Finalmente Valeria.

Dopo mesi di amicizia virtuale, finalmente Valeria si era decisa a incontrarmi insieme alla mia scopamica preferita, Carla, bionda, occhi verdi, 27 anni, un corpo asciutto, una terza di seno e un culo sodo come il marmo.
Invece avevo potuto apprezzare Valeria solo tramite fotografie che mostravano una donna matura, in piena forma, con un corpo da far invidia a giovani studentesse universitarie.
Valeria essendo sposata e fedele, non voleva incontrarmi, ma la mia proposta di portare con me un’amica l’affascinava, tuttavia continuava a essere chiara con me, non voleva che io provassi a toccarla, non voleva cornificare il marito che amava.

Per me era difficile acconsentire a una controproposta simile, ma accettai, sarebbe stata una situazione intrigante e poi chissà, Valeria poteva anche cambiare idea…
Ci incontrammo in un bar della città, dal vivo Valeria sprizzava sensualità da ogni poro. Lunghi capelli neri, occhi da gatta e un corpo favoloso. Mi sorrise più volte ma la sua concentrazione era tutta per Carla e si poteva notare da un miglio come la desiderasse.
Dopo qualche battuta al bar, ci recammo a casa di Valeria, il marito sarebbe stato fuori tutto il giorno per lavoro e potevamo disporre della casa fino a ora di cena.

Erano ancora le 10 del mattino, la casa di Valeria era piena di sole e il salone aveva un comodo divano con due poltrone. Le due donne si sedettero sul divano mentre io mi sedetti sulla poltrona.
Valeria era palesemente agitata, aveva desiderato avere un’esperienza lesbo ma tra la fantasia e la realtà, ci passava anche tanta timidezza. Così, Carla iniziò a prendere l’iniziativa. Le passò la mano dietro la testa e iniziò a baciarla.

Prima con semplici bacetti sulle labbra di Valeria che ricambiava e poi in seguito iniziarono a limonare profondamente con le lingue.
Valeria indossava un vestitino rosso attillato che evidenziava il suo seno prosperoso, Carla indossava una camicetta bianca molto aderente e una minigonna nera. Le due donne iniziarono a toccarsi e spogliarsi. Si slacciarono i reggiseni e Carla iniziò a succhiare voracemente i capezzoli di Valeria che si erano irrigiditi e sembravano due chiodi d’acciaio.

La mano di Carla passò tra le gambe di Valeria e iniziò a frugare nelle sue mutandine. Il tocco delle sue dita sul clitoride, fece avere un sussulto a Valeria che incominciò a gemere di piacere.
Le dita di Carla si facevano sempre più ardite e Valeria stava perdendo ogni inibizione. Carla le sfilò le mutandine e iniziò a leccarle la figa che era ormai un lago.
Guardando quella scena il mio cazzo nei pantaloni era diventato sempre più duro.

Carla a volte lanciava occhiate e mi sorrideva, sapeva benissimo che avrei voluto scoparle entrambe e quello era il suo stesso desiderio.
Valeria continuava a gemere sotto i colpi i lingua di Carla che la penetrava la fighetta ma che giocava anche con il suo clitoride.
Valeria aveva la testa sul guanciale del divano e la tirava indietro a ogni colpo di lingua di Carla, mentre Carla era in ginocchio sul divano con il culo all’in sù e con la testa in mezzo alle gambe di Valeria.

Il mio cazzo stava scoppiando, così lo tirai fuori. Carla mi vide e iniziò a sculettare mentre continuava a leccare Valeria.
Era una scena irresistibile, dopo un po’ anche Valeria notò che avevo tirato fuori il mio cazzo duro e involontariamente si diede un leggero morso sul labbro inferiore. Era infoiata e il mio cazzo grosso non le dispiaceva affatto.
MI alzai in piedi e mi avvicinai alla fighetta di Carla che continuava a sculettare, le diedi un bello schiaffo sul culo e iniziai a giocare con la mia cappella sulla sua fighetta che in breve diventò un lago…
<<Su spingilo dentro>>
Non me lo feci ripetere due volte.

Entrai dentro in unico affondo fino alle palle e guardavo negli occhi Valeria che ricambiava lo sguardo.
Iniziai a fottermi Carla con foga e lei lanciava miagolii mentre continuava a slinguazzare la fighetta di Valeria. La sentii venire, io invece ero ancora durissimo. Valeria era venuta un’altra volta e sembrava che desiderasse qualcosa di più ora.
Presi per i capelli Carla e la feci girare dando il culo verso Valeria, e le misi il mio cazzo duro in bocca.

<<Leccale la figa. >> Rivolgendomi a Valeria che non se lo fece ripetere, si mise anche lei in ginocchio e iniziò a leccare la figa di Carla che era strabagnata grazie all’orgasmo che le avevo dato. Mentre la leccava, Valeria mi lanciava degli sguardi di sfida, e io tiravo fuori il cazzo duro dalla bocca di Carla e le schiaffeggiavo la guancia, in modo che Valeria potesse osservare come fosse duro e grosso.

