La Puttana e lo Strap-On

Ero uscito dal lavoro più tardi del previsto dato che oltre all’ora di straordinario già concordata ci si era messo anche quell’inconveniente tecnico che aveva ritardato tutta la
lavorazione. Era quindi l’una e mezza passata quando uscii dall’azienda e mi incamminai come sempre verso casa con lo zainetto a tracolla con tutto l’occorrente dentro.
Feci qualche centinaio di metri e la vidi per fortuna ancora al solito posto nei pressi di una pompa di benzina che guardava il telefonino.

Si trattava di una prostituta credo di nazionalità romena incredibilmente bella con cui volevo soddisfare la mia fantasia.
Mi ero lasciato con la mia ragazza da ormai un paio di mesi ma gli strascichi di quella storia, che negli ultimi tempi era diventata abbastanza tormentata per via dei continui litigi ed incomprensioni, ancora si facevano sentire. Vivevo quindi questa nuova situazione da single come un’opportunità di vacanza, se mi passate il termine, un modo per ricaricare le energie per poter rituffarmi in nuova avventura.

Cominciavo però a sentire la mancanza del sesso, non inteso con una donna ma della mia fantasia che chi ha letto già le mie due storie precedenti già conosce. Adoro una donna che mi sodomizza con uno strap-on e volevo soddisfarla appunto con quella bellissima ragazza.
Premetto che non mi è mai piaciuto andare con le prostitute, sia perchè per me il sesso non
è solo penetrazione e sborrata ma fantasia, lingua, risate, abbracci, parole etc.

e sia perchè ringraziando il cielo non sono nè particolarmente brutto e nè tantomento antipatico e questo due caratteristiche mi hanno sempre portato a non avere particolari problemi con le donne. Ma sappiamo tutti che quando si inizia una nuova relazione serve sempre un po’ di tempo per entrare in sintonia dal punto di vista sessuale perchè si è sempre timorosi di spogliarsi nuovamente di quei falsi pudori che mano a mano cadono con il proseguio della storia e se non è facile per nessuno figurarsi per me che devo spiegare ogni volta alla mia nuova lei la mia prelidizione ed il mio amore per lo strap-on.

Non tutte riescono a capire, non tutte sono sessualmente aperte e ricettive ai bisogni del partner e quante ne ho conosciute che mi hanno preso per un pervertito quando invece si tratta di semplice piacere sessuale.
Continuai a camminare ed avvicinarmi sempre di più a lei. Aveva gli occhi grandi e marroni, una bocca che sembrava disegnata, i capelli castani e mossi, tanto lunghi da coprirgli completamente la schiena fino quasi a toccargli un sedere che sembrava scolpito ed un seno, non eccessivamente grande, che traspariva evidente dal suo toppino che era solita indossare, insieme da una minigonna cortissima color argento da cui era impossibile non intravedere il perizoma ed un paio di stivali con i lacci che la rendevano ancora più alta di quello che già non fosse.

Stavo già attraversando la strada per andarle a parlare quando gli si avvicinò una macchina che mi portò a rallentare immediatamente il passo e sperai che non salisse cosa che per fortuna avvenne. A quel punto affrettai il passo e mi ci trovai di fronte e gli chiesi con lei con lo sguardo basso sempre a messaggiare con il telefonino:”Ciao, sono senza macchina”.
“Sì, ti vedo spesso la sera che cammini lungo la strada.

Se vuoi possiamo andare poco lontano. “
“Ok. Va bene”.
“Allora seguimi che per questa sera sei il mio ultimo cliente. “
Si alzò e si incamminò per una strada in salita dall’altra parte del marciapiede. La seguivo a poca distanza soprattutto per ammirare quel bellissimo sedere e ci fermammo dopo neanche un centinaio d metri in un piccolo spiazzo nei pressi di un cancello dove poco lontano c’erano delle luci per illuminare un campo di calcetto con la sua insegna accesa che vedevo sempre dalla strada.

“Senti ti devo chiedere un’altra cosa… vedi a me piacciono solo le donne… ma… insomma… e che ho una fantasia… mi piace… ecco… quando… “
Alzò lo sguardò ed iniziò a fissarmi con un aria un pò scocciata.
Allora posi per terra il mio zainetto e tirai fuori una busta contentente un asciugamano dove era avvolto lo strap-on e glielo mostrai.
“Ti piace forse prendere nel culo quel cazzo finto?”
“Sì”
“E ci voleva così tanto per dirlo? Ma credi di essere il solo? Non hai idea a quanti piace e al confronto delle cose strane che mi chiedono questa è normalissima.

Certo ti costerà di più”.
“Allora ti aggiungo anche un’ulteriore extra però voglio un bel servizietto”.
“Ci penso io, amore”.
Rimasi a guardarla mentre lo indossava e il mio cazzo che era già barzotto si era ancora di più ingrossato alla vista di tale bellezza.
Era lì davanti a me con quel cazzo che gli spuntava da sotto la minigonna quasi a fare capolino. Mi si avvicinò ed io le misi le mani sul sedere per tenerla ancora di più vicino e cominciò a sbottonarmi qualche bottone della camicia e mi strinse i capezzoli tra le dita.

