LA NINFETTA E QUEL BUCO NEL MURO – 2a parte

INTRODUZIONE:
Sono Italiano, di madre americana, sono del '69, 1,84 x 85 kg, atletico, molto dotato come vedete da foto, in lunghezza e larghezza, e completamente circonciso (nato a Detroit, Michigan).

Nella vita ho sempre fatto lavori e attività che mi mettevano al centro dell'attenzione, specialmente femminile, come il bagnino, l'istruttore di sci e di sub, il gestore di un karaoke, e via dicendo.

Ho avuto quasi 1000 donne nella vita, tra storie serie e donne per 1 sera; e di alcune racconterò la storia, sperando vi piaccia.

Graditi commenti, sono tutte storie vere.

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Questa è una storia vera, come del resto tutte le mie che ho postato e che posterò. 7

– SECONDA PARTE – (a grande richiesta e come sempre una storia vera).

(segue da LA NINFETTA E QUEL BUCO NEL MURO)

La mattina dopo ero in spiaggia, Gabri era sotto l'ombrellone con suo padre che leggeva il giornale e la madre che prendeva il Sole.

Il fratellino giocava sul bagnasciuga e il fratello Daniele era con me sulla mia postazione di “vedetta”.

“Ieri sera penso sia andata bene, vero?” Disse quasi senza farci caso

“Si, è andata bene, sono stato bene con lei e te fai male a parlarne male, è una brava ragazza…”

“Si, certo… Ma dai! Le sue mutandine ieri sera erano letteralmente INTRISE di roba! Ma a chi vuoi prendere in giro, ciccio? Ve la
siete spassata…”

“Ancora le vai a prendere le mutandine per annusarle?? Ma dai… Sara' ora che la finisci, no?”

“Forse…Dopo che mi avrai pagato il dovuto per la mia collaborazione alla tua scopata di ieri sera, e a quelle future, se ci tieni!”

“Ok, ok… Dammi un paio di giorni e riusciremo nell'impresa, vieni con me…”

Scendemmo dalla postazione e ci dirigemmo verso il mio stanzotto da bagnino.

Entrammo.

“Ok, adesso vedi se riesci a mettere il tuo piselletto nel buco, vedi se ci arrivi di altezza e se ci passa bene…”

“Ora???”

“Eh, che vogliamo fare? Arriviamo li e poi non ci passa, o sei troppo alto, o troppo basso… Dopo che m'invento?”

“Va bene dai… proviamo ma non ce l'ho in tiro…”

“Eh beh, dai smanettatelo un pò, giusto per vedere se ci passa…”

Si voltò verso il buco, si calò il costume, lo smanettò per un pò poi provò a ficcarlo nel buco…

“Ci passa, sporge per un bel pezzo dall'altra parte, anche se ce l'ho mezzo moscio ora…Penso che si possa fare…”

“Ok, dai rivestiti…”

Uscimmo.

Il muru era spesso sui 2,5-3 cm non di più, pensai che ce l'aveva piccolo se aveva avuto dubbi.

Ci sedemmo ai tavoli del bar dello stabilimento dove venne a portarci 2 the freddi Aurora (già presentata come la figli 18enne del
proprietario), ci sorrise e se ne andò ancheggiando un bellissimo culetto nel suo costume rosa.

“Cazzo, e quella? Te la sei fatta?”

“Non ancora… Ma l'estate è lunga” gli risposi

“Beato te, io col fisico tuo le ciulerei tutte, cazzo!”

“Aho, ma che sei un drogato sessuale?? ahhahaah “

Ridemmo insieme.

Arrivò a quel punto Sandra, la mia amica della comitiva. Effettivamente oggi la guardai sotto un'altra luce, s'era messa un bikini
più trasgressivo, aveva un bel seno e il costume sotto aveva un bel bozzo di peli che non avevo mai giudicato e che mi intrigò parecchio,
come ancora oggi, alla mia età matura, ancora fa, quando vedo che il costume da bagno di una donna si gonfia per i riccioli di pelo
sul pube, mia passione…

“Ah, Sandra… Sandraaa” la chiamai

“Si, ciao Piero, dimmi…”

“Sandra, conosci già Daniele? E' di Varese, simpaticissimo ragazzo…”

“No, ciao piacere Sandra”

“Piacere, Daniele…”

“Sei di Varese? “Le chiese Sandra “E ti fermi molto qui in Versilia?”

“Fino alla fine dell'estate, diciamo…”

“Ah, fico, allora sicuramente ci vedremo qualche volta in giro, qualche sera…Hai una comitiva?”

“Io? Ehm…no, veramente no…”

“Ma dai? Allora unisciti a noi, no? “

“Ma…Io…Si, perchè no, dai stasera vi raggiungo…”

“Ok, non mancare eh? Sennò m'offendo!”

