Il lento scivolare di una coppa verso gli abissi

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Capitolo 10

Arrivata la macchina in aeroporto le schiave furono costrette a tirare fuori i bagagli dalla macchina. Le valigie pesavano quasi il doppio di loro e quasi le faceva cadere anche e soprattutto per i tacchi da dodici centimetri che il loro padrone Peter le aveva costrette ad indossare.
Una volta estratte le valigie dalla macchina furono costrette a portarle dentro in aeroporto, la scena era esilarante un uomo Peter che si faceva portare i bagagli da delle donne le sue schiave.

Per Ivana l’umiliazione fu veramente devastante anche perché la gente le insultava in continuazione, la maggior parte a bassa voce, ma qualcuno anche ad alta voce. La cosa che più la umilio fu una donna che disse:”vengono su donne con sempre meno dignità non gli basta accompagnarsi a vecchi bavosi, ma gli fanno anche da serve per quattro soldi”, Ivana avrebbe voluto reagire, ma sapeva benissimo che se le avesse fatta sarebbe stata punita con una severità e umiliandosi ancora di più fece finta di non aver sentito.

Per fortuna il check fu una cosa breve avendo Peter prenotato in prima classe.
Montate in aereo Ivana e le sue compagne si resero conto che era stata prenotata tutta la prima classe il che le terrorizzò un po’, infatti pensavo che il peggio per loro sarebbe avvenuto una volta a disposizione, mentre probabilmente avrebbero subito qualcosa anche nel corso del viaggio, però per fortuna il trattamento loro riservato durante il volo non fu così tremendo come avevano temuto fosse, quando avevano visto che Peter aveva acquistato tutta la prima classe.

Peter per prima cosa le presentò voi siete Ivana, Francesca, Marta, ma dal momento che vi abbiamo affittato siete diventate solo degli a****li al nostro servizio, siete state sottoposte tutte alla prova della castità forzata e so bene che nella condizione in cui siete sognate grandi cazzi di notte e vi basta poco per bagnarvi, ma siete state sottoposte a questa prova perchè dovete capire che la possibilità di godere non è più nella vostra disponibilità, ma è e rimarrà nella disponibilità del vostro padrone.

Peter mise quindi nelle passerine di Ivana, Marta e Francesca degli ovetti vibranti che manovrava con un telecomando wi fi e usò sapientamente il dispositivo per tenerle eccitate e bagnate, ma senza farle godere nel senso che faceva vibrare gli ovetti a velocità lenta e quando vedeva che le sue schiave stavano per venire spegneva il dispositivo, questo supplizio durò un oretta praticamente fino a che arrivarono a destinazione.
Una volta arrivati a destinazione anche qui le schiave vennero costrette a portare i bagagli nell’auto che avrebbero utilizzato per arrivare nella villa di Peter subendo le stesse umiliazioni che avevano subito.

Arrrivate a destinazione Peter disse alla schiave che dovevano essere lavate o meglio igienizzate e una volta spogliate le legò mani e piedi in giardino e con la gomma dell’acqua gelida le lavò e con ghigno sarcastico disse pure oltre ad avervi lavate l’acqua gelida vi ha anche raffredato i bollenti spiriti e resisterete meglio alla castità.
Nel pomeriggio vennero portate al Mare furono vestite con bikini e costume bianco, una cosa abbastanza insolita, infatti Ivana pensava che sarebbero state costrette a frequentare una spiaggia di nudisti e non una spiaggia normale, ma poi capì il perchè la castità forzata aveva fatto diventare le loro passerine molto sensibili a qualunque stimolo e quando dei bei ragazzi le puntavano l’eccitazione arrivava puntuale e dato il colore bianco del costume si vedeva pure tra la loro vergogna.

Verso le sette tornarono insieme al loro padrone nella villa, quella notte era stato loro ordinato di dormire nude nello stesso letto e di non pensare di toccarsi a vicenda dandosi piacere perchè sarebbero state scoperte. Le ragazze però osservarono che non c’erano telecamere né sui muri, né sopra il letto, né sotto e guardandosi in faccia si dissero:” ma si ragazze lesbichiamo un po’ e finalmente godiamo qui non c’è niente in questo caso l’aguzzino è stato tanto fumo e poco arrosto”

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