Il capo cantiere-prima parte

Di fronte a casa mia c’è un albergo-ristorante che durante certi periodi dell’anno ospita squadre di operai edili per lo più della bassa Italia che vi soggiornano perche la ditta per cui lavorano ha preso un appalto qua in zona e vi rimangono fino al termine dei lavori. Mi capita spesso la sera di vederli seduti fuori in strada a bere birra e fumare. Alcuni sono veramente dei gran maschi!! Del genere che piace a me, grezzi, barbuti, panzoni, pelosi, fumatori e in astinenza da sesso da settimane.

Nel mio paese non c’è una zona dove battono le puttane. E per loro farsi un avventura diventa impossibile, anche perché una donna per quanto zoccola sia ha gusti diversi da un gay zoccola quanto loro , come sono io. Questa estate c’era un gruppo di operai di una ditta campana che ha alloggiato in albergo due mesi. Maggio e giugno. Saranno stati una quindicina, qualcuno dopo una settimana tornava al proprio paese, e veniva sostituito da qualcun altro.

Insomma un bel via vai di maschi arrapanti sotto casa. Il capo cantiere è rimasto per tutto il tempo. Ho capito subito che era il capo di tutti perché se qualcuno faceva casino lui era subito pronto a metterlo in riga e spesso alzava la voce e loro gli portavano rispetto. Cazzo, come non portare rispetto ad un uomo come lui!!! Ogni volta che lo vedevo sotto casa mi faceva ribollire il sangue!! Alto 1,80, spalle larghe, tarchiato, bella panza tonda e soda ma non esageratamente grossa, era sempre in pantaloncini e camicia aperta con canotta bianca sotto, ciabatte e birra in mano e sigaretta in bocca.

Un uomo maturo, sulla cinquantina, capelli quasi rasati e barba da fare, brizzolato, peloso dalla testa ai piedi. Quelle gambe completamente ricoperte di pelo di un bel colore grigio scuro mi facevano impazzire. Fatto sta che non so se il motivo era perché io lo guardavo sempre e lui se ne era accorto fin da subito, ricambiava il mio sguardo , e non so chi dei due lo ha fatto per primo, ma abbiamo cominciato a salutarci.

Ogni volta che ci si beccava sotto casa ci si scambiava un ciao e un sorriso. Questo per un paio di settimane. Una sera , tornando dal lavoro, erano circa le 18. 30 , ho parcheggiato la macchina quasi davanti all’albergo su quel lato della strada e sono sceso e me lo sono trovato davanti , era seduto su uno dei tavolini fuori che fumava ed era solo, forse gli altri erano in camera a lavarsi prima di cena, l’orario mi ha fatto pensare a questo, e l’ho salutato come al solito , aspettandomi un suo saluto e niente più.

Invece mi ha fermato e mi ha chiesto se abitavo sull’attico difronte all’albergo. Gli ho risposto di sì indicando con la mano verso l’alto casa mia. Era la prima volta che mi fermavo a parlare con lui, e oltre a notare il blu dei suoi occhi ho notato anche la grandezza del suo pacco sotto un paio di pantaloncini cortissimi e stretti. Era un bel vedere davvero, un maschio perfetto in ogni senso, fisico, voce, sguardo, atteggiamento.

” deve essere un bel l’appartamento, particolare, la sera con le luci accese si intravvede la scala, il soppalco, le travi a vista. Io lavoro nell’edilizia e ho visto tante case, la tua mi incuriosisce e ogni volta penso chissà come deve essere fatta ” mi ha detto con una cadenza dialettale tipica delle sue parti che mi ha talmente eccitato da rispondergli senza pensarci su ” se vuoi venire su a vederla non ci sono problemi, anzi mi fa piacere.

“. ” ma non so, non vorrei disturbare”, ” disturbare chi? Sono solo fino a mezzanotte , il mio coinquilino lavora , ci sono solo io , ti offro una birra “. Dentro di me speravo accettasse, anche se la possibilità di fare sesso sapevo che era remota. Ma se c’è una cosa che ho imparato nella vita è che non si deve mai dare nulla per scontato!! ” dai salgo con te ora ma giusto dieci minuti che poi ho la cena coi colleghi”.

