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Escort Dusseldorf – a paradise for businessmen

At a Dusseldorf meeting, more than 100 businessmen from international IT companies met. Already four days of the meeting were over. Heads smoldered and budgets tightened. All businessmen had explicit guidelines from their CEO or CFO. Bordering on insanity, most of the men were longing for a delightful and appealing conversation with a lady. This time should ensure that the men were able relax and were again more receptive to business.

For this reason, after less than a week, the organizer of the meeting organized different women through Vogue Escorts from Dusseldorf. They should take care of the wellbeing of the men and keep them in good mood. It was agreed that the men pay themselves and the cost of the ladies could be reclaimed by expense report.

Many of the men had a great desire for the escort ladies, but no such amounts in cash with them. After all, the women were the high class of the ladies from Escort Dusseldorf and not cheap prostitutes who offer half-hearted sex for a few Euros. The ladies who attended this congress usually cost between 1500 and 2000 Euros per night. No cheap venture, but the organizer was sure to engage the Escort Dusseldorf was worth the money.

There was a spot of trouble in the subject of pay because the fewest men were carrying so much money in their pockets. They offered payment via credit card. Always in the hope that the home sitting wife does not see the billing. At the same time, it did not matter to the men, so it seemed. The Escort Dusseldorf ladies, however, didn’t have a card reader and didn’t want to serve the men for this reason. In this business it is said: only cash is the real thing. Many men were accordingly not particularly pleased.

For this reason the organizer came to the congress hotel the same evening and paid the escort ladies in cash. This was not as it was agreed, but it was more important for the organizer to keep the men in a good mood, in order that successful contracts could be made. If the men were not in good mood, the organizer feared great losses.

Another problem was in the numbers of ladies. It seemed as if there were not enough women for all gentlemen who wanted to be served. Most women refused to serve two or more men a night. They relied on a loss of their performance.

The organizer took care to get more Escort Dusseldorf ladies engaged. This, however, was not possible for him in a rush, wherefore many of the gentlemen were angry and annoyed. Some women arranged themselves with the split time and served only a few hours each different gentleman. After all, the organizer had promised them a cash bonus in return.

He also fallowed this promise immediately. Most ladies earned a good sum this night. Those who refused and rejected such work, most of them went home empty-handed.

However, what was the most important to the organizer; the businessmen concluded diligent contracts and concluded both business and private relations. In spite of the initial faux pas, the organizer and also all the companies represented summarized a successful congress week with all sorts of extras. Of course the officials of the company knew nothing about this. A gentleman is silent and enjoys.

The organizer was sure that most of the men would already be looking forward to the next congress organized by them.

 

 

Padrone IV

“Buon giorno”
“Buon giorno a lei”
Da qualche giorno non era più la prima ad arrivare in ufficio, il che la disturbava un poco ma non le importava più molto. Era la chiusura del trimestre e tutto l’ufficio era in subbuglio e molti erano costretti ad arrivare prima per poter consegnare in tempo i propri rendiconto. Per la prima volta da quando aveva iniziato a lavorare era stressata, doveva lavorare in fretta e con precisione, senza delle vere pause.

Padrone non si faceva sentire, si sentiva un po’ triste per questo, accarezzava spesso il foulard e si diceva che comunque stava bene anche senza quel gioco, che poi lei non aveva fatto nulla di male, anzi, l’ultima volta era anche stata premiata e che quindi non era colpa sua se non andava avanti, sospirava e si intristiva sperando che non fosse tutto finito.
Arrivata nel suo angolino, come tutte le mattine, andò al cassetto, lo aprì non aspettandosi nulla ma sul fondo trovò qualcosa di pesante avvolto in una stoffa rosa.

Lo tirò fuori e le sembrava proprio fosse una bottiglia al cui collo, per tenere chiuso il sacchetto, c’era un nastro a cui era appeso un foglietto, uguale a tutti gli altri che aveva ricevuto.
Finalmente, pensò, dopo tutto questo tempo di nuovo un segno di Padrone, era felice, dall’incarto le sembrava che fosse un regalo e quindi aspettare pazientemente senza scrivere ancora lei stessa dei biglietti aveva pagato. Aprì il bigliettino

Tre manciate in acqua calda.

