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Mia Moglie e la sua VOGLIA DI CAZZO…

Mia moglie, bellissima TROIA con una quarta ben sorretta e soda, complice della mia passione cuckold, non smette mai di eccitarmi con i suoi continui tradimenti..
La sua direi che è una vera e naturale VOGLIA DI CAZZO..una voglia irrefrenabile..inarrestabile..ingestibile!
L’effetto sorpresa è la nostra grande passione..
Rincasare dal lavoro e trovare in bagno ben messi in evidenza i suoi slip con la parte che appoggia sulla fica bagnata di sperma oppure trovare dei collant strappati per aver consentito un’estemporanea penetrazione sono per me fonte inesauribile di passione e amore vero per lei..
Spesso capita questo..qualche volta capita qualcosa di più “magico” che mi vede pienamente partecipe nella trama oscura del tradimento stesso…
Un pomeriggio mentre ero ancora in casa le è arrivato un messaggio sul telefonino; ho guardato ed ho riconosciuto il nome, Fabio, titolare socio di un negozio di abbigliamento dove spesso lei fa shopping; leggo:
-“tesoro il mio socio esce tra poco puoi raggiungermi in negozio verso le 19.

30?”
Ho risposto io, scimmiottandone le espressioni, con un secco e convinto:
-“tesò mi faccio bella e vengo da te..”
L’ho quindi subito allertata e lei rimasta felicemente sorpresa nel sapermi così premuroso e deciso, ed ha manifestato tutto il suo compiacimento così:
-“amore quando vado con LUI mi allarga la fica al punto che quando lo tira fuori le mutandine non riescono più a coprirmi perché mi s’infilano in mezzo alle labbra, mi fa impazzire…..ha quel CAZZO grosso, duro e largo dalla cappella alla base che non riesco ad impugnarlo come faccio con te..sai bene quanto sia dotato Fabio..”

(con affermazioni come questa,la mia eccitazione è già alle stelle..sentirsi dire dalla propria moglie che preferisce farsi sbattere da un mezzo estraneo solo perché ha il CAZZO naturalmente più grosso del tuo ti lascia quella dose di “impotenza” che noi CUCK adoriamo..in pochissimi attimi realizzi che TUA MOGLIE, quella che hai sposato in abito bianco.. sarebbe capace, DIREI CAPACISSIMA, di farsi sbattere da chiunque abbia un CAZZO degno di nota!!)

-“In negozio non avremo molto tempo a disposizione; sicuramente ha bisogno di uno sfogo immediato, come spesso è capitato, con una bella sveltina in un camerino di prova.

Mi preparo al meglio per farlo impazzire, ci tengo a farlo felice..”
Godere della preparazione della propria donna, già piena di desiderio ed eccitazione, è sempre un’esperienza indescrivibile. La scelta dell’abbigliamento intimo più arrapante coniugato alla praticità di un rapporto immediato e frenetico mi rende eccitatissimo..
-“amore ci vediamo dopo, pensami..TI AMO!”
Mi bacia accarezzandomi la patta ed esce; nonostante con Fabio non prenda precauzioni data la conoscenza di tanti anni, vedo che ormai esce sempre portando con se i preservativi che di tanto in tanto le compro rimpiazzando i suoi elevati consumi..

Ogni volta l’attesa è un tormento di voglia e di ansia che cerco di calmare dedicandomi alla mia passione preferita: masturbarmi con il porno e le teens..
Ma ill pensiero è sempre lì, martellante, incombente..mi ammazzo di seghe in un mix perfetto di gelosia e depravazione..per un CUCK i momenti più preziosi sono questi..l’attesa ed il non poter far nulla, non sapere nulla..il solo immaginare..il solo pensare alla PROPRIA MOGLIE montata a bestia da un altro MASKIO..sono momenti unici..indescrivibili..si fa tutto per amore..amore per la propria TROIA..le farei far di tutto pur di saperla SODDISFATTA nei suoi ORGASMI!

Dopo un paio di ore è già di ritorno.

Le apro e mi appare un viso sorridente e maliziosamente stanco..
Mi avvicino per baciarla e sento il caratteristico odore dell’alito “post pompino”. La bacio avidamente ma di fatto è una penetrazione con la mia lingua. Lei insiste nel bacio..apre la bocca e mi invita a leccarle bene le labbra e la lingua..è come sukkiare un CAZZO..tanto è forte e acre quell’odore!!
Mi abbraccia forte e mi sussurra:
-“andiamo di là amore mio..ho voglia di dirti com’è andata”
Si siede sul letto per togliersi le scarpe ed io approfitto subito per metterle il mio cazzetto turgido nella bocca e muovermi come se la stessi scopando.