“Ok…Va bene..ciao!”

E Sandra, sorridente e splendente per il suo colpo inferto, se ne andò ancheggiando provocante tanto che anche io mi chiesi come mai
non l'avevo battezzata ancora…

“Aho, cazzo…Simpatica l'amica tua!”

“Si, lei è veramente forte…”

“Bene, vabbè, torniamo a mia sorella… Quando shitta il piano?”

“Tra due giorni, ok?”

“OK…”

E se ne andò a casa, io immaginavo a spararsi qualche altra sega pensando alla sorella.

Quel pomeriggio lo passai sulla mia postazione, a giocare con Gabri, della quale, ammetto, mi stavo veramente innamorando e nonostante
sia sempre stato un pò porco e aperto a tutto, il pensiero di fregarla come il piano prevedeva mi cominciava a scocciare e quello che
veramente volevo trombare (in senso puramente lato, sono ETERO totale), era invece il fratello perverso segaiolo.

Quel pomeriggio, sul tardi, mi venne a salutare Jimmy, il “vu'cumprà” senegalese che spesso si affacciava in spiaggia.

Un amico caro, gentilissimo, simpaticissimo, preso e catapultato a vendere occhiali e orologi finti per mandare 2 lire alla madre e ai fratelli
a Dakar.
Parlavamo spesso di calcio, lui gran tifoso di pallone, io appena infarito sulla cosa.

Appena se ne andò, salutandomi, arrivò Gabri…

“Ma a te ti vogliono tutti bene?” esordì…

“Cioè?”

“Tutta la gente che hai intorno ti vuole bene, ti sorride…si vede che sei un grande…E io so che sei molto “grande” ..ahahahha”

E si portò la mano davanti alla bocca mentre rideva, per coprirsi… Com'era tenera…

Ridendo le dissi

“Si ma contro Jimmy sicuro perdo, è senegalese, molti di loro sono mega dotati…”

“Dici??”

“Eh penso di si…”

“Cazzo…non lo avevo mai visto sotto sto punto di vista… Però ora che me lo dici ha un bellissimo fisico, anche un bel sorriso…”

“Ma che ci stai pensando?” chiesi provocando

Lei mi rispose con una strana smorfia della bocca e degli occhi, che sembrava dire “mah…chissà…” con complicità…

Mi si era già mezzo indurito al pensiero…

“Gabri….

“Si…?”

“Prendi, questa è la chiave del mio stanzino…” e gliela tirai…Era appesa a una boa di una rete da pesca, come portachiavi e per
non perderla in acqua…

“Ma che ti prende voglia così…?” disse ridendo…

“Si, vero…vai, entra senza farti notare da nessuno, e chiuditi dentro, tra poco busso io prima 3 volte poi 2 e allora apri… Capito bene?”

“Si, capito bene, sei un piccolo porcellino te…” e ridendo si avviò…

Ero un grande porcellino, in verità…

Andai ai tavoli del bar dove si era seduto Jimmy e mi sedetti vicino a lui.

“Jimmy ma te hai una ragazza?”

“Io, no amico… Ce l'avevo in Senegal, ma chissà ora dov'è e con chi… “

“E quant'è che manchi dal Senegal?”

“Uhm…4 anni ormai…”

“E in Italia niente…?” e feci il segno per indicare la scopata

“hahaahah no amico, niente… Mai…”

“Ok, ho un regalo per te, oggi, aspetta qui…”

Presi al bar una granita all'amarena, mooooolto rossa, e presi dai calzoncini la chiave della cabina ?”…

Andando verso di lui, gli versai l'amarena addosso…

“Oddio, amico, scusa perdonami…” mi disse “ho versato tutta la tua amarena…”

“Jimmy, scusa te amico mio, l'amarena era per te, ma ti regalerò qualcosa di meglio”

Lui mi guardò senza capire…

“Il tuo regalo ti aspetta alla cabina 01, eccoti la chiave, entra senza farti notare e chiuditi dentro…
Quando sei dentro, togli i pantaloni bagnati e appendili ad asciugare vedrai che in 5 minuti si asciugano, intanto mentre
aspetti, vedrai che il vetro è attaccato al muro con 2 ganci, staccalo piano e poggialo di lato”

“Ma, veramente…non so…” provò a contestare…

“Fai come ti dico, fidati, poi mi ringrazierai…”

Si alzò, prese il suo banchetto viaggiante di occhiali e orologi e si diresse verso la 01, lo vidi entrare e chiudersi dentro.

Corsi al mio stanzino. Feci il segnale e mi aprì Gabri.

Cazzo, era nuda… Una visione.