Padrone

Non capiva. Non importava in quel momento, sciolse con cura e lentamente il nastro. L’incarto si aprì da solo come una corolla e rivelò la bottiglia in vetro dalla bocca larga. All’interno c’era come della finissima ghiaia rosa, l’etichetta diceva “Sali da bagno”. Oh, pensò, mai avuti… Tolse il tappo in sughero, il profumo di rosa e gelsomino l’avvolse con forza, era inebriante, le servì tutta la sua forza di volontà per riporre nella confezione la bottiglia e metterla nella borsa prima di cominciare a lavorare.

Arrivata a casa era distrutta, la giornata era stata nuovamente pesante ma il suo animo era leggero. Quello nella sua borsa era il primo regalo che non aveva potuto usare immediatamente, era qualcosa che poteva usare solo in casa e dovette aspettare per tutto il lunghissimo giorno prima di seguire le indicazioni del biglietto. Posò la borsa, prese la bottiglia ed andò subito in bagno. Tolse le scarpe che non sopportava più, rilesse il bigliettino per sicurezza ed aprì l’acqua calda.

Da quando si era trasferita nell’appartamento aveva sempre pensato che fare la doccia in una vasca da bagno era la cosa più scomoda del mondo, troppo ingombrante, il bordo da scavalcare ogni volta e la tenda che puntualmente sgocciolava in terra. Invece ora aprì completamente la tenda e la appiattì per bene contro il muro. Mentre l’acqua continuava a sgorgare fragorosamente dal rubinetto si spogliò e ripose gli indumenti nel cesto dei panni sporchi, il foulard per ultimo, lo piegò con cura e lo lasciò in bella vista sul ripiano degli asciugamani da dove ne prese uno pulito che lasciò cadere a terra vicino la vasca.

Dall’acqua si alzava un sottile strato di vapore, immerse una mano, perfetta, proprio la temperatura che piaceva a lei. Prese la bottiglia, la stappò e annusò di nuovo il contenuto fino a riempirsene i polmoni. Versò attentamente nel cavo della mano i sali e poi li lasciò cadere nella vasca per tre volte, come diceva il bigliettino, immerse la mano fino a toccare il fondo e scosse l’acqua per farli sciogliere completamente.
Il livello dell’acqua le sembrava giusto, la temperatura perfetta ed il profumo invitante, si decise ad entrare.

Immerse un piede, poi l’altro ed i polpacci tesi già le facevano meno male. Si sedette lentamente osservando il livello dell’acqua che saliva senza andare oltre il livello di pericolo di allagamento del bagno. Fece scivolare i pollici sulla nuca per raccogliere i capelli ed evitare di bagnarli.

“Mai più capelli legati”

Le tornò in mente una delle richieste di Padrone, aprì le mani e lasciò che i capelli si sciogliessero di nuovo sulla pelle nuda della schiena.

Se non li legava tanto valeva bagnarli completamente per tenerli composti, lasciandosi scivolare nella vasca si immerse completamente con gli occhi chiusi e senza la fretta di prendere di nuovo fiato, l’acqua era così calda ed accogliente, come le coperte calde in una fredda giornata invernale. Riemerse e con le mani lisciò i capelli per sistemarli, appoggiò la testa al bordo e chiuse di nuovo gli occhi per godersi appieno quel momento.
Il vapore caldo che si alzava dall’acqua portava con sé il profumo di rosa e gelsomino, si sentiva meglio, le piaceva quella fragranza e ne respirava a pieni polmoni.

Ogni respiro però, correndo sulla pelle nuda e bagnata del petto la raffreddava e lei muovendo sinuosamente la mano si portava dell’acqua a riscaldare quella parte esposta. Accarezzandosi la pelle nuovamente calda trovò che i capezzoli inturgiditi dal freddo non avevano affatto perso il proprio gonfiore, sorresse i seni tra le mani e con le dita continuò a stimolare quei due bottoncini sensibili. Dalla sensazione al basso ventre sapeva il motivo per cui i capezzoli erano ormai ben ritti, incrociando e stringendo con forza le cosce sentiva il suo sesso pulsante e voglioso.

Con un respiro liberatorio immerse la mano destra e la fece scivolare più in basso dell’ombelico, giù attraverso i peli pubici fino a trovare il clitoride, per un istante perse il respiro e strinse forte il capezzolo che aveva ancora le attenzioni dell’altra mano.
Il calore dell’acqua ed il suo profumo sembravano averla ubriacata, sapeva di essere pronta, fece scivolare l’indice tra le pieghe soffici della sua carne. Entrando dentro sé stessa riconobbe come frutto del suo desiderio e non dell’acqua tutto intorno a lei quella sensazione di viscosità che le circondava il dito.

Andò dritta ed immediata a quel punto magico che… ancora una volta le prese il respiro e le fece contrarre tutti i muscoli nel tentativo di controllarsi.
Sentiva già le gote in fiamme e che il respiro le si faceva sempre più affannato, quel punto è sempre lì e lei si è chiesta ogni volta come sia possibile che i suoi ragazzi non lo avessero mai trovato. Accarezzandosi con il massimo dell’amore per sé stessa aveva la convinzione che Padrone invece lo avrebbe trovato subito e che con la Sua mano tra le gambe lei si sarebbe sentita appagata, ma la mano di un uomo come lui doveva sicuramente essere più forte e decisa della sua così, cercando di figurarsela, premette anche il medio all’entrata del suo sesso fino a farlo scivolare dentro a raddoppiare il piacere.

Ma non sarebbe stato soltanto da dentro che le avrebbe dato piacere, sapeva che si sarebbe sentita felicemente sopraffatta dalla sua presenza e così iniziò a massaggiarsi il clitoride con le pressioni del palmo.
Chiuse gli occhi e dipinse nella sua immaginazione quell’uomo che le avrebbe dato piacere in quel modo così totale e mentre pensava questo la sua mano continuava a stimolarla, le gambe ormai spalancate per accogliere tutta la forza della sua passione.

Sentiva la testa girare per il caldo, i respiri troppo frenetici e per i movimenti ritmati della mano. Sull’orlo del piacere contrasse le dita per sfiorare di nuovo quel punto così intimo e sensibile e l’onda di appagamento che ne shiturì si estese a tutto il corpo scuotendola dal profondo.
Negli istanti successivi rimase immobile a godersi gli ultimi istanti di annebbiamento dei pensieri, immerse un poco il viso nell’acqua calda per rinfrescare i tizzoni ardenti dei suoi zigomi.

Si abbandonò completamente al relax dell’acqua che la cullava stingendola nel suo abbraccio, stanca, distrutta ma appagata.

Potete trovare il seguito di questa storia e gli altri miei racconti sulla mia pagina de “I racconti di Milu”.

L';INSEGNANTE DI BALLO

Buonasera
Racconto questa storia realmente accaduta;
Da circa un anno io e la mia ragazza stiamo prendendo lezioni di latino americano, sinceramente la cosa all’inizio mi imbarazzava un pò poi ha iniziato ad appassionarmi anche perchè è una danza molto sensuale, anzi molto molto… i corpi e le mani si uniscono con il partner, si sentono tutti i profumi che voi bellissime donne emanate, insomma un ballo che può diventare anche erotico ed eccitante… fatto stà che da quando andiamo a ballare il rapporto, sia sessuale che fuori dal letto, con la mia ragazza è molto migliorato….

