oggi: prima di tornarcene a casa, sulla decappottabile rosso fuoco,mi guarda negli occhi, mi sorride beffarda e mi dice:

-Sei una discreta troia…ma io t’insegnerò ad esserlo ancora di più, vedrai.

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