Il gusto del potere 2

Parlando un po’ della mia famiglia, sono figlio unico, i miei all’epoca erano molto ricchi, mio padre aveva diverse aziende, le aveva costruite con astuzia, cinismo e cattiveria, creando un impero abbastanza importante, caratterialmente è un tipo duro, anche nella vita privata, non cattivo ma ciò che voleva lo otteneva, con le buone o cattive, ovviamente ora nella vecchiaia è un po’ meno esigente, mia madre invece è una persona docile e ubbidiente a mio padre, attenta e amichevole con tutti, dolce e amorevole con me, io sono cresciuto molto ribelle, viziato e con il tempo ho acquisito le doti di mio padre, anche se nel lavoro lui si è sempre impegnato molto ed io invece solo per esigenza, mia madre e chi avevo attorno imparò che per un quieto vivere doveva lasciarmi fare ciò che volevo.

Quando ero piccolo vivevamo in una villa molto grande, avevamo la signora Gina, una donna di mezz’età, che aiutava con le compere e in cucina, poi c’era Lucia, una mora ventenne molto bella, che orfana di padre, sua madre in difficoltà chiese a mio padre di assumerla, lei si occupava delle pulizie e alcune commissioni, avevamo per alcune ore o qualche giornata un giardiniere, Ugo curava i prati di tutte le villette in zona, suo figlio Paolo era un mio coetaneo, ci conoscevamo a scuola, abbiamo approfondito la conoscenza ogni qual volta suo padre, non sapendo dove lasciarlo, quando la madre aveva lavori da eseguire, faceva pulizia a chiamata, se lo portava appresso e gironzolava da una villetta all’altra, poi si stabiliva sempre da me, era un bambino buono e accettava tutto ciò che proponevo di fare.

Io ero molto particolare, a quattordici/quindici anni ero sfrontato, irriverente e mi piaceva leggere nel volto delle persone l’imbarazzo, facevo molti scherzi e avevo capito che essendo cresciuto mostrarmi nudo metteva in disagio le persone, così in casa, e non solo lì, mi facevo trovare spesso come mamma mi ha fatto, non avevo come molti dei racconti, un cazzo e un fisico esagerato, tutto normale, ma comunque mi difendevo e non risultavo anonimo, mia madre mi dava sempre un buffetto, un bacio e mi invvitava a vestirmi, lo stesso per Gina, invece Lucia che ora aveva 24 anni, scherzava e diceva che ero bello e di stare attento che qualche donna se mi vedeva un pensierino lo faceva, alle volte me lo menavo un pochino per dargli quella consistenza un po’ importante, non duro ma neanche così floscio, ma quando arrivava Lucia spesso ero così eccitato da non servire la segatina veloce prima, ma dopo si.

Mi piaceva Lucia, gli chiedevo di mostrarsi un po’, prima negava ridendo poi ho incominciato ad offrirle denaro e pian piano ci sono riuscito, una tetta, poi entrambe, in mutandine e reggiseno, che oramai era il suo abbigliamento per farmi la camera, ed io con il cazzo duro guardavo.
Oramai pensavo solo al sesso, mi piaceva pensarlo, mi piaceva il genere femminile, avevo sorpreso più volte mio padre scopare la mamma, mi piaceva il suo metodo nel sottometterla mentre la usava per il suo divertimento, non lo so se veramente lei si divertiva, ma lo sguardo di lui era fierissimo, quando gli sborrava in viso, quando la inculava selvaggiamente, quando la scopava a missionario e con le mani torceva i capezzoli delle sue bellissime tette, in tutti questi momenti il suo viso trasmetteva felicità, prepotenza e soddisfazione, capii che questo era sesso vero.

Un giorno venne mia madre a cercarmi, entro in camera chiamadomi, le gridai che ero in doccia e di venire, apri la tendina e mi mostrai a lei mentre mi insaponavo, lei come al solito imbarazzata sbiacicava alcune frasi che non ascoltavo nemmeno, intanto fissava il mio cazzo e io continuavo ad insaponarlo, con alcuni movimenti che erano simili alla sega, le chiesi se era normale che avevo voglia di segarmi pensando alle donne nude, diventò rossa peperone, lei disse di si, ma concule con impegnarmi a studiare invece, io allora presi il cazzo e incominciai a menarlo con calma, dicendo “se è normale allora ne ho voglia, scusami mamma” “ ma Ale sei grande non puoi questo davanti a tua madre” “perchè, chi decide cosa sia giusto fare, ho letto la corrispondenza e-mail tra te e quel signore di Udine, molto piccante e tenera la vostra relazione, intanto continuavo a menarmelo e oramai era molto duro, “sei uno screanzato a controllare la posta di tua madre, eppoi non faccio nulla di male” “ allora non ti dispiacerà se ne parlo con papà vero” “ no ti prego, non capirebbe, è solo un gioco e nulla di più” “ non mi ronpere i coglioni allora e continua a fare la brava mammina, ora esci altrimenti ti sborro in faccia” lei non disse nulla e usci.

Il giorno dopo dissi a mia madre, che avevo ordinato, a nome suo, un pacco su internet, pagato con la sua carta di credito, la solita preoccupazione nel suo viso non sapendo cosa avrei comperato, il pacco arrivò, mi chiese di cosa si trattava, la invitai in camera mia a vederlo tra mezzora, quando venne le presentai scherzosamente la mia ospite, una bambola gonfiabile trasparente, non la classica color rosa, le dissi che si chiamava come lei, nella disperazione o perchè in quel momento non sapeva cosa dire balbettò “a cosa ti serve”, “siediti mamma” lei disperata lo fece, avevo già il cazzo normalmente duro e lo affondai nella bambola, con la trasparenza della plastica naturalmente non si celava nulla, anzi tutto era evidente, “ti piace il mio giochino, guarda come entra il mio cazzo dentro, lo vedi come trapana questa bambola” lei si teneva le mani sulla faccia escudendo gli occhi che osservavano un membro virile ed eretto che entrava ed usciva su quel canale plasticato che simulava una vagina, stantuffai per un po’, non molto a dire il vero, in quel periodo tutte le cose nuove mi procuravano forte eccitazione e scarsa durata, tolsi il mio cazzo e sborrai in faccia alla bambola, insultandola e chiamandola per nome, appunto come mia madre, alla fine caddi lungo il letto stravolto, “ti è piaciuto lo spettacolo mammina” ero soddisfatto e mia madre senza proferir parola uscì mestamente.

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