Evvai!!!! ” dai vieni allora!”e ci siamo avviati verso casa mia, abbiamo attraversato la strada, e siamo entrati nel vicolo dove c’è il portone del mio palazzo. L’ho aperto e prima di entrare nell’androne lui ha buttato via la sigaretta che era quasi finita lanciandola a terra con un gesto così virile che ancora me lo ricordo!!! ” non c’è l’ascensore, dobbiamo fare tre piani a piedi” gli ho detto chiudendo il portone alle nostre spalle.

” nessun problema , vai avanti tu che io ti seguo ” mi ha subito risposto. Ho fatto le scale con lui dietro senza dire una parola, finché non siamo arrivati al mio pianerottolo. Ho aperto la porta di casa e l’ho invitato ad entrare. Tralasciando la parte della visita guidata all’appartamento e i suoi apprezzamenti, gli ho chiesto se voleva una birra. Lui mi ha risposto di sì e si è messo comodo sul divano in sala , a gambe larghe e braccia aperte appoggiate allo schienale.

Era uno spettacolo per i miei occhi! Dopo aver preso due birre dal frigo in cucina, ho sentito la sua voce dalla sala che mi diceva” immagino non si possa fumare in casa, vero?”. E io affacciandomi dalla cucina gli ho risposto” certo che puoi fumare, fumiamo anche noi , c’è il posacenere sul tavolino”. Ho aperto le due birre e mi sono diretto in sala e lo vedo prendere un pacchetto di marlboro rosse dal taschino della camicia e prendere una sigaretta dal pacchetto direttamente con la bocca.

Dopo avere acceso la sigaretta appoggia il pacchetto sul tavolino dove io appoggio le due birre e mi siedo sulla poltrona di lato del divano girandola un po verso di lui in modo da averlo quasi difronte. Di nuovo gli guardo il pacco e lui se ne accorge perché afferrando la birra in mano con l’altra si gratta le palle e resta a gambe larghe e si lascia guardare. Che uomo! Di un eccitante pazzesco!!! Birra in mano, sigaretta in bocca, inizia a farmi qualche domanda, prima sul mio lavoro e poi sulla mia vita.

Mentre chiacchieriamo lui si guarda in giro e mi accorgo che nota certi particolari della casa , soprammobili, libri, foto , che richiamano inequivocabilmente al mondo gay. E certo, io e il mio compagno viviamo in questa casa da dieci anni, è ovvio che ci sono le nostre cose in giro , e sinceramente non me ne sono mai preoccupato. ” così tu vivi qua con un amico , giusto?”mi chiede. ” si, abbiamo preso l’appartamento insieme e conviviamo” rispondo.

” lui è quello che ho visto insieme a te qualche volta, che ti assomiglia, con la barba e i tatuaggi? Ah sì quello in foto con te , è lui giusto?” Indicando una foto su una cornice sopra il mobile tv dove siamo io e mio moroso abbracciati. ” si è lui. “rispondo. Spegne la sigaretta e appoggia la birra sul tavolino. ” fa caldo, la birra mi fa sempre sudare, posso togliermi la camicia ?”.

” certo, fai come se fossi a casa tua”gli dico prontamente cercando di nascondere l’eccitazione con un tono di voce il più naturale possibile. ” ah beh allora mi metto comodo” e toglie camicia e canotta restando a petto nudo. Sbottona anche i pantaloni e si rimette seduto a gambe larghe spaparanzato sul divano. ” ah così sto meglio!! Ti dà fastidio?”. E io ” no assolutamente, anzi stai bene così!!!!” A quel punto ero io che sudavo, ma non per la birra!!! Lui si accende un altra sigaretta e dice con tono e sguardo serio” allora, che siete due finocchi lo so già, mi sono già informato, quindi non serve che te lo chieda, la mia curiosità è un altra.