Lei mi accarezza le palle, mi infila un dito di dietro..è troppo premurosa, avrà fatto di sicuro la TROIA penso tra me e me!
Poi si alza e si spoglia e guardandomi con fare sornione si sdraia sul letto con gli slip neri ancora indossati. Intravedo chiaramente una grossa chiazza umida in corrispondenza della fica…. mi chino su di lei per leccarla ma mi dice:
– “aspetta, rallenta..ti racconto cos’è successo..voglio farti sentire quanto ti ho fatto CORNUTO”.

Questo forse è il momento più magico delle corna…il suo racconto dettagliato saprà farmi rivoltare lo stomaco ma eccitarmi al tempo stesso..la adoro, kazzo se la adoro!

-“appena sono arrivata, così come prevedevo, mi ha detto che purtroppo non avevamo molto tempo a disposizione perché il suo socio sarebbe mancato solo un paio d’ore. Essendo ora di chiusura ha abbassato la serranda e mi ha portata in un camerino, in piedi, ed ha cominciato a baciarmi tutta..
Quando mi ha alzato il vestito e mi ha visto in lingerie, come al solito è impazzito; mi ha subito abbassato gli slip ed ha cominciato a leccare la fica quasi da farmi venire subito.

L’ho tirato a me, gli ho sbottonato i jeans ed ho tirato fuori quel palo enorme. Passando le dita sulla punta ho sentito ch’era già bagnato e l’ho strofinato sulla fica.
Non ha resistito molto: l’ha inumidito di più con la saliva e me l’ha infilato dentro facendomi sussultare per l’improvvisa dilatazione. Poi ha cominciato a stantuffare senza che io riuscissi più a muovermi, provavo solo un piacere senza confini..sono venuta due volte, lui continuava con foga, ogni tanto una piccola sosta con il cazzo infilato fino alle palle, e poi riprendeva più forte di prima..è brutale ma sa il fatto suo credimi..”
-“ti ha detto qualcosa su di me?” (chiedo IO)
-“si amore, si eccitava chiedendomi “lo sa tuo marito che ce l’ho il doppio del suo?” oppure dicendomi “quando torni a casa ci starà larghissimo nella tua fica sfondata da me”…poi quelle cose sempre eccitanti “sei la mia puttana, la mia troia..hai bisogno di cazzi grossi come questo per una fica così e non di tuo marito che ha un pisello come quello di un bambino..”; amore era feroce ed inveiva su di te..ti insultava e denigrava ed io permettevo di farlo..scusami ma lo sai che ci tenevo a farlo stare bene e che alla fine diceva solo la verità.. Poi si è sganciato dalla figa, ha sputato sul mio buchetto e con forza, tanta forza mi ha messo il suo enorme CAZZO nel mio culetto..ha cominciato subito a pompare sempre di più e urlandomi contro mi ha detto “puttana sborro..sborrooo puttana!!”.

L’ho spinto dalle chiappe quanto più possibile dentro di me sentendo un fortissimo calore dentro: un’esplosione di sborra da non credere. Sai che adoro farmi venire dietro..sai che impazzisco a sentire quei potenti schizzi nelle mie viscere..mmmmmmmmmm
Siamo rimasti così per un po’ di minuti. Poi lui piano piano ha uscito il CAZZO e me lo ha messo sporco ma ancora RIGIDO anche nella figa..mentre io tiravo subito su gli slip per non fare scolare a terra lo sperma, quello che adesso tu stai toccando, che leccherai e che userai come lubrificante per scoparmi.

Mi sono inginocchiata e gliel’ho pulito per benino con la bocca, succhiando sperma fino all’ultima goccia”. Amore perdonami..amore scusami se ho fatto la TROIA..”