Chiusi e bloccai la porta, faceva molto molto caldo, eravamo in penombra.

La baciai, le leccai il collo e le presi subito le coscie con le mani e la tirai a me. Ce l'avevo già durissimo, lei lo sentì…

“Cazzo, Paolo, penso a lui da ieri sera…”

“E' tuo amore, ma oggi faremo una cosa ancora più porca, che ci darà tantissimo piacere…”

“Cosa, amore?”

Non risposi, la girai e la feci poggiare al muro.

Mi inginocchiai e le infilai di forza la lingua nel buchetto dietro che era pulitissimo e aveva anche un pò di odore di umori, un odore forte,
che mi faceva impazzire…

Leccai per qualche minuto, alternando culo e fica e lei gemeva, tremava e graffiava anche il muro. Altri pochi minuti e sarebbe venuta
come la sera prima…

Mi fermai, mi alzai, la baciai sparandole la lingua in gola per farle sentire il sapore della sua fica e del suo culetto meraviglioso.

Spostai le sdraio dal muro e liberai il buco nella parete, arrivava una forte luce da dietro.

Le feci segno di stare in silenzio, ci abbassammo a guardare, si vedeva vicinissimo al buco un ragazzo di colore in shorts.

Lei fece una faccia assurda! Si voltò a guardarmi era bianca! Le feci cenno di si con la testa…

Le bisbigliai all'orecchio

“Apri la bocca amore, avvicina la bocca al buco e spingi la lingua nel buco cosìcchè esca dall'altra parte e resta così…”

Mi guardò un attimo, poi mi sembrò di vedere una luce nei suoi occhi e capii che aveva capito il gioco…

Sorrise come a dire

“Cazzo, che porco che sei…” e poi lo fece.

Si sistemò con la bocca e la lingua come gli avevo chiesto. Quando fu li, pronta, bussai piano sul muro per attirare l'attenzione di Jimmy.

Sentii poi un sospiro, Jimmy aveva visto la bocca e la lingua e aveva capito.

Sentii dall'altra parte del muro armeggiare con la stoffa e capii che lo stava tirando fuori.

Poi un attimo di silenzio e una voce sottovoce

“Amico…posso…?”

E sottovoce risposi

“Vai Jimmy, goditela tutta…”

Dopo 2 secondi vidi le guance di Gabri ferme attaccate al foro che da piatte e liscie si gonfiavano e capii che lui le aveva spinto il suo
cazzone nero in gola.

Vidi la sorpresa di Gabri e poi vidi che gli occhi le si chiudevano a fessura e cominciava a succhiare forte…

La sentivo respirare forte… Le piaceva. Una sua mano si prese un capezzolo e cominciò a strizzarlo.

Ce l'avevo così duro che mi dovetti togliere tutto da dosso. Ero lì, nudo, solo in ciabatte, con il cazzo duro dritto davanti a me.

Presi Gabri per i fianchi e le sollevai il culo, leccai di nuovo culo e fica, poi sistemandomi dietro, glielo sparai in fica.

Lei sussultò, gemette… Sentivo anche i gemiti di Jimmy che arrivavano dall'altra parte e sapevo perfettamente perchè, visto che lei lo aveva
succhiato anche a me, sapevo perfettamente quanto fosse brava e a cosa si andava incontro mettendoglielo in bocca.

Lei se lo cacciò di bocca, lo strise nella sua manina senza smalto e lo menava lento su e giù, tutto bagnato di saliva.

Fu li che si voltò e mi baciò mentre la scopavo lento, mi ficcò la lingua in bocca che sapeva anche del cazzo di Jimmy e mi disse sottovoce

“Sei un porco maiale, ma ti amo da morire, mi fai realizzare tutti i miei sogni e capricci erotici senza essere geloso, sei l'uomo per me,
ti voglio bene, maiale…”

“Anche io te ne voglio Gabry, sei favolosa, l'amante perfetta, quella con cui fare tutto ciò che mi passa per la testa…”

“Adesso leccami il buco del culo come sai fare te, poi piano piano puoi provare a metterlo che ho capito benissimo che sei un malato del
culo da come lo lecchi bene…ma fai piano sennò se mi fai male rischio per il dolore di mordere il cazzo del tuo amico!”

Ridemmo sottovoce.

Intanto segava Jimmy che aveva un bel cazzo nero lungo e largo, che passava appena dal buco anzi secondo me strusciava e si escoriava.

Lei cominciò a lavorarlo con i colpetti di linguetta da serpente all'attaccatura della cappella nera e lucida, gonfia, come aveva fatto con me
e sapevo che lui era nel paradiso del suo dio Allah, in quel momento.

