la signora che lavorava alle poste 4

Era passato qualche giorno da quando la puttana era con noi e la cura di cazzi, porno e poco cibo stava funzionando, avevo ripreso una bella 42 di taglia e oramai viveva in uno stato orgasmico confusionale per quasi tutta la giornata, in più era diventata una star del web, infatti si esibiva in cam a volto scoperto. Tutto questo mentre le autorità, che ricercavano quella donna impiegata alle poste, brancolavano nel buio.
Ma i soldi da lei guadagnati non bastavano per farle una bella quinta di seno così Paolo decise di operarla lui.

Fu un altro sabato campale, così mentre io chattavo alla ricerca di un vero bull su xhamster, lui operò per tutta la mattina con pochi mezzi e molta buona volontà; salì per le due tutto sudato.
“E’ andata bene ma mi è scappata la mano mi è venuta una sesta” mi disse sorridendo
Scesi a vedere, la puttana ancora dormiva, Paolo aveva fatto un buon lavoro a parte le piccole cicatrici sotto i seni ma poco male e ci erano rimasti pure soldi.

“Bravo ora se perde un altra taglià di vita è perfetta”
“E con i soldi rimasti?” chiese Paolo
“Botulino per le labbra” risposi io “così sembrerà veramente un mignottone”
Paolo sorrise e prese la siringa e le gonfiò le labbra modello canotto.
Appena si risvegliò la signora delle poste era sola e nuda in una stanza del piano di sopra, era la prima volta per lei. si guardò allo specchio ed era irriconoscibile, sembrava una pornostar un pò aldilà con gli anni ma ancora piacente.

Scoppiò a piangere per qualche minuto pensando alla sua vita andata al marito e alla figlia che tra poco avrebbe compiuto 18 anni, poi si riprese andò verso lo specchio e si guardò piacendosi, si toccò seni e labbra: era chiaramente confusa. Ci mise un pò infatti a realizzare che per la prima volta l avevamo lasciata sola senza legarla.
Nel frattempo Paolo, dopo una bella doccia, si affrettava a tornare Monia,infatti ultimamente la preferivo en femme.

Io nel frattempo mi ero attardata online con un tal Giorgio, un ragazzo palestrato di 19 anni ma con l’aspetto e la sicurezza di un uomo sui 35, avevamo fissato un appuntamento, era la prima volta che vedevo un uomo ma Paolo ancora non lo sapeva.
Intanto la signora delle poste, realizzato di essere sola, cercò dei vestiti nella stanza ma trovò poco solo delle autoreggenti color carne con dei fiori neri, una mini di jeans e un top fucsia che le copriva a malapena il nuovo seno.

Indossò tutto velocemente, girò la maniglia ed inaspettatamente la porta era aperta e quelle scarpe altissime su cui aveva vissuto in quei giorni erano li, meglio di niente pensò; le indossò pensando sorpresa che non ci fosse nessuno e che non sentisse nessun rumore, quindi continuò a sculettare per tutto il corridoio di quella casa fino ad arrivare vicino al portone di ingresso. Li si fregò un pellicciotto leopardato e un occhiale nero avvolgente e con non poco timore aprì.

Non usciva da quella casa da quando fu sequestrata quella famosa notte di pioggia e molto in lei e fuori di lei era cambiato. Aprì la porta e la luce del sole le fece uno strano effetto, pensò che in giro vestita così e così cambiata nell aspetto non sarebbe stata facilmente riconoscibile nè sarebbe stato facile da spiegare alla famiglia una volta giunta a casa.
Cominciò a camminare per le strade periferiche della sua città, ancheggiando oscenamente per via delle scarpe, del tanto sesso degli ultimi tempi e anche perchè qualcosa dentro di lei le diceva di farlo.

dopo pochi metri passa un tizio sulla sessantina su una cabriolet si affianca alla donne e le dice:
“Ehi puttanella,quanto prendi tutto completo?”
La donna sentendosi chiamata così si gira di shitto un pò per abitudine ma soprattutto perchè pensava di essere stata raggiunta dai suoi sequestratori.
Rispose istintivamente “no non sto lavorando ma ho bisogno di un passaggio”
“ma per chi mi hai preso per un tassista?” il tizio sgommò via imprecando.

Nel frattempo Monia mi raggiunse in salone con un leggings pitonato e una maglia larga a righe laterali che le lasciavano scoprta una spalla da dove si notava un reggiseno fucsia.
“Che faccio?” mi disse mettendosi in ginocchio ai miei piedi.
Io dissi rivogendomi al tipo con cui chattavo via skype “Guarda Giorgio” e girai la webcam verso Monia che istintivamente si ritrasse “questo è il mio capolavoro, la mia maritina frocietta, ti piace?'” presi Monia per testa e la mostrai al ragazzo che rimase un attimo basito,per Monia era la prima volta che qualcuno la vedeva in faccia.