purtroppo però io ho un debole per l’insegnate di ballo.. dal primo momento che l’ho vista ho pensato che prima o poi avrei dovuto provarci… lei si chiama Michela, donna sulla quarantina, un po in carne, viso da vera porca, tette molto abbondanti ed ha un muovimento del corpo che ti lascia a bocca aperta;
Fatto sta che la nostra scuola organizza una “vacanza” che si chiamo salsa week, avremmo dovuto passare due giorni interi a fare corsi aggiuntivi in un hotel bellissimo che si affacciava sul mare; arrivati all’hotel io accuso un piccolo malore… insomma avevo qualche linea di febbre che per noi uomini vuol dire stare malissimo.. 🙂 apparte di scherzi non riuscivo a stare in piedi… pertanto per il dispiacere di far perdere queste lezioni alla mia ragazza prendo degli antidolorifici e vado a riposare dicendole che li avrei raggiunti quando sarei stato meglio… e così mi faccio una bella dormita fino a quando dopo circa un’oretta mi sento bussare alla porta di camera, così pensando che fosse la mia ragazza vado ad aprire in mutande… con mia bellissima sorpresa davanti a me mi ritrovo Michela che, su permesso della mia ragazza mi porta una spremuta ed un caffè sperando che mi facciano stare un pò meglio; con molta gentilezza invito Michela ad entrare senza troppe pretese sapendo che nella hall c’era la mia ragazza e che quindi non avrei potuto minimanente tentare un qualche tipo di approccio; insomma tra una chiacchiera ed una bevuta mi comunica che il gruppo era andato a visitare il centro e che non sarebbero ritornati prima di due orette circa; non potete immaginare come quella frase mi abbia fatto ritornare in forma smagliante, tanto è che di sotto qualcosa ha iniziato a muoversi… anzi ce l’avevo un pò barzotto ed essendo in mutante soltanto, la cosa era molto visibile….

anche Michele se n’è accorta ed era molto imbarazzata… così rischio il tutto per tutto e le racconto che mi eccitava moltissimo e che era dalla prima lezione che avrei voluto scoparla… lei rimane di sasso…. così dopo qualche minuto che non apre bocca parlo io e rassegnandomi le porgo le mie scuse ma non faccio in tempo a finire la frase che inizia a spogliarsi; aveva un corpetto ed una gonnellina, non potete immaginare quanto sono stati lunghissimi quei secondi mentre si stava spogliando… non passavano mai… avevo voglia di vederla nuda… il mio cazzo aveva voglia di vederla nuda… e così passati quei lunghissimi secondi rimane soltanto con le scarpe da ballo, luccicose scarpe da ballo che con quei 7 centimetri di tacco la rendono ancora più bella….

lei rimane in silenzio probabilmente aspettando una mia mossa… che puntualmente arriva; mi alzo cammino verso di lei ed inizio a baciarla, le mie mani non sanno dove toccare, ce ne vorrebbero 4 o 5 di mani perchè vorrei toccarla da tutte le parti in contemporanea ma inizio dai suoi stupendi seni, li massaggio e li strizzo con foga, poi inizio a leccare i suoi capezzoli che in pochi secondi di irrigidiscono, le mie mani scendono fino ad incontrare le sue labbra carnose e molto bagnate.. si la sua fica era un fiume in piena, così ne approfitto ed inizio a giocare con il suo clitornide, prima con le dita e poi con la lingua… la sento ansimare, la sento vibrare, la sento che vorrebbe urlare ma si trattiene, così quando non ce la fà più si alza ed inizia a succhiarmi il cazzo con foga, vorrebbeingollare anche le palle da quanto è eccitata… il mio cazzo è tutto dentro la sua bocca… io sono al settimo cielo ma non sono ancor soddisfatto, così estraggo il mio cazzo dalla bocca e inizio a scoparla… ha un muovimento di bacino che fa impazzire….

che troia che è… la scopo a ripetizione.. mentre le sono sopra inizia a stuzzicarsi l’ano e mi sussurra di scoparla nel buco che sta stuzzicando… così non me lo faccio ripetere due volte ed infilo tutto il mio cazzo nel suo culo fino a che le mie palle non incotrano la sua fica… da come sono entrato facilmente capisco che non è vergine così do dei colpi forti alternati a schiaffi nei glutei.. lei gode come una matta.. io non ho mai goduto così tanto ed infatti dopo qualche minuto non resisto più e le vengo tutto dentro il culo…..
dopo qualche minuto di relax si riveste ed esce dalla camera.

Purtroppo da quella volta non è più successo anche se frequento tutt’ora insieme alla mia ragazza la sua scuola di danza.
Peccato… speriamo succeda di nuovo
Grazie della lettura.