Le leccai il buchetto bene, la bagnai di saliva, spinsi dentro anche 2 dita bene in fondo che tornarono fuori appena appena sporche e questo mi eccitò
anche di più e poi piano piano spinsi dentro la mia cappellona.

Lei respirava forte ma non smetteva di leccare l'asta e la cappella di Jimmy.

Spinsi ancora e riuscii a infilarne metà. Mi bastava. Cominciai a pompare vigorosamente.
Aveva le chiappe perfette, dure, sode, qualche peletto piccolissimo intorno al buchetto, peletti che stavano ricrescendo segno che se li era
rasati.

Lei si mise in bocca il cazzo di Jimmy che sentii apprezzare la cosa, gemendo dall'altra parte…

Per qualche minuto andammo avanti così, io che pompavo il culetto, lei che muoveva e pompava con la testa e una sua mano si accarezzava il clitoride
da sotto e lambiva le mie palle…

Poi lei cominciò a sussultare, pensai che Jimmy le stesse sborrando in gola, invece era lei che stava venendo!

Si tolse il cazzone nero dalla gola giusto per dire

“Siiiiiii…non ti fermare cazzo Paolo…spingimelo nel culoooooo….

oddio…sto venendo anche da li…..oddio…..cazzoooooooooooooo…. vengo….
vengoooooooooooo siiiiiiiiiiiiiiiii”

E si contrasse e scosse furiosamente.

Contraeva così tanto lo sfintere anale che era come se mi stesse segando col muscolo del culo e questo per poco non mi fece venire all'istante, cazzo,
ragazzi, bellissimo…

Si fermò, respirò, continuando a segare Jimmy mi disse sottovoce

“Amore mio, non ero mai venuta da li, l'avevo fatto una volta sola e faceva più che altro male…Allora sei proprio te, sei l'uomo giusto per me…”

“Spero di si, Gabry, ora succhialo forte dai…che non resisto ancora molto così…”

A un tratto Jimmy respirò forte e gemette, stava per venire, lei si mise con la bocca e la lingua di lato e gli fece l'ultima parte della pompa
a labbra aperte di lato, a fargli una sega con le labbra e la linguetta che saettava ovunque.

Jimmy venne fortissimo, partirono i primi 2-3 fiotti di sborra che colpirono le sue spalle e la mia pancia, finendo anche sul suo culetto, poi
lei dopo i primi schizzi lo mise dentro la bocca e se lo ripulì tutto, facendolo finire di venire e prendendo in bocca le ultime goccie di sborra
che lui le versò…

Poi lei si alzò, si inarcò verso di me, mi baciò e mi spinse con la lingua in bocca il resto del seme di Jimmy dicendo

“E' il minimo che ti spetta, visto è opera tua, anche te devi avere la tua parte…”

Quel sapore forte e viscoso in bocca mi stordì, non l'avevo mai fatto e mai lo rifeci in vita mia, ma in quell'istante liberai
l'intero contenuto delle mie palle gonfissime nel culetto di Gabry, affondando quasi tutto l'obelisco dentro di lei, preso da un raptus di
piacere incontrollabile…

“Cazzo…Troia…vengo vengo…vengooooooooo….

tieni…prendiiiiiiiiiiiiii…. tutto dentro di teeeeee…. ahhhhh …. siiiiii”

E mi svuotai…

Lei si alzò, mi baciò…

“Grazie, porco, ti amo…. “

“Anche io…. “

Rumori di gorgoglìo provenivano dal suo culetto che stava rigurgitando fuori parte del litro di sborra che le avevo sparato nel profondo
dell'intestino e le colava, ormai non più bianchissimo ma sporco, lungo le coscie…

“Cazzo che casino Paolo… Mi hai allargata da morire ma che piacere! Ora mi devo lavare però, mi hai scavato così profonda che ho la tua sborra e
anche “altro” che cola…che vergogna…”

E divenne rossa…

“Non ti vergognare Gabry, è normale…dai fatti la doccia poi ti aspetto fuori…”

Io mi sciacquai la faccia e il cazzo nel lavandino e poi uscì…

Feci appena in tempo a vedere Jimmy che da 30-40 metri si voltava verso di me e mi salutava con il gesto del saluto militare, accompagnato da
un grandissimo sorriso di gratitudine…

“Facciamo le prove tecniche di inculatio” spuntò Daniele all'improvviso…

“Si”, dissi scocciato… “Ci avviciniamo a grandi tappe al tuo sogno…Oggi è stata brava, perciò penso che non avremo problemi…”

“Bene, ciccio…Meglio…Abbiamo un patto…Ricordatelo”

“Me lo ricordo…fidati…”

E me ne andai, già pregustando il finale…

– FINE SECONDA PARTE – (come sempre una storia vera).

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