“Allora che facciamo? Ti spogli o restiamo a vedere la luna?”
Mi sbottonai i pantaloni ed abbassai le mutande e rimasi con il cazzo dritto di fuori.
“Non stai messo male, pensavo che ti piacesse prenderlo dietro perchè ce l’avessi piccolino. Sei sicuro che vuoi essere inculato?”
Annui con la testa.
“Che cos’altro ti piace? Scommetti che indovino?” continuò sempre stringendomi i capezzoli con le dita,”scommetto che ti piace sentirti dire che sei un rotto in culo mentre ti scopo? Ho indovinato, vero?” disse ancora stringendo più forte i miei capezzoli ed aumentando la mia
eccitazione, “oppure che sei una troietta?” disse ridendo.

“Come lo sai?”
“Ti ripeto che non sei mica speciale, bel ragazzetto? Allora che facciamo te lo prendo un pò in bocca oppure…?
Non gli feci finire la frase che mi ero già abbassato per leccarglielo.
“Bravo leccamelo tutto. Forza. “
Mi teneva la testa ferma con le mani ed iniziò a scoparmi la bocca.
“Avrei dovuto saperlo che eri pure un ciucciacazzi. Guarda come lo lecchi bene. Ma sei sicuro che ti piace solo la fica? Secondo me sei un grosso bugiardo e fai i pompini a tutti i tuoi amici.


“No ti giuro. A me piace solo la fica. “
“Sei un grosso bugiardo ma adesso vediamo se riesci a prendermelo tutto in bocca” disse spingendomi il cazzo fino in gola.
“Bravissimo, ma puoi fare di meglio” e me lo respinse nuovamente tutto dentro per due o tre volte.
“E adesso leccami anche le palle. Forza sbrigati” disse prendendomi per i capelli.
Continuai a spompinarglielo ancora per qualche minuto quando mi disse:”E adesso alzati e girati.

Appoggia le mani in avanti e lascia fare a me. “
“Aspetta, metti il lubrificante sul cazzo”
“Ma quale lubrificante, avrai preso talmente tanti cazzi che ormai è un tunnel dell’autostrada”. disse un po’ ridendo.
“No, aspetta ti prego”
“Ma quale ti prego, ti voglio sfondare il culo!!!” mi disse decisa guardandomi un po’ a muso duro e dandomi uno schiaffo.
Rimasi in silenzio e mi misi a pecora girando il viso per vederla.

“Bravo. Devi fare quello che ti dice la padroncina” iniziando a sbattere il cazzo sul sedere
“Dimmi che lo vuoi. Te lo voglio sentir dire, bel ragazzetto”
“Dammelo, ti prego”
“Cosa? Non ho sentito”.
“Ti prego, mettimelo dentro. “
“Ma allora sei proprio un frocetto?”
“No, non sono frocetto”.
“Lo vuoi nel culo e non sei un frocetto?”
“No, non lo sono”.
Mi guardò in modo molto malizioso, mi appoggiò la punta del cazzo sul buco del culo ed iniziò a spingere ma l’assenza di lubrificante rendeva difficile la penetrazione.

“Mettici giusto un po’ di saliva. Forza che adesso te lo rompo!!!”
Feci quello che mi disse e mi aggrappai forte alle sbarre del cancello davanti a me stringendo le labbra.
“CAZZZZOOOOOOOOOOO……. “
“Non mi dire che ti ho fatto male perchè non ci credo”
Me lo aveva spinto tutto dentro e rimase ferma giusto il tempo per farmi riprendere.
Poi cominciò ad andare su e giù e quel dolore cominciò piano piano a trasformarsi in piacere e più lei aumentava la velocità e più il piacere cresceva.

Cominciai ad ansimare…
“Guarda che faccetta che hai. Stai godendo vero?”
Non risposi ma il mio respiro era più chiaro di qualsiasi sì.
“Rispondi frocetto!!!”
Continuai a non rispondere e il mio respiro si faceva sempre più ansimante poi lei fece una cosa tanto semplice quanto inaspettata.
SLAP… SLAP…
Cominciò a sculacciarmi il sedere.
“RISPONDI TROIETTA!!!”
SLAP… SLAP…
“SI’… CAZZO… ANCORAAAA…. “
SLAP… SLAP…
“DAI SCULACCIAMI…”
Possibile che nessuna ragazza con cui ero stato non me lo aveva mai fatto?
SLAP… SLAP…
“DAI ANCORA… PIU’ FORTE DAI…”
Ora capivo perchè alle ragazze piace tanto essere sculacciate quando vengono scopate alla pecorina.

