IO E LE CALZE VELATE

Un muro di cemento armato divide la mia camera da letto da quella del mio vicino di casa. Un muro che nel silenzio della notte sparisce magicamente e trasforma le due camere in un unica e grande stanza del sesso. Perché dico questo vi chiederete, presto spiegato: si sente tutto !!! E con tutto intendo soprattutto i gemiti di lei quando lui la scopa con tale irruenza da farle gridare AIUTO!!!! Un urlo soffocato, quasi sussurrato, ripetuto continuamente, ma così chiaro che sembra provenire da ogni parte della mia camera rimbombando di parete in parete.

In sostanza oltre a tenermi sveglio per più di un ora e farmi morire di invidia , mi fa supporre che lui,mister trombatore, sia o molto bravo o molto ben dotato!!! Lei l’ho vista poche volte, non abitano assieme, lui vive solo, una bella coppia sulla 40ina, giovanile, che fanno le ore piccole, tornano a casa anche alle alle 4 del mattino, chiaramente un po’ ubriachi, visto il casino che fanno! Ma va bene così, una volta a loro, una volta a me, vivi e lascia vivere.

Con lui ci ho parlato un paio di volte, un uomo molto maschile, simpatico, bel sorriso, direi un bel tipo. Della serie ciao, ciao, quando ci incrociamo ma niente più.. ok, finite le presentazioni, ora inizio il racconto , o la commedia come preferite, giudicate voi. Venerdì scorso ero solo in casa , verso le quattro non sapevo che fare e decido di mettermi un paio di calze nere auto reggenti velate e farmi qualche foto da postare qui , vedi la mia ultima galleria, e mi spoglio tutto nudo e solo con le calze inizio a farmi qualche foto col cellulare usando l’autoshitto.

All’improvviso suonano alla porta. Insistentemente. Corro verso il citofono e lo prendo in mano ma per il panico non so come premo il tasto del cancelletto del mio giardinetto, e chiedendo chi è al citofono non ho avuto risposta, se non il rumore del cancello che si chiude. Guardo dallo spioncino ma non vedo nulla, allora apro leggermente la porta per dare uno sguardo più completo fuori, ma stando attento di non farmi vedere da qualcuno, vi ricordo che indossavo solo le calze.

Non vedo nessuno, ma appena credo di sentire dei passi non faccio in tempo a chiudere la porta che mi appare davanti lui, il TROMBATORE!!!!!! Tengo appena appena la porta aperta e mi nascondo con tutto il corpo dietro di essa, tranne la faccia che credo di colore bianco , trova il coraggio di accennare un sorriso e gli dico ” ciao, cosa succede?”. Lui visivamente agitato mi dice che è rimasto chiuso fuori di casa senza chiavi e aveva un fornello acceso e mi chiede se gli posso prestare il mio cellulare per chiamare la sua ragazza e farsi portare un mazzo di chiavi.

Cazzo, CAZZO, CAAAZZZZOOOO! Come faccio ora? Il telefono era in camera dove stavo facendo le foto!!! Ok calmati, Guerrino calmati. Digli qualcosa, inventati una soluzione. Lui cercava di entrare e non capiva il motivo del mio comportamento così esageratame schivo. Gli dico ” ok, tu aspettami qua che vado a prenderti il cell , ma non ti muovere ok?”. Pensando di avere il tempo di mettermi un paio di pantaloni della tuta e una maglia, non gli sbatto la porta in faccia per educazione e vado a fare quello che dovevo, ma appena mi giro lui entra in casa dicendo” scusa ma sono in maniche corte e fuori fa freddo”.

Sento la porta che si chiude e poi il SILENZIO!!!!! Lui era in casa mia e io ero di spalle a un paio di metri da lui col addosso solo un paio di calze!!! Non ho coraggio dì girarmi, ero pietrificato, e gli mostravo il mio bel culo peloso. Pensavo , ti prego di qualcosa tu per primo, io non riuscivo a proferire parola. Un silenzio che mi è sembrato interminabile, ma che in realtà durò pochi secondi, perché lui dopo una breve risata disse con voce amichevole ” certo che a te piace stare parecchio comodo a casa tua”! A quel punto ormai come si dice colto in fallo e colpevolmente rassegnato mi giro e gli rispondo ” in realtà non sono poi così comode sto calze, mi tira l’elastico e mi sono un po’ strette.

