La TrombAmica

Capita a volte durante il periodo adolescenziale di stringere una forte amicizia con una persona del sesso opposto. Una persona con la quale si crea una certa sintonia. Una persona con la quale capita poi di avere anche la fortuna di poter scambiare le prime esperienze sessuali.
Io e Tania eravamo così. Trascorrevamo molto tempo insieme essendo compagni di scuola. Ma lo si trascorreva molto anche al di fuori dell’ambito scolastico in quanto le nostre famiglie avevano stretto un rapporto di amicizia.

Si studiava insieme, si giocava e ci si confidava spesso l’uno con l’altro.
Un giorno capitò di vedere insieme un film porno. Il primo per entrambi. Ci sembrava impossibile si potessero fare determinate cose e a quell’età è naturale che nasca poi la curiosità anche di sperimentarle. Così fu.
Iniziammo da un bacio e ad accarezzarci sopra i vestiti. Poi passammo a vederci nudi per la prima volta e a toccare con le nostre mani le reciproche parti intime fino ad arrivare a sperimentare il sesso orale.

Ricordo ancora il suo profumo. La pelle soffice come una pesca. Il seno già grande per la sua età e il sapore del liquido che bagnava la sua fica. Era fantastico! Lei era fantastica!
Due vergini alle prime armi che non sapevano neanche cosa fare se non imitare ciò che vedevano su una vecchia VHS. Si tremava a vicenda. Ma la paura a volte era tanta e alla fine un rapporto sessuale vero è proprio non c’è mai stato.

Come spesso accade, le strade si divisero per un paio di anni. Eravamo diventati maggiorenni e sapevo che Tania stava frequentando una persona. I cellulari da poco stavano entrando nelle nostre vite ma non c’era l’abitudine di utilizzarli come accade oggi.
Un giorno rientrai a casa. I miei genitori erano andati fuori città. Dopo essermi cambiato suonò il citofono. Risposi: “Chi è?” e Tania: “Sono io!”. Riconobbi la voce che non sentivo da un po’.

L’aprì contento del fatto che fosse venuta trovarmi. Ricordo ancora come era vestita. Un cappotto grigio, un lupetto color amaranto e un pantalone grigio classico. I capelli li aveva tagliati. Stava proprio bene. Ci avvicinammo per salutarci e quando ci scambiammo i baci sentì il suo profumo che non avevo avuto più modo di sentire. Andammo in stanza mia. Ci sedemmo sul divano e iniziammo a parlare e ad aggiornare le reciproche vite. Accendemmo la TV e come i vecchi tempi ridevamo e scherzavamo per una qualsiasi stupidaggine ascoltassimo.

Eravamo vicini.
Poi accadde quello che non mi sarei mai aspettato.
Scherzando i nostri volti capitarono molto vicini. Ci guardammo ed entrambi fummo spinti da una voglia di baciarci.
Lo facemmo.
Un bacio con la lingua appassionato. E mentre la baciavo pensavo a quanto mi fosse mancata.
All’improvviso mi ritrovai con lei sopra di me. Le mie mani scivolarono sotto la sua maglietta per accarezzarle il seno. Grande e sodo come sempre.

Le slacciai il pantalone e la mia mano scivolò sotto i suoi slip. Le toccai la fica e iniziai a sentire che si stava bagnando. Lei si muoveva mentre la mia mano scivolava tra le sue cosce. La spostai di lato e le abbassai i pantaloni e gli slip. Le alzai le gambe tenendole unite e mi ritrovai davanti quella sua fica. Non riuscì a trattenermi e iniziai a leccargliela e a succhiarla mentre la luce azzurrognola della TV accesa si rifletteva sulla sua pelle.

Con le dita gliela aprii cercandole il clitoride e continuavo a leccarla gustandone il sapore. Non ci eravamo mai spinti oltre ma quel giorno le volli infilare il dito dentro. Scivolava tra le sue pareti vaginali e me lo bagnava. Mentre le leccavo la fica e muovevo il dito spingendolo dentro e fuori, sentì le pareti vaginali stringersi al mio dito in brevi spasmi di piacere. La guardavo e le vedevo leccarsi le labbra tenendo gli occhi chiusi mentre la sua mano alzava il lupetto che indossava e accarezzava il suo seno.

Capì che le stava piacendo. Mi abbassai i pantaloni e tirai fuori il mio cazzo duro e bagnato. Avevo voglia di penetrarla e di sentirlo scivolare dentro alla sua fica calda. Glielo appoggiai sulla fica e iniziai a farlo scivolare sopra tra le sue cosce unite e appoggiate sulla mia spalla. Lo presi e mi posizionai per infilarlo dentro. Ricordo la paura di farlo ma allo stesso tempo ricordo anche la voglia irrefrenabile di farlo.

Iniziai a spingerlo lentamente dentro. Sentivo la sua fica intorno al mio cazzo. Mi sembrava stessi già per venire e ricordo lo tirai fuori di s**tto. Non fu così e iniziai a infilarlo e a tirarlo fuori. La sentivo ansimare e mi sussurrava: “Si, voglio sentirlo!”. Iniziai a scoparla lentamente godendomi il momento e ciò che provavo. Mi disse: “Mi piace! Continua ti prego!” ed io non me lo feci ripetere due volte. Iniziai a sbatterla aumentando e diminuendo il ritmo.

Ogni volta che diminuivo il ritmo lei mi sussurrava: “Continua ti prego!”. Ed io ricominciavo ad aumentare il ritmo dentro di lei. Sentivo la sua fica fare slap-slap sul mio ventre. Mi eccitava da morire.
La girai e la misi a pecorina. Sentivo mentre la penetravo che lei spingeva il suo culo verso di me come volesse la penetrassi facendole sentire tutto il mio cazzo. Ansimavamo entrambi. La sentivo gemere più forte e continuava a ripetere “Sì, Mi piace!”.

Ogni volta che lo diceva accresceva in me la voglia di continuare fino a quando non le iniziai a dare dei colpi forti e decisi. La sentì gemere ancora più forte fino a quando mi disse :”TOGLILO TI PREGO!”. Lo feci subito e nello stesso istante che tolsi il mio cazzo da dentro di lei la vidi squirtare bagnando tutto mentre continuava a gemere mettendosi la mano sulla bocca per non farsi sentire. Se chiudo gli occhi ancora oggi posso ancora rivivere quel momento e sentirla.

Ci sdraiammo l’uno accanto all’altro e solo in quel momento ci accorgemmo che eravamo ancora mezzo vestiti. Ridemmo e ci baciammo. La sua mano accarezzava il mio cazzo ancora duro e bagnato del suo liquido. Si girò verso di me e mi sussurrò: “Adesso tocca a me farti venire!”. Mi baciò. Mi sorrise e la vidi con la testa scendere verso il mio cazzo. Come una volta la sentì prenderlo in bocca e succhiarlo.

E come facevamo da ragazzi le venni in bocca e lei ingoiò il mio sperma caldo. Mi diede un bacio sulla cappella e guardandomi negli occhi mi disse:”Adesso siamo pari!” e si risdraiò accanto a me.

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