Valeria era consapevole che volevo scoparmela, e il pensiero la faceva sbrodolare, ma voleva essere fedele al marito… anche se il mio cazzo l’attirava in maniera ossessiva.
Venni in bocca di Carla che invece di ingoiare, si girò verso Valeria che assaggiò il mio sperma dalla bocca di Carla che le diede un profondo bacio.
Il mio cazzo era ancora semiturgido e Carla disse a Valeria <<Perché non lo facciamo tornare duro insieme?>>
Valeria aveva ancora in bocca il sapore del mio sperma, <<No, non posso, amo troppo mio marito.

>> Ma continuava a fissarmi il cazzo.
erano entrambe in ginocchio sul pavimento vicino al divano.
Così Carla iniziò a riprenderlo in bocca e succhiarlo. Il mio cazzo ci mise poco per ridiventare di marmo.
Carla mentre lo succhiava e ci giocava, lanciava occhiate a Valeria che si stava eccitando in una maniera mai provata prima.
Quando Carla iniziò a succhiarmi le palle, Valeria decise di avvicinarsi alla cappella, la guardò ancora qualche secondo e poi, iniziò a succhiarmelo.

Aveva una bocca stupenda e il marito era davvero fortunato ad avere una donna che sapesse succhiarlo così.
Le due donne si scambiavano il mio cazzo e si regalavano baci lesbo. Poi Carla decise di lasciarla sola e tornò a dedicarsi alla fighetta di Valeria, ma stavolta iniziò anche a usare un dito per il buchetto del culo. Sentii Valeria avere un sussulto mentre Carla le mise l’indice nel culetto. Avevo desiderato per mesi fottermi la bocca di quella donna e ora era lì in ginocchio che mi spompinava da professionista.

Iniziai a spingerle la testa sul mio cazzo in modo da farglielo arrivare in gola, era brava, non aveva sussulti e continuava a succhiarmelo, nonnostante il mio cazzo fosse bello largo.
Il mio sguardo scendeva giù e vedevo Carla sotto di lei che continuava a preparare la sua fighetta e il suo culetto, chissà se avrebbe ceduto pensai.
<<Voglio usare un dildo. >> Esclamò Carla. Valeria si tirò fuori il mio cazzo dalla bocca e disse <<Aspetta lo vado a prendere.

>>
<<Non andare da nessuna parte. Il miglior dildo lo abbiamo qui>> e ci sorrise.
Fece sistemare Valeria sul divano, poi mi fece avvicinare e Valeria capì. <<No, questo no, ti prego. >> Tuttavia la sua voce faceva trasparire che il suo “no”, fosse un “sì”.
<<Dai su, solo un massaggio con la cappella, senza penetrazione. >> Valeria acconsentì, ma sapeva come sarebbe finita.
Carla mi stringeva forte il cazzo e lo usava come un dildo lungo la fighetta di Valeria che ormai trasudava litri di umori.

Carla non disdegnava di massaggiarle velocemente il clitoride con le dita, in modo da torturarla. Valeria perse ogni inibizione.
<<Spingilo dentro. >> Ansimò
<<Sicura?>> Le chiesi.
<<Sì, voglio essere scopata. Dammelo tutto. >>
La penetrai fino in fondo. Lei ebbe un sussulto e mi abbracciò. Iniziai a scoparla come un treno e darle baci sul collo e sulle labbra mentre con le mani le davo forte strizzate alle tette.
Carla le porse la sua fighetta e lei iniziò a leccargliela anche se spesso perdeva il ritmo a causa dei miei colpi profondi e duri.

La sentii sussultare due volte.
Ormai aveva perso ogni freno inibitorio, feci spostare Carla, feci girare Valeria, la misi velocemente a pecora e con un fulmineo sputo sul culo, lei capì.
Le misi il mio cazzo all’indirizzo del suo culetto sodo e spinsi. Lei gridò. Nonostante fosse abituata al sesso anale con il marito, non era abituata a un cazzo doppio come il mio. Carla si posizionò sotto di lei e fecero insieme un eccitante 69, mentre io continuavo a fottermi culo sodo di Valeria.

Fu un momento entusiasmante, tre corpi avvinghiati che provavano piacere.
Le venni nel culetto dopo una chiavata lunga e che non mancava di schiaffi sul culo e tirate di capelli.
Poi mi buttai sul divano. Le due donne mi vennero a leccare il cazzo come un gelato.
Dopo una breve pausa riprendemmo e Carla tirò fuori lo strapon che aveva comprato per l’occasione. Facemmo provare a Valeria anche la doppia penetrazione.

Scopammo per tutto il pomeriggio, poi andammo via in modo da lasciare il tempo a Valeria di darsi una ripulita e ripulire ogni cosa nel salone.
Da allora Valeria mi dice che si bagna solo a pensarci, ma che non vuole più tradire suo marito e così sarà fino a che non cambierà idea.

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