Comunque ti chiedo scusa per figura di merda che sto facendo e se ti ho messo in imbarazzo, vado in camera ti prendo il cell così mi vesto”. Lui in modo molto serio e con voce maschia mi dice ” in realtà credo che l’unica cosa dovresti indossare sarebbe un paio di scarpe col tacco a spillo, saresti perfetto”. Lo guardo per capire se mi stava prendendo per il culo, o se era sincero.

” non ho scarpe coi tacchi e comunque non ci saprei camminare “. ” e chi ha detto che devi camminare? Le indossi e ti metti a pecora sul letto, impazzisco per le calze i tacchi e i culi in carne da troia come il tuo!!”. Cosa???? Il TROMBATORE mi vuole trombare? Gli dico secco” ci penserò, se compro le scarpe ti faccio sapere ok?”. Intanto vado a prendere il cell e glielo porto.

Lui fa la sua telefonata e poi mi dice” pensaci seriamente, non sto scherzando, ti do una trombata che te la ricordi per tutta la vita!!! “. Oh cazzo, domani vado a comprarmi le scarpe!!! Ho pensato subito!!!! E involontariamente mi si rizza il cazzo, che per la vergogna fino a quel momento si era ritirato più che poteva. Lui se ne accorge subito e mi dice ” vedo che la mia proposta ti eccita, e non poco!!! Beh anche io sono eccitato al solo pensiero , guarda” , e tira fuori il cazzo dai pantaloni.

Duro, imponente, dritto, grosso, di una lunghezza sopra la media. La puttana eccome se godeva a farsi trombare, maledetta altroché aiuto urlavi!!!! ” beh ora l’hai visto, se lo vuoi procurati quello che ti ho detto e ti spacco il culo, non ho solo un gran cazzo ma ti assicuro che lo so usare molto bene”. Mmmmmmm, mi sono morso la lingua, ma volevo dirgli che lo sapevo eccome, ma l’ho salutato e lui mi ha ringraziato ed è uscito di casa.

Sono rimasto a pensare per tutta la serata a quello che era successo, ripetendomi nella testa ogni singola parola, rivedendo ogni suo sguardo e sorriso sornione. Non ho raccontato nulla a Gianni quando è tornato dal lavoro all’una di notte, stanchissimo. Siamo andati a dormire. Lui russava, io ripensavo eccitato al pomeriggio appena passato. Ho un sonno leggero soprattutto se pensieroso. Alle tre circa sento chiaramente rientrare a casa lui insieme a lei. Un po’ brilli, tra qualche battuta e risata , vanno a letto e lui se la tromba!!!!!! Ma questa volta ci mette più impeto e passione tanto che sento lei dirgli Stasera mi vuoi rompere ? Che hai?’ E lui le dice zitta e fammi sentire che godi!!!! Credo che si sia fatta sentire in tutto il quartiere, tanto che ho pensato che qualcuno sentendo urlare aiuto così forte chiamasse la polizia!!!!! Ok bastardo, hai voluto istigarmi, punzecchiare la troia che è in me? Adesso sono cazzi tuoi!!! Il mattino , aspetto di essere solo, prendo la macchina e vado in un famoso negozio di scarpe a prezzo basso, e cerco finché trovo un décolleté tacco 13 nero in vernice numero 42.

Ho il 43 ma che me frega, mica ci devo fare la maratona, e per 30 euro erano perfette. Torno a casa, eccitato, le provo, strettissime ma cascasse il mondo piuttosto mi taglio le dita dei piedi mi devono andare!!!! A quel punto guardo nel parcheggio e la macchina di lei non c’è. Metto le calze , mi vesto , le scarpe in una borsa e vado a suonare il campanello del porco. Insisto e dopo un po’ mi apre il suo cancelletto.

Arrivo fino alla porta e mi apre e mi fa entrare. In boxer, nudo, stava ancora dormendo. ” che fai qua a quest’ora?”. ” beh sono le 11 del mattino, capisco che è sabato, ma visto che non ho chiuso occhio pensando alla tua proposta, eccomi qua!!! “. Lui si fa una risata e dice” non vedevi l’ora di prenderlo in culo sto cazzo eh???? Brava troia, hai preso le scarpe?”. ” certo , ho già le calze sotto , che vuoi fare?”.