La signora delle poste intanto continuava la sua fuga, dopo pochi metri e dopo tante suonate di clackson notò che dietro di lei si era creato un capannello di uomini, un gruppo di extracomunitari di ritorno dalle campagne antistanti, la donna aveva addosso uno strano mix di paura ed eccitazione, era come se fosse in astinenza dai suoi giochini sessuali che aveva subito nell ultimo periodo ma nonostante questo combatteva se stessa e mentre camminava tirava il più possibile giù la mini che continuava a risalire e su il pellicciotto che copriva i seni prorompenti.

Ad un certo punto il vento le portò via i larghi occhiali da sole facendoli cadere a terra davanti a lei, la postelegrafonica istintivamente si piegò per riprenderli facendo vedere il suo culo al capannello di uomini che la seguiva, i quali,estasiati dal panorama, allungarono il passo nel tentativo di raggiungerla, la donna girò a destra ed entrò nelle viuzze del centro storico nel tentativo di seminarli e per raggiungere più presto casa sua.

Nel frattempo io mostravo Monia al mio nuovo amico, lei era un pò seccata, io lo notai ed insistevo, la invitai a mostrare il culo a quell uomo che l’avrebbe resa cornuta anche se lei ancora non lo sapeva, poi me ne liberai dicendole:
“Ora vattene frocietta che questo è un uomo vero e vuole vedere donne vere”
Fu in quel momento andando nel corridoio che Monia vide la porta aperta e si accorse che la puttana delle poste era fuggita.

Lei, non se la passava un granchè bene, gli uomini l’avevano raggiunta tanto da parlarle e la incalzavano di domande, uno si cacciò anche il cazzo nero e la invitò a guardarlo.
“Ehi bella dove vai?”disse uno dei 4.
La donna non rispondeva e camminava
“La vuoi una botta?” disse un altro
“Quanto vuoi abbiamo i soldi”disse un terzo
Alla fine si fece avanti il quarto che con uno shitto le si balzò davanti tanto da farla fermare.

“Come ti chiami” le disse,
la donna gli disse il primo nome che gli venne in mente “Eva”.
Quando Monia venne a dirmi che Eva,l’ex signora delle poste, era scappata aveva un colorito cadaverico nonostante il fondotinta abbondante, io nel frattempo avevo appena chiuso con il mio nuovo giovane amico.
“Signora Padrona abbiamo un problema” mi disse
“Che c’è Monia, abbiamo terminato le provviste? vedi che da oggi la spesa la vai a fare vestita così” gli dissi io.

“La signora delle poste è scappata” rispose Monia
Io non feci un cenno mi limitai a rispondere “allora vedi che era proprio destino che oggi dovevi uscire vestita da quello che sei, un inutile frocietta”
Monia ci rimase male ma non ribbattè, sapeva che avevo ragione, se ne stava convincendo sempre di più, ci infilammo quindi nella mia auto e ci mettemmo alla ricerca di quella spudorata.

L’ex signora delle poste, novella Eva, alzò la testa e vide in lontananza casa sua fuori le mura del centro storico, ma non fece in tempo a raggiungerla perchè fu avvinghiata da quei 4 forsennati.

L’uomo davanti la baciava lascivamente mettendole dentro la bocca tutta la sua lingua.
Un altro la teneva da dietro e le strusciava il cazzo sul culo, mentre gli altri due rimasero sui lati per non farla scappare ma si era abbassati i pantaloni e la obbligarono a prenderglielo in mano.
Eva si rese conto che non poteva più sfuggire a quei 4 ceffi in più gli stava salendo una strana eccitazione nella testa che non riusciva a spiegare,comincio a lavorare con le mani i cazzi ben dotati dei 4 neri, il tutto a pochi metri da casa sua anche se protetta dalle mura della città vecchia.

Si piegò a ciucciare di volta in volta i cazzi scuri che gli si erano capitati davanti, mentre i tipi ravanavano con poca delicatezza tra i suoi seni e la sua passera, il top e la mini infatti erano diventati solo un filo di stoffa all altezza dell ombelico.
Poi gli uomini la adagiarono su un divano sporco e sfatto buttato accanto ad un bidone della spazzatura e messa a pecora cominciarono a cavalcarla uno per volta mentre lei succhiava e masturbava gli altri.

Io e Monia nel frattempo la cercavamo ovunque tranne nel centro storico dove l’ingrsso alle auto era off limits.
Dopo essersela fatta un pò tutti i primi due cominciarono a venire, uno dei quali gli venne dentro( la donna non prendeva anticoncezionali), il secondo invece gli venne in faccia copiosamente dopo un lungo pompino. I due rimasti così decisero di scoparsela contemporaneamente culo e fica e glielo annunciarono e lei non fece nessun cenno di disapprovazione anzi si lecco il dito pieno di sborra dal rivolo che le colava dalla faccia.

Così lo presero come un invito e la sfondarono analmente mentre veniva dentro di lei il terzo nero. Per l eccitazione comincio ad urlare tanto che dalla casa in fondo alla strada (casa sua per intenderci) un uomo, (suo marito) si affacco per vedere cosa stesse succedendo.
Nel frattempo Io e Monia avevamo deciso di passare a controllare se fosse tornata a casa e ci trovammo tutti li sul luogo dell accaduto.

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