Grazia …. il dopo aperitivo

…avevo lasciato Grazia da poche ore e mi ero recato a casa per la cena. Continuavo a pensare a come era successo tutto inaspettatamente. Mentre mangiavo qualcosa non riuscivo a farmela uscire dai miei pensieri e, tanto lei non usciva dalla mia testa, tanto io desideravo di nuovo entrare dentro di lei. Desideravo la figa , la sua bocca ma soprattutto il suo culo burroso. Il suo numero di telefono non era ancora nemmeno memorizzato dopo la sua chiamata del pomeriggio.

Guardavo la tastiera e senza pensarci troppo chiamo…. “ciao…come stai?” “Bene” rispose con voce da porca di prima categoria…. “Che stai facendo” chiesi…..”ho finito ora di mangiare e stavo per andare a letto …da sola…”. “”Se venissi da te e continuassimo il discorso di oggi?”. “Direi che mi farebbe piacere continuare quello che abbiamo lasciato un po’ in sospeso in macchina…. in un letto potremmo muoverci di più!!”. “Vengo subito…ma siccome mi dici che abbiamo lasciato qualcosa in sospeso sappi che anche per me è così, se vengo voglio qualcosa che oggi non mi hai dato….

” “Ok ti aspetto”. Salii in macchina con il cazzo che già pulsava al solo pensiero di lei. Arrivai in pochissimo, suonai e lei aprì presentandosi davanti a me con un accappatoio bianco leggermente aperto davanti dal quale facevano capolino le sue belle tette. Entrai spingendo la porta dietro di me e la strinsi passando le mie mani dietro la sua schiena. Lei iniziò subito a baciarmi con vigore facendo roteare la sua lingua nella mia bocca, mentre, con una mano mi tastava il cazzo che si stava gonfiando pulsante nei miei pantaloni.

Fece cadere l’accappatoio e chinandosi in ginocchio davanti a me liberò il mio cazzo ormai durissimo facendoselo scivolare tutto in bocca, senza esitazione, come una vera troia arrapata. Iniziò a pomparmi per bene e io ammiravo la sua bocca e la sua lingua scorrere su e giù sulla mia verga bollente. La feci alzare e le dissi che volevo provare il suo letto…. Ci spostammo in camera e come entrai la spinsi sul letto tuffando la mia faccia e la mia lingua in mezzo alle sue cosce.

Colava e io mi gustavo il suo sapore spingendo la mia lingua nella sua figa calda e bagnata. Misi le mani sulle sue tette mentre continuavo a leccare penetrare, succhiare…. Stupendo, la desideravo da morire. Mi denudai e mi inginocchiai sul letto aprendo le sue gambe e poggiandomele sulle spalle, indirizzai la mia cappella contro la sua figa bagnata e spinsi a fondo…. fino in fondo…. sbattendo le mie palle contro le sue chiappe di burro.

Continuai per un po’ a colpi violenti nella sua figa e lei ansimando “::::ancora …ancora …. di più fammelo sentire fino in gola maiale…” Mi arrapava e più mi arrapava più spingevo tutto il mio cazzo dentro di lei. “Sono venuto qui per altro le dissi in un orecchio…”. continuando a chiavarla…”cosa vuoi da me maiale stupendo…”disse stringendomi ai fianchi e facendomi restare tutto dentro la sua figa colante. “Voglio quello che mi manca per aver completato i tuoi buchetti!! “Sei un porco …non so se ….

è tanto che non lo prendo dietro…” disse continuando a stringermi e a tenermi tutto dentro di lei Sentii mentre diceva questo la sua figa contrarsi e bagnarsi ancor di più…. “Ti eccita l’idea porcona …. lo sento…” Le diedi ancora qualche colpo di cazzo nella figa e poi la girai. Il suo culo faceva bella mostra davanti alla mia faccia, le allargai le chiappe e appoggiai la mia lingua sul suo buco insalivandolo e leccandolo.

Poggia la cappella gonfia e violacea e sull’orifizio bagnato e spinsi piano piano. “No non ce la faccio…mi fai male…” io continuavo a spingere ma lei si ritraeva…”Aspetta” mi disse “…andiamo in cucina…ho del burro” La seguii tenendola per i fianchi con il mio cazzo vicino alle sue chiappe. Aprì il frigo e tirò fuori una confezione di burro, me la porse e si appoggiò al tavolo chinandosi…mi stava facendo diventare pazzo!! presi con le dita un po’ di burro e iniziai a massaggiare il suo sfintere facendo entrare prima un dito poi un altro, lei ansimava appoggiata al tavolo.

La leccai un po’ e riappoggiai il mio cazzo al so buchetto unto…. spinsi piano e sentii la cappella scivolare dentro di lei e il suo sfintere richiudersi strozzandomi il cazzo turgido. Gridò. “Piano!!” io iniziai a muovermi con leggere spinte e pian piano guardavo il mio cazzo scivolare nel suo culo…lei ansimava …passo una mano dietro le mie chiappe e spinse per farmi entrare di più “Ti piace adesso troia…. ti piace il cazzo nel culo vero…” “Siiii spingi dammelo tuttoooo!!” spinsi a fondo e tutta l’asta scivolò nel suo culo imburrato.

Cominciai a pomparla sempre più forte e ad ogni penetrazione il mio cazzo scivolava sempre più facilmente nel suo culo. La sentivo godere come una troia affamata di cazzo ad ogni colpo di verga. Mi eccitavo sempre di più e il mio cazzo era sempre più duro e caldo. Sentii la mia cappella ingrossarsi e non resistei scaricandole in culo tutta la sborra rimasta dal pomeriggio precedente. Continuai a pomparla per un po’ più lentamente ammirando il mio cazzo bagnato di sborra.

Lo sfilai dopo poco e guardai il suo culo dilatato colante di sperma, con golosità leccai, leccai il culo colante e la sua figa bagnata tenendola ancora appoggiata al tavolo che lei teneva stretto con le sue mani ai lati. “Adesso che hai avuto tutto sparirai o tornerai a farmi godere ancora…maiale!!”. Tornerò presto risposi dandole un bacio sulla bocca. Lei rispose citando una famosa pubblicità: “…. l’attesa del piacere è pur sempre un piacere”.

(continua).

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