“Ti piace essere sculacciata brutta troietta vero?”
“Si, è fantastico, continua…”
SLAP… SLAP…
Mi stava sbattendo come una cagna.
“Dai prendilo tutto. Godi zoccola…”
Sentivo il sedere farsi tutto infuocato per quante sculacciate avevo preso ed il suo cazzo che mi entrava tutto fino a riuscire a sentire le palle.
SLAP… SLAP…
“COSI’ DAI… CONTINUA AD INCULARMI…”
“E’ COSI’ CHE LO VUOI… E’ COSI’ CHE VUOI ESSERE SBATTUTA…”
SLAP… SLAP…
Poi sentii dei rumori…
Tentai di tirarmi su e ricompormi ma lei mi fermò.

“Tranquilla puttanella, sarà solo la mia collega che è andata a pisciare dietro la siepe”
“Non sarà il caso di smettere finchè la tua amica non va via?”
“Perchè ti vergogni? Lo stai prendendo in culo peggio di una puttana e ti vergogni? Ma non ci penso nemmeno. “
SLAP… SLAP…
“Ma si può sapere che cosa stai facendo? Ti ho sentito urlare mentre stavo con un cliente poco più giù” sentii dire dalla sua amica che ormai era proprio vicino a noi.

“Non lo vedi? Mi sto inculando questa porcellina”.
Girai la testa all’indietro per quanto mi fosse possibile per vederla in viso mentre l’altra continuava a scoparmi.
Era un pochino più bassa, aveva i capelli dello stesso colore ma li aveva lisci e meno lunghi con la frangetta para sulla fronte, alla Cleopatra tanto per intenderci, indossava poi un paio di pantacollant neri che portava con l’elastico rivoltato, una camicetta bianca annodata sulla pancia dove aveva un piercing sull’ombelico.

Era forse meno appariscente rispetto alla sua amica ma sempre comunque molto carina.
Poi le sentii che ridevano e che si scambiavano commenti nella loro lingua.
“Che cosa vi state dicendo?”
“Che cazzo te ne frega? Pensa a godere puttanella che non sei altro”
SLAP… SLAP…
All’improvviso si fermò e tirò fuori il cazzo:”Guarda che culo rotto che ha. “
“Chissa quanti ne ha presi?” disse l’altra ridendo.
“Dai rotto in culo rimettiti dentro il cazzo e scopami.


Me lo rimisi dentro ed iniziai a muovere il sedere all’indietro.
“Guarda come gli piace. Dai muovi il culo”
Le sentivo parlare e ridere
SLAP… SLAP…
Poi la sua amica si mise quasi davanti a me e si abbasso gli slip facendomi vedere la sua fichetta.
“E questa ti piace? Oppure vorresti che avessi un bel cazzone da spompinare?”
“M-I P-I-A-C-E L-A F-I-C-A” risposi quasi sillabando anche perchè ero sempre più stremato da questa fantastica inculata.

“T-I P-I-A-C-E L-A F-I-C-A” mi ripeterono per prendermi in giro scoppiando poi a ridere entrambe.
“Hai visto che cazzo duro che ha? E’ talmente eccitato che gli sta addirittura uscendo un po’ di sborra. Amore vuoi che te lo spompino?”
“Sì… ti prego prendimelo in bocca”
“Vediamo quanti soldi hai nel portafoglio. Ma hai solo questi? Sei un poveraccio, ma per chi mi hai presa? Con questi al massimo posso farti una sega.


Ero in preda di queste due puttane. Ne avevo una che aveva ripreso a pomparmelo forte nel culo ed un’altra che mi faceva una pippa.
“Eccolo prendilo tutto. Stai godendo troietta, vero?”
“Dai sbattimelo più forte…”
SLAP… SLAP…
“Non ne hai ancora abbastanza troietta che non sei altro?”
SLAP… SLAP…
“Ti piacerebbe che ti sborrassi in bocca puttanella?”
“Sì, tantissimo”.
“E allora vieni che sto venendo”
Tutto durò pochi secondi. Mi girai istintivamente e mi misi sotto di lei in attesa con la bocca aperta come se dovesse venire veramente mentre io nel frattempo sborrai sul serio in modo esagerato sulla mano della sua amica che immediatamente dopo me la mise tutta in bocca e si pulì il palmo sul mio viso.

Ero lì fermo con la bocca e la faccia piena del mio sperma e sentivo le risate delle due ragazze.
“Non azzardarti a sputarla o a mandarla giù. Hai capito?”
“Dovresti guardarti allo specchio. “
“Aspetta che ne ho uno nella borsetta” disse l’altra.
Mi guardai e vidi la mia faccia tutta sporca di sborra che mi colava anche dalla bocca.
Rimasi immobile, intontito da tutta quella situazione, mentre una si toglieva lo strap-on e l’altra si risistemava alla meglio.

“Dai andiamocene, lasciamo questa troietta da sola”.
“Noi ce ne andiamo puttanella. Ti sia piaciuto il servizietto?”
“La prossima volta andiamo a casa tua tutte e due e continuiamo la festa…”
Le sentii allontanarsi e solo allora mi alzai stremato ed esausto ed iniziai a pulirmi ingoiando il mio sperma ma il sapore mi resto in bocca fino a casa.
La storia è ormai giunta alla fine, resta solo da aggiungere solo che come avrete intuito la puttana del titolo ero io.

.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *