La mie storie (20)

In questi giorni ero indecisa su quale ricordo raccontarvi. Un po’ per la verità rileggendo nel blog i miei racconti, non vi nascondo che più di 1 volta sono arrossita. A leggerli 1 dopo l’altro sembra che io abbia avuto effettivamente 1 vita sessuale molto movimentata. In realtà al di là del periodo universitario, non è che di sesso ne abbia fatto tantissimo. Allo stesso tempo però più va avanti la mia ricerca di ricordi, più saltano fuori cose che avevo completamente dimenticato.

Così assolutamente per caso il weekend scorso ho incontrato per strada 1 mio vecchio compagno di classe insieme alla moglie e figli. Non ci vedevamo da parecchi anni anche perché si è trasferito a Roma. Abbiamo chiacchierato amabilmente e poi ci siamo salutati. Tornando a casa mi è venuta in mente che per qualche mese siamo stati per così dire fidanzati e successe 1 episodio che ha aperto i miei ricordi.
Era il quarto anno del liceo, ed il mio rapporto con la scuola era davvero bello; uscite, amici insomma come credo per molti di voi, sia stato 1 dei periodi più belli della vita.

Verso la fine dell’anno si instaurò 1 sorta di simpatia con 1 mio compagno di classe con il quale per 4 anni che era stato poco o niente. Si scherzava, si chiacchierava insomma c’era 1 simpatia reciproca. Lui era il classico ragazzo che avrebbe potuto fare tantissimo ma non studiava per niente. Scapestrato, scombinato era il disordine in persona. Ad 1 festa ricordo che ci fu anche 1 bacio ma niente di più. Arrivò l’estate ed io andai, credo per l’ultima volta (prima di cominciare le vacanze in solitaria) al mare con i miei genitori e mio fratello.

Sapevo che lui e la sua famiglia forse avrebbero affittato 1 appartamento dalle parti mie, ma a quei tempi quando si chiudeva la scuola, per 3 mesi abbondanti si chiudevano anche i rapporti con la maggior parte dei compagni di scuola. 1 mattina mi ricordo che me lo ritrovai sotto l’ombrellone. Aveva incontrato mia madre che lo aveva mandato al nostro lido. Un po’ effettivamente fui sorpresa, d’altra parte io lo legavo indissolubilmente alla scuola, ma la maggior parte dei miei amici di vacanza ancora non erano arrivati.

Il feeling che avevamo in classe a dire il vero si era mantenuto così tra 1 chiacchiera e l’altra salimmo insieme verso casa. Lui disse che avevano affittato in 1 parco non lontano da casa mia (il paese è piccolo e quindi le distanze sono irrisorie). Mentre camminavamo tranquilli se ne uscì con 1 frase tipo “Francesca ma quand’è che mi fai 1 pompino?” Lo guardai stupita ma ricordo che con tranquillità gli risposi “anche adesso, andiamo a casa tua”.

Lui mi guardò con 1 faccia esterrefatta, non credeva che gli avrei risposto così, a pensarci adesso, all’epoca ero un po’ sbarazzina, mi piaceva sorprendere soprattutto i maschietti, volevo dare l’ impressione di quella sicura (cosa che non ero affatto). Entrammo in casa ed eravamo soli, ci sedemmo sul letto e lo tirò fuori. Piano piano con la mano cominciai a muoverglielo in quando non fu tutto diritto. Era bellissimo, a distanza di tanti anni lo ricordo ancora come 1 degli uccelli più belli che abbia mai visto (la forma e le dimensioni dei membri maschili mi hanno sempre incuriosito).

A differenza sua che era sempre spettinato, disordinato nel vestire, il suo uccello si ergeva perfetto, diritto grosso ma non esagerato e senza tanti peli intorno. Mi abbassai e cominciai a succhiarglielo, ricordo ancora il sapore del sale marino che aveva addosso. Lui con 1 mano sotto mi toccava 1 tetta, qualche minuto e con l’aiuto della mia mano lo feci venire. Presi 1 fazzolettino mi pulii e gli dissi “contento adesso?” Lui sorrise e mi mise 1 mano sulla coscia come per volermi restituire la cortesia, ma in quel momento rientrò sua madre e suo padre che mi salutarono con sorpresa non sapendo che anch’io villeggiassi lì.

Tornata a casa, mi resi conto che quel ragazzo mi piaceva più di quanto potesse apparire. Quella sua sfacciataggine nel farmi quella richiesta, mi aveva colpito favorevolmente. Io sono sempre stata 1 che deve essere stupita per avere attenzione. Così il giorno dopo lo andai a cercare io. Era in compagnia di ragazzi che aveva conosciuto la la sera prima, ci parlammo un po’ ma che ebbi come l’impressione che non avesse piacere della mia presenza.

Me ne andai un po’ arrabbiata, ma d’altra parte mi resi conto che era proprio il suo modo di fare, così come a scuola. Per qualche giorno non ci vedemmo, finché 1 mattina presto bussò a casa mia chiedendomi se avessi voluto fare 1 giro con lui sul gommone. Io un po’ gliela feci pagare, facendo finta di tentennare, lui però mi sgamó subito, mi chiese scusa per l’atteggiamento che aveva avuto e naturalmente io come ogni ragazza (purtroppo) accettai senza problemi anche perché ero attirata dalla gita.

Per la verità credevo che ci fosse anche la famiglia sua, invece mi resi conto che eravamo da soli. Tardona come sapete lo sono sempre stata, ma stupida no, capii subito le sue intenzioni e gliele feci presente, ma poiché a dirla tutta ricordavo ancora con piacere il suo bell’uccello, dopo averlo preso un po’ in giro salii sul gommone. Ci facemmo 1 giretto e poi ci buttammo al largo per 1 bagno. Appena risaliti sopra senza dirmi niente mi tolse la parte superiore del costume sfilandomela da dietro, dopo un po’ di schermaglie eravamo stesi 1 sull’altro.

Scopammo e poi tornammo a riva. Mi ero divertita tanto, ma fu solo l’inizio di 1 paio di settimane (più o meno il tempo in cui rimase ) in cui passammo quasi tutto il tempo a cercare il modo di fare sesso. A quell’età gli ormoni maschili sono parecchio esuberanti, ma sappiate che anche noi femminucce proviamo certi bollori, soprattutto da ragazzine. Così la mia cabina al mare diventò 1 sorta di alcova dove appena potevamo, andavamo.

Per la paura di essere scoperti, facevamo a turno i rapporti orali. A pensarci oggi credo che sia stato il primo a mettermelo in mezzo alle tette. Un po’ con la bocca, un po’ con le mie tettone, il risultato era sempre 1 lavaggio di sperma abbondante (a quell’età la produzione è copiosa, come sapete bene). I fazzolettini di carta facevano il loro dovere, poi si usciva come se nulla fosse.
Una delle ultime sere mi disse che aveva casa libera, dopo cena andai da lui e come sempre succedeva tra noi neanche il tempo di salutarci e si finiva sul letto come due conigli a fare sesso.

Non è che fosse particolarmente articolata la cosa, lui mi allargava le cosce e nel giro di un minuto, massimo due veniva in maniera molto esuberante. Poi cominciavamo a giocare io con il suo uccello e lui con le mie tette in quando non gli tornava duro. Mentre eravamo intenti a fare i nostri giochini, stavo praticamente con il suo uccello mezzo in bocca quando, di nuovo sentimmo aprire la porta. Neanche fossi una ladra, finii tutta nuda sotto al letto e dovette aspettare una ventina di minuti che i suoi genitori si ritirassero nella loro stanza da letto.

Dopo di che però in silenzio ed al buio continuammo a divertirci per un’altra mezz’oretta.

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