Con il cuore che mi batte a tremila..con le palpitazioni..sono rosso di rabbia in viso..ma tanto eccitato le dico con fermezza:
-“amore adesso è il mio turno..ti prego fammi godere!!”
Le metto due dita dentro e sento la fica allargata e bagnatissima..appena le abbasso le mutandine vedo sborra che si affaccia dalla meravigliosa fessura..comincio a leccare trattenendo in bocca il liquido caldo per poi riversarlo con un intenso bacio nella sua bocca già spalancata e pronta..
La penetro ed il mio cazzetto scivola dentro di lei avvertendo la forte dilatazione che l’uccello di Fabio le aveva provocato con i suoi colpi possenti..
Sono convinto che lei non senta molto..data la differenza di dimensione tra il mio cazzetto ed il CAZZO di Fabio, per questo mi aiuto sgrillettandola per bene..gioco sul suo clito come negli anni ho imparato a fare..così ho imparato a portarla all’orgasmo, aiutandomi con le dita..
E’ larga e zuppa..troppo calda..mi sento avvolto dai residui di seme caldo di un altro uomo e pensando alle dimensioni del suo CAZZO mi eccito anche io molto, moltissimo…
Lei ansima ma sono certo che non sia per la penetrazione..mi insulta..
-”cornuto senti come sono larga..cornuto sei felice che mi abbia pompato anche il culo..cornuto ti piace che tua moglie si faccia sborrare dagli altri..cornuto sei solo un gran cornuto che si fa fottere la mogliettina!!”
Le sue parole, i suoi insulti sono per me una sorta di Viagra naturale..divento più duro e nonostante non sia molto dotato mi applico nel spingerlo dentro più che posso..muovo le dita più veloci sul suo clito e sento che ci siamo quasi..la stringo a me forte..è mia, è mia Moglie..solo mia..

Insieme poi..finalmente..godiamo in un orgasmo indescrivibile e restiamo abbracciati, noi, solo noi..
Lei è una moglie TROIA ed avida ed io sono solo il marito CORNUTO e felice….

una giornata alla spa – parte terza

Sara e Giovanna fecero una veloce doccia per andare a mangiare qualcosa perché con tutto quel movimento ne sentivano veramente il bisogno e se fossero rimaste distese sul letto la stanchezza avrebbe potuto giocare qualche brutto tiro facendole addormentare.
Entrate nel semideserto ristorante della spa si diressero verso il primo tavolo libero in attesa che arrivasse il cameriere a cui avevano fatto cenno.
Mentre mangiavano il frugale e leggero pasto, bevendo solamente acqua minerale, parlarono dell’esperienza appena vissuta e Sara fu veramente contenta quando Giovanna ripeté con ancora maggior entusiasmo quanto avesse apprezzato, e goduto, quello che Sara aveva architettato per portarla verso la scoperta di una nuova dimensione del sesso.

“Sapevo, anzi speravo, che lo avresti apprezzato anche se una minima paura l’avevo. Se non avessi capito che stavo facendo tutto quello solamente per il tuo piacere, e non per il mio come poteva sembrare, la nostra amicizia poteva anche risentirne. ”
“ma che dici” rispose Giovanna con voce leggermente incazzata “ la nostra amicizia non terminerà mai! Anzi ora è ancora più forte e … divertente perché mi fai godere come una pazza”
Sara scoppiò a ridere a quelle parole e pensò che anche lei godeva molto quando era in presenza di Giovanna.

Tornate nella stanza Sara obbligò Giovanna a prepararsi mentalmente e fisicamente per il seguito mentre lei cercava di recuperare un po’ di forze facendo un breve riposino, e fu così che

Sara si trovava in una stanza buia e e fredda, molto fredda e quando cominciò a rabbrividire ne capì il motivo che era completamente nuda!
Questo eliminò il primo pensiero che le era venuto in mente e cioè che fosse rimasta chiusa in un ascensore e che fosse caduta battendo la testa, che comunque le doleva, facendole perdere conoscenza.

La paura s’assalì e lei iniziò a gridare a squarciagola con la speranza che qualcuno la sentisse ma non successe nulla, almeno fino a quando, stanca e ormai con la voce roca, smise di gridare e scoppiò a piangere.
Una luce trapassò il buio pesto e lei, guardando verso la fonte di quella striscia luminosa, vide che passava attraverso una piccola feritoia che fu chiusa dopo pochi secondi.
Sara non sapeva cosa pensare e soprattutto non ricordava nulla tranne che appena uscita dal lavoro si era fermata a ….

dove si era fermata? Non lo ricordava però aveva delle immagini sfocate di un bar o di un autogrill
“qualunque posto fosse ha poca importanza ormai” pensò singhiozzando “mi devo preoccupare dove sono e non dove ero”
Ecco i pensieri si facevano più lucidi e almeno questo era un buon segno
Questa volta sentì dei passi prima di vedere la luce trapassare il buio pesto.
Si fece coraggio e si alzò coprendo con le mani le parti del corpo che venivano illuminate e
“si è svegliata” sentì dire da una voce sconosciuta e subito dopo la stanza fu illuminata a giorno da una serie di faretti attaccati sul soffitto
La violenta ed inattesa illuminazione quasi l’accecò ma le diede la possibilità, finalmente, di vedere dove si trovava.