” dai andiamo in camera , mentre mi do una lavata di faccia tu preparati e mettiti sul letto a pecora”. Eseguo tutto alla perfezione e mi metto in posizione. Lui entra in camera e appena mi vede tira un Porco …. segno che apprezza! Mi guarda, mi accarezza il culo, tocca i tacchi , fa apprezzamenti pesanti , da maschio, con voce dal tono volgare. Mi dice” sei perfetto!!! Rimani così, non ti muovere “.

E si posiziona sul letto davanti a me a gambe larghe seduto rilassato, cazzo ritto, si accende una sigaretta e mi dice” fammi sentire come te la cavi con la bocca , se sei all’altezza di farti trombare come dico io”. Ah vuoi sfidarmi? E sfida sia!!! Gli tiro una pompa che in vita sua se la sognava , senza interrompere mai di succhiare quel dono che la natura gli aveva dato se non per leccargli i coglioni pelosi qualche minuto per poi tornare sul cazzo sempre più duro e grosso, e non ascolto nemmeno quello che dice, tanto ero concentrato sul mio lavoro.

Ero così sicuro di me che mi prendo pure il vezzo di non usare mai le mani ma solo il mio strumento migliore, la mia bocca al completo!!! Tanto che , in uno dei tanti momenti che la sua cappella era in fondo alla mia gola sento un getto caldo scendermi nell’esofago e poi ancora riempirmi la bocca. Mister macho ha sborrato? Così all’improvviso? Sono bastati 20 minuti , forse meno, e ho vinto la prima battaglia ? Non faccio una piega e continuò a succhiare finché non rimane traccia del suo sperma, pulito, come nuovo, il cazzo si rilassa.

” allora? Sono stato all’altezza?”. Mi guarda, ancora con gli occhi lucidi , estasiati, come se avesse toccato con un dito il paradiso. Sorride , non lo dice ma mi manda a fan culo con lo sguardo. ” non credere di avere vinto tu, si certo una battaglia, ma non la guerra!!! E siccome ahimè sei la persona più all’altezza che ho mai avuto il piacere di ospitare nel mio letto, che a questo punto abbiamo decretato essere il nostro campo di battaglia, ora lasciami qualche istante per riprendere le forze, impugnare la mia spada e usare ogni freccia del mio arco, perché non mi piace perdere, e solo se riuscirò a farti venire senza usare le mani come hai fatto tu allora sarà se non altro un pareggio.

Ma se riesco a farti implorare pietà perché io smetta, avrò vinto io la guerra!! Ci stai?”. ” io da qua non mi muovo!”,rispondo!!!. Allora lui si alza, esce dalla camera, va in cucina, a rifocillarsi credo, e dopo dieci minuti torna. Io non mi sono mosso di un millimetro. Lui mi accarezza il culo , le calze, lecca prima le mie scarpe, poi il mio culo. Con avidità lo divora, usando denti, lingua, la barba ispida, mi sputa sull’ano e lo allarga con le dita.

Si sputa sulla cappella e la appoggia sul mio buco bello inumidito e rilassato e di colpo affonda la sua spada fino in fondo e mi ferisce, mi fa male, ma non glielo faccio capire. Inizia così la sua raffica di colpi, subito forti, duri, continui!!!!! Io decido che godo in silenzio, non un gemito, non un affanno. Lui non apprezza il mio silenzio, anzi si infastisce! ” dai cazzo, non fare lo stronzo, finché si scherza ok, ma mi piace sentirti godere!!!”.

Non so perché ho detto quelle parole, non per dispetto, ma cominciai a dire AIUTO, AIUTO, AIUTO!!!! Lui si bloccò all’istante e mi urlò ” perché cazzo dici quella parola? Dove l’hai sentita? Mi stai forse prendendo per il culo o peggio stai sfottendo la mia donna?” Fu inutile ogni tentativo di giustificarmi, lui ormai era incazzatissimo! Scappai via prima di prendermi un pugno in faccia. In casa mi sentii un idiota, ma sono fatto così, uno stronzo figlio di puttana.

Non cambierò mai. Unica nota positiva è che da una settimana non mi sveglio più, evidentemente le metterà un fazzoletto in bocca o peggio non la trombera’ nemmeno! Ma io mi sento molto più riposato!!!!.

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