Anche se credo di aver già capito tutto, vediamo se dei due ho beccato quello giusto”. A quel punto anche io avevo già capito tutto, ma ho fatto finta di essere un po ingenuo e gli ho detto” che cosa intendi, non capisco “. ” secondo me hai capito anche troppo bene, comunque intanto vammi a prendere un altra birra per favore e rifletti due minuti da solo e se ho ragione io , e sono sicuro di averla, sai cosa devi fare, ok? Ci stai?”.

” ci sto!!! A tuo rischio e pericolo sappilo!”gli ho risposto ammiccando e sorridendo. E lui ” vediamo chi dei due è quello pericoloso “e mi ha lanciato uno sguardo così serio e severo che in un lampo corro in cucina molto preoccupato e insicuro su quello che dovevo fare. Mi chiudo dentro. E inizio a riflettere come mi aveva detto di fare. E avevo poco tempo, sicuramente non il tempo sufficiente per interpretare tutto il suo comportamento e il suo ragionamento ambiguo.

Una cosa era chiara, sapeva che ero gay , lo sapeva già prima, e se era venuto a casa mia non era solo per vedere l’appartamento. Quindi ho pensato , sono a casa mia, di là c’è un maschio della madonna che potrebbe anche starci, e se ho frainteso pazienza, lo butto fuori di casa. Tiro fuori tutta la troiaggine che c’è in me e mi butto. Prendo una birra dal frigo, la stappo, mi spoglio completamente nudo, prendo da un cassetto una traversa da cucina , di quelle che si infilano intorno al collo e si legano in vita, il mio compagno fa il cuoco quindi sapevo che ne aveva più di una, e coperto davanti ma nudo dietro col culo di fuori apro la porta e torno in sala.

Faccio due passi e mi blocco per lo stupore : il mio ospite era dove lo avevo lasciato ma era completamente nudo!!! A gambe belle larghe con mia grande gioia e ammirazione sfoggia in totale relax i suoi gioielli di famiglia!!! Due palle grosse e lunghe di quelle che stanno sempre a penzoloni e un cazzo ancora non duro ma senza esagerare da moscio sarà stato 20 cm!!! Il tutto circondato da una foresta di pelo grigio scuro foltissima!!! Quello che avevo sperato stava succedendo.

C’era solo da giocarsela bene. Apre lui i giochi e mi dice” girati, fammi vedere dietro”. Io mi giro e giusto per mettere subito in chiaro le cose mi piego a novanta gradi e gli mostro bene il culo. Lui dice con tono fiero” avevo capito bene, qua in casa la troia sei tu!!! “. Mi alzo , mi giro, gli metto la birra sul tavolino e gli dico” ma perché , avevi forse dei dubbi???”.

” assolutamente no!!! Resta da capire quanto troia sei!!! Voglio che in un solo gesto tu mi faccia capire che tipo di troia sei!!!”. Mi stai sfidando , ho pensato. Senza indugiare oltre mi metto in ginocchio davanti a lui tra le sue gambe, prendo dal pacchetto sul tavolino una sigaretta, la accendo e gliela passo mettendogliela in bocca, scendo posizionandomi a 4 zampe con la testa vicinissimo al suo pacco, lo annuso senza toccarlo, sniffando palle e cazzo.

Poi senza usare le mani gli prendo l’uccello in bocca , non lo succhio , lo tengo solo in bocca, alzo lo sguardo e fissandolo negli occhi a bocca piena gli dico” piscia!!!”. Lui fa un piccolo cenno con la testa come a voler dire “però!” , e mentre continua a fumare sempre più da maschio, inizia a pisciare. Prima un piccolo getto giusto per farmela assaggiare e vedere come reagisco e sentendo che dopo avere ingoiato quel poco di pipì emetto un verso di piacere, tipo mmmmmmmmm, si lascia andare e mi svuota in gola tutta la vescica.

Io bevo tutto, poco importa se era buona o no, per me contava di più non perdere nemmeno una goccia, e così ho fatto. Ed era tantissima da durare quanto la sigaretta!!! Finito di pisciare lui mi guarda e compiaciuto mi dice” credo che possiamo tranquillamente passare alla fase successiva, sei la persona giusta per quello che ho in mente” e mi lascia succhiare il cazzo con questa domanda in testa: di cosa sta parlando???? CONTINUA.

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