la mia padrona di casa 4

Avevo smesso di farmi le seghe e quando avevo desiderio c’era lei sempre pronta e disponibile. Mi preparava il pranzo e mentre io mangiavo la facevo infilare sotto il tavolo per sollazzarmi l’uccello. A un certo punto non capii più se lei era diventata la mia amante o io il suo toy boy. Il livello della nostra attività sessuale continuò a sollevarsi così la nostra complicità. Un pomeriggio mentre eravamo a letto ragionavamo sulla qualità del suo guardaroba e della biancheria intima.

Per non parlare delle scarpe che più di tutto erano inadatte alla sua nuova vita. Decidemmo di uscire a fare shopping e, considerate le risorse a disposizione andammo in un enorme negozio cinese della zona. Fu un vero divertimento scegliere, provare ed acquistare capi che poi avremmo utilizzato per i nostri giochi. Andammo oltre il tacco 12, con pochi euro potemmo comprare decoltè di vernice, stivali tronchetti da vera troia di strada e per un euro l’uno dei fantastici perizomi microscopici.

Trovammo un intero reparto di capi sexy come guepiere con reggicalze e catsuit a rete con l’apertura in mezzo alle gambe, babydoll e negligè trasparenti per tutti i nostri giochetti. Perfino un grembiulino e una crestina da maid che non vedevo l’ora di farle indossare. Nella sua vita Maria non aveva mai indossato cose simili e neanche mai viste. Con poco più di 100 euro ci rifornimmo anche di minigonne e vestitini attillati che a malapena coprivano il suo grande culone.

A casa iniziò lo spettacolo, io sceglievo e abbinavo i capi e lei si preparava per il nostro trastullo. Non sapeva camminare con i tacchi a spillo e dovette allenarsi mentre io ero a lezione. Le imposi di allenare anche il culo scegliendo ortaggi e banane con le quali rendere pronto ed accogliente il suo sfintere. Presto la casa diventò il regno del piacere, zeppo di indumenti e accessori da porno shop.
La mattina, si svegliava prima di me per vestirsi da cameriera sexy e portarmi la colazione a letto.

Decoltè nere lucide, autoreggenti a rete e completino da maid per risvegliare il mio uccello con un bel pompino.
Le avevo imposto di farsi un bel clistere per prepararsi alla penetrazione anale anche perché una volta sfondandole il culo aveva dovuto ripulirmi il cazzo con la lingua e poi io non volevo condom e lei preferiva farmi venire dentro.

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