il cazzo di stefy

Sulla soglia dei 40 cambiare gusti sessuali è un bel trauma!
Tutto iniziò tre anni fa. Dirigevo una piccola società che si occupava tra le altre cose di tecnologie informatiche.
Con la crisi la piccola attività imprenditoriale finì prima del tempo e mi ritrovai a sfruttare le mie capacità di tecnico informatico solo come hobby e per arrotondare, trovando lavoro in un’azienda metalmeccanica.
Cosi, in un noto sito internet, pubblicai annunci online per realizzazione siti web e ristrutturazione di esistenti.

Un giorno mi chiamò una ragazza che quasi sottovoce chiese:”Pronci chiamo per l’annunci” – era chiaramente brasiliana. Da quell’italiano stentato capì che la ragazza voleva un sito web. Cercai di spiegarle che bastava aprire un blog con le tante piattaforme gratuite ma non riuscivo a farmi capire.
Per cui optammo per un incontro: ci trovammo in un bar poco distante dal centro. Davanti a me, seduto al tavolino, si avvicinava sculettando una stangona in jeans strettissimi, tacco alto, sorriso sgargiante ma connotati nel viso che non lasciavano spazio a dubbi.

Appena presentati, dal timbro emesso, non più sottovoce, non ebbi difficoltà a capire: si trattava di un transessuale di nome Stefania. Non ho pregiudizi di sorta, ma qualcosa mi diceva che stavo solo perdendo tempo, per cui la ascoltai senza troppa attenzione e cercai di spiegarle che di solito realizzo siti per attività imprenditoriali, e non siti personali. “Allora ancora più facile per te, mio solo sito massaggi”. Mi spiegò che era laureata, che aveva già acquistato il dominio e pubblicato il suo blog personale ma aveva difficoltà a mettere online una fotogallery dinamica con le sue foto personali.

Il suo sorriso e la semplicità con cui mi dimostrava che non ci fosse nulla di male mi convinse in poco tempo. Accettai di aiutarla, e – aggiunsi subito – visto che praticamente era già tutto fatto e che era molto simpatica, non le avrei chiesto alcun compenso.
Andai a casa sua la sera stessa. Tipico palazzone-condominio con decine di appartamenti, abitava al sesto piano. Entrai in questo appartamento piccolo dove fui avvolto da un odore di fritto nauseabondo.

Sulla sinistra la cucina, un po’ sporca ed in disordine, in mezzo un corridoio buio con il bagno e a destra la camera da letto al contraria profumatissima ed in ordine, con un lettone enorme, la scrivania con il suo pc e tantissimi pelouche. Ci sedemmo e mi mostrò il sito web. Presi nota di password e dell’occorrente e le promisi che in due-tre giorni avrei creato una modulo predisposto per inserire le foto e visualizzarle dinamicamente con flashplayer.

Il resto del sito era abbastanza “casto” con lievi riferimenti a momenti di piacere, ma per il resto era una sorta di blog con riflessioni personali, descrizioni di massaggi e testi di canzoni romantiche.
A lavoro finito la contattai, e mi diede appuntamento per il giorno dopo. Giunto a destinazione, una fragranza esotica inondava la casa, in camera musica bassa e soffusa: mi spiegò che aveva appena finito un massaggio ad un amico.

Seduta accanto a me ascoltava le mie istruzioni, mi guardava quasi incantata ed io quasi mi chiedevo come possa esserci un uomo dietro quelle grazie cosi femminili, soprattutto quando caricammo insieme le sue foto sulla fotogallery creata. Erano un po’ sgranate e di bassa qualità, ma – lo ammetto – molto eccitanti e non volgari. Terminato l’upload, le consigliai di caricare con la procedura illustrata, foto di qualità migliore. Fu li la sorpresa: “Me le shitti tu? ho la digitale nuova! Dai dai dai !”.

Accettai, ma con qualche perplessità. Ando a cambiarsi e quando tornò rimasi di sasso: alta, gambe lunghe e sode, autoreggenti bianche che sulla pelle mulatta facevano un effetto esplosivo. Reggiseno di pizzo con effetto push-up. Mi inventai fotografo, ma le sue pose erano, di foto in foto, inevitabilmente più eccitanti e provocanti. Evitavo volutamente di guardare le sue mutandine, in cui notavo un rigonfiamento tutt’altro che contenuto. “Mi fai qualche nudo?” – “non è il caso” risposi prontamente quasi balbettando.

Scoppiò a ridere e ignorando la mia osservazione, si levò le mutandine.
Non avevo mai visto un transessuale nudo. E soprattutto non mi aspettavo un cazzo cosi grosso. Enorme. Grande almeno quanto il mio – che modestamente ho una gran bella dotazione. Era in tiro: allargò le gambe e con la mano iniziò a menarselo lentamente. “Fammi qualche foto dai”. Volevo scappar via, ma uno sfarfallio allo stomaco mi suscitava emozioni per me inedite.

“Mai preso in bocca un cazzo?” iniziò a provocarmi anche verbalmente. “No, e neanche mi interessa” risposi bruscamente. E lei, con l’occhio furbo balzò dal letto con questo spadone in tiro, si avvicinò lentamente e mi disse:”alora perche sei eccitato?” – mettendo la sua mano nel mio pacco. Ero cosi in tilt che non mi ero accorto che avevo il cazzp in tiro. “Sei cosi da quando mi sono tolta le mutandine”, mi fece notare.

“Siediti dai”, disse ridendo, e come se fosse la cosa più naturale del mondo me lo mise davanti agli occhi e portò le mie mani sui suoi glutei sodi e tondi. “Toccami il cazzo, non morde”, disse, ed io scoprì che toccandolo, avevo toccato il punto di non ritorno. Sentivo il sangue bollire dentro di me e come se fosse un desiderio represso da cinquant’anni esplose in me una voglia mai provata prima. Lo presi in bocca ed iniziai a succhiare quel cazzo enorme, bollente che pulsava.

Sembravo impazzito, lo divoravo voracemente, lo portavo in fondo fino in gola…mi spinse sul letto e mi spogliò…iniziammo un sessantanove da capogiro. Scoppio in una risata di gusto quando provava a cambiar posizione e io mi aggrappavo e me lo riportavo in bocca: “te lo rido’ promesso,ma ora ho voglia di essere inculata…” Un paradiso…Dopo avermi coperto si impalò ed iniziai a scoparla col suo cazzo in tiro che ballonzolava davanti a me…avevo la bava alla bocca, non mi interessava altro! Per distrami si piegò su di me ed iniziammo a limonare come due innamorati: esplosi dentro al preservativo…non credo di averne mai fatto cosi tanto.

Usci con grazia e femminilità: era stupenda con queste cosce lunghissime e questo cazzo duro come il marmo. La spinsi verso di me e ripresi a succhiarla…ero cosi infoiato che quando sentii il salato dello sperma aumentai il ritmo. Mi venne in bocca, e fu cosi avvolgente che notai di nuovo il mio cazzo in tiro. Ci trovammo distesi uno accanto all’altra, esausti, ma felici e con tanta dolcezza, quasi per ringraziarmi, riprese a limonare con me, con la mia bocca piena del suo sperma.

Ripresi i sensi, l’imbarazzo fu inevitabile, ma questa creatura meravigliosa seppe come smorzarlo invitandomi a fare una doccia insieme.
Mi innamorai di lei, del suo cazzo, e scoprì che la sessualità se vissuta senza schemi e tabu regala emozioni a qualsiasi età…Fu solo il primo di tanti incontri ed avventure…che presto vi racconterò!.

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