La stanza era larga circa un metro e sembrava quadrata con diversi fori, ad altezze diverse, su tutte le pareti. Questi erano chiusi all’esterno e proprio da uno di questi, che lei aveva erroneamente associato ad una feritoia, era entrata quella luce.
Di colpo senti il classico rumore di una, due, tre, tante serrature che venivano aperte e tutti i fori si aprirono dall’esterno
Dal foro che aveva di fronte vide spuntare una cosa dall’aria familiare che sembrava un cazzo barzotto
“ma no, non può essere” pensò un attimo prima che un altro cazzo spuntasse dal foro alla sua destra, e poi un altro, e poi un altro, fino a quando tutti i fori furono occupati da cazzi di diversi colori e dimensioni.

Alcuni erano ancora barzotti, altri mosci (o giù di lì) ed altri invece erano già eccitati
“Sara, sai cosa vogliamo da te?” disse una voce gracchiante che usciva da un interfono fissato al centro della soffitta
“chi siete? perché sono qui?” gridò Sara perdendo il controllo
“chi siamo non è importante. Perché sei qui lo dovresti aver capito. Ho bisogno di soldi, tanti soldi e mi stavo domandando come potevo risolvere il problema quando ho sentito parlare di te da due uomini che erano seduti accanto al mio tavolo.

Dicevano che ti dai tante arie, che ti metti in mostra come una zoccola ma che poi li lasci a bocca asciutta, e fin qua nulla di interessante per me ma poi hanno continuato dicendo che avrebbero pagato chissà quanto pur di scoparti, di farsi fare un bocchino o di incularti, ed io in quel momento ho capito che avevo risolto il mio problema. Dovevo solamente organizzare la cosa, contattare le persone, decidere il prezzo, rapirti e farmi pagare.

Ora tu non sai chi sono loro e mai lo saprai, mentre loro sanno chi sei ma non sanno cosa riceveranno da te, e di conseguenza quanto dovranno pagare, ma ti assicuro che c’è la fila. Quando avrai soddisfatto tutti sarai liberata, senza un graffio perché sono sicuro che non farai nulla per rintracciarmi, per darmi fastidio, per il semplice motivo che filmerò il tutto e lo terrò per me, solo per me, a meno che tu non vada alla polizia.

In quel caso il web e le mail di tutti i tuoi conoscenti riceveranno il filmato e … hai capito. Gli invitati entrano nella stanza esterna alla tua completamente nudi e quindi non hanno la possibilità di shittare foto o fare filmati. Troia ora non farmi perdere tempo e comincia a lavorare, come vuoi, ma soddisfa questi primi “concorrenti” perché gli altri si stanno stufando di aspettare”
Mentre la voce parlava Sara poté notare che sopra i fori da cui pendevano i cazzi ce n’erano altri da cui era possibile, per i partecipanti, vederla mentre era all’opera.

Riluttante Sara si avvicinò al primo cazzo, scegliendo quello più grande, e si inginocchiò per imboccarlo e poté udire un “oooohhhh” collettivo delle persone all’esterno della sua prigione.
Pur essendo in una situazione psicologicamente traumatica Sara aveva capito che doveva per forza accettare la cosa e che a quel punto tanto valeva che si comportasse come sempre, come se dietro a tutti quei cazzi ci fosse solamente Luigi, e questo pensiero l’aiutò a superare lo scoglio iniziale e a lavorare di buon lena su quel cazzo tosto e saporito fino al momento in cui sentì in bocca la classica vibrazione preorgasmo e dopo pochi secondi i fiotti di sborra bollente che le invasero la bocca.

Tossendo sputò tutto lo sperma che le fu possibile ma si bloccò quando dall’interfono riprese a gracchiare dicendo
“prima di uscire dovrai leccare tutto lo sperma che sputerai, quindi ti conviene ingoiare tutto. Questo signore ha diritto ad una prestazione gratis che prenderà più tardi. Per farti capire che non scherzo inizia a ripulire quello che hai appena sputato”
Sara rimase di ghiaccio nel sentire quelle parole ma poi si inginocchiò e leccò il lurido pavimento.

Dopo tre o quattro ingoi Sara aveva la bocca che le doleva a forza di fare pompini e poi era eccitata come una cagna in calore, aveva la fica che le colava, continui spasmi che la torturavano, quindi prese un altro cazzo e, dopo averlo masturbato un po’ per farlo diventare tosto, si girò e se lo infilò dentro la grata fica
Questa volta udì solamente il “ohohoho” che uscì dalle sue labbra mentre il cazzo entrava in profondità nella sua umida caverna personale
Cominciò a sbattere il culo sulla parete e pensò che stava provando la stessa sensazione di quando Luigi la inculava e la schiaffeggiava, anche se le sue mani non erano dure come la parete, e questo la infoiò ancora di più facendole aumentare la velocità, a sbattere sempre più velocemente le chiappe sulla dura parete fino al momento in cui che urlò il suo orgasmo a grande voce prima di estrarre al volo il cazzo vibrante per portarlo alla bocca e ingoiare lo sperma che ne fuoriusciva con schizzi così potenti che avrebbero potuto raggiungere la soffitta.

Si abbandonò per un attimo appoggiata alla parete per riprendere fiato prima di inginocchiarsi e agguantare un cazzo con la mano destra e, con un po’ di difficoltà, uno con la sinistra per masturbarli in sintonia e portarli ad una consistenza degna di lei, una donna talmente eccitata che avrebbe voluto soddisfarli tutti insieme, averne uno in bocca, uno nella fica, uno culo e due nelle mani e questo non per accelerare la fine di quello che era iniziato come un incubo ma per realizzare un desiderio sempre nascosto nella sue mente.

Quel pensiero aumentò, se possibile, la sua voglia di cazzo quindi scelse tra i due quello meno consistente per infilarselo nel culo ancora inutilizzato e godersi il momento in cui la gonfia cappella superò lo sfintere per la prima volta per poi spingere il culo fino ad appoggiarlo sulla parete. Si fermò così perché il proprietario del cazzo iniziò a muoversi, all’inizio con una calma apparente ma ben presto con un ritmo forsennato al punto che Sara a volte sentiva dei grugniti dovuti forse ai colpi che le palle davano alla parete.

Nella posizione in cui si trovava poteva tranquillamente allungare una mano per masturbare l’altro cazzo che nel frattempo si stava ammosciando e prese a menarlo a velocità alternate, a stringerlo quando intuiva che era vicino all’orgasmo, ad accarezzarlo lentamente, a impugnarlo stretto e segarlo con violenza.
I grugniti dietro al suo culo aumentarono e con essi la velocità, ancora, ancora fino al momento in cui si sentì invadere il retto dallo sperma del fortunato partecipante scelto tra tanti per godere nel suo culo.

Sara si staccò dalla parete per tuffarsi sul cazzo che aveva maltrattato fino a quel momento e lo ingoiò per tutta la lunghezza, succhiandolo come se fosse una deliziosa caramella, leccandolo come se fosse un gelato, e poi, quando capì che stava esplodendo, lo riprese tutto in bocca cominciando a bere la calda sborra come se fosse un dolce nettare.
Dopo aver soddisfatto con qualunque parte del suo corpo tutti i cazzi rimanenti, e dopo un numero imprecisato di orgasmi sempre più forti, vide apparire di nuovo il cazzo nero che aveva sbocchinato per primo e ne fu felice perché lo stava aspettando.

Era il più grosso tra quelli che aveva provato e, dopo aver scelto con cura calibri sempre più crescenti per il culo, era giunto il momento di farselo riempire da quel bastone.
Prima lo prese in bocca per tirarlo a lucido ed insalivarlo bene e poi lo appoggiò sull’ano e spinse sentendo la cappella forzare l’ingresso, un leggero brivido accompagnò quel momento, e poi giù, sempre più giù fino a quando il culo toccò la parete e lei ….

si sentiva piena, estremamente piena.
Si mosse con lentezza per gustare tutta la lunghezza di quel cazzo duro come un pezzo di marmo che trapanava le sue viscere facendola gridare dal piacere che provava. +
Poi sentì una lingua leccare la fica che sgorgava i suoi fluidi, leccava e succhiava il clitoride portandola in pochi secondi in un orgasmo ancora più violento e ….
Sara aprì gli occhi capendo all’istante e con delusione che aveva sognato, ma poi percepì ancora la lingua e vide la testa di Giovanna tra le sue gambe.

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