la signora matura

Era la fine di luglio, io avevo 21 anni studente universitario a carico dei miei e senza un gran budget per le
vacanze. Cosi’ passavo le mie giornate estive, con un mio caro amico coetaneo nella mia stessa situazione, cercando relax e refrigerio nella piscina comunale. Un giorno il mio amico mi dice che sua zia lo ha invitato a casa al mare, dove lei con la sua famiglia trascorrevano le vacanze estive. Io con un po’ di invidia dico al mio amico di divertirsi anche per me, ma lui immediatamente aggiunge che anche io sarei dovuto andare e che sarei stato il benvenuto a casa di sua zia visto che la sua famiglia mi conosceva bene.

Senza esitare accetto ed il pomeriggio stesso eravamo in macchina diretti a casa dei suoi zii al mare, appena arrivati circa alle 19 erano tutti li’ ad attenderci, sua zia, suo zio e le due figlie. Lo zio (Bruno) era un uomo di circa 55 anni, basso calvo e abbastanza grasso, parlava poco e beveva molto con il risultato che dopo ogni pasto crollava sul divano russando rumorosamente suscitando l’ilarita’ di tutti. La zia (Edwige) era una donna di 54 anni, alta 1,60cm circa, bionda con capelli corti sulle spalle, decisamente grassottella.

La sua abbondanza di carne esplodeva sulle sue enormi tette, almeno una settima, e sopratutto sul suo culone…avevo sempre guardato questa donna matura con eccitazione, il suo enorme culo era stato per me fonte di enormi godute in solitaria. Le figlie erano mie coetanee, la piu’ grande Angy aveva la mia eta’, fidanzatissima con un trentenne,…bassina circa 155cm, magrolina con due tette, fuori misura per il suo corpicino sicuramente ereditate dalla mamma. L’altra figlia (Rosy) aveva un anno meno di me, bassina come la sorella ma un po’ piu’ in carne ed anche lei con due tettone esagerate.

C’era anche una loro amica ospite a casa loro, Titty, un troione esagerato che mi trombavo a piacimento quando volevo svuotare le palle. Titty aveva un problema, il suo corpo da modella ventenne era punito da un viso davvero brutto e spesso veniva presa in giro dalla comitiva per la sua bruttezza. Lei aveva imparato a compensare i suoi difetti estetici dando piacere a noi amici arrapati con il suo corpo perfetto. Tornando al racconto, tutti erano contenti per il nostro arrivo e lo zio del mio amico propose di andare tutti a cena fuori per festeggiare.

In pizzeria eravamo seduti in un tavolo all aperto con panche anziche sedie, vicino a me era seduta la zia del mio amico da un lato e dall’altro sedeva Angy. Visto il caldo e l’allegria la birra scorreva a fiumi tra le risa di tutti
e le battute della zia, lo zio invece tracannava silenziosamente un boccale dietro l’altro.
Finita la cena eravamo tutti un po’ brilli, lo zio del mio amico invece era davvero ubriaco.

Cosi’ per tornare a casa decidemmo che Angy avrebbe guidato la macchina del papa’ mentre il mio amico seguiva con gli altri.
Io aiutai lo zio del mio amico a raggiungere la macchina e con un po’ di fatica lo feci sedere sul sedile anteriore del passeggero, Angy si mise alla guida ed io e sua mamma ci trovammo seduti dietro sui sedili della loro Fiat uno. Edwige non smetteva di ridere e scherzare muovendosi continuamente nel piccolo abitacolo, finche ad un certo punto non si mise tra i due sedili anteriori sporgendosi con le mani per prendere il pacchetto di caramelle che stava vicino al cambio.

Questa sua mossa fece si che il corto vestitino salisse ancora di piu’ andando a fasciare quel culone enorme, io ero incantato dallo spettacolo e il mio cazzo era oramai duro come un sasso all’interno dei miei pantaloncini corti. Cominciai a maledire il momento in cui quella sera prima di uscire decisi di non mettere le mutande a causa della mia pelle arrossata dal sole. Ora, senza mutande il mio cazzone tendeva oscenamente la stoffa dei corti e leggeri pantaloncini da mare, Edwige si gira verso di me, stando sempre seduta in pizzo con il busto piegato tra i due sedili e mi chiede se volessi una caramella…in quel momento volevo solo il suo culone da sfondare…ad ogni modo ringraziai ed accettai la caramella, cosi’ lei si gira per porgermi la caramella.

Mentre prendevo la caramella dal pacchetto, la macchina prende una buca con conseguente sterzata brusca di Angy…il risultato e’ che tutte le caramelle cadono e finiscono sul sedile tra le mie gambe ed alcune per terra tra i miei piedi. Edwige, maniaca della pulizia, mentre rimprovera Angy per la brusca manovra comincia a raccogliere le caramelle preoccupata che sciogliendosi potessero rovinare la tappezzeria della sua macchina. Cosi mi trovo Edwidge di fronte a me leggermente abbassata che raccoglie le caramelle sul sedile, le sue enormi tettone ballano libere in vista dalla scollatura del suo busto piegato, io sono arrapato come un porco e mentre cerco di aiutarla un altra brusca mossa di Angy al volante ci sorprende.

A causa di un cane che attraversa la strada, Angy fa una brusca frenata con il risultato che Edwige per trattenersi poggia una mano sulla mia coscia mentre il mio bacino si muove in avanti. Ora mi trovo la sua mano calda a 10cm dal mio cazzo durissimo…la mia eccitazione e le birre bevute hanno il sopravvento, cosi’ senza esitare infilo la mia mano nella scollatura di Edwige che ancora piegata raccoglie le caramelle.

Il contatto con le sue enormi tette e’ spaventoso per me, i suoi occhi immediatamente mi fissano spalancati mentre in totale silenzio la mia mano continua a toccare le sue enormi tette. La sensazione di quelle tette enormi e calde nella mia mano era davvero eccitante. A questo punto senza pensare, con la mano libera liberai il mio cazzo durissimo dai leggeri pantaloncini e molto lentamente feci in modo di avvicinare il mio bacino alla mano di Edwige…la sensazione della sua mano che sfiorava la mia cappella era bellissima, cosi’ senza attendere ulteriormente presi la mano di Edwige e la portai sul mio cazzone durissimo.

Lei, fissandomi con stupore, comincio’ a saggiare il calore e la durezza della mia asta, a questo punto io continuavo a martoriare le sue tette mentre lei mi menava il cazzo…tutto cio’ accadeva nei sedili posteriori della sua macchina, mentre la figlia guidava ed il marito dormiva ubriaco. Avrei voluto sentire le labbra di Edwige sul mio cazzo ma la situazione non permetteva…. ero al culmine e giusto poco prima di imbrattare la mano e la macchina di Edwige con la mia sborra, mi accorsi che eravamo arrivati sul vialetto di casa.

Rapidamente ci ricomponemmo…mentre cercavo di far rientrare la mia asta durissima nei pantaloni. Una volta in casa sedemmo tutti fuori in veranda, tranne lo Bruno che faticosamente raggiunse il letto, le ragazze decisero di andare a comperare del gelato accompagnate dal mio amico in macchina, mentre io dissi che li avrei aspettati a casa facendo compagnia ad Edwige. Subito Edwige aggiunse che le occorreva aiuto per prendere delle sdraio in cantina. Appena Angy, Rosy, Tizy ed il mio amico uscirono, Edwige mi disse di seguirla in cantina…mentre scendeva le scale il mio cazzo era di nuovo durissimo e la vista delle suo chiappone davanti contribuivano a far salire l’eccitazione.

Una volta arrivati in cantina Edwige si abbassa per prendere le sdraio mentre io da dietro mi gusto la vista del suo culone strizzato dal vestitino che si tende sulle chiappe lentamente mi avvicino e comincio a strusciarmi con il bacino sul suo culone Edwige si gira e sorridendomi mi dice PORCO!!! io oramai arrapatissimo sempre sorridendo mi tiro fuori il cazzo durissimo davanti ai suoi occhi. Edwige a questo punto si avvicina e me lo prende in mano poi comincia a segarmi riprendendo da dove interrotto in macchina, dopo neanche un minuto senza che io dicessi una parola si abbassa e lo prende tutto in bocca.

Mentre mi godo la sua calda bocca, con la mano dietro la testa do il ritmo del pompino stupendo. Qui in ginocchio davanti a me una over 50…che mi succhia il cazzo mentre il marito dorme di sopra e le figlie (mie amiche)
con il nipote potrebbero tornare da un momento all’altro. L’eccitazione e’ troppa un ultimo sguardo alla sua bocca piena del mio cazzo e la sensazione della sua lingua sull’asta mi portano al capolinea e senza preavviso comincio a scaricare nella sua bocca enormi fiotti di sborra, la porca non ne lascia cadere una goccia ed ingoia tutto con ingordigia.

Faccio appena in tempo ad alzare gli occhi che sento la macchina del mio amico entrare